19 giugno 2010

A proposito dell'Ossezia del Sud

Il fardello dell'indipendenza



L'Ossezia del Sud dopo il riconoscimento russo. Cifre e fatti. Rapporto del “Crisis group”


La scorsa settimana è stato pubblicato l'ennesimo rapporto sull'Ossezia del Sud, preparato dall'organizzazione non governativa internazionale “Gruppo di crisi”*. Il rapporto si chiama “Il fardello dell'indipendenza” e compensa il vuoto informativo sulla situazione creatasi nell'Ossezia del Sud.

Popolazione

Circa 20000 georgiani etnici sono stati costretti a fuggire dall'Ossezia del Sud quando il 10 agosto 2008 gli eserciti russo e osseto del Sud sono entrati nei villaggi georgiani. Solo 2500 georgiani che vivevano nel distretto più lontano dalla capitale dell'Ossezia del Sud, quello di Akhalgori [1], e qualche centinaio di persone, principalmente di famiglie miste osseto-georgiane che vivevano nei distretti di Znaur [2] e di Dzhava [3], sono rimaste nei loro villaggi.

Conteggi più accurati testimoniano che nella regione al momento attuale vivono circa 30000 persone: 17 mila a Tskhinvali, qualche migliaio a Dzhava, Znaur, Dmenisi [4] e Akhalgori, nei villaggi montani dell'Ossezia la popolazione non è quasi rimasta.

Situazione socio-economica

Dopo il conflitto d'agosto e la chiusura delle frontiere amministrativa con la Georgia tutta l'economia dell'Ossezia del Sud è stata costretta a riorientarsi verso la Russia. Il budget dell'Ossezia del Sud è cresciuto da 87 milioni di dollari nel 2009 a 140 milioni di dollari nel 2010, tuttavia per il 98,7% sono soldi russi.

L'Ossezia del Sud è una regione tradizionalmente agricola. Dopo la fuga degli agricoltori georgiani i loro campi e le loro vigne restano totalmente abbandonati. I restanti terreni agricoli sono di proprietà dello stato, che ne ostacola l'appropriazione. Il mercato interno non è sviluppato, la produzione agricola locale soddisfa la richiesta solo per il 20%. L'esportazione di colture come mele e pesche in Russia (altrove non si può) non è vantaggiosa a causa delle alte tariffe doganali.

Gli agricoltori locali non possono neanche rifornire di prodotti alimentari i soldati delle numerose basi militari russe in quanto il ministero della Difesa della Federazione Russa tratta solo con grossi fornitori.

Il grande afflusso di soldati e lavoratori edili russi nella regione ha provocato nel dopoguerra un boom di bar privati. Ma le restanti attività si ricostruiscono in modo estremamente lento. Un imprenditore di successo in Ossezia del Sud guadagna da 500 a 1000 dollari al mese.

La fabbrica di acqua minerale e la fabbrica Vibromashina [5] appartengono alle autorità dell'Ossezia del Sud (sono le maggiori imprese industriali dell'Ossezia del Sud) e lavorano solo al 20% delle proprie capacità. Una grande fabbrica di birra, che prima del conflitto d'agosto apparteneva a un'impresa georgiana di Akhalgori, è stata espropriata dalle autorità ossete. Ora non funziona.

Prima della guerra la stragrande maggioranza degli abitanti dell'Ossezia del Sud viveva di traffico illegale di merci dalla Georgia verso la Russia e viceversa attraverso l'Ossezia del Sud e gli stessi osseti del Sud preferiva comprare beni di consumo nell'enorme e conveniente mercato presso Tbilisi, a Lilo.

Adesso il 90% di tutto ciò che si vende in Ossezia del Sud è importato dalla Russia. I prezzi di queste merci sono del 50-100% più alti che nel sud della Russia. Il settore statale è il maggiore datore di lavoro nella regione, si osserva un aumento degli stipendi. Per esempio, lo stipendio di un insegnante è salito da 3000 rubli [6] prima della guerra a 7-8 mila [7] nel 2010. Lo stipendio dei dipendenti delle strutture armate dell'Ossezia del Sud va dai 250 ai 400 dollari, questo lavoro è il preferito dalla popolazione maschile dell'Ossezia del Sud.

Anche i lavori di ricostruzione hanno creato posti di lavoro, ma fondamentalmente per operai non qualificati (la maggior parte delle ditte edili russe che lavorano in Ossezia del Sud porta i propri quadri).

Il sistema bancario è rappresentato da due banche di Stato, in Ossezia del Sud non c'è una sola banca privata straniera (neanche russa).

Il sistema postale nella repubblica non funziona affatto, per inviare una lettera bisogna andare in Ossezia del Nord. L'Internet pubblica – molto cara e lenta – è accessibile solo in un Internet-café in tutta la repubblica. La moneta è il rublo russo e le autorità dell'Ossezia del Sud non programmano affatto di passare a una propria moneta.

Il sistema dei trasporti dell'Ossezia del Sud è allo sfacelo. Il costoso progetto di fare una strada da Tskhinvali ad Akhalgori, cominciato da un'impresa russa ancor prima dell'agosto 2008, non è ancora terminato.

Gli abitanti dell'Ossezia del Sud preferiscono ricevere cure mediche fuori dai confini della repubblica. Tuttavia dopo la guerra la medicina georgiana non è più accessibile (fino all'agosto 2008 il 40% circa della popolazione dell'Ossezia del Sud si rivolgeva alla Georgia per le cure mediche). Sul territorio russo possono ricevere cure mediche gratuite solo quegli osseti del Sud che hanno il passaporto interno russo con il permesso di soggiorno.

L'istruzione è allo sfacelo. La quantità di alunni in alcuni villaggi non supera le 10 persone. Nel 2010 430 studenti hanno ottenuto gli attestati scolastici. Quasi tutti i diplomati dell'Ossezia del Sud vorrebbero studiare in Russia, dove per loro sono previste quote nelle università.

L'aiuto russo e la corruzione

Dopo il conflitto d'agosto la Russia ha stanziato 840 milioni di $ (26 miliardi di rubli) per la ricostruzione dell'economia dell'Ossezia del Sud. Ad ogni residente nell'Ossezia del Sud toccherebbero cioè circa 28 mila dollari.

A sua volta per la ricostruzione dell'economia l'Occidente ha stanziato per la Georgia nello stesso periodo 4,5 miliardi di dollari, che ammontano a circa 1200 dollari per ogni abitante della Georgia, compresi I profughi dell'Ossezia del Sud.

Non pochi aiuti russi sono divenuti tuttavia il pomo della discordia tra Mosca e Tskhinvali**. Al momento sono stati ricostruiti 385 edifici amministrativi, ma anche scuole, asili, l'ospedale di Tskhinvali, ecc. Per quanto riguarda il settore edile privato, questo è in rovina come prima.

Il centro abitato di Moskovskij [11] (che viene costruito a spese del budget di Mosca al posto del centro abitato georgiano di Tamarasheni) è l'unico progetto compiuto. Ma neanche qui vive qualcuno, in quanto mancano le vie di comunicazione.

La Russia continua a mandare soldi nella regione e ha promesso di stanziare altri 5,7 miliardi di rubli [12] nel 2010 per la ricostruzione delle infrastrutture (strade, acquedotti e così via). I diplomatici russi dichiarano che sarebbe preferibile passare dagli aiuti a fondo perduto per l'Ossezia del Sud ai crediti, ma qui si sbagliano: nei prossimi 10-15 anni questo difficilmente accadrà.

La presenza militare russa

La Russia ha dichiarato di aver dislocato 3800 militari sul territorio dell'Ossezia del Sud già il giorno dopo la firma del piano Medvedev-Sarkozy.

Le basi russe al momento sono a Tskhinvali, Dzhava, Kanchaveti [13], Kurty [14]. Va avanti anche la costruzione di un'ulteriore base presso il villaggio di Sinaguri, presso la frontiera amministrativa orientale con la Georgia.

Le basi sono disposte ad altitudini strategiche (sulle vette dei colli) e permettono alla Russia di controllare la Georgia orientale e occidentale.

La situazione ad Akhalgori dimostra la priorità degli interessi militari della Russia sui bisogni della stessa Ossezia del Sud. Questo è un distretto popolato da georgiani lontano da Tskhinvali e non molto importante per le autorità locali. Tuttavia la base russa posta là si trova a soli 50 chilometri da Tbilisi e ha un grande valore strategico per la Russia.

La Russia è anche intenzionata a spendere 35 miliardi di rubli (1 miliardo e 200 mila dollari) per il rinnovamento della TRANSKAM [15] e la ricostruzione del tunnel di Roki [16] (la fine dei lavori è programmata per il 2012). Solo i lavori stradali preparatori verrà a costare 10 miliardi di rubli. Le autorità russe hanno anche annunciato un concorso per la costruzione di eliporti a Dzhava e Akhalgori, si valuta attentamente il piano per la costruzione di una nuova strada tra l'Ossezia del Sud e quella del Nord attraverso il valico di Mamison [17].

900 guardie di frontiera russe prestano servizio per sorvegliare la frontiera amministrativa dell'Ossezia del Sud con la Georgia al posto dei militari osseti. Ufficialmente la Russia lo chiama “aiuto nella demarcazione della frontiera di Stato” dell'Ossezia del Sud indipendente. La costruzione di venti posti di frontiera dovrebbe essere compiuta per il 2011.

Al contempo l'Ossezia del Sud riduce le proprie forze armate: l'esercito da tremila persone dell'Ossezia del Sud verrà ridotto a 200 persone nei prossimi due anni. Circa 600 osseti delle forze di pace sono stati congedati nel 2009.

