21 settembre 2013

A proposito del calcio russo e del fatto che tutto il mondo è paese (VIII)

"Сolosso russo" [1]

100 anni fa un "legionario" russo giocò per la prima volta per un club straniero

La persona di cui voglio raccontare non era forse il più noto calciatore di quel tempo. Ma indubbiamente era assai notevole. Era giovane, pieno di forza e di fervore. Si chiamava Michail Romm.

No, non era il noto regista Michail Il'ič Romm, detentore di cinque premi Stalin. Questi non si divertì mai con il calcio. Si tratta di un suo omonimo. Questi adorava il calcio!

Erano parenti? Non si sa. Ma un tratto li apparenta: entrambi lavorarono nel cinema. A dire il vero, per esprimersi in linguaggio calcistico, con diversi risultati. Il primo, Michail Il'ič, girò 13 film, che gli dettero fama mondiale. Sul conto di Michail Davidovič c'è solo una pellicola – un documentario, noto solo agli specialisti…

Il calcio, che alla fine del ХIХ secolo in Inghilterra aveva già acquisito popolarità, in Russia non era niente più di una cosa esotica. Il 13 settembre 1893 – un'altra data tonda, 120 anni fa – una partita di pallone fu degnata per la prima volta dell'attenzione della stampa. "L'essenza del gioco consiste nel fatto che una parte dei giocatori si sforza di spingere una sfera – lanciandola con i piedi, con la testa, con tutto ciò che si vuole, solo non con le mani – nella porta della parte avversaria…" – scriveva, senza nascondere un sogghigno, il corrispondente del "Peterburgskij listok" [2]. – "I signori sportivi con i vestiti bianchi correvano nel fango, cadendo ogni tanto nel fango con ampi gesti… Per tutto il tempo tra il pubblico c'era un riso inarrestabile".

Tuttavia con il tempo il rumore dei palloni si fece più forte, agitando i cuori di operai, studenti e ingegneri. Perfino conti e principi andarono per i campi come matti. In una parola, i vertici già non potevano vivere senza calcio e la base non voleva…

All'inizio del secolo a San Pietroburgo e a Mosca si fecero frequenti gli stranieri – inglesi, tedeschi, ungheresi, cechi, svedesi. Ogni volta davano dispiaceri ai russi, spesso molto dolorose. Del resto, non ci metteremo a irritare vecchie ferite, ne abbiamo di nuove ancora fresche…

Il primo campionato dell'Impero Russo del 1912 fu vinto dalla selezione di San Pietroburgo, che sconfisse Mosca in due duelli. Nel primo torneo, che si svolse esattamente un secolo fa, vinsero inaspettatamente gli odessiti [3], che superarono i calciatori della capitale [4]. Tuttavia si chiarì che nell'organico dei meridionali c'era un giocatore non dichiarato. E la selezione di Odessa, nonostante le lamentele dei suoi tifosi, fu estromessa dal torneo…

A quei duelli partecipò anche Michail Romm, che svolgeva molto bene il ruolo di back destro, cioè di difensore. Un vero atleta – alto, forte. Giocava benissimo di testa, era tenace nei contrasti.

Romm giocava nel Bykovo, nei pressi di Mosca. Giocò a calcio per il club Puškino del governatorato di Mosca, per il Kolomjagi di Piter [5] e per il club sportivo di Sokol'niki di Mosca. Le prime tre squadre erano mediocri, la quarta di esse forse eccelleva.

Più di una volta Romm scese in campo anche per la selezione di Mosca e ne fu capitano, ma per la selezione dell'Impero Russo giocò solo tre volte. La prima partita di Michail e dei suoi compagni dette continui dispiaceri. Il 4 settembre 1911 a San Pietroburgo i russi furono battuti crudelmente dai "Viaggiatori Inglesi" – 0-11! Tuttavia tale punteggio non stupì – i britannici a quel tempo si elevavano come una roccia incrollabile sugli altri europei. Infilare, come allora si esprimevano, 7-8, o anche una decina di "gol" a qualsiasi avversario non costava un particolare sforzo ai fondatori del calcio.

Dopo la partita con i britannici il cognome di Michail finì in un servizio di un giornale, tuttavia il reporter menzionò il 20enne capitano della selezione dei "Migliori giocatori russi dei club pietroburghesi e moscoviti" di sfuggita e con stizza: "I russi si sono comportati così bene che per la prima volta gli è stato segnata una rete solo al ventiduesimo minuto. E' successo per colpa del back Romm, che ha impedito a Nagorskij (il portiere – nota dell'autore) di respingere e presto è seguito il secondo gol".

