08 giugno 2013

A proposito del modo di far politica in Russia (L)

I camaleonti
I nuovi membri delle commissioni elettorali non sono affatto quelli per cui si fanno passare
03.06.2013

A Pietroburgo sono state pubblicate le liste dei membri delle commissioni elettorali di seggio (UIK [1]) per i prossimi cinque anni. Non è andata senza sorprese: così, per esempio, la UIK n° 35 del quartiere dell'Ammiragliato consiste quasi completamente di attivisti dell'ala giovanile di "Russia Unita" mascherati da rappresentanti di altri partiti.


Una sola al seggio non è un guerriero [2]
Ol'ga Sapožnikova è perplessa: sa precisamente che nella sua UIK n° 35 su 12 persone sette sono di "Russia Unita", ma secondo i documenti sono di "Causa di Destra" [3], "Comunisti di Russia", "Russia Giusta" [4], "Patrioti di Russia", dello LDPR [5], del partito "Per la giustizia!" e così via. Se ai "camaleonti" si aggiungono un membro della "Giovane Guardia di Russia Unita" e una funzionaria dell'amministrazione locale, risulta che a Ol'ga tocca battersi quasi da sola per l'onestà nel conteggio dei voti.
"Alla seduta della commissione ho capito che tutti i giovani si conoscevano bene tra loro, – racconta l'interlocutrice della "Novaja gazeta". – Chiesi al presidente Andrej Chodykov di presentarmi gli altri, facendo i nomi dei partiti che rappresentavano. Ma non esaudì la mia richiesta, dichiarando che saremmo riusciti ancora a conoscerci e che, dice, non c'era motivo di politicizzare il processo".


"In qualche modo tutto non va secondo il piano"
Lo stesso 20enne Chodykov, secondo i dati della Commissione Elettorale Cittadina, è stato indirizzato alla commissione dai "Comunisti di Russia". In realtà è il vice-capo del quartier generale regionale pietroburghese della "Giovane Guardia di Russia Unita" (MGER [6]). Andrej è stato in difficoltà nel chiarire alla "Novaja gazeta" a cosa sono legati questi salti di partito: prima ha smesso di rispondere alle domande in chat, poi ha messo un post angoscioso: "In qualche modo tutto non va secondo il piano". Peraltro nelle foto nei social network è ripreso sullo sfondo della bandiera del partito "Russia Unita".
Quasi tutti i membri della UIK n° 35 sono suoi coetanei: anno di nascita '92. Nella lista degli amici di Chodykov c'è anche il membro della commissione di "Russia Unita" Žan Žich, quello di "Causa di Destra" Aleksandr Lazarev, quello dello LDPR Daniil Lachmanov, quello del partito "Per la giustizia!" Aleksandr Michalëv, quello di "Patrioti di Russia" Kirill Stepanov e quello di "Russia Giusta" Artëm Učuvatov. Ekaterina Naumova del corpo di "Per elezioni oneste" [7] "pende" tra gli amici del leader della MGER pietroburghese Michail Čerepanov e dell'attivista di "Russia Unita" noto in città Marat Goguadze (lo stesso Goguadze in una UIK rappresenta il "Partito dei Lavoratori di Russia").
La "Novaja gazeta" si è rivolta ai giovani con la richiesta di raccontare come si è formata la UIK e da quanto fanno parte di questi partiti o se solo li sostengono.
Nessuno, a parte Michalëv, ha risposto. Michalëv, che nella pagina ha una grande quantità di link alle notizie del gruppo "VOO [8] "Giovane Guardia di Russia Unita"" e fotografie, in cui è vestito con un giubbotto con i simboli di "Russia Unita" agita la bandiera del partito a una manifestazione, è stato breve: sì, dice, faccio parte del partito "Per la giustizia!". Alla domanda di precisazione: "Così Lei non è un attivista della "Giovane Guardia"?" – l'interlocutore non si è messo a rispondere.
E' sufficiente inserire in un motore di ricerca il nome Daniil Lachmanov che subito vengono fuori link a coordinatore regionale del progetto della MGER "La mia ecologia" Daniil Lachmanov.
Artëm Učuvatov (Google riferisce come il 6 dicembre 2010 questi con gli amici della MGER picchettò il KPRF [9], esigendo dai comunisti che rinunciassero "ai loro idoli sanguinosi – Lenin e Stalin") non ha voluto riferire alla "Novaja gazeta" chi di "Russia Giusta" l'abbia indirizzato alla UIK.


Beh, non li hanno presi da "Russia Unita"!
Il capo della "Giovane Guardia di Russia Unita" pietroburghese Michail Čerepanov spiega semplicemente gli enigmatici spostamenti: "I ragazzi non sono stati presi nelle liste da "Russia Unita" ed ecco che hanno deciso di trattare con altre organizzazioni". Čerepanov non vede niente di vergognoso in questo.
Venire a sapere dai capi dei partiti "ingannati" come sia capitata nella UIK a nome loro la gioventù pro-Cremlino si è rivelato impossibile.
Il leader della "Russia Giusta" pietroburghese, la deputata della Duma di Stato Oksana Dmitrieva ha dichiarato di non poter certificare ogni membro di una commissione elettorale; la responsabilità personale, insiste, è dei capi delle cellule locali.
Il rappresentante di "Piattaforma Civica" Nikolaj Musolin, che risponde dell'indirizzo di persone alle commissioni elettorali, ha promesso che il capo ritelefonerà. Ed è calato il silenzio.
Il leader dei "Comunisti di Russia" cittadini Sergej Malinkovič giura che Chodykov li ha ingannati. Dice, il ragazzo venne, si pentì di essere stato nella "Giovane Guardia di Russia Unita". Disse che lo avevano ingannato, che là c'erano carrieristi e mascalzoni. "Disse che voleva entrare nel partito "Comunisti di Russia"". Se si confermerà che fa parte della dirigenza della MGER, insisteremo per la sua sostituzione", – minaccia Malinkovič.


Hanno disposto gli insegnanti per partiti
A credere alle liste delle commissioni elettorali di seggio, i pedagoghi si sono mossi in massa verso la politica. Tuttavia della propria "attività" molti sono venuti a sapere dalla corrispondente della "Novaja gazeta".
Così gli insegnanti della scuola n° 286 [10] del quartiere dell'Ammiragliato sono stati delegati quasi a pieno organico alla UIK n° 46: dal "Partito dei Lavoratori di Russia", dal partito "Per la giustizia!", da "Russia Giusta", dai "Comunisti di Russia", dal KPRF e da "Causa di Destra".
Tale pluralismo in marcia è stato lodato, tanto più che il direttore della scuola, Sergej Lobov, è stato indirizzato alla commissione da "Russia Unita". Ma quasi nessuno degli insegnanti sa di rappresentare una qualche forza politica.
Secondo la legge, per diventare membro di una UIK è necessario presentare un mucchio di documenti: la decisione del partito o dell'organizzazione sociale, la dichiarazione personale di consenso a candidarsi alla UIK per questo partito o questa organizzazione, una copia del passaporto [11], un documento che certifica il posto di lavoro e due fotografia. Includere una persona in una UIK a sua insaputa non è semplice.
A vedere le liste delle UIK, le insegnanti delle prime classi della scuola n° 663 Marina Araslanova e Ol'ga Ėeberdieva sono state candidate nella commissione n° 1315 dal partito "Per la giustizia!" e dai "Comunisti di Russia". Conosco Marina da molti anni e non ho mai notato in lei simpatie per i rossi.
L'amica è stata un po' stupita dalla notizia.
"E la mamma in quale organizzazione è?" – ha precisato Marina (lavorano nella stessa scuola). "Nel "Partito di difesa sociale". E tu stessa hai firmato che vuoi entrare nella commissione per i comunisti?" – "No".
Ol'ga Ėeberdieva alla domanda se sostenesse il partito "Per la giustizia!" ha risposto negativamente.
La "Novaja gazeta" ha cercato di mettersi in contatto con la TIK [12] n° 19 del quartiere Moskovskij, responsabile della formazione delle commissioni di seggio in questo territorio, ma da quella parte del filo è entrato in funzione il fax. Adesso aspettiamo quando il presidente della TIK Dmitrij Kozlov, candidato alla commissione elettorale da "Russia Unita", riterrà necessario risponderci.


"Spero di non essere per i comunisti"
Abbiamo scritto a una ventina di insegnanti membri di UIK con la richiesta di confermare l'appartenenza a questo o quel partito.
Il 26enne Maksim Zuev della UIK n° 1318, indirizzato a contare schede dal partito "Per la giustizia!" ha risposto quasi in versi: "Nelle file è entrato consapevolmente un numeroso popolo".
Una collega di Zuev, la vice-direttrice della scuola n° 351 Marija Malyševa ha riferito che "l'hanno scelta per via dell'annuncio del partito "Per le donne di Russia"". "Anche ai miei amici sono giunte queste telefonate. Tra l'altro il rimando era a vari partiti. Non ne siamo membri, ma rappresentiamo i loro interessi. E' stato chiarito a tutti i presidenti delle UIK", – ha raccontato.
Malyševa, come pure Zuev, insiste che non devono firmare alcuna dichiarazione: "E' sufficiente il consenso orale".
L'insegnante delle prime classi della scuola n° 372 e membro della UIK n° 1319 Žanna Pavlova è venuta a sapere dalla corrispondente di essersi legata al partito "Per la giustizia!". "Ogni membro della commissione è rappresentante di un qualche partito, a me è toccato questo", – ha risposto sinceramente la pedagoga.
La maggior parte ha accolto la redistribuzione con indifferenza, in quanto "tutti i risultati delle elezioni sono scritti dall'alto":
– Non ha mai pensato che i partiti possono accordarsi tra loro? E' come le partite concordate nel calcio.
– La mia professione fondamentale è quella di insegnante, ma le elezioni, purtroppo, sono una necessità forzata.
– Che delizia!!!! Spero di non essere per i comunisti))) Anche se sarà buffo)))