Gli esperti, sia russi sia locali sono certi che, se l'economia non si svilupperà ulteriormente, l'Ossezia del Sud si trasformerà in un presidio russo. I militari russi assommano già a un sesto di tutta la popolazione dell'Ossezia del Sud.

Politica

Mosca continuerà a inviare sussidi alla regione nonostante l'inefficacia dei soldi russi. In primo luogo, Mosca teme che l'instabilità dell'Ossezia del Sud possa provocare agitazioni nel Caucaso del Nord. In secondo luogo, la piena lealtà di Kokoity compensa qualsiasi spesa e la Russia difficilmente cercherà di cambiare leader in Ossezia del Sud prima della scadenza del mandato presidenziale di Kokoity nel 2011.

Concorrerà Kokoity per un terzo mandato? Questo è l'oggetto principale dei dibattiti politici nella regione. Il capo dell'amministrazione presidenziale della Federazione Russa Naryškin ha ricordato che “è indispensabile osservare la costituzione dell'Ossezia del Sud” (la costituzione permette solo due mandati presidenziali). Kokoity, tuttavia, ha dichiarato che questa questione è un affare interno dell'Ossezia del Sud.

*Organizzazione internazionale indipendente non lucrativa, che conta più di 135 collaboratori in cinque continenti. E' stata creata nel 1995 per pronosticare, prevenire e regolare i conflitti armati. La metodologia dell'organizzazione è basata sullo svolgimento di studi direttamente nelle zone di conflitto. Gli analisti del “Crisis group” hanno lavorato in Africa, Asia, Medio Oriente e anche in Europa (nei paesi dell'ex Jugoslavia. Seguono la situazione del Caucaso del Nord e del Sud dalla fine degli anni '80. Il finanziamento del “Crisis group” è operato da fondi di beneficenza e da organizzazioni non governative. Uno dei principali sponsor del “Crisis group” sono I ministeri degli Esteri di vari paesi membri dell'ONU.

**Commenta Varvara Pachomenko (consulente del Gruppo Internazionale per la prevenzione delle crisi):

– I risultati della prima verifica della Corte dei Conti della Federazione Russa sono stati pubblicati alla fine del 2008. Nel resoconto si diceva che per l'Ossezia del Sud erano stati stanziati 55 milioni di dollari. Sono giunti nella repubblica solo 15 milioni di dollari. Di questi sono stati spesi per la ricostruzione solo 1,4 milioni di dollari. Verso la fine del 2008 sono stati ricostruiti solo 8 dei 111 edifici programmati.

I soldi fondamentali hanno cominciato a giungere nella repubblica solo in agosto, dopo la designazione da parte della Russia del nuovo primo ministro Viktor Brovcev. Dei 10 miliardi di rubli [8] che la Russia avrebbe dovuto versare all'Ossezia del Sud per gli anni 2008 e 2009, nella repubblica sono giunti 8,5 miliardi di rubli [9]. Di questi soldi un miliardo [10] era stato stanziato per la ricostruzione del settore edile privato. E questa somma sarebbe dovuta bastare per la ricostruzione di 400 case distrutte durante il conflitto d'agosto.

Tuttavia quando il Comitato Statale per la ricostruzione dell'Ossezia del Sud nella persona del capo Zurab Kabisov ha fatto il resoconto, è risultato che a primavera di quest'anno si erano potute ricostruire solo 102 case e che I soldi erano già finiti.

Tradotto e preparato da
Elena Mila
šina

16.06.2010, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2010/063/21.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Centro abitato della zona occidentale dell'Ossezia del Sud.

[2] Centro abitato della zona sud-occidentale dell'Ossezia del Sud.

[3] Centro abitato della zona centrale dell'Ossezia del Sud.

[4] Centro abitato del distretto di Tskhinvali.

[5] “Macchina a vibrazione” (produce macchinari).

[6] Meno di 80 euro.

[7] Circa 180-200 euro.

[8] Oltre 260,7 milioni di euro.

[9] Oltre 221,6 milioni di euro.

[10] Oltre 26 milioni di euro.

[11] “Moscovita” (nella parte centrale dell'Ossezia del Sud).

[12] Oltre 149,1 milioni di euro.

[13] Centro abitato della zona occidentale dell'Ossezia del Sud.

[14] Centro abitato nella zona occidentale del distretto di Tskhinvali.

[15] TRANSKavkazskaja AvtoMagistral' (AutoStrada TRANSCaucasica).

[16] Nella zona settentrionale dell'Ossezia del Sud.

[17] Nella zona nord-occidentale dell'Ossezia del Sud.


http://matteobloggato.blogspot.com/2010/06/cose-adesso-e-cosa-sara-lossezia-del.html

14 giugno 2010

A proposito di Magas

L'emiro Magas


Julija Latynina, 12.06.2010 18:18

A Malgobek [1] in Inguscezia è stato preso vivo l'erede di Basaev, designato dopo la sua morte emiro militare dei mujaheddin del Caucaso, la seconda personalità nell'“emirato del Caucaso” dopo Doku Umarov – Magas, cioè Ali Taziev, cioè Magomed Evloev. Ciò è prima di tutto merito del nuovo presidente dell'Inguscezia Junus-Bek Evkurov e in buona misura del nuovo capo dello FSB [2] della repubblica Vladimir Gurba.


Questo arresto prolunga una serie di clamorosi successi, tra cui la cattura di Rustamat Machauri (questo è colui, la cui gente faceva secchi i russi in Inguscezia) e la liquidazione di Said Burjatskij [3] e Anzor Astemirov [4].


Questo arresto mostra che nel Caucaso tutto dipende dal leader. C'era Murad Zjazikov e gli agenti dell'OMON [5] uccidevano a colpi d'arma da fuoco per le strade e il potere diceva: si tratta di suicido; lo FSB era rappresentato nella repubblica da reparti volanti di carnefici che sedevano in bunker di cemento e facevano un salto in Inguscezia come se andassero nel bosco a dar la caccia agli animali: chi uccidevano – quello era un terrorista.


E' venuto Junus-Bek Evkurov e nonostante problemi giganteschi, nonostante la corruzione a Mosca, grazie a cui un presidente che non porta soldi non può comprare la soluzione di questioni essenziali per lo stato (neanche per lui), la situazione è nettamente cambiata. Fanno secco quelli necessari – duramente, ma precisamente.


L'importante è avere una volontà. Where there's a will, there's a way [6].


La cattura di Magas oltre a innumerevoli bonus sotto forma di informazioni che prenderanno da lui (è chiaro con quali metodi), porta con se, tuttavia, anche un determinato problema, che sta nel fatto che Magas, cioè Ali Taziev, cioè Magomed Evloev, guidò l'atto terroristico di Beslan.


Ancora una volta: ritengo che proprio Magas, che poco prima era stato designato da Basaev comandante del settore inguscio del “fronte caucasico”, comandò Beslan e fuggì dalla scuola la sera del 2, alla vigilia del blitz, per ordine di Basaev, risparmiando se stesso, come quadro di maggior valore, per le future battaglie.


Inoltre ritengo che tutto il successivo caparbio lavoro di “indagine” su Beslan avesse lo scopo di falsificare questo fatto. L'indagine ha caparbiamente dimostrato che i militanti erano 32 e che si trovavano in un GAZ [7] della capienza di 25 persone, anche se, probabilmente, c'erano due gruppi di militanti in due GAZ e un gruppo era comandato da Ruslan Chubčarov (il Colonnello) e l'altro da Ali Taziev (Magas).


Domanda trabocchetto: se c'erano due gruppi e uno era comandato dal Colonnello e uno dal comandante di tutto il settore inguscio – qual era il principale?


Dopo Beslan di lui a lungo non si sentì più nulla: le autorità, che avevano dichiarato che era stato ucciso a Beslan, non si affrettarono a riconoscersi in errore, neanche Basaev si affrettò, perché non cominciasse una caccia troppo accanita a Magas e rovinò tutto lo stesso ministero degli interni inguscio dopo l'omicidio del vice-capo del ministero degli Interni Džabrail Kostoev, il Maljuta Skuratov [8] locale. Il ministero degli Interni dichiarò di sapere chi aveva ucciso Kostoev: era stato Magas.


Dopo la morte di Basaev Magas prese il suo posto di emiro militare, diventando nella gerarchia il numero due dopo Umarov, ma per numero di sottoposti – in generale il numero uno. (In questo momento l'Inguscezia grazie agli Zjazikov, ai Kostoev e ai Sonderkommando volanti dello FSB si è trasformata nel primo rifugio dei militanti.)


La menzogna sul ruolo di Magas a Beslan non è l'unica falsificazione per quel che riguarda atti terroristici clamorosi.


E' molto probabile che la stessa storia sia successa anche con il “Nord-Ost” [9]. Ufficialmente capo dell'atto terroristico del “Nord-Ost” si ritiene Movsar Baraev, nipote di Arbi Baraev [10]. In che modo un ceceno dei monti abbia potuto intervenire come organizzatore di un complesso atto terroristico nel centro di Mosca, come abbia potuto organizzare trasporti, abitazioni, comunicazioni non è chiaro.


Tra l'altro perfino nei filmati in cui Baraev viene intervistato, accanto a lui siede un'altra persona con il volto coperto, con cui Baraev si consulta come con uno più esperto. E' Abubakar, Ruslan Èl'murzaev, il vero organizzatore del “Nord-Ost”, il capo del servizio di sicurezza della Prima-bank.


Èl'murzaev, ceceno moscovita, organizzò tutto, a cominciare dai soldi (prese semplicemente un credito alla Prima-bank) per finire con le persone (che furono registrate alla Prima-bank come agenti della sicurezza) e i trasporti – i militanti se ne andarono molto comodamente con un furgone blindato per il trasporto di denaro. Perlomeno due persone del gruppo di Èl'murzaev fuggirono dal “Nord-Ost” e forse fuggì anch'egli. Proprio per questo motivo il suo ruolo non fu particolarmente pubblicizzato.