Nelle sue memorie "Io tifo per lo Spartak", uscite più di mezzo secolo dopo, Michail Davidovič lasciò un quadro chiaro di quel giorno: "Ricordo confusamente i singoli episodi di questa partita – ero troppo assorbito dall'ininterrotta, disperata, convulsa lotta per non far segnare gli inglesi. Ricordo un'obliqua rete di pioggia, le cupole nere degli ombrelli sulle tribune, la percezione di un affiatamento solido e preciso originatosi all'improvviso con un mio compagno, l'ottimo difensore pietroburghese Sokolov, le uscite piene di abnegazione del portiere Nagorskij, ricordo con quale facilità ed eleganza l'estremo destro degli inglesi Owen scartava il nostro centrocampista Uverskij, ricordo le situazioni pericolose che si creavano presso la nostra porta appena la palla capitava all'attaccante centrale degli inglesi Chapman, ricordo in lontananza, dall'altra parte del campo la figura del miglior portiere del mondo Brebner, che stava sotto la pioggia torrenziale appoggiato al palo della porta con il berretto calato sul naso..."

Nel maggio 1912 Michail andò in campo nella partita tra Russia e Finlandia, conclusasi con il punteggio 1-1. Qualche giorno dopo la selezione, che si preparava all'Olimpiade a Stoccolma, fece un incontro di allenamento con la squadra di Mosca. E di nuovo regnò il pareggio – 2-2.
Romm era tra i candidati per la selezione olimpica russa. Tuttavia non gli riuscì giocare in Svezia a causa del conflitto con il rappresentante del comitato olimpico Bertram. Inizialmente a Michail dispiacque di non essere "giunto" all'Olimpiade, ma poi, forse, ringraziò il destino – infatti lo preservò dalla vergogna. La selezione dell'impero prima perse con i finlandesi e poi con i tedeschi. Quest'ultima partita fu definita dai giornalisti la "Tsushima calcistica" [6], in quanto l'avversario calpestò letteralmente i russi sul campo di Stoccolma – 16-0!

Alla fine del 1913 Romm fu ospite di alcuni parenti a Firenze. E spesso dette un'occhiata allo stadio dove giocava la squadra locale del Firenze [7], che partecipava al campionato della regione Toscana.

Una volta si avvicinò a Michail un autorevole uomo barbuto con il pince-nez – il presidente del club Firenze, il signor Orsini [8]. "So che Lei è un buon giocatore", – lo lusingò per iniziare. E subito passò agli affari: "Non vorrebbe giocare da noi nel ruolo di back destro?"

Erano parole storiche – per la prima volta a un russo veniva proposto di giocare per un club straniero! Per quasi 70 anni (!) nessuno poté seguire l'esempio di Romm – neanche le stelle sovietiche Jašin, Voronin, Čislenko, Ponedel'nik e Strel'cov. Li avrebbero immediatamente dichiarati traditori della Patria…

Solo nel 1982 per altissima concessione del Cremlino si diresse al Rapid Vienna Anatolij Zinčenko dello Zenit di Leningrado. E perché il club era ritenuto una squadra operaia e aveva solidi legami con il partito comunista.

Romm ringraziò per l'onore e assentì alla proposta del presidente del Firenze. Ma quali condizioni formulò è ignoto. Forse il russo giocò del tutto gratis? Infatti questi, com'è già stato detto, adorava il calcio.

"Rivestendosi, i miei nuovi compagni mi guardava con sguardi penetranti, – ricorda Romm. – Rispondevano gentilmente ai miei saluti, ma dietro questa gentilezza si sentiva il freddo dell'estraneità. Indubbiamente avrebbero preferito vedere al mio posto il ragazzetto alto e smagrito, che evitava di incontrarmi con lo sguardo e a cui oggi a causa mia tocca sedere sulla cosiddetta panca lunga – in panchina. Forse gioca peggio, ma con lui sono legati già da tempo da una stretta amicizia sportiva, dalla lotta spalla a spalla sui campi da calcio della Toscana. Mi sento solo e so: devo giocare in modo che la squadra capisca – non per nulla Orsini mi ha invitato nel ruolo di "back diritto" [9].

Quella partita con la squadra di Pisa si concluse con un pareggio e Romm non finì con la faccia nel fango. Il giorno dopo i giornali fiorentini scrivevano ammirati del "colosso russo" [10] – il gigante russo comparso nel Firenze.

Nella squadra italiana Romm giocò altre tre partite. Due – con Bologna e Siena – risultarono vittoriose per il Firenze[11]. Restava quella conclusiva – in trasferta con il Livorno. Diventò decisiva – la vittoria o il pareggio avrebbero reso i fiorentini campioni della regione Toscana. La sconfitta… Del resto, a quella nessuno pensava.