"Ci volevano tutti quanti"
Il presidente della TIK n° 1 Ol'ga Nečaeva afferma che alla sua TIK nessuno aveva riferito che qualche partito aveva scelto proprio questo o quel fortunato per rappresentare i suoi interessi nella commissione elettorale. Non vede niente di criminale nella politicizzazione di massa degli insegnanti: "Lavoro con le decisioni dei partiti (…). Con quelli che inviano lavoriamo", – ha sottolineato.
Abbiamo cercato senza successo di contattare l'enigmatico partito "Per la giustizia!", che ha indirizzato un numero record di insegnanti alle UIK, tuttavia all'organizzazione hanno proposto di inviare le domande per posta elettronica e hanno riattaccato. Abbiamo inviato le domande, non c'è stata risposta.
Il capo della sezione pietroburghese del partito "Per le donne di Russia" Tamara Vašutina è stata laconica: "Sì, da noi ci sono molte insegnanti, infatti siamo per le donne. E tutti quanti ci volevano. Quanti proprio – non so".

Aleksandra Garmažapova, "Novaja gazeta", http://www.novayagazeta.ru/politics/58441.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1] Dalla dicitura russa Učastkovye Izbiratel'nye Komissii.
[2] Versione ironica del detto russo "Uno solo in campo non è un guerriero" (come dire, non si può combattere una guerra da soli).
[3] Partito di orientamento liberale.
[4] Partito di orientamento socialdemocratico.
[5] Liberal'no-Demokratičeskaja Partija Rossii (Partito Liberal-Democratico di Russia), a dispetto del nome partito nazionalista e populista.
[6] Dalla dicitura russa Molodaja Gvardija Edinoj Rossii.
[7] Associazione di osservatori fondata per vigilare sulla correttezza delle elezioni.
[8] Vserossijskaja Obščestvennaja Organizacija (Organizzazione Sociale Panrussa).
[9] Kommunističeskaja Partija Rossijskoj Federacii (Partito Comunista della Federazione Russa).
[10] Le scuole in Russia non hanno nomi, sono semplicemente numerate.
[11] In Russia è l'unico documento di identità.
[12] Territorial'naja Izbiratel'naja Komissija (Commissione Elettorale Territoriale).
 
 

05 giugno 2013

A proposito di Russia, Islam e Occidente

La Russia non può entrare nel mondo post-moderno

La discussione sull'Islam radicale in una tavola rotonda è passata ai problemi fondamentali della Russia di oggi

