18 aprile 2013

A proposito di pax cecena

In Cecenia si è celebrato il quarto anniversario dell'abolizione del regime di KTO

16 aprile 2013, 23.15
In Cecenia si sono svolte iniziative di festa dedicate al quarto anniversario dell'abolizione del regime di KTO. Le principali iniziative si sono svolte a Groznyj, dove per questa occasione sono state notevolmente rafforzate le misure di sicurezza e il centro della città è stato bloccato al traffico automobilistico.

La data dell'abolizione del regime di KTO, il 16 aprile, è celebrata in Cecenia come festa nazionale – il Giorno della Pace – dal 2010 per iniziativa del capo della repubblica Ramzan Kadyrov. Questo giorno è stato dichiarato festivo in Cecenia.

Il 16 aprile 2009 sul territorio della Repubblica Cecena fu abolito il regime di operazione antiterroristica (KTO [1]) introdotto nel settembre 1999. Con la cessazione del regime di KTO fu annunciato il ritiro dalla Cecenia di 20 mila militari delle truppe interne. L'abolizione del regime di KTO permise di togliere una serie di limitazioni alla popolazione civile in vigore sul territorio della repubblica.

Il 15 aprile a Groznyj in onore del quarto anniversario dell'abolizione del regime di KTO si è svolta una gara automobilistica. Oggi nella città si sono svolte varie iniziative ricreative, competizioni sportive e concerti con la partecipazione di stelle dello spettacolo. In occasione del Giorno della Pace sui canali televisivi locali è stata trasmessa una serie di documentari su questo avvenimento, riferisce il corrispondente di "Kavkazskij uzