28 maggio 2012

A proposito di giornalismo in Russia (VIII)

I deputati si sono assunti il caso

25.05.2012
[1] "Brutta Copia".

[2] "Russia Unita" (il "partito del potere"), il Partito Comunista della Federazione Russa, "Russia Giusta" (partito di orientamento social-democratico) e il Partito Liberal-Democratico di Russia (in realtà partito nazionalista e populista).

[3] Capitale del Daghestan.
 
 
 

25 maggio 2012

A proposito di Amnesty International (II)

"Amnesty International": nel Caucaso del Nord non si osservano le leggi elementari
24 maggio 2012, 15.25

I rappresentanti del movimento mondiale per la difesa dei diritti umani "Amnesty International" ha presentato il 23 maggio a Mosca il rapporto "I diritti umani nel mondo contemporaneo", che contiene notizie sullo stato dei diritti umani nel 2011 in 155 paesi. La versione in russo del rapporto da informazioni su 50 paesi. La parte russa è dedicata in buona parte alle repubbliche del Caucaso del Nord, dove la situazione è caratterizzata dagli attivisti per i diritti umani come mutevole e irregolare.

"La situazione nel Caucaso del Nord è mutevole e irregolare"
La situazione nel Caucaso del Nord nel rapporto di "Amnesty International" è definita mutevole e irregolare. La popolazione civile soffre per gli attacchi dei gruppi armati e le operazioni per la garanzia della sicurezza, che non di rado si accompagnano a gravi violazioni dei diritti umani, fa notare l'organizzazione per la difesa dei diritti umani. Ai rappresentanti di "Amnesty International" in Russia sono giunte notizie di intimidazioni a testimoni e giornalisti e anche di omicidi di attivisti per i diritti umani e avvocati.

Nel rapporto sono rammentati l'omicidio del giornalista e fondatore del settimanale daghestano "Černovik" [1] Chadžimurad Kamalov, le indagini sugli omicidi dell'osservatrice della "Novaja gazeta" Anna Politkovskaja e della collaboratrice del centro per la difesa dei diritti umani "Memorial" Natal'ja Ėstemirova e la persecuzione penale dei seguaci del teologo islamico turco Said Nursi.

E' caratterizzata a parte la situazione in Cecenia: il sequestro dell'abitante di Groznyj Tamerlan Sulejmanov, l'arresto dei collaboratori del Comitato Interregionale contro la Tortura Sup'jan Baschanov e Magomed Alamov, l'indagine sul caso della detenzione segreta di Islam Umarpašaev, l'allontanamento forzato dagli asili temporanei a Groznyj di più di cento famiglie di emigrati forzati, il rafforzamento della disuguaglianza di genere in seguito alla rinascita delle "tradizioni cecene" propagandata dal capo della repubblica Ramzan Kadyrov.

Il Daghestan è rammentato nel rapporto per via degli attacchi dei gruppi armati ai collaboratori delle strutture armate, ai rappresentanti dell'amministrazione locale e a note personalità sociali, tra cui i mullah che predicano l'Islam tradizionale.

Si è fatto notare che le operazioni delle forze dell'ordine hanno portato all'aumento del numero di denunce di scomparse forzate, esecuzioni extragiudiziali e torture. Si riferisce dell'arresto e delle torture ai danni dei fratelli Zaur e Kamil'paša Gasanov nel territorio di Stavropol' [2] e del caso dell'adolescente 14enne picchiato dagli agenti dello ROVD [3] del distretto Šamil'skij [4]. I familiari della vittima hanno denunciato persecuzioni e intimidazioni nel corso delle indagini e del processo e anche una condanna troppo lieve, fanno notare gli attivisti per i diritti umani.

Il sequestro e l'omicidio di Ilez Gorčchanov e la dispersione della manifestazione contro le scomparse forzate mostrano lo stato delle cose in Inguscezia, fa notare "Amnesty International".