01.06.2013, 18.21
giornalista
"L'islamismo radicale: quanto è pericoloso questo fenomeno per la Russia?" Proprio così suonava il titolo della tavola rotonda che si è svolta venerdì alla "RIA Novosti" [1]. Gli esperti hanno discusso la più ampia cerchia di questioni: a cominciare da cos'è l'islamismo radicale per finire su come si riflette sulla situazione della Russia l'assenza di un progetto generale di mobilitazione.
All'iniziativa hanno preso parte il membro del consiglio degli esperti presso il Consiglio dei Muftì di Russia Rinat Muchametov, il presidente dell'unione religiosa "Missione Islamica Internazionale" Šafig Pšichačev e il primo collaboratore scientifico dell'Istituto di Orientalistica dell'Accademia Russa delle Scienze e il direttore della fondazione per il sostegno alle iniziative umanitarie "Altair" Ruslan Kurbanov.
Parlando dell'islamismo, i partecipanti hanno sottolineato che questo termine "è utilizzato oggi dagli studiosi. Esiste nella lingua araba ed esiste nella lingua inglese". Ma, secondo Ruslan Kurbanov, questo termine da strumento nelle mani degli studiosi diventa "uno strumento propagandistico, un'etichetta".
Una valutazione analoga ha dato a questo concetto anche Rinat Muchametov. "La mancanza di protezione sociale della popolazione, il crescente senso di ingiustizia negli strati non garantiti e la copiatura da parte della società russa di dubbi valori occidentali conduce oggi alla radicalizzazione di buona parte della gioventù islamica attiva, – nota. – D'altra parte, il termine "Islam radicale" diventa oggi uno strumento di lotta politica e un mezzo per guadagnare soldi".
Šafig Pšichačev ha notato che un fattore di radicalizzazione di non poca importanza è stata la "primavera araba". "I fatti del Medio Oriente lasciano un'impronta su una certa parte della gioventù musulmana anche in Russia", – dice.
Alla domanda su quale sia la soluzione del problema dell'islamismo radicale, Ruslan Kurbanov ha dato questa risposta: "Isolare i radicali, rieducarli, dove questo coincide con il Codice Penale operare secondo il Codice Penale e indirizzare tutta la restante comunità dei musulmani attivi in un corso, a scopi creativi in campo sociale: la lotta ai difetti sociali, la lotta all'ignoranza".
In polemica con i nazionalisti-riduttori
La tavola rotonda era una sorta di "risposta" al rapporto dal titolo "Carta delle minacce etno-religiose: il Caucaso del Nord e la regione del Volga" preparato a metà maggio dall'"Istituto di Strategia Nazionale" sotto la guida di Michail Remizov. Remizov è noto come ex direttore del sito "Agentstvo političeskich novostej" [2], organo di stampa chiave degli ideologi del nazionalismo riduttivo, che sostiene la costruzione di uno "stato nazionale russo".
I partecipanti alla tavola rotonda hanno sottoposto Remizov a critiche. Šafig Pšichačev ha dichiarato: "Nel rapporto è detto che circa un milione di musulmani simpatizza con i guerriglieri alla macchia. Risulta così: bisogna alzare le manine e arrendersi a questi guerriglieri; la situazione è tanto terribile in Russia che il radicalismo islamico ha già vinto".
Ruslan Kurbanov ha raccontato che nel corso di una discussione diretta tra lui e Remizov quest'ultimo ha dichiarato l'inevitabilità della separazione del Caucaso dalla Russia.
"Quando gli ho chiesto direttamente: "Michail, Lei riconosce che la separazione è già predeterminata?", – questi di fatto la riconosceva tale, – ha sottlineato Kurbanov. – Questi ha riconosciuto… che di fatto questo è il destino dello Stato Russo, che il Caucaso presto o tardi si separerà, in quanto la traiettoria di sviluppo, il vettore di sviluppo della maggior parte delle regioni russe e delle regioni del Caucaso del Nord sono praticamente opposti… in quanto si è superato il punto di non ritorno nell'islamizzazione, nella radicalizzazione, nella strategia del terrore. L'unica cosa che si può ancora fare è salvare la regione del Volga.
E a compimento della discussione gli sono risuonati pensieri molto interessanti: che bisogna rendere due regioni del Caucaso del Nord – il territorio di Krasnodar e quello di Stavropol' – confini delimitanti lo stato russo al sud. E queste due regioni devono essere russe e cosacche.
Cioè un autore che professa tali idee si mette a scrivere sul problema della radicalizzazione dei musulmani e porta il lettore all'idea che il problema della radicalizzazione della popolazione abbia portato all'inevitabile separazione del Caucaso dalla Russia nei tempi più brevi.
Queste idee oggi stanno nelle teste degli analisti e di alcuni funzionari russi. Dirò che l'idea dell'inevitabilità della separazione del Caucaso dalla Russia penetra già nei rapporti che sono preparati da strutture influenti come l'INSOR – l'"INstitut SOvremennogo Razvitija" [3]", – ha aggiunto Kurbanov.
I partecipanti alla tavola rotonda ritengono che il tema della separazione del Caucaso del Nord dalla Russia sia del tutto pretestuoso e inculcato alla società caucasica con scopi distruttivi.
Sul controllo degli studenti islamici delle università e la chiamata alle armi dei caucasici