La partita risultò mutevole come una donna leggera: dopo i primi 45 minuti gli ospiti conducevano 5-0! Tuttavia nel secondo tempo i padroni di casa "pagarono il debito", segnando altrettanto agli estranei e continuarono ad assaltare la loro porta. Gli ultimi minuti si trasformarono in un vero incubo per i fiorentini. "Uno dopo l'altro volano palloni nella nostra porta, sopra la porta, vicino alla porta. Il portiere li acchiappa, li respinge, li devia in angolo… – ricordò Romm. – I pescatori livornesi mi lavorarono molto con le scarpe, i ginocchi, i gomiti, le spalle. Io cercai di non restare in debito..."

Ma comunque ai padroni di casa non riuscì segnare il sesto gol.

Dopo il fischio finale corsero in campo i carabinieri e, presi sotto la loro sorveglianza gli ospiti festanti, li portarono negli spogliatoi. Ma la rabbia violenta dei tifosi livornesi si scaglio sui padroni di casa… [12]

Con questo l'epopea italiana di Romm si concluse. Gli proposero di rimanere a Firenze? Non sappiamo la risposta…

Purtroppo la rivoluzione e due guerre – quella Mondiale e quella Civile – strapparono un grosso pezzo della biografia sportiva di Romm. Ma comunque giocò ancora – nella squadra del club sportivo Zamoskvoreckij [13]. E allenò un po' – sotto la sua guida la selezione di Mosca vinse la Spartachiade dei popoli dell'URSS del 1928.

Negli anni Trenta del secolo scorso la firma "M.Romm" coronò spesso resoconti e cronache sportive su "Krasnyj sport"[14]. Alla penna di Michail Davidovič appartiene anche qualche libro di teoria calcistica. Ma il suo maggiore merito si può ritenere un film scientifico sul gioco amato. Fu girato nel 1939 nello stadio "Berija" della Dinamo di Tbilisi e in esso si mostrano stelle di classe superiore – Grigorij Fedotov, Boris Pajčadze, Michail Jakuškin e Anton Izdkovskij. Purtroppo il film non si è conservato…

Romm scese in campo per l'ultima volta quando aveva già quasi cinquant'anni – nella partita amichevole tra i giornalisti della "Pravda" e di "Krasnyj sport". Ricordò con tristezza "il campo da calcio mi parve enorme, impossibile da osservare, perlomeno due volte maggiore che nei giorni della mia gioventù e i giovani giornalisti della "Pravda", che mi scartavano senza particolare fatica, mi parvero recordmen di corsa. A quanto ricordo, l'incontro finì in pareggio. Per me personalmente finì con lo stiramento di tutti i legamenti che si possono stirare..."

All'inizio degli anni Quaranta a Romm avvenne una grande disgrazia: per otto interi anni "stramazzò" nei lager staliniani e, scontata la condanna, fu deportato in Kazakistan. Là, lontano dalla ribollente vita calcistica, finì pure la sua vita questa persona eccezionale, crudelmente offesa dal destino.

Là scrisse pure le sue memorie. Il libro di Romm è una vera enciclopedia del calcio russo pre-rivoluzionario - colorita, talvolta ironica. Le sue pagine odorano di erba, di sudore forte, di rivoli di pioggia estiva, di fumo di sigarette dalle tribune.

Si ravvivano i nomi, il tempo corre all'indietro.

Era poco tempo fa – cent'anni fa in tutto…

Valerij Burt, "Svobodnaja pressa", http://svpressa.ru/sport/article/74250/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] In italiano nell'originale.
[2] "Foglietto Pietroburghese".
[3] La squadra di Odessa, porto ucraino sul Mar Nero.
[4] Allora la capitale della Russia era San Pietroburgo.
[5] Nome colloquiale di San Pietroburgo.
[6] Nel 1905 presso Tsushima i giapponesi avevano distrutto due terzi della flotta russa.
[7] Più precisamente il Club Sportivo Firenze, la cui sezione calcistica si unì nel 1926 a quella Libertas per dar vita alla Fiorentina.
[8] Non sembra che il presidente del Firenze si chiamasse così...
[9] Così nell'originale.
[10] Dopo aver sbagliato il nome del presidente (vedi nota 8), da qui in poi Romm sembra narrare una vera e propria leggenda. Il Bologna non giocava di certo nel campionato toscano. Pare che non ci giocasse neanche il Siena...
[11] Neanche di questa rocambolesca partita decisiva si ha testimonianza (vedi nota 10), anche se la rivalità tra Firenze e Livorno, quasi sempre sconfitto, infiammò realmente i campionati toscani di inizio secolo.
[12] In italiano nell'originale.
[13] Cioè dell'oltre Moscova, la zona sulla riva destra della Moscova a Mosca.
[14] "Sport rosso".


http://matteobloggato.blogspot.it/2013/09/storia-e-leggenda-di-michail-romm-il.html

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