La Kabardino-Balkaria si è resa tristemente famosa per gli attacchi di gruppi armati ai luoghi di vacanza e le conseguenti operazioni speciali, dopo le quali gli agenti delle forze dell'ordine sono stati accusati di omicidi, sequestri e torture ai danni di sospetti. Il sequestro e il pestaggio di Murat Bedžiev della città di Tyrnyauz [5] sono stati registrati documentalmente, sottolinea "Amnesty International".

L'Ossezia del Nord nel 2011 ha sofferto per le operazioni a sostegno della sicurezza nella repubblica e nella vicina Inguscezia. In particolare, gli abitanti del villaggio di Čermen [6], indicano gli attivisti per i diritti umani, denunciano il pestaggio degli adolescenti Ruslan Timurziev e Imejr Džaurov da parte dei soldati.

Nikitin: catalizzatori delle azioni di protesta in Russia sono stati la corruzione, il favoritismo e la simulazione di procedure democratiche

Il 2011, in particolare i suoi ultimi giorni, si è fatto notare per la crescita delle azioni di protesta nella Federazione Russa, ha constatato, presentando il rapporto, il capo della rappresentanza di "Amnesty International" in Russia Sergej Nikitin.
"E ciò che ha portato i cittadini in strada non sono stati solo i brogli durante le elezioni, di cui hanno ampiamente parlato i mezzi di informazione di massa, ma anche la corruzione, il favoritismo e la simulazione di procedure democratiche, che hanno privato la gente della possibilità di compiere trasformazioni. Tutto ciò è stato il catalizzatore di numerose azioni. Siamo stati testimoni del fatto che all'opposizione non danno sistematicamente la possibilità di essere ascoltata e non le permettono di accedere ai principali mezzi di informazione di massa. Il rispetto dei diritti umani – proprio questa era una delle principali richieste di quelli che protestavano", – ha dichiarato Sergej Nikitin.

Dalhuisen: la Russia deve rivedere la propria posizione nell'arena internazionale

Il direttore del programma di "Amnesty International" per l'Europa e l'Asia Centrale John Dalhuisen ha suddiviso "due linee di soggetto nell'ambito dei diritti umani". C'è "il racconto del coraggio, della speranza, dei cambiamenti, quando un numero senza precedenti di persone che protestavano è andato per le strade delle città dell'Africa del Nord e del Medio Oriente, rovesciando regimi che in precedenza sembravano invulnerabili in Tunisia, Egitto, Yemen e Libia".
"In un altro soggetto si parla delle speranze non avverate e di ciò che è rimasto più o meno come prima. Perché la vittoria ottenuta con fatica in questi paesi può essere ridotta a nulla. Le potenze straniere hanno ritirato il sostegno a mutamenti più ampi", – ha detto John Dalhuisen.
I paesi dell'ONU devono approvare un accordo severo sul commercio di armi e non permettere una giustizia selettiva, ha fatto notare John Dalhuisen. "Per quanto riguarda la Russia, le è indispensabile rivedere la propria posizione nell'arena internazionale, ritiene il rappresentante di "Amnesty International". "La Russia conseguentemente si rifiuta di difendere i diritti umani in altri paesi e non maschera i propri interessi strategici con discorsi sui diritti umani. La Russia si fa scappare la possibilità di esercitare la propria influenza sulla situazione del mondo", – ha dichiarato John Dalhuisen.
Facendo notare la crescita delle proteste popolari nella Federazione Russa, ha indicato che "in una situazione di amministrazione statale inefficiente, alto livello di corruzione, potere giudiziario debole, severo controllo dei mezzi di informazione di massa e insufficiente rispetto della libertà di riunione questa insoddisfazione difficilmente si disperderà da sola".