I partecipanti hanno toccato anche il tema dell'emigrazione. Ruslan Kurbanov ha sottolineato di essere d'accordo con l'idea del rappresentante plenipotenziario Chloponin di condurre colloqui profilattici, una nuova attestazione e un adattamento degli studenti delle istituzioni di istruzione islamici esteri che tornano in Russia.
"Sono d'accordo. E' necessario farlo, – ha detto l'esperto. – E' necessario controllare ogni persona che è andata là come un pischello 15enne con una coscienza assolutamente acerba ed è tornato da là. Cosa gli hanno impresso là? E' auspicabile che questo pischello 15enne vada là come un maturo cittadino della Federazione Russa, con una coscienza civica matura, disponendo di conoscenza della storia della Russia, della storia della coesistenza dei popoli della Russia".
Tra l'altro Kurbanov ha invitato a "guardare anche nel campo vicino". "I figli e le figlie dell'élite russa vanno nelle università occidentali. Cosa gli insegnano là? Chi sono quando tornano? Non sono questi che stanno in piazza Bolotnaja [4]? Non è che attraverso questi canali la minaccia arancione [5] allo Stato Russo giunge qui?"
E' stato toccato anche il tema della chiamata alle armi dalle repubbliche caucasiche. "E' un'ingiustizia mostruosa che si cessi di chiamare alle armi gli abitanti di Daghestan, Inguscezia e Cecenia, – è convinto Ruslan Kurbanov. – Non chiamano alle armi giovani reclute, ragazzi forti, che sono contenti di servire la loro patria. I ragazzi sono costretti ad andare nella regione di Rostov [6] e registrarsi là perché li chiamino alle armi e possano costruire una carriera, possano passare per questa scuola di vita.
Da tutte le repubbliche del Caucaso del Nord sono state chiamate 140 persone nella chiamata primaverile di quest'anno! Mentre il solo Daghestan è pronto a fornire circa ottomila reclute. Dove va questa gioventù? Di cosa si deve occupare in questa tumultuosa stagione della giovinezza, quando il sangue ribolle e le forze cercano il loro impiego? E vicino si trovano i predicatori…
Ho visto un mostruoso documento che ha scritto un enorme funzionario, un generale dell'esercito russo. Una disposizione per tutti i reparti delle truppe. Individuare i casi in cui persone provenienti dalle repubbliche del Caucaso del Nord cambiano i loro cognomi per entrare nell'esercito! Cioè pedinarli come spie nemiche", – ha notato Kurbanov.
Di cosa tacciono i mezzi di informazione di massa e gli intellettuali
Verso la fine della tavola rotonda è stato toccato il tema dei problemi fondamentali della nostra società.
"Oggi in Russia si realizza un esperimento mostruoso, – ha detto Ruslan Kurbanov. – A un paese con storia, cultura e tradizione spirituali millenarie si inculca la via di sviluppo corrotto sul piano morale ed etico della società occidentale. La società post-moderna con il relativismo dei valori… con i diritti delle minoranze sessuali e la giustizia minorile, con i diritti di gattini e cagnolini, con la società dei consumi di massa…
La Russia non può entrare completamente in questo mondo. E al paese non propongono alcuna idea, alcuna ideologia, alcun progetto di mobilitazione, alcun grande ideale per cui i popoli debbano compattarsi, aiutarsi a vicenda, sollevare chi è caduto e così via. Non si da una variante di realizzazione nel mondo del proprio progetto di civiltà.
Questo porta ad un mostruoso precipizio tutto il nostro paese e non solo i popoli musulmani. Vediamo cosa accade oggi alla gioventù russa – di fatto la diffusione di idee radicali naziste, fasciste. Chi poteva immaginare ancora 30 anni fa che accanto alla tomba del milite ignoto nella Piazza Rossa si sarebbero alzate le braccia nel saluto nazista?!
E' una catastrofe mostruosa, paragonabile al problema della radicalizzazione della gioventù musulmana nel Caucaso. Ed ecco che una catastrofe di queste dimensioni, che si verifica nel nostro paese, non viene praticamente discussa sui mezzi di informazione di massa e dalla classe intellettuale del nostro paese".
Si può solo concordare sul fatto che il processo generale di regresso del nostro paese è discusso estremamente poco e in modo evidentemente insufficiente. E per quanto riguarda il proprio progetto di mobilitazione, non lo si discute quasi per niente. Tuttavia si parla continuamente proprio di come bisogna imitare l'Occidente – in quali direzioni, quanto, in tutto o non in tutto.
Io, da parte mia, ritengo un fatto chiava la discussione della nostra catastrofe e della nostra uscita da essa. Senza questa è impossibile la prosecuzione dell'esistenza storica della nostra Patria – tra l'altro anche dei popoli musulmani che la abitano.
"Kavkazskaja Politika", http://kavpolit.com/rossiya-ne-mozhet-vojti-v-mir-postmoderna/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1] "Russkoe Informacionnoe Agentstvo (Agenzia Russa di Informazioni) Notizie".
[2] "Agenzia di Notizie Politiche".
[3] "Istituto per lo Sviluppo Moderno".
[4] "Del Pantano" (quello che c'era prima della sua costruzione), piazza del centro di Mosca nota per le manifestazioni dell'opposizione al regime di Putin.
[5] L'arancione era il colore degli oppositori al presidente ucraino filo-russo Janukovyč e per estensione è diventato il simbolo dell'opposizione a Putin e ai regimi a lui favorevoli.
[6] Città della Russia meridionale.
 