Già il fatto che lo FSB non abbia tenuto conto dei preparativi di un atto terroristico portati avanti in pieno giorno non sui monti, ma in una banca moscovita sotto la supervisione di militanti, è un disonore. Ma ciò che è successo dopo non rientra in generale in alcuno schema. Ci si sarebbe potuti aspettare che quindici minuti dopo il blitz di Dubrovka la Prima-bank venisse fatta a pezzetti.


Non è successo niente: i banchieri sono scappati in pace con i soldi dei clienti, la Banca Centrale ha introdotto nella banca un'amministrazione provvisoria e il capo di questa amministrazione provvisoria è stato picchiato dal padrone nominale della banca Barkinchoev direttamente nel suo ufficio un anno e mezzo dopo il “Nord-Ost”. Questo mentre nei materiali dell'inchiesta, nel tomo 124, c'è una relazione di servizio di Barkinchoev a Movladi Udugov [11] con il resoconto, di quanto è stato assegnato e a chi degli agenti della “sicurezza” della banca per l'atto terroristico.


Le storie di Èl'murzaev e Magas sono il punto più basso della caduta di professionalità dei servizi segreti. Tanto più prezioso è che perfino sotto l'attuale regime ci siano ufficiali capaci di compiere il proprio dovere davanti alla Russia e condurre nel Caucaso quella che sembra una battaglia sempre più segnata contro l'avanzante fondamentalismo islamico.


Notiamo dunque un tratto terribile. Nessuno dei leader della jihad uccisi o arrestati – il buriato Said Burjatskij o il cabardo Anzor Astemirov – è ceceno. Nessuno di essi combatte per l'indipendenza della Cecenia. Combattono tutti per l'“Emirato del Caucaso”.


http://www.ingushetia.org/news/22192.html

[1] Città del nord dell'Inguscezia.

[2] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), il principale servizio segreto russo.

[3] Said abu Saad al'-Burjati (nome islamico di Aleksandr Aleksandrovič Tichomirov), detto Said Burjatskij, cioè “Said il Buriato” per le sue origini, sorta di ideologo dell'“Emirato del Caucaso”.

[4] Anzor Èl'darovič Astemirov, “emiro” della repubblica di Kabardino-Balkaria.

[5] Otrjad Milicii Osobogo Naznačenija (Reparto di Polizia con Compiti Speciali), sorta di Celere, nota per la sua durezza.

[6] “Dove c'è una volontà, c'è una via” (in inglese nell'originale).

[7] Cioè in un furgone della Gor'kovskij Avtomobil'nyj Zavod (Fabbrica di Automobili di Gor'kij).

[8] Grigorij Luk'janovič Skuratov-Bel'skij detto Maljuta (nome derivato da malyj, piccolo) fu uomo di fiducia di Ivan il Terribile, noto per le sue efferatezze.

[9] “Nord-Ost” (Nord-Est) era il titolo del musical in scena nel teatro di Dubrovka a Mosca, preso dai terroristi nel 2004.

[10] Arbi Alautdinovič Baraev, uno dei leader dei militanti ceceni.

[11] Movladi Saidarbievič Udugov, attuale capo dei “servizi segreti” dell'“Emirato del Caucaso”.



http://matteobloggato.blogspot.com/2010/06/proposito-di-magas-del-terrorismo-e-dei.html

13 giugno 2010

A proposito del nuovo brigantaggio della Russia

Fuoco a volontà



Nel Territorio del Litorale [1] hanno risposto agli abusi con l'illegalità


Le informazioni dal Territorio del Litorale ricordano i rapporti della polizia del Caucaso del Nord: posti di blocco agli ingressi dei centri abitati, macchine da guerra delle truppe da sbarco per le strade, elicotteri in aria, corpi speciali nella taiga… Cercano una banda, cercano da tempo. Nella banda ci sono quando 5 persone, quando 30… Si dice che diano la caccia ai poliziotti (secondo i comunicati dei mezzi di informazioni di massa, tra i tutori dell'ordine ci sono vittime: il 27 maggio è stato ucciso un agente di polizia, nella notte del 29 maggio ignoti hanno sparato contro una macchina della polizia, un poliziotto è morto, un altro è rimasto ferito, nella notte tra il 7 e l'8 giugno ne sono stati gravemente feriti altri due). Si dice che attacchino allo scopo di uccidere, perché “ne hanno abbastanza degli abusi degli sbirri” e in generale bisogna “ripulire le file, portare ordine e visto che il potere non vuole o non può portarlo, allora… In generale, si dicono molte cose. E, com'è d'uso, in mancanza di informazioni attendibili ed efficaci a livello operativo, il vuoto di informazioni formatosi non è attendibile, ma a livello operativo lo si riempie di voci. Cola una miscela esplosiva di paura, cose dette a metà e odio. Quando esploderà? Non si ha neanche voglia di pensarci.

Una corrispondente della “Novaja gazeta” ha cercato di far chiarezza nella situazione.

Le operazioni di ricerca vanno avanti da quasi una settimana. In esse sono impegnati oltre 1300 uomini della polizia, dell'OMON [2], dello FS [3] e perfino dell'esercito, per lo meno sulla strada federale M-60 sono stati notati blindati dell'esercito.

Già mercoledì mattina era chiaro chi cercassero. Roman Muromcev, presunto leader del gruppo criminale, che aveva servito nelle VDV [4], veterano di azioni di guerra in Cecenia, 32 anni; Aleksandr Sladkich, in precedenza già dichiarato ricercato dalla procura militare del distretto di Kirovskij per fuga volontaria con un'arma dal proprio reparto militare, 19 anni; Andrej Suchorad, 22 anni; Roman Savčenko, 18 anni; Aleksandr Kovtun, 20 anni. Gli ultimi tre sono residenti del villaggio di Kirovskij [5].

Verso mezzogiorno di mercoledì la commissione inquirente presso la procura del Territorio del Litorale ha ufficialmente confermato che Roman Savčenko è stato arrestato, peraltro relativamente lontano dai luoghi delle ricerche iniziali e dei crimini commessi nei confronti di agenti del ministero degli Interni. Suo padre Vladimir Nikolaevič già prima dell'arresto del figlio si era rivolta agli organi per la tutela dell'ordine con la preghiera dei non adempiere all'ordine di sparare a volontà. Ed ecco che a sera i giornalisti locali, riprendendo le parole della madre del leader dichiarato della banda Roman Muromcev (questa lo aveva riconosciuto dalle fotografie diffuse), hanno comunicato che Roman vive in un appartamento in affitto a Vladivostok [6] e teme di uscire in strada. E' risultato che non avrebbe servito nelle VDV e non avrebbe combattuto in Cecenia, ma sarebbe stato condannato all'età di 16 anni per aver rapinato un benzinaio. Ma tutto ciò, in mancanza di informazioni ufficiali non è più che una voce.

Secondo Savčenko-senior, sia suo figlio, sia Suchorad, sia Kovtun sono ragazzi che soffrono senza colpa a causa della polizia locale. Vladimir Nikolaevič fa capire che degli abusi della polizia nel distretto di Kirov si lamentano tutti i residenti. A suo dire, solo suo figlio è già morto nelle camere di tortura della polizia e se ne uccideranno un altro non esclude di prendere anch'egli le armi…

Le ricerche sono cominciate dopo una serie di crimini e le notizie su questi sono attendibili. Il 27 maggio in un ufficio dell'OVD [7] del villaggio di Rakitnoe del distretto di Dal'nerečensk [8] i criminali hanno ucciso con crudeltà un poliziotto, hanno rubato i giubbotti antiproiettili, la radio, l'uniforme e il distintivo dell'ucciso. Il 29 maggio sulla strada Spassa-Daltonico – Geomorfologia [9] fu sparato contro un'automobile del DPS [10], un poliziotto rimase ferito. Il 7 giugno nei pressi del villaggio di Chvalynka nel distretto di Spassk durante il tentativo di controllare I documenti di un guidatore e dei passeggeri di un'automobile fu sparato contro una pattuglia del DPS, due poliziotti rimasero seriamente feriti e furono ricoverati in ospedale.

Poiché non ci sono commenti ufficiali e alla dichiarazione diffusa in Internet a nome di Roman Muromcev che questi “non ha più forza di sopportare e vedere come questa lordura distrugge il mio popolo e lo consegna al nemico della mia Patria” non si sa se si possa credere, sui motivi del comportamento criminale di questi giovani non resta che fare ipotesi.

E la prima cosa che si ricorda sono le lettere ricevute prima delle festività di maggio da alcuni organi per la tutela dell'ordine del territorio e dalle UVD [11] di alcune città, in particolare della città di Arsen'ev [12] e anche da una serie di mezzi di informazione di massa con lo stesso testo, contenente minacce all'indirizzo di poliziotti, giudici e alti funzionari delle strutture armate del Territorio del Litorale colpevoli di corruzione nel caso che questi non lasciassero i loro posti spontaneamente. Si parlava anche di “esplosioni in preparazione negli edifici delle UVD, della procura e dei tribunali” – così ha risposto alla domanda della redazione se vi fosse stata la lettera il capo della direzione per la sorveglianza sull'attività processuale penale e di ricerca della procura del territorio A. German. Tutto era spiegato con gli abusi dei funzionari e della polizia e con la corruzione invincibile. Alla “Novaja gazeta” è noto anche da fonti attendibili che gli autori hanno ricordato la loro abilità con le armi e l'abitudine a condurre azioni di guerra e hanno promesso di cominciare il “terrore” l'11 maggio. Ma il giorno è passato, non è successo niente. Si è cominciato a fine mese. Ma gli autori di quelle lettere chi cercano?