Behr: l'instabilità e la violenza quotidiana portano a numerose violazioni dei diritti umani nel Caucaso del Nord

Più dettagliatamente della situazione in Russia ha raccontato l'esperta di "Amnesty International" Friederike Behr. Rispondendo alla domanda del corrispondente di "Kavkazskij uzel" sullo stato del Caucaso del Nord, questa ha fatto notare che in confronto ad altre regioni della Russia la situazione qui è molto critica.
"L'instabilità e la violenza quotidiana portano a numerose violazioni dei diritti umani. Osserviamo sempre più che nelle repubbliche del Caucaso del Nord non si rispettano le leggi più elementari. Il modo in cui si sviluppa la situazione là influenzerà anche la situazione in altre regioni della Federazione Russa", – è convinta Friederike Behr.
Seria inquietudine causa agli esperti internazionali anche il disegno di legge che limita la libertà di manifestazione, in particolare la parte di esso che riguarda il divieto di partecipazione all'organizzazione di manifestazioni da parte di persone che siano già state incriminate per violazioni amministrative nello svolgimento di manifestazioni.

Faremo notare che il rapporto annuale di "Amnesty International" è presentato già per la decima volta. Anche l'anno scorso, presentando il rapporto sul 2010, gli attivisti per i diritti umani parlarono dell'instabilità della situazione nel Caucaso del Nord , indicando che gli stessi rappresentanti delle autorità federali e regionali nel 2010 avevano riconosciuto che i metodi di lotta al cosiddetto terrorismo erano inefficaci.

La maggior parte del rapporto del 2009 dell'organizzazione sulla Russia fu dedicata alla situazione nel Caucaso del Nord. Nel corso della presentazione del rapporto nel maggio 2010 gli attivisti per i diritti umani fecero notare che, nonostante la conclusione dell'operazione antiterroristica in Cecenia, la situazione dei diritti umani nella regione del Caucaso del Nord era la più instabile nella Federazione Russa.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "Un'abitante del Daghestan chiede al presidente della Federazione Russa di prendere sotto il proprio controllo il caso dell'omicidio di sua figlia", "I partecipanti alla conferenza stampa in Daghestan sono preoccupati per la situazione nella repubblica", "Ševčenko [7]: Nurgaliev [8] non ha potuto prendere il controllo del ministero degli Interni nel Caucaso del Nord", ""Amnesty International": le autorità della Federazione Russa non hanno la volontà politica di indagare sull'omicidio Ėstemirova".

Autrice: Natal'ja Krajnova; fonte: corrispondente di "Kavkazskij uzel"

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/207080/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
Note
[1] "Brutta copia".
[2] Città della Russia meridionale.
[3] Rajonnyj Otdel Vnutrennich Del (Sezione Provinciale degli Affari Interni), cioè la sede provinciale della polizia.
[4] Distretto del Daghestan meridionale.
[5] Città della Kabardino-Balkaria occidentale.
[6] Villaggio della zone sud-orientale dell'Ossezia del Nord.
[7] Maksim Leonardovič Ševčenko, giornalista ed esperto di questioni caucasiche.
[8] Rašid Gumarovič Nurgaliev, ministro degli Interni nel governo Putin.
 
 

24 maggio 2012

A proposito di rifiuti

Immondizia di prima qualità
Il principale argomento dei "Naši" [1] – "piuttosto che criticare/manifestare, si occupassero di cose concrete" – non funziona più. La gente se n'è occupata e l'ha dimostrato.
22.05.2012
[1] "I Nostri", principale organizzazione giovanile pro-Cremlino.

[2] "Stagni puliti", parco del centro di Mosca.

[3] L'anello di viali che circonda il centro storico di Mosca.

[4] Da intendersi come il monumento al poeta kazako Abaj Kunanbaev nel parco dei Čistye Prudy, luogo simbolo della protesta contro il regime di Putin (è stato anche coniato lo slogan Occupy Abay, "Occupare Abay", ispirato alla protesta di New York Occupy Wall Street, "Occupare Wall Street").

[5] Capitale della repubblica autonoma di Ciuvascia, nella Russia europea centrale.

[6] Città della Russia meridionale.

[7] Sic.

[8] Stazione ferroviaria e della metropolitana di Mosca dedicata alla città di Kursk, nella Russia occidentale.

[9] "Delle Barricate", stazione della metropolitana presso la piazza Kudrinskaja, chiamata così in memoria delle barricate della tentata rivoluzione del 1905.