 

02 giugno 2013

A proposito di Surkov (I)

La distruzione del nido di Surkov
Come si sposta la gente di Vladislav Jur'evič dopo la sua destituzione
31.05.2013
[1] La teorizzazione del regime di Putin: una "democrazia" in cui l'accento è sullo stato e non sul popolo.
[2] Surkov è di padre ceceno e madre russa. I suoi dati anagrafici non sono chiari: secondo voci non confermate il suo vero nome sarebbe Aslambek Andarbekovič Dudaev, ma ufficialmente avrebbe solo preso il cognome Surkov della madre dopo essere stato abbandonato dal padre (questi, Andarbek Danil'bekovič Dudaev, era detto Jurij e da questo deriverebbe il patronimico di Surkov).
[3] La ridondanza è nell'originale.
[4] Fondazione di studi politologici strettamente legata all'establishment di Putin.
[5] Central'nyj Ispolnitel'nyj Komitet (Comitato Esecutivo Centrale).
[6] "Esperto", rivista economica.
[7] "I Nostri", movimento giovanile pro-Putin.
[8] Della TV di Stato.
[9] Vserossijskij Centr Izučenija Obščestvennogo Mnenija (Centro Panrusso per lo Studio della Pubblica Opinione).
 

01 giugno 2013

A proposito del passato della Russia (XIII)

Memoria deforme [1]

Le valutazioni dei personaggi storici sono anche per molti versi la disposizione delle priorità nazionali

28.05.2013
[1] Gioco di parole intraducibile tra večnaja, "eterna" e uvečnaja, "deforme".
[2] Centro di studi sociologici intitolato allo studioso russo Jurij Aleksandrovič Levada.
[3] Groznyj significa "minaccioso", ma lo traduco nel modo tradizionalmente sbagliato per conservare il nesso con lo zar Ivan.
[4] Cioè di Lenin, il cui vero nome era Vladimir Il'ič Ul'janov.
 