Stupefacente è stata la reazione nei forum del territorio. Se ne sono trovati non pochi che già elevano gli imprendibili “vendicatori” al rango di eroi e non sono contrari a sostenere la loro guerriglia.

– Siamo semplicemente sotto shock per aver letto i commenti che vengono immessi ora in Internet, – dice Michail Konstantinov, uno degli ufficiali dell'UDV del territorio. – Le loro parole suscitano timore per la salute della società: questa evidentemente è gravemente malata. La gente con la schiuma alla bocca vuole dimostrare che bisogna uccidere i poliziotti e che I criminali sono bravi ragazzi. E' davvero un orrore! Ma nessuno è confuso dal fatto che a Rakitnoe sia morto un giovane che compiva semplicemente il proprio dovere? Nei boschi fuggono dei semplici banditi, che si coprono di ideologia. Ma la società è semplicemente infuriata dal fatto di Evsjukov [13] e da casi rumorosi di concussione.

E pare che l'ufficiale abbia ragione, la società è “infuriata”, nel Territorio del Litorale in particolare. Vale la pena di ricordare la dispersione e l'arresto dei concessionari di automobili da parte dello “Zubr” [14] nei pressi di Mosca, la repressione di qualsiasi forma di protesta dei proprietari di automobili, i perduranti divieti di manifestazioni con sia pur piccole richieste politiche, la riforma dell'esercito, che ha lasciato senza casa e in mutande – in un territorio strategico per la difesa! – gli ufficiali dei quadri. Aggiungete qui tutti i “piaceri” della riforma del sistema giudiziario, del sistema elettorale, del ŽKCh [15]… E nel fatto che su questo sfondo senza spiragli di luce qualcuno abbia cominciato ad agire in modo commisurato alle proprie concezioni di giustizia, se è proprio così, non c'è nulla di sorprendente.

Secondo informazioni non confermate ufficialmente, gli uomini delle strutture armate hanno ordinato di seguire e prendere la banda entro il 12 giugno (Giorno dell'Indipendenza della Russia). E se non li prendessero? O prendessero qualcuno, ma non loro? Sarà molto imbarazzante in questo giorno di festa portare solennemente per Vladivostok il tricolore russo – “la più grande insegna del paese, di 630 metri quadrati di superficie” (il municipio pensa, l'atelier cuce), quando girano in libertà i “vendicatori del popolo”…

P.S. Come ha comunicato il vice-capo della direzione investigativa della commissione inquirente presso la procura del Territorio del Litorale Ol'ga Levčenko, Roman Muromcev, anno di nascita 1978, residente nella città di Lesozavodsk [16], le indicazioni sul quale sono stati posti in una serie di mezzi di informazione di massa e nei centri abitati del territorio, secondo dati precisati non è membro della banda che ha preso parte agli attacchi ai poliziotti.

Commento del sociologo

Una società malata è pronta a ritenere che I banditi siano meglio degli sbirri

Nel Territorio del Litorale dei giovani armati attaccano i poliziotti e li uccidono. Fanno cioè morire delle persone, si viola evidentemente la legge. Non di meno nella blogosfera, nell'opinione pubblica del Territorio del Litorale e pure di altre regioni russe si possono notare molte persone solidali con questi “vendicatori”, che si ritengono una sorta di Robin Hood che puniscono gli “sbirri degenerati”. Come spiegare questo fenomeno? Cosa avviene alla nostra società? Alle domande della “Novaja gazeta” risponde il capo della sezione di studi socio-politici del “Levada-centr” [17] Boris Dubin:

– Nel complesso la popolazione del nostro paese verso la violenza criminale, in particolare verso gli omicidi, ha un atteggiamento negativo. E come mostrano i sondaggi la maggior parte della popolazione è perfino pronta a reintrodurre la pena di morte per gli omicidi. Questo da una parte.

D'altra parte, della polizia è eccezionalmente insoddisfatta. In primo luogo, questa non compie il proprio dovere diretto di difendere i cittadini, lavora per se stessa, per il proprio arricchimento e per le persone che hanno il potere e i soldi. In secondo luogo, la gente si sente indifesa davanti agli abusi della polizia stessa. E in terzo luogo, la gente già non crede più né alla legge, né ai tribunali. In questo senso già da molti anni c'è una situazione in cui paura, timore davanti alla polizia, sensazione di essere indifesi e sfiducia nei tribunali e negli organi per la tutela dell'ordine li esprimono nei sondaggi da due terzi a tre quarti della popolazione. La sensazione di essere indifesi è un segnale sociale molto cattivo. E' noto che più spesso morde il cane che ha paura, si sente indifeso, se sente la propria forza, non morderà per primo.

A giudicare dalle informazioni, le persone che fanno parte di un gruppo che già abbiamo chiamato banda, sono giovani. Ciò significa che con la gioventù le cose non vanno bene. E questo in parte è chiaro, perché, secondo i nostri studi, le vittime della violenza poliziesca sono più spesso di due categorie: ubriachi e giovani. E solo dopo, con grande distacco, i cosiddetti “forestieri”, i rappresentanti di altre nazionalità, ecc. A dirla più semplice, la gioventù diventa più spesso di tutti vittima della polizia. Ciò significa che con la nostra società le cose vanno estremamente male, peraltro non solo oggi, questo si conserverà anche domani.

Adesso sull'opinione pubblica. Le persone che intervengono nella blogosfera sono pure prevalentemente giovani. E, certamente, in qualche modo slegati. Perciò si esprimono in modo abbastanza deciso. Penso che tra loro la parte di quelli che hanno il dente avvelenato con la polizia e ritengono che bisogna “rispondere” ad essa se non con le armi, almeno a pugni, sia molto grande.

E un'altra cosa importante. Se si è scatenata la violenza, questa, probabilmente, è stata originata da una violenza precedente, cioè la violenza della polizia. Non posso escludere che ci sarà anche un'ulteriore spirale di violenza – adesso di nuovo da parte della polizia. Ci saranno nebulose e abbastanza false dichiarazioni di alte personalità sull'indispensabilità di far luce sulla situazione e i suoi presupposti, ma la reazione fondamentale andrà sulla linea di una violenza di rappresaglia e molto forte. La polizia negli ultimi tempi sia in chiave di dimostrazione di forza, sia semplicemente per abitudine, sia “per farsi coraggio” agisce abbastanza spesso in modo estremamente duro nei confronti delle persone – sia singole, sia organizzate. Lo vedono tutti in televisione, lo sentono su di se, ne parla chi ne è stato vittima, ne è piena Internet. Lo stato di violenza strisciante, di illegalità organizzata della polizia e di sua totale impunità genera anche quella reazione radicale che vediamo nel Territorio del Litorale. Quando non c'è una lingua delle trattative, una lingua della legge, una lingua dei tribunali giusti per la maggior parte della popolazione, proprio allora alcuni passano alla lingua della violenza, rifiutando perfino che il proprio avversario sia in generale una persona, il che significa che lo si può uccidere.

Questa situazione è estremamente angosciante. Per quanto si parli di stabilità, modernizzazione, progetti nazionali, in un paese dove regna un tale stato di cose, dove financo tre quarti della popolazione non credono ai tribunali, non credono alla legge e non si sentono difesi, non è possibile alcuna modernizzazione e in questo paese non c'è alcuna stabilità e non ci sarà.

Ol'ga Žurman,
“Novaja gazeta vo Vladivostoke” [18]

10.06.2010, "Novaja gazeta", http://www.novayagazeta.ru/data/2010/062/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Regione all'estremità meridionale della costa pacifica della Russia asiatica.

[2] Otdel Milicii Osobogo Naznačenija (Sezioni di Polizia con Compiti Speciali), sorta di Celere, nota per la sua durezza.

[3] Posso supporre che si tratti dello FSB (Federal'naja Služba Bezopasnosti – Servizio Federale di Sicurezza), il principale servizio segreto russo.

[4] Vozdušno-desantnye Vojska (Truppe da Sbarco Aviotrasportate).

[5] Villaggio della zona occidentale del Territorio del Litorale.

[6] Importante porto dell'estremo sud del Territorio del Litorale.

[7] Otdelenie Vnutrennich Del (Sezione degli Affari Interni), in pratica la sede della polizia.

[8] Città della zona occidentale del Territorio del Litorale.

[9] Città della zona sud-occidentale del Territorio del Litorale.

[10] Dorožno-Patrul'naja Služba (Servizio di Pattuglia Stradale).

[11] Upravlenie Vnutrennich Del (Direzione degli Affari Interni), in pratica le sedi principali della polizia.

[12] Città della zona meridionale del Territorio del Litorale.

[13] Denis Viktorovič Evsjukov, ufficiale di polizia che nel 2009 uccise senza motivo un automobilista e una cassiera di un supermercato, ferendo molte altre persone.

[14] “Bisonte”, terribile reparto dell'OMON.

[15] Žiliščno-Kommunal'noe Chozjajstvo (Servizi Comunali per le Abitazioni).

[16] Città della zona sud-orientale del Territorio del Litorale.

[17] Centro di studi sociologici fondato dal sociologo Jurij Aleksandrovič Levada.

[18] “Novaja gazeta a Vladivostok”.


http://matteobloggato.blogspot.com/2010/06/un-altro-caucaso-nellestremo-oriente.html

07 giugno 2010

A proposito di manifestazioni

E allora su, cantaci una canzone, compagno Kafka [1]!