[10] Oltre 501.000 euro.
 
 
 

20 maggio 2012

A proposito di società civile in Russia (III)

"E' attivo. E' leale. Non occorrono misure speciali"
Come l'amministrazione presidenziale dirige la "società civile" di corte
18.05.2012
[1] Organismo consultivo che teoricamente rappresenta la società civile russa.
[2] Il film narra la storia di un ufficiale russo infiltrato tra i nazisti.
[3] Efim Zacharovič Kopeljan, attore sovietico.
[4] "I Nostri".
[5] Camera Sociale della Federazione Russa.
[6] Conduttrice televisiva di origine greco-georgiana.
[7] Central'nyj Dom Chudožnika (Casa Centrale degli Artisti).
[8] Artemij Troickij (vero nome: Artëm Kivovič Troickij), critico musicale.
[9] Associazione che lotta contro i brogli elettorali.
[10] Pavel Alekseevič Astachov, avvocato, conduttore televisivo e Incaricato del presidente della Federazione Russa per i diritti dei bambini.
[11] Gosudarstvennyj Muzej Izobrazitel'nych Iskusstv (Museo Statale di Arti Figurative).
[12] Nome colloquiale dell'Istituto per l'Energia Atomica intitolato al fisico Igor' Vasil'evič Kurčatov. Il fratello del direttore Michail Valentinovič Koval'čuk è il presidente del consiglio di amministrazione della banca "Rossija" (Russia), Jurij Valentinovič Koval'čuk, uomo di Putin.
[13] La cooperativa "Ozero" (Lago) gestisce le dacie sul lago Komsomol'skoe presso Pietroburgo e soprattutto riunisce gli uomini più vicini a Putin.
[14] "Tommaso", rivista di orientamento cristiano-ortodosso.
[15] Russkaja Pravoslavnaja Cerkov', "Chiesa Ortodossa Russa".
[16] Moskovskij Gosudarstvennyj Institut Meždunarodnych Otnošenij (Istituto Statale di Relazioni Internazionali di Mosca).
[17] Qualcosa come "Sorveglianza Architettonica", movimento in difesa degli edifici storici di Mosca.
[18] Pëtr Arkad'evič Stolypin, primo ministro riformista di epoca pre-rivoluzionaria.
[19] Società Panrussa per la Conservazione dei Monumenti della Storia e della Cultura (il corsivo è mio).
[20] Il "presidente di facciata" (dal tedesco sitz, "posto per sedersi") Funt è un personaggio del romanzo sovietico "Il vitello d'oro" di Il'ja Il'f (Iechiel-Lejb Ar'evič Fajnzil'berg) e Evgenij Petrov (Evgenij Petrovič Kataev).
[21] Putin e Medvedev, ovviamente.
[22] Città e regione dell'estremo oriente della Russia.
[23] Capitale e importante città della Russia europea sud-orientale.
[24] "Piazza Vecchia", nel centro di Mosca, dove si trova la sede dell'amministrazione presidenziale.
[25] Si tratta di Rudyard Kipling, che parlava dell'Occidente e dell'Oriente.
 
 

06 maggio 2012

A proposito dell'amicizia russo-cecena

Moskalenko: la chiusura dell'ORČD [1] contraddice le leggi russe e internazionali

04 maggio 2012, 22:41

La denuncia comunicata dalla Corte Europea per la chiusura della Società per l'Amicizia Russo-Cecena ha prospettive di una soluzione positiva della questione, ritengono i rappresentanti dell'organizzazione.