29 maggio 2013

A proposito di Kadyrov (XXIX)

Kadyrov ha lodato Putin e Surkov [1] e ha etichettato Evkurov
Ingushetia.Ru, 28.05.2013, 19.16
I direttori dei maggiori mezzi di informazione di massa russi hanno visitato la Cecenia
Lunedì nella città di Groznyj è giunta una delegazione rappresentativa – in Cecenia per la seduta in trasferta del "Club dei Direttori" si sono radunati i direttori dei maggiori mezzi di informazione di massa russi. Il "Moskovskij Komsomolec" [2] era rappresentato dal vice-direttore Ajder Muždabaev. Gli ospiti d'onore sono stati inizialmente portati per Groznyj e gli sono state mostrate anche le città di Argun e Gudermes. Il clou del programma è stato il dialogo con il capo della repubblica Ramzan Kadyrov. Kadyrov con le ultime parole ha criticato aspramente il capo della vicina Inguscezia Junus-Bek Evkurov, gli attivisti per i diritti umani e gli USA, però non ha cessato di ammirare Vladimir Putin e Vladislav Surkov. "Sono contro la politica degli USA. So che per me in questo non c'è niente di buono, in quanto l'America perseguita chi è contro di loro [3]. Ma io temo solo l'Altissimo", – ha ammesso il leader ceceno.
Tra le persone giunte a Groznyj c'erano i direttori dei maggiori giornali: il "Moskovskij Komsomolec", la "Rossijskaja gazeta" [4], la "Komsomol'skaja pravda" [5], le "Novye izvestija" [6], la "Krasnaja zvezda" [7], il "Sovetskij sport" [8], la "Parlamentskaja gazeta" [9] e altri. In Cecenia sono giunti anche i direttori di agenzie di informazioni, delle compagnie televisive REN-TV [10], RBK-TV [11], "Zvezda" [12] e le principali radio del paese.
La prima cosa che salta agli occhi all'atterraggio a Groznyj è l'enorme ritratto di Ramzan Kadyrov con la scritta "La felicità è nel servizio al popolo". Tutta la Cecenia è tappezzata dei ritratti di tre persone, la santissima trinità alla cecena è Vladimir Putin, Achmat Kadyrov [13] e Ramzan Kadyrov. Le loro immagini con slogan patriottici sono in tutta la repubblica.
– Abbiamo ricostruito praticamente tutti i ponti della repubblica, – ha raccontato sulla strada per Argun il ministro dello Sviluppo Territoriale, della Politica Nazionale e delle Comunicazioni di Massa ceceno Muslim Chučiev. Tra l'altro per lui questo è risultato il primo giorno di lavoro nella carica di governo. – Facciamo strade moderne. L'elettricità è stata portata in tutti i distretti della repubblica, ovunque ci sono comunicazioni.
In Cecenia salta agli occhi l'abbondanza di recinzioni, è un territorio recintato. Secondo Chučiev, sono comparse in conseguenza del lavoro secondo il programma "La Cecenia senza tracce della guerra". "Se da qualche parte sono ancora rimaste distruzioni, questo territorio è stato specialmente recintato per liquidare le distruzioni. Adesso sostituiremo le recinzioni cieche con recinti a giorno". Ora del passato infuriare del banditismo, dicono, non è rimasta traccia: si può lasciare la macchina per strada con le chiavi e nessuno la toccherà.
La maggior parte delle ragazze e delle donne in Cecenia porta il fazzoletto in testa, gli uomini portano la tjubetejka [14]... Saltano agli occhi lo spazio e l'ordine, la pulizia delle strade. Impressiona anche il lusso con cui sono costruite le città – palazzi, fontane, grattacieli (risulta che ci sia, per esempio, non solo la "Grozny-city", ma anche la "Argun-city"). Tra le case private è un continuo di cottage di mattoni, c'è la grandiosa architettura della moschea. Tale quadro idilliaco non è solo a Groznyj, ma anche in altre città (solo nei capoluoghi di distretto) che ci è riuscito visitare.
Dopo il viaggio ad Argun e Gudermes la nostra delegazione è stata portata a vedere lo stadio calcistico di Groznyj – la "Achmat-arena". Lo stadio è stato eretto in tre anni, contiene oltre 30 mila spettatori. Proprio qui il 1 giugno si svolgerà la finale della Coppa di Russia di calcio tra le squadre del CSKA e dell'Anži di Machačkala. La stessa arena consiste di due parti. La tribuna occidentale A ha novemila posti e quella orientale B ne ha 21 mila.
Dopo la visita dello stadio la delegazione moscovita si è incontrata con Ramzan Kadyrov. Per il colloquio si sono disposti nelle tende circondate da fontane e cascate d'acqua nello speciale territorio nel centro di Groznyj con vista su "Grozny-city".
Il leader ceceno si sentiva disinvolto e non tratteneva le emozioni. Per prima cosa ha etichettato gli attivisti per i diritti umani. "Nel nostro paese ci sono molte organizzazioni che si occupano di attività dirette contro la Russia, tale è la nostra situazione, se non condurranno tale lavoro, l'Occidente non le pagherà", – ha detto Kadyrov in risposta alla domanda sul fatto che gli attivisti per i diritti umani ritengono che in Cecenia continuino i sequestri di persona. "Quando varie organizzazioni mi accusano di qualche violazione dei diritti umani, mi viene da ridere. Ho perso praticamente tutto difendendo il mio popolo dai terroristi, in questa lotta più di una volta ho visto la morte in faccia. E nessuna organizzazione si preoccupa più di me per il futuro del mio popolo. Hanno il loro interesse – guadagnare soldi", – è certo Kadyrov.
"A suo tempo diverse cosiddette organizzazioni per la difesa dei diritti umani si sono lamentate che da noi sequestrano persone e hanno perfino accusato le autorità della repubblica di questi crimini. Ma proprio io, quando ero vice-premier, chiesi che nessuno misura speciale delle strutture armate fosse svolta da persone mascherate o su mezzi senza segni di riconoscimento. In caso contrario detti ordine di fare fuoco a volontà su persone armate senza segni distintivi", – ha ricordato Kadyrov.
In risposta alla domanda riguardante le elezioni dei capi delle regioni nel Caucaso Kadyrov ha detto che i capi delle regioni in carica devono essere pronti alle votazioni tranne nel Daghestan, dove c'è una situazione particolarmente difficile. "Sono certo che il popolo mi eleggerà, più del 90% della popolazione della Cecenia è con me. Se non fossi certo del sostegno del popolo, mi dimetterei. Junus-Bek Evkurov, capo dell'Inguscezia, teme le elezioni. Se Evkurov non è certo del sostegno del popolo, deve dimettersi".
Evkurov le ha prese anche nella seconda domanda – sul confine amministrativo tra Cecenia e Inguscezia. A suo dire, la Cecenia non ha sollevato la questione della nuova delimitazione dei territori finché la parte inguscia non ha iniziato la delimitazione delle terre. "Non abbiamo sollevato questa questione finché non siamo venuti a sapere per caso l'anno scorso che la leadership dell'Inguscezia aveva svolto la delimitazione delle terre poste nella zona di confine, hanno delimitato perfino una proprietà statale in funzione in Cecenia fu delimitata e risultò sulla carta dell'Inguscezia", – ha ricordato Kadyrov. "Evkurov non adempie gli accordi. Non si può chiamare che bestia una persona che non ha cari gli accordi!"
Però molte parole lusinghiere sono toccate a Vladislav Surkov. "Con Vladislav Jur'evič siamo amici di famiglia [15]. Ha aiutato molto la repubblica, è un forte specialista. Gli cederei con piacere il posto di capo della repubblica. E' mio fratello di elezione, non sarei un uomo, se dopo le sue dimissioni non lo sostenessi".