Quando il potere si è nascosto nelle proprie torri a un'altezza irraggiungibile per il popolo e gli altri leader sono incomprensibili e tristi, il carnevale dell'assurdo va in strada. E nessun OMON [2] ne viene a capo


La società civile nasce tra i dolori. Sullo sfondo dei prolungati riti sciamanici dilettanteschi dei rantolanti movimenti giovanili pro-Cremlino. Nonostante la fiacca, comune inerzia poliziesca e, al contrario, la caccia zelante a “cogliere sul fatto” dei lottatori con l'estremismo sedizioso. Finché nel sottosuolo della tecnologia politica si costruivano i golem e altri “shampoo gratuiti” [3], la pretesa medvedeviana di un disgelo ha reso eroi del giorno gli attivisti civili – come a suo tempo l'epoca putiniana generò gli arancioni [4] e quella eltsiniana i nazional-bolscevichi [5]. Il paradosso odierno è che in primo piano compaiono gli automobilisti, gli amanti dell'architettura, gli sbirri insoddisfatti, gli artisti d'avanguardia... Organizzazioni-sindacati-club sociali, ritrovi giovanili autonomi, dove gli ideologismi non hanno più che lo status di etichette sono sia il prodotto, sia l'eredità dell'opposizione, sia la sua ennesima reincarnazione. La loro interpretazione rinfresca vecchie forme di protesta, dà nuovi germogli a una terra nera fin troppo calpestata dai dissenzienti [6] e che pareva già consumata dalle battaglie.

Pareva che la gioventù pro-Cremlino nutrita a pane di petrolio si fosse appropriata di tutte le forme immaginabili di creatività politica. Tranne quella sincera, che è basata su un'esperienza di sofferenza e compassione e non di carrierismo. Perciò non avevano imparato ad essere schizzinosi nei generi e nelle sostanze, restando al livello di sfruttamento di merda [7], simulacri di falli volanti [8], trappole sessuali [9] e montoni morenti [10]. Pareva che i nazional-bolscevichi avessero già preso tutto il possibile [11]. Tranne la cosa principale – il potere. La crisi dell'“opposizione del 2008” aveva fiaccato molti vecchie personalità, aveva svuotato le iniziative e calato un velo di smarrimento sui leader. E allora il potenziale di protesta accumulatosi nella coscienza sociale ha cominciato ad organizzarsi autonomamente, la staffetta della richiesta è passata a strutture civili tipo la Federazione dei Proprietari di Automobili e alla gente della Rete. I nuovi attivisti si sono resi perfettamente conto che il potere con i retrivi tentativi di bloccare e tappare avrebbe lavorato solo a vantaggio di chi protestava: poiché un'azione di protesta è un pezzo di informazione, ma un'azione di protesta bloccata in modo idiota è due volte un pezzo di informazione. Questi manovrano elegantemente negli spazi di Internet. Non si vergognano non solo delle storture delle proprie fantasie, ma anche dei vecchi metodi di lotta, perché il loro fresco, attuale respiro rende interessante ogni vecchio trucco. I loro segni distintivi sono una civica fiducia in se stessi e un contagioso e sincero bagliore degli occhi. Questo è un nuovo corso di attacco: terribile e allegro. Ma cosa volevate? Quando il potere si è trincerato nelle proprie torri su una verticale irraggiungibile per il popolo e gli altri leader sono incomprensibili e tristi – il carnevale va in strada. E' sempre stato così: il carnevale è un mezzo efficace per strapparsi ai limiti del gregge silenzioso, alla reclusione della realtà che ti è stata assegnata.

La dimostrazione della Medusa Gorgona

Per le città russe il Primo Maggio è passato qualcosa di ignoto. Strane persone portavano e gridavano slogan assurdi, chiamavano ciò “Dimostrazione”. Essenzialmente è un'azione artistica, ideata nel 2004 da Artem Loskutov di Novosibirsk [12]. Ma nonostante il dichiarato format apolitico dell'iniziativa, l'autore ha provato su di se un completo di repressioni del tutto politiche, in conseguenza del quale l'iniziativa ha ottenuto notorietà a livello federale. Quest'anno le “Dimostrazioni” hanno preso Mosca, Omsk [13], Krasnojarsk [14], Vladivostok [15] e perfino Simferopol' [16]. La cosa più forte si è avuta a Novosibirsk: hanno partecipato circa duemila persone con a capo lo striscione “Se tutti cominceranno ad andare così, verrà qualche sorta di anarchia!”. Omsk tra le prime ha raccolto l'iniziativa; in risposta alla persecuzione di Loskutov è stato formato il movimento “Artisti gestiti”, compito del quale era condurre l'idea della gestibilità della creatività all'assurdo totale. I tentativi di trovare accordarsi per la “Dimostrazione” non sono stati coronati da successo, poiché nello slogan dichiarato “Dryn-dyg-dyg!” [17] il potere trovava irritante l'evidente sediziosità, ma è stato a suo tempo raggiunto un accordo con I comunisti per andare “a rimorchio”. Gli agenti operativi locali hanno creato un fronte di profilassi: hanno convocato gli organizzatori per discutere, li hanno sedotti con “zarine” amministrative, li hanno intimoriti con cose come in Kirghizistan; in seguito hanno fatto venire gli incubi ai comunisti. Alla fin fine circa 200 persone hanno camminato senza problemi sia con “Dryn-dyg-dyg”, sia con banner più rabbiosi come “È non ama Ja!” [18], “Indietro dall'identità”, “Dio perdona!”, “Sul burrone non nitrire” [19], “Abbasso la Luna!” e l'evidentemente sociale “La crescita della tossicodipendenza già inquieta gli alcoolizzati”. Bello era un uomo con una tastiera incisa in un cartello “Pare che neanche i fannulloni potrebbero vivere!”, se fosse stato un preoccupato agente operativo del Centro per la Lotta all'Estremismo, avrebbe strappato degli applausi. I comunisti, in coda alla colonna dei quali andavano i dimostranti, si sono pure distinti con lo slogan “Cristiani per il comunismo!”. Il pubblico che li incontrava, perplesso per la cosa ignota, chiedeva ai dimostranti: “Dite, siete per il popolo o contro?”. A Vladivostok una cinquantina di dimostranti insieme al TIGR [20] si sono pure uniti al KPRF [21] con striscioni elastici: “La libertà è una tomba! Nella schiavitù è la nostra forza!”, “Perfino tra le verdure c'è Cipollino [22]”, “Viva la piccola aviazione! Non ci sono strade e non ci saranno!”, ma il banner “No alla xenofobia” è stato comunque tolto dagli attenti agenti del centro “È” [23]. La prima “Dimostrazione” è andata avanti per il lungofiume Taras Ševčenko e ha raccolto circa cento persone sotto slogan filosofici come “Ci siamo necessari?”, “Attenzione, gente!”, “I cervi non possono neanche pensare!” e i totalmente innovativi: “Singolarità in ogni casa”, “Fermate la Terra – io scendo!”. Alcuni partecipanti indossavano maschere da gas. “Mostriamo uno specchio alla Medusa Gorgona”, – così ha commentato l'azione uno dei dimostranti. La Medusa Gorgona della capitale ha fatto l'occhiolino maliziosa e ha mantenuto la calma. Ma a Piter [24], al contrario, non hanno dato il permesso per la “Dimostrazione”, in quanto gli organizzatori “non sono stati capaci di proporre un percorso soddisfacente per la sfilata”. Ma una vigorosa sfilata di forze d'opposizione ha avuto luogo il 1 maggio a Kaliningrad [25]. Una colonna di tremila persone con mandarini in mano è sfilata per il centro della città con striscioni: “Cartellonista, non traumatizzare il poliziotto – non scrivere sul cartello il nome del premier” [26], “Pace, lavoro, maggio – né posti di lavoro, né abitazioni”.

Auto, moto, secchio

A maggio sono trascorsi cinque anni dal giorno delle prime azioni di protesta degli automobilisti. Da allora il movimento sotto la bandiera della Federazione dei Proprietari di Automobili di Russia va su di giri. La più memorabile è stata la campagna per la lotta all'abuso dei segnali speciali, evolutasi nella Società dei Secchielli Blu. Le forme standard di protesta richiedevano uno sviluppo e alla fine di aprile ha avuto luogo il primo passaggio con secchielli blu fissati sui tetti delle automobili a simboleggiare le sirene. Come al solito questo ha causato una reazione inadeguata: la colonna è stata bloccata e il rifiuto dei guidatori di togliere i secchielli è stato qualificato come disobbedienza secondo l'art. 19.3 del KoAP [27] (disobbedienza a un agente) o sono stati segnalati per “violazione delle regole per il trasporto dei carichi”. In tribunale questi procedimenti amministrativi si sono sviluppati favorevolmente. Al contempo alcuni deputati della Duma dei gruppi “Uniti, Giusti e Liberali” [28] irritatisi fuori misura hanno presentato un'iniziativa per inasprire il regolamento dei passaggi automobilistici; la risposta degli automobilisti è stata la prosecuzione dell'azione, ma stavolta a terra sotto forma di escursione a piedi per il centro di Mosca, cosa che, si capisce, formalmente non richiedeva alcuna informazione. “Noi vietiamo di vietare. Andremo tutti insieme con palline, nastri, secchi, catini, lavabi e pentole di colore blu. Passeremo il tempo pacificamente e tranquillamente. Ciclisti, sciatori, pattinatori e aerei sono i benvenuti. Niente politica, nessuna aggressione, nessuna cosa negativa. Pace, Lavoro, Maggio, Secchio!” – dichiaravano i farovcy [29]. Al luogo del raduno – la piazza del Maneggio [30] – gli escursionisti sono giunti ognuno con qualcosa; a ognuno è stata data una lavagnetta con la scritta “escursione”. La polizia anche qui si è comportata secondo lo standard: per prima cosa ha arrestato gli organizzatori ed è bastato che qualcuno dei partecipanti si sia messo un secchiello sulla testa che subito è stato acchiappato e neutralizzato dall'OMON. Nella scala di Kafka questa immagine potrebbe concorrere solo con la nota foto dei tempi della “Marcia dei dissenzienti” [31], in cui una folla di “cosmonauti” [32] spinge in un cellulare un uomo in un voluminoso costume da bidone della spazzatura. Gli arrestati sono stati portati all'OVD [33] di “Kitaj-gorod” [34], popolare presso l'opposizione, gli escursionisti liberi si sono spostati dietro a loro. L'OVD ha retto fermamente l'assedio, ma questi appartamenti abbondano di funzionari, perciò gli automobilisti che aspettavano i compagni non sono rimasti senza far nulla e hanno salutato ogni “sirena” che incontravano con profondi inchini e fischi. Gli arrestati sono stati liberati senza che venisse steso alcun verbale e l'escursione dei Secchielli Blu è proseguita intorno al Cremlino, che è risultato esser stato speditamente chiuso per il restauro della pavimentazione. Il 20 maggio il concetto è stato portato all'assurdo totale: con un secchio in testa un attivista del gruppo artistico “Vojna” [35] nel mezzo della carreggiata si è arrampicato direttamente su un'automobile con un segnale speciale che, secondo alcune informazioni, apparteneva allo FSO [36]. Il guidatore, che ha rincorso l'artista politico, ha tolto dalla furiosa testolina [37] il simbolo blu di protesta, fra l'altro inutilmente – sotto un secchiello è risultato essercene un altro. Il violatore della quiete si è nascosto, ma la storia ha avuto una lunga risonanza, quando qualche giorno dopo i lottatori con l'estremismo hanno compiuto uno happening poliziesco, portando con la forza l'artista in gattabuia da sotto le mura della sua casa. Non molto tempo fa l'hanno fatto notare anche gli automobilisti di Irkutsk [38], formando con le proprie macchine la scritta gigantesca “Irkutsk – NON CI SONO STRADE!” – tanto perché fosse visibile ai veri cosmonauti.