Come ha riferito "Kavkazskij uzel", la Società per l'Amicizia Russo-Cecena (ORČD) fu liquidata per effetto di una sentenza del tribunale regionale di Nižnij Novgorod [2] nell'ottobre 2006. La Corte Suprema Russa il 23 gennaio 2007 confermò la legalità di questa sentenza. Il 30 ottobre 2007 la Società per l'Amicizia Russo-Cecena fu registrata ufficialmente in Finlandia. Dopo il verdetto della Corte Suprema il direttore esecutivo dell'ORČD Stanislav Dmitrievskij indirizzò una denuncia alla Corte Europea. A quanto riferisce l'avvocato Oleg Aniščik, la denuncia dell'ORČD è stata comunicata il 13 aprile ed è già stata inviata al paese convenuto, cioè la Russia.
La comunicazione è la notizia di una denuncia data a uno stato convenuto. Inoltre insieme al comunicato allo stato convenuto a entrambe le parti in causa viene indirizzato un documento preparato dalla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, in cui si espone il parere della corte sui fatti del caso, basato sui materiali presentati dall'istante e alle parti si pongono anche domande che interessano la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo. Le parti possono non concordare con l'esposizione dei fatti e presentare il proprio parere su di essi.

La società fu chiusa in violazione degli standard approvati a livello internazionali e della legislazione russa, ha dichiarato l'avvocato Karina Moskalenko. "E' un caso che ha prospettive. La situazione della chiusura dell'ORČD è assolutamente anormale. E' stata un'organizzazione molto utile, conosco molto bene i principali organizzatori, hanno fatto una cosa di enorme importanza nella misura delle loro possibilità. Si sono sforzati di compensare la mancanza di una corretta interpretazione degli avvenimenti nella regione del Caucaso. Purtroppo la Società in Russia non c'è più", – ha raccontato Moskalenko.
L'avvocato ha fatto notare che ora resta solo da aspettare la risposta della Russia alle domande poste dalla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo.
Karina Moskalenko ha chiarito al corrispondente di "Kavkazskij uzel" che non è ancora riuscita a vedere le domande. "La lettera con le domande è stata indirizzata all'ufficio di Strasburgo, per questo finora non l'ho vista", – ha raccontato.
"Non so se ammetteranno qualche violazione, se proveranno a ristabilire i diritti violati dell'ORČD prima che la Corte Europea emetta la sentenza. Finora mi sono ignoti perfino i termini dati alla Russia per rispondere", – ha tirato le somme Moskalenko.

"Il fatto che la Corte Europea abbia comunicato la nostra denuncia mi ispira grandi speranze. Di solito la Corte Europea comunica le denunce se suppone che ci sia qualche violazione e che sia indispensabile esaminare il caso. Ma quale sentenza emetterà la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo è difficile dire", – ha raccontato al corrispondente di "Kavkazskij uzel" la collega di Moskalenko, l'avvocato Anna Stavickaja, che è rappresentante della Società per l'Amicizia Russo-Cecena.

Questa ha fatto notare che la corte ha comunicato la denuncia proprio sulla base degli articoli della Convenzione Europea sui Diritti dell'Uomo per cui era stata fatta dagli istanti. "Avevamo chiesto alla corte di comunicare la denuncia sulla base degli articoli 10 e 11 della Convenzione Europea sui Diritti dell'Uomo, cosa che è stata fatta. Ciò fa molto piacere. Mi occuperò ulteriormente di questo caso", – ha raccontato Stavickaja.
"Ora la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo ha indirizzato delle domande alla Federazione Russa, che è obbligata a rispondere. In seguito questo documento viene rinviato all'istante e ai suoi rappresentanti e noi scriviamo obiezioni, se ce ne sono. Dopo di che la corte emetterà una qualche sentenza", – ha detto l'avvocato.
A quanto ha detto Stavickaja, neanch'essa finora è riuscita ad esaminare le domande poste alla Russia dalla Corte Europea. Nel più breve tempo possibile l'avvocato ha in programma di prenderne conoscenza.
"Per quanto riguarda la pubblicazione degli articoli di Maschadov e Zakaev, non ritengo ciò un'attività estremista. In questo caso nessuno ha invitato a far qualcosa, è stata solo pubblicata l'opinione di altre persone", – ha dichiarato l'avvocato difensore.