E' noto che Gerard Depardieu ora gira un film in Cecenia. Kadyrov ha raccontato lunedì che l'attore francese ha visto due volte l'appartamento che gli hanno regalato in un grattacielo di Groznyj. Il film di Depardieu si intitola "Il turchese". "Ho discusso con lui solo perché il ceceno là non interpreti il ruolo di bandito, di terrorista. Non ne abbiamo bisogno. Per il resto che giri ciò che vuole".
Kadyrov è passato abbastanza duramente sulla politica degli USA. Ha dichiarato che Ibragim Todašev, ucciso durante un interrogatorio, è stato ucciso "senza motivo" [16]: "Conosciamo suo padre, lavora all'amministrazione di Groznyj. E ha raccontato che il figlio gli aveva telefonato, voleva tornare a casa. Ma l'hanno ucciso". Il motivo del desiderio di Todašev di lasciare gli USA erano le "persecuzioni dei ceceni", iniziate dopo la soluzione del caso dell'atto terroristico alla maratona di Boston. Tra l'altro gli Carnaev, secondo Kadyrov, avrebbero potuto compiere il terrificante crimine: "Li ho studiati, ho trovato persone che li conoscevano e hanno detto che gli Carnaev ne erano capaci. Ma si sarebbe potuto arrestarli e farli sedere sul banco degli imputati", – ha notato Kadyrov, criticando il lavoro dei servizi segreti americani.
Nel complesso sugli USA Kadyrov ha detto quanto segue: "Sono contro la politica della Casa Bianca. So che per me non c'è niente di buono in questo, in quanto l'America perseguita chi è contro di loro. Ma io temo solo l'Altissimo", – ha dichiarato il capo della repubblica, notando che intorno a qualsiasi incidente in America si fa troppo rumore. "Quando in altri paesi uccidono e fanno esplodere, non reagiscono così tempestosamente. Se in America accade qualcosa, subito si fa rumore. Quando l'America fa del male, tutti tacciono", – ha riassunto il politico.
Kadyrov ha condiviso anche il suo sogno principale – acciuffare Doku Umarov [17]. "I servizi segreti lo cercano e non smettono di cercarlo. Qualsiasi informazione viene elaborata, ma si è "ficcato" da qualche parte, il mio sogno è eliminarlo. Forse è già all'estero, ma forse è imboscato da noi nella repubblica. Sarebbe offensivo se morisse nel suo letto". Tra l'altro, secondo Kadyrov, in Cecenia non sono rimasti guerriglieri.
Kadyrov ha apprezzato anche il comportamento dell'arbitro di calcio che durante una partita a Groznyj ha picchiato un giocatore dell'Amkar [18]. "Ha fatto tutto giustamente. Forse lo avrei proprio ucciso per tale insulto", – ha detto Kadyrov con un'astuta strizzata d'occhio e difficilmente qualcuno ha preso per scherzo le sue parole. Il leader ceceno ha aggiunto che nella repubblica ci sono tali usanze. Inoltre Kadyrov ha raccontato che prima della partita con il Rubin di Kazan' [19] l'arbitro gli si avvicinò e chiese di pagarlo per un arbitraggio onesto, ma ottenne un rifiuto. Prima della partita l'arbitro dice: "Mi dia dei soldi e tutto andrà normalmente". Io gli dico: "Non li darò". E inizia ad arbitrare contro a bella posta – tutti lo sanno, – ha detto Kadyrov.
Alla fine il colloquio con Ramzan Kadyrov ha preso circa 4 ore. Nel complesso Kadyrov, pare, ha saputo sistemare i giornalisti di Mosca, anche se non hanno potuto non notare alcuni lapsus-scherzi tipo "Spingiamo gli insoddisfatti nel bagagliaio e li portiamo al ministero degli Interni". Dopo il colloquio con il capo della repubblica la delegazione di Mosca è giunta all'Università Statale Cecena per un dialogo con gli studenti e poi si è mossa per fare un giro a piedi per Groznyj. Si è riusciti a vedere una delle più grandi moschee d'Europa, il "Cuore della Cecenia", il complesso "Grozny-city" e a passare per il corso V.V. Putin. Alla cena d'addio ha fatto di nuovo visita Ramzan Kadyrov e ha perfino ballato con i giovani ragazzi dell'ensemble di lezginka [20].
Cecenia-Mosca
http://www.ingushetiyaru.org/news/36323/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1] Vladislav Jur'evič Surkov, "ideologo" di Putin, dimessosi recentemente dalle cariche di vice-premier e capo dell'amministrazione presidenziale.
[2] "Il Membro del Komsomol di Mosca", un tempo organo del Komsomol (KOMmunističeskij SOjuz MOLodëži – Unione Comunista della Gioventù), adesso giornale popolare di basso livello.
[3] Sic. Il russo di Kadyrov non è sempre eccelso.
[4] "Giornale Russo", sorta di giornale ufficiale del governo russo.
[5] "Verità del Komsomol", altro organo del Komsomol (vedi nota 2) divenuto giornale popolare di basso livello.
[6] "Nuove Notizie", giornale moderatamente anti-governativo fondato da giornalisti provenienti dall'ex giornale di informazione sovietico "Izvestija" (Notizie).
[7] "Stella Rossa", giornale delle Forze Armate.
[8] "Sport Sovietico", giornale sportivo.
[9] "Giornale Parlamentare", organo dell'Assemblea Federale, ramo del parlamento dove sono rappresentati i soggetti della Federazione Russa.
[10] TV privata che prende il nome dalla fondatrice Irena Stefanovna Lesnevskaja.
[11] TV privata dedicata agli affari della compagnia RosBiznesKonsalting (Business Consulting Russo).
[12] "Stella", canale TV del Ministero della Difesa.
[13] Achmat Abdulchamidovič Kadyrov, padre e predecessore dell'attuale presidente Ramzan Achmatovič Kadyrov, ucciso in un attentato nel 2004.
[14] Tipico cappello tondo ceceno senza visiera.
[15] Surkov è di padre ceceno e secondo fonti non confermate in origine si sarebbe chiamato Aslambek Andarbekovič Dudaev.
[16] Secondo la versione ufficiale Todašev, legato agli attentatori di Boston, avrebbe estratto un coltello.
[17] Doku Chamatovič Umarov, autoproclamato "emiro del Caucaso" e leader del terrorismo islamico nel Caucaso.
[18] Alla fine della partita del campionato riserve tra il Terek di Groznyj e l'Amkar di Perm' (città ai piedi degli Urali), il guardalinee Musa Kadyrov – non risulta essere parente di Ramzan – ha aggredito il giocatore Il'ja Kričmar che lo aveva insultato ed è stato squalificato a vita.
[19] Città della Russia centrale.
[20] Ballo popolare caucasico.
 

28 maggio 2013

A proposito di Gorbačëv (III)

Perché vessano Gorbačëv
L'"attacco" al presidente dell'URSS СССР traccia una logica linea sotto la politica dell'ultimo anno
24.05.2013
[1] L'arancione è il colore del blocco che in Ucraina si oppone al presidente filo-russo Janukovyč e in generale è associato a tutti gli oppositori di Putin e dei regimi a lui favorevoli.
[2] Così adesso sono ufficialmente qualificate le organizzazioni russe che ricevono finanziamenti dall'estero.
[3] La giornalista Ul'jana Borisovna Skojbeda ha recentemente espresso rincrescimento perché i nazisti non hanno fatto abat-jour degli avi dei liberali...
[4] Brežnev.
 

26 maggio 2013

A proposito di attacchi informatici (II)

Il Kaspersky Lab crea la cyberpolizia

Per ora è solo un'iniziativa privata per clienti ricchi

22.05.2013
[1] Dalla dicitura russa Laboratorija Kasperskogo.
[2] Le leggi russe sono indicate con il titolo e non con un numero.