Il nano-unguento anti-verdure

Una classica struttura da Rete è rappresentata dal giovane portale “Ovoščam.net” [39]. Sono gruppi pienamente indipendenti di “partigiani della réclame civica”, che rallegrano la società con trovate spiritose. In otto mesi di esistenza sono riusciti ad appendere nel metrò e negli stand di Mosca cartelli stilizzati come “Fuma. Sbronzati. Partorisci mostri./Partner ufficiale dell'azione: Jaguar. Con il tacito assenso dell'amministrazione di Mosca” o “Hai costruito da zero un business di successo? Affrettati – biglietti per Londra a 823 sterline!/British Airways”; questi hanno sostituito la réclame di Google alle fermate degli autobus, imitando l'interfaccia del motore di ricerca in modo che questo restasse appeso fino alla fine della campagna - “GIBDD [40] senza bustarelle. Governo per i cittadini. Edilizia senza tangenti. Alternativa alle elezioni. Allegria senza alcool. Attiva posizione civica. Televisione senza menzogne./Cerca su Google/Troverai questo in Rete. Se troverai questo nel tuo paese – dipende da te!”; noleggiando montacarichi e travestendosi da specialisti, hanno reincollato i cartelloni. La loro ultima azione di maggio si è conclusa con la distribuzione ai passanti dell'Arbat [41] di miracolose boccette con l'etichetta “Nano-unguento Petrik e Gryzlov [42]. Raccomandato per alleviare il senso di dolore dovuto alla frequentazione dei rappresentanti del potere. A base di vaselina secondo la speciale tecnologia di grandi studiosi”.

A sostegno della corruzione

E il 18 maggio verso l'edificio del ministero dei Trasporti sono andati i rappresentanti delle organizzazioni sociali e i blogger. Il picchetto, autorizzato dalle autorità, “A sostegno dei funzionari, le cui uscite superano molte volte i redditi ufficiali e le attività dichiarate” è stato fatto coincidere con la consegna delle dichiarazioni dei redditi per l'anno 2009 da parte dei dipendenti statali. Secondo l'annuncio, a prender parte all'azione si invitavano tutti quelli “a cui è indifferente il destino del paese e dei suoi figli migliori, sottoposti a persecuzioni da parte di singoli sbirri e procuratori senza coscienza e anche di brutale attivisti per I diritti umani, con cui non hanno nulla da spartire”. Gli attivisti sono intervenuti con cartelli come “Le bustarelle sono cose degne!”, “Basta deridere i corrotti!”, “La corruzione è il sistema circolatorio della Russia” e per $100 in tutto proponevano a chiunque lo desiderasse di prender parte al taglio con una sega di un peso da un pud [43] finché la sega non si rompeva.

Gli straccioni sono furbi nelle trovate

Altre forme di protesta periodicamente danno notizie di se qua e là. Ad Archangel'sk [44], dove si è creata la situazione più difficile con l'aumento delle tariffe, si prepara un'azione di protesta in forma di mancato pagamento dei conti del ŽKCh [45] per un mese. A una misura tanto radicale i residenti ad Archangel'sk sono inclini non per “vuoto estremismo” – le manifestazioni di molte persone, che vanno avanti dall'inizio dell'anno, hanno avuto come risultato solo le promesse di turno del governatore. Gli azionisti truffati della città di Kungur nella regione di Perm' [46], stanchi di scrivere senza aver risposta ai più alti organi federali, hanno ricordato la vecchia scienza dei dissidenti e adesso scrivono lettere non solo all'ONU, ma anche direttamente a Obama, Merkel, Saakashvili e Lukašènka con la preghiera di trasmettere al presidente russo le loro denunce con il pacchetto di documenti di accompagnamento.

Successo nella propria protesta l'ha ottenuto un muratore di Ufa [47]. Il 15 maggio ha preso la gru da costruzione e ha richiesto che il datore di lavoro sanasse i debiti sui pagamenti di tutta la squadra. Dopo aver passato del tempo sul braccio della gru, il lavoratore edile è sceso solo quando il suo capo ha portato parte del dovuto direttamente sul posto. Il 26 maggio a Mosca nell'ambito dei festeggiamenti del Giorno dell'Imprenditore ha avuto luogo l'azione “La piccola impresa senza pantaloni – i russi senza lavoro”. Gli uomini d'affari membri delle organizzazioni sociali di categoria sono giunti da varie città per svolgere una protesta contro la politica delle autorità federali e regionali, “che di fatto spogliano del tutto le piccole imprese e le mettono sull'orlo della bancarotta”. Presso il monumento a Griboedov è stata posta una piccola cabina, che simboleggiava l'ufficio di un funzionario. In questa prima dell'inizio della manifestazione I partecipanti alla manifestazione si sono rivestiti di mutandoni domestici. Gli slogan sugli striscioni chiarivano: “Ho dato le mie mutande personalmente in mano a Èl'vira Nabiullina [48]”, “Se ci toglierete anche le mutande, pensate che ve lo mostreremo?”. “Se I funzionari fanno venire gli incubi alle imprese, facciamo venire gli incubi ai funzionari!” – ha riassunto il leader sindacale che è intervenuto. Allo stesso tempo in piazza Bolotnaja [49] altri imprenditori seppellivano i propri affari in una grande tomba nera; e ancora qualche giorno dopo là affondavano bustine di tè in un secchio, a somiglianza della distruzione di 45 tonnellate di tè inglese nel 1773 ad opera dei coloni americani in segno di protesta contro un'imposizione fiscale da rapinatori. Questo avvenimento è entrato nella storia come “Boston Tea Party” e dette inizio alla Rivoluzione Americana.

Così attivo è risultato il maggio scorso. E non c'è da stupirsi che perfino il tradizionale raduno non autorizzato degli oppositori in piazza Triumfal'naja [50] del 31 è sfociata in qualcosa di più grande. Per la prima volta il nucleo fondamentale delle persone andate a difendere l'articolo 31 della Costituzione [51] non era composto da funzionari politici accompagnati da “uomini di fanteria”, ma da gente semplice – cittadini, che non scendono in strada per etichette politiche, ma per l'indispensabilità di contrapporsi all'attuale stagnazione, per una boccata d'aria fresca.

Il 1 giugno in molte città ci sono stati interventi contro la riforma delle istituzioni pubbliche. Il 5 giugno a Soči [52] avrà luogo la “Marcia dei non indifferenti”. Il 12 giugno è in programma un'azione contro gli abusi polizieschi. Così comincia l'estate 2010. Non si promettono cose simili a gelate. E non è da attendere un miglioramento fondamentale della situazione del paese. Ciò significa che le piazze non saranno vuote.

Sotto testo

Da dove viene la dimostrazione

Avete riflettuto a volte sul senso della parola demonstracija [53]? Ora è in uso un'interpretazione limitata di questa parola, che risale al latino demonstratio - cioè “dimostrazione”, per esempio della pubblica opinione. Tuttavia è necessario cercare le radici più in profondità. Così tra i primi dimostranti si possono considerare i non ignoti Ercole e Perseo o Dobrynja Nikitič [54], che hanno compiuto molte azioni del genere: che sia la vittoria sull'Idra di Lerna, la Medusa Gorgona o Zmej Gorynyč [55], il soggetto elimina il mostro, de-mostrando così l'ambiente circostante. L'atto di de-mostrazione può essere anche simbolico, rituale, come la de-sacralizzazione – la privazione del mostro del suo magico potere sulla gente.

Elena Borovskaja

04.06.2010, “Novaja gazeta”

[1] Riferimento alla celebre canzone sovietica A nu-ka, pesnju nam propoj, vesëlyj veter! (E allora su, cantaci una canzone, allegro vento!).

[2] Otdel Milicii Osobogo Naznačenija (Sezioni di Polizia con Compiti Speciali), sorta di Celere, nota per la sua durezza.

[3] Cioè i flaconcini che si trovano negli alberghi.

[4] L'arancione era il colore degli oppositori ucraini del filorusso Janukovič e per estensione sono poi stati detti arancioni tutti gli oppositori di Putin e dei suoi alleati nell'ex URSS.

[5] Il Partito Nazional-Bolscevico si oppone a Putin in nome di un misto di idee vetero-comuniste e nazionaliste.

[6] Nome generico degli oppositori al regime di Putin.

[7] Sic. Non so di quale azione provocatoria si tratti.

[8] Un “fallo volante” fu lanciato durante un comizio dell'ex scacchista Garri Kimovič Kasparov, ora leader dell'opposizione.

[9] Letteralmente “bambine pieghevoli”. Si tratta di fare in modo che qualcuno sia sorpreso con una minorenne, ma non so a quale fatto specifico si faccia riferimento.

[10] Durante una manifestazione del movimento d'opposizione Solidarnost' (Solidarietà – ispirato alla Solidarność polacca) furono mandati in giro montoni moribondi con addosso simboli del movimento.

[11] Un “classico” dei nazional-bolscevichi sono le occupazioni di importanti uffici pubblici.

[12] La più importante città della Siberia.

[13] Città della Siberia meridionale.

[14] Città della Siberia centrale.

[15] Città dell'estremo oriente russo, sulla costa del Pacifico.

[16] Città della Crimea centrale.

[17] Parole senza senso...

[18] “È non ama Ja”. Sono le due ultime lettere dell'alfabeto russo. Ja significa “io”.

[19] In russo Nad propast'ju ne rži, gioco di parole con Nad propast'ju vo rži (Sul burrone nella segale).

[20] Tovariščestvo Iniciativnych Graždan Rossii (Compagnia dei Cittadini di Iniziativa di Russia), gruppo di pressione. Tigr significa “tigre”.

[21] Kommunističeskaja Partija Rossijskoj Federacii (Partito Comunista della Federazione Russa).

[22] Personaggio di un libro di Gianni Rodari, autore molto popolare anche in Russia.

[23] Il centro per la lotta all'estremismo (èkstremizm in russo).

[24] Nome colloquiale di San Pietroburgo.

[25] Città sul Mar Baltico, in una regione isolata dal resto della Russia.

[26] Nell'originale c'è una rima tra “poliziotto” (milicionér) e “premier” (prem'ér).

[27] Kodeks ob Administrativnych Pravonarušenijach (Codice delle Violazioni Amministrative).

[28] Allusione a “Russia Unita” (il “partito del potere”), “Russia Giusta” (partito moderato filo-governativo) e al Partito Liberal-Democratico di Russia (partito in realtà populista e nazionalista).

[29] Cioè i membri della FAR (Federacija Avtovladel'cev Rossii – Federazione dei Proprietari di Automobili di Russia).

[30] Piazza vicina alla Piazza Rossa.

[31] La grande manifestazione moscovita dell'opposizione del 2008.

[32] Nome ironico dei poliziotti in tenuta anti-sommossa.

[33] Otdelenie Vnutrennich Del (Sezione degli Affari Interni), in pratica la polizia di quartiere.

[34] Quartiere storico di Mosca.

[35] “Guerra”.

[36] Federal'naja Služba Ochrany (Servizio Federale di Protezione), il servizio che si occupa della protezione delle alte cariche dello stato.

[37] Qui l'autore imita lo stile delle “canzoni di gesta” popolari russe, con i loro strani diminutivi.

[38] Città della Siberia centrale.

[39] Finto indirizzo Internet che si può leggere anche come Ovoščam net (No alle verdure).

[40] Gosudarstvennaja Inspekcija Bezopasnosti Dorožnogo Dviženija (Ispettorato Statale per la Sicurezza del Traffico Stradale), in pratica la polizia stradale.

[41] Via pedonale del centro di Mosca.

[42] Allusione al ciarlatano Viktor Ivanovič Petrik le cui presunte mirabolanti invenzioni (tra cui un filtro capace di rendere potabile l'acqua radioattiva) godono dell'approvazione del presidente della Duma Boris Vjačeslavovič Gryzlov.

[43] Antica misura di peso russa, equivalente a 16,38 kg.

[44] Città dell'estremo nord della Russia.

[45] Žiliščno-Kommunal'noe Chozjajstvo (Servizi Comunali per le Abitazioni).

[46] Città alle pendici degli Urali.

[47] Città della Russia europea centrale, capitale della repubblica autonoma dei Baschiri.

[48] Èl'vira Sachipzadovna Nabiullina, ministro dello Sviluppo Economico.

[49] Piazza del centro di Mosca.

[50] Piazza del centro di Mosca.

[51] Quello che dovrebbe garantire la libertà di riunione.

[52] Città sul Mar Nero.

[53] Altrove l'ho tradotto “dimostrazione”, ma è una parola poco comune in russo. Il corsivo, qui e altrove, è mio.

[54] Eroe delle “canzoni di gesta” popolari russe.

[55] Mostro con 3, 9 o 12 teste affrontato dagli eroi delle fiabe russe.



http://matteobloggato.blogspot.com/2010/06/la-russia-di-oggi-e-le-manifestazioni.html

04 giugno 2010

A proposito di Russia e UE (II)

Come una rappresentante dell'Europarlamento è stata in una sezione della polizia



I politici stranieri sono pronti non solo a scrivere lettere in difesa dei partecipanti alle azioni del 31 [1]. Sono pronti anche a intercedere personalmente per loro


La comunità mondiale per la prima volta ha rivolto grande attenzione alle azioni dell'ambito della “Strategija-31” dopo che il 31 dicembre 2009 in piazza Triumfal'naja [2] la polizia ha arrestato il presidente del Gruppo di Helsinki [3] moscovita Ljudmila Alekseeva insieme ad altri dimostranti. Il presidente del Parlamento Europeo Jerzy Buzek e il Consiglio di Sicurezza Nazionale degli USA per la prima volta hanno espresso la loro indignazione per la dispersione di una manifestazione di protesta pacifica e per il mondo si è sparsa una fotografia in cui un enorme agente dell'OMON [4] sovrastava la fragile e piccola figura di Ljudmila Michajlovna in veste di Sneguročka [5].

Dopo ciò l'attenzione per le successive tre azioni a Mosca e San Pietroburgo è stata un po' diversa.

Il 31 maggio le azioni nell'ambito della “Strategija-31” sono coincise con il summit Unione Europea-Russia a Rostov sul Don [6]. La delegazione dell'Unione Europea è stata informata del grado di pericolo per I membri del movimento di opposizione nella regione di Rostov. Già il 26 maggio la Commissione Europea aveva tenuto una riunione, in cui si era deciso di esprimere apertamente preoccupazione per i casi di violazione dei diritti umani da parte degli organi per la tutela dell'ordine russi, divenuti più frequenti una settimana prima dello svolgimento del summit, in cui la Russia intendeva sostenere la questione dell'abolizione dei visti tra Russia e UE.

Forse proprio questo ha giocato un ruolo nel prevenire la violenza aperta nei loro confronti, che a Rostov sul Don è divenuta cosa comune. Non di meno, dopo che tutti i partecipanti se ne sono andati, la polizia criminale ha comunque arrestato Pavel Nagibin, uno di quelli che avevano annunciato l'azione nella capitale del Circondario Federale Meridionale.

Gli organizzatori della manifestazione nella piazza Triumfal'naja già un mese fa si erano rivolti con una lettera aperta alla leadership dell'Unione Europea nella speranza che i suoi rappresentanti sarebbero venuti all'iniziativa. Stavolta in difesa di “Strategija-31” si sono schierati i “verdi” tedeschi.

Il presidente della sottocommissione per i diritti umani del Parlamento Europeo Heidi Hautala ha deciso di prender parte all'azione dell'opposizione a San Pietroburgo. La mattina del 1 giugno la signora Hautala ha detto di sostenere il diritto di ogni uomo alla libertà, ma la sua missione di osservatrice è stata complicata dal fatto che a Pietroburgo, come già altre volte, non veniva portata avanti un'unica azione. “Non posso essere contemporaneamente in diversi posti. Spero molto che la prossima volta la gente vada a svolgere un'azione comune, a cui mi sforzerò di essere presente”. Heidi ha raccontato di essersi diretta verso una delle sezioni della polizia per conoscere il destino delle persone arrestate presso il Gostinyj Dvor [7]. “Nella sezione abbiamo visto sette giovani. Non ci hanno permesso di parlare con loro. Solo a Nemcov [8] è riuscito comunicare con loro per un minuto. Un poliziotto mi ha semplicemente spinto fuori dalla stanza in cui cercavo di entrare”. Heidi ha notato che alle azioni dell'opposizione si aggregano sempre più persone senz'alcuna appartenenza partitica. “La strategia evidentemente funzione, se attira i comuni cittadini. Per quanto riguarda la situazione legata allo svolgimento del summit UE-Russia, la leadership dell'UE è obbligata a non distogliere l'attenzione dalla crudeltà con cui sono state disperse le azioni di protesta”.

Marco Panella [9], presidente del Partito Radicale Transnazionale, il 31 maggio si è rivolto con una lettera aperta al presidente russo Dmitrij Medvedev. In particolare, Marco Panella scrive: “Siamo profondamente delusi dall'aver appreso che a Rostov sul Don le autorità hanno turbato lo svolgimento dell'azione nell'ambito della “Strategija-31” nonostante che i suoi organizzatori l'avessero preparato nel modo dovuto. A differenza di Lei, siamo convinti che il summit UE-Russia, coincidente per luogo e tempo con l'azione di protesta, ci avrebbe solo guadagnato, in particolare tenendo conto del fatto che i suoi scopi corrispondevano pienamente ai principi fondamentali dell'ordinamento tanto dell'Unione Europea, quanto della Federazione Russa, che Lei, signor Presidente, ha dichiarato più volte nei suoi interventi”.

Si è avuta notizia anche che il 31 maggio il Consiglio di Sicurezza Nazionale degli USA è di nuovo intervenuto per condannare l'arresto dei partecipanti alle azioni pacifiche di Mosca e San Pietroburgo.

Oksana Čeliševa

02.06.2010, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2010/058/11.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Si tratta delle azioni del gruppo “Strategija-31” (Strategia-31), che difende la libertà di riunione in nome dell'articolo 31 della Costituzione Russa, che la riconosce e tutela...

[2] Piazza nel centro di Mosca.

[3] Gruppo nato per richiedere al governo dell'URSS il rispetto degli impegni per I diritti umani siglati a Helsinki nel 1975.

[4] Otdel Milicii Osobogo Naznačenija (Sezione di Polizia con Compiti Speciali), sorta di Celere, nota per la sua durezza.

[5] La “fanciulla di neve” delle fiabe russe.

[6] Città della Russia meridionale.

[7] Qualcosa come “Corte dei Mercanti”, storico mercato e luogo di ritrovo di San Pietroburgo.

[8] Boris Efimovič Nemcov, politico russo di area liberale.

[9] Sic.


http://matteobloggato.blogspot.com/2010/06/lue-gli-usa-e-il-mancato-rispetto-dei.html

02 giugno 2010

A proposito di attentati (IV)

"Le autorità stesse ci dividono in gruppi etnici"



L'atto terroristico a Stavropol' è stato preceduto da azioni nazionalistiche dimostrative: danze di lezginka [1] con sparatorie, svastiche nelle vie principali e la creazione del circondario federale del Caucaso del Nord


Dall'inizio di quest'anno nelle città della zona di Stavropol' danzano la lezginka nelle piazze, disegnano svastiche e bruciano macchine con targhe delle repubbliche caucasiche. Ma i mezzi di informazione di massa e i rappresentanti ufficiali. E l'atto terroristico a Stavropol' ha mostrato ancora una volta quanto in realtà è fragile l'equilibrio nella regione.

Sabato mattina negli ospedali della città restavano 30 persone. Tre di esse sono in condizioni estremamente gravi, nove in condizioni gravi. I morti ammontavano a sette, fra l'altro tutte donne, compresa una bambina di 11 anni.

…Il chiosco più vicino di tutti al luogo dell'esplosione è coperto di fiori, accanto stanno persone silenziose vestite di nero, ma sulla panchina vicina qualcuno mangia il gelato e ascolta musica da un riproduttore. Su un cippo con dei fiori un disegno infantile con la scritta: “Ci è morta un'amica. Aziza, ti amiamo e ti ricordiamo!!! No al terrorismo!» E anche qui squillanti manifesti di spettacoli sui muri del Palazzo della Cultura e dello Sport di Stavropol'. Del tutto nello spirito del tempo – il terrore sta vicino alla vita comune in modo inconcepibile.

L'ordigno esplosivo era camuffato da sacchetto con del succo di frutta ed è stato lasciato presso il muro posteriore del caffè “Akvarium”, che si trova a una decina di metri dal Palazzo della Cultura. Il caffè era già chiuso da molto tempo per restauri. Dalla porta dell'edificio sulla strada si stendono ancora tracce di sangue.

Ricordo che l'esplosione è risuonata il 26 maggio alle 18.45. Quindici minuti dopo al Palazzo della Cultura e dello Sport in via Lenin doveva cominciare il concerto del gruppo ceceno “Vajnach”. Questo era un evento culturale abbastanza importante, perché il famoso collettivo non veniva a Stavropol' da molti anni. La mattina del giorno del concerto il territorio adiacente al Palazzo della Cultura era stato perquisito con i cani poliziotto, ma non era stato trovato nulla. Ora è stato avviato un procedimento penale per “negligenza” nei confronti degli agenti di polizia.

Gli inquirenti esaminano cinque versioni dell'atto terroristico: un regolamento di conti commerciali tra i proprietari del caffè e il Palazzo dello Sport, un'intimadazione allo scopo di influire su decisioni politiche, un'azione dei militanti, la vendetta di un gruppo nazionalista slavo e un conflitto tra gli stessi rappresentanti delle nazionalità caucasiche. Bisogna notare che fin dal 2007 i ceceni, i carachi e i daghestani di Stavropol' non hanno compiuto azioni gli uni contro gli altri. Tuttavia ora ci sono determinati contrasti tra i giovani delle varie diaspore. Secondo informazioni non ufficiali, non molto tempo fa nel Parco della Vittoria di Stavropol' c'è stato un conflitto tra giovani ceceni e daghestani. E l'esplosione prima del concerto del gruppo ceceno è avvenuta dopo. Fra l'altro il presidente del Comitato di Protesta di Stavropol', il direttore del giornale locale Igor' Markelov propende per una versione un po' diversa: “Penso che i motivi siano economici. Gran parte del business locale non appartiene ai russi”.

Comunque sia, dall'inizio di quest'anno nelle strade di Stavropol' sono nate delle “azioni di danza”: si radunano automobili, da cui giungono forti suoni di musica caucasica. Compaiono decine di giovani danzatori, che danzano la lezginka, mentre gli altri battono il ritmo con tamburi o bottiglie di plastica. Tutto questo scompare al primo segnale di avvicinamento della polizia. Queste azioni vengono condotte in luoghi affollati nel centro di Stavropol', ma le date talvolta suscitano varie associazioni di idee. Per esempio, hanno danzato la lezginka il 2 aprile, quando tutto il paese celebrava i funerali dei morti a causa dell'atto terroristico nel metrò di Mosca. Intolre era il Venerdì di Passione – giorno di dolore del Grande Digiuno [2] ortodosso. Fra l'altro danzavano presso il Palazzo della Cultura e dello Sport, dove è giunto poi ad esibirisi anche il gruppo ceceno “Vajnach”. Hanno ballato la lezginka anche il 16 maggio, quando si festeggiava il Giorno del Territorio di Stavropol'. Durante la danza agitavano la bandiera dello stato non riconosciuto della Grande Ičkerija [3]. Peraltro I rappresentanti delle diaspore caucasiche cercavano di convincermi che fossero solo danze.

L'umore dell'altra parte della popolazione locale si può giudicare dall'abbondanza di graffiti per le strade. Sugli edifici vicini alla procura territoriale sono state disegnate due svastiche. Accanto sul muro di un night club c'è una svastica con un invito a macellare, è chiaro chi. E in via Mir [4], dove si trova l'amministrazione territoriale, i muri delle case sono pieni di emblemi di tutti i movimenti nazionalisti possibili e degli indirizzi dei loro siti.

La contrapposizione si è notata anche a Kislovodsk [5], dove intendono costruire una moschea. Per questo è già stato scelto un terreno, la documentazione del progetto ha passato la perizia di stato, ma una serie di organizzazioni sociali locali insiste perché si tenga un referendum cittadino al riguardo. Tuttavia alle lettere del pubblico il sindaco di Kislovodsk Natal'ja Lucenko non reagisce.

A quanto mi risulta, dall'inizio di quest'anno nella vicina Pjatigorsk sono state bruciate alcune decine di macchine con targhe delle repubbliche caucasiche, cosa confermata anche da una fonte della “Novaja gazeta” nel GUVD [6] territoriale.

E tutto questo avviene alle frontiere del nuovo circondario federale, quello del Caucaso del Nord, la creazione del quale, secondo molti residenti, ha solo acuito i problemi tra le nazionalità.

“Il centro federale ha commesso un errore, non si crea un circondario così, – dice Abdula Omarov, rappresentante plenipotenziario della Repubblica del Daghestan nel territorio di Stavropol'. – Se non tenete un referendum, almeno fate una preparazione informativa sui mezzi di informazione di massa. Metà degli abitanti di Stavropol' non approva che Stavropol' sia entrata nel circondario del Caucaso del Nord”. Dopo la creazione del circondario in città è sorta, per esempio, l'idea di istituire la Repubblica Russa di Stavropol', dove I russi devono essere il “popolo titolare”. Un appello in questo senso è stato sottoscritto dai rappresentanti dei cosacchi e delle organizzazioni slave.

“Le autorità non svolgono il doveroso lavoro per la prevenzione dei conflitti, – ritiene il presidente dell'Unione delle Organizzazioni Sociali Slave della zona di Stavropol' Vladimir Nesterov. – Secondo le usanze caucasiche, se hai mangiato il pane con qualcuno, non ci sarai già più in inimicizia. Propongo a tutte le diaspore caucasiche e agli slavi di riunirsi a un grande tavolo e mangiare del cibo. Ma le autorità stesse ci dividono in gruppi etnici, organizzando misure secondo la nazionalità”.

Non di meno c'è un altro lato nella tragedia. Il giorno seguente nell'unità trasfusionale cittadina c'erano decine di donatori volontari. Che il sangue sia andato ai feriti ceceni, daghestani, armeni o russi non ha importanza, semplicemente alcune persone hanno salvato altre persone.

Evgenij Titov

31.05.2010, "Novaja gazeta", http://www.novayagazeta.ru/data/2010/057/14.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)


[1] Danza popolare del popolo caucasico dei Lezgini.

[2] Equivalente della Quaresima cattolica, ma più rigido e della durata di sette settimane. Il Venerdì di Passione è il Venerdì Santo, ma preferisco attenermi alla denominazione ortodossa.

[3] Unità statale che dovrebbe comprendere la Cecenia e altre repubbliche caucasiche confinanti.

[4] Via della Pace...

[5] Città della Russia meridionale nel territorio di Stavropol'.

[6] Glavnoe Upravlenie Vnutrennich Del (Direzione Centrale degli Affari Interni), in pratica la sede della polizia.


http://matteobloggato.blogspot.com/2010/06/lattentato-stavropol-e-il-conflitto.html