Ricordiamo che all'inizio del 2005 nei confronti della società fu aperto un procedimento penale sulla base dell'articolo 15 della legge federale "Sul contrasto all'attività estremista". Motivo dell'apertura del procedimento penale fu la pubblicazione degli appelli del presidente dell'autoproclamata Repubblica Cecena di Ičkerija [3] Aslan Maschadov (ucciso nel marzo 2005) e del rappresentante della Repubblica Cecena di Ičkerija all'estero Achmed Zakaev sul giornale "Pravozaščita", appartenente all'ORČD, datati 2003. Negli articoli gli autori criticavano aspramente l'operato del governo russo nei confronti delle repubbliche del Caucaso del Nord e soprattutto della Cecenia.

Il 6 febbraio 2006 il capo dell'organizzazione Stanislav Dmitrievskij fu riconosciuto colpevole di aver violato l'articolo "Istigazione all'inimicizia interetnica" del Codice Penale Russo e fu condannato a due anni di prigione. In base alla legge "Sulle organizzazioni non governative" [5] l'ORČD fu chiusa, in quanto un cittadino riconosciuto colpevole di istigazione all'inimicizia interetnica non poteva essere capo di un'organizzazione non governativa.

La situazione di Stanislav Dmitrievskij e dell'ORČD ebbe ampia risonanza sociale: dopo la lettura della sentenza l'Europarlamento invitò la Russia a rimouovere tutte le accuse nei confronti dell'attivista per i diritti umani e l'organizzazione per la difesa dei diritti umani "Amnesty International" intervenne con una dichiarazione sull'intenzione di riconoscerlo prigioniero di coscienza. Con un appello speciale intervenne anche l'organizzazione per la difesa dei diritti umani "Human Rights Watch".

Nota della redazione: vedi anche le notizie "Čelyševa: la Russia accusa la Corte Europea di incitamento all'"inimicizia"","A Mosca si tiene un picchetto in difesa della "Società per l'Amicizia Russo-Cecena"", "Oggi la Corte Suprema deciderà il destino della "Società per l'Amiciza Russo-Cecena"".

Autore: Oleg Krasnov; fonte: corrispondente del "Kavkazskij uzel"

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/206074/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
Note
[1] Obščestvo Rossijsko-Čečenskoj Družby (Associazione per l'Amicizia Russo-Cecena).
[2] Città della Russia centrale, la Gor'kij del periodo sovietico.
[3] Nome ceceno della Cecenia.
[4] Le leggi russe sono indicate con il titolo e non con un numero.
 
 

05 maggio 2012

A proposito di Putin (XXXVII)



Tanti auguri [1], signor presidente! Di cosa parlerà Vladimir Putin nel discorso inaugurale [2]
04.05.2012
[1] In italiano nell'originale.

[2] Traduco impropriamente inauguracija (insediamento) con "inaugurazione" per salvare i giochi di parole e le argomentazioni dell'autore.

[3] Iosif Davydovič Kobzon, cantante russo molto legato al potere (e, pare, anche alla mafia russa).

[4] Allusione alla lejb-gvardija, la guardia del corpo dello zar (lejb deriva dal tedesco Leib, "corpo").

[5] Bruno Raikin, pianista jazz inglese, appartenente alla famiglia russa di attori Rajkin.

[6] Michail Michajlovič Žvaneckij, comico russo di origine ucraina.

[7] Evgenij Vaganovič Petrosjan, comico russo di origine armena.

[8] Traduzione in russo, che ovviamente ometto.

[9] Sic.

[10] Sic.

[11] In seguito c'è una traduzione un po' scorretta ("in giù" diventa un vago "più in là").

[12] "Chi è il signor Putin?", domanda (divenuta leggendaria) posta dalla giornalista americana Trudy Rubin al forum di Davos del 2000, poco dopo la prima elezione di Putin.

[13] Luoghi del centro di Mosca dove nei mesi scorsi si sono svolte grandi manifestazioni contro il regime di Putin.

[14] Russkaja Pravoslavnaja Cerkov' (Chiesa Ortodossa Russa).

[15] Michail Jur'evič Lermontov, poeta del XIX secolo è associato ironicamente al poeta del XX secolo Sergej Aleksandrovič Esenin perché entrambi sono stati usati da Putin per darsi un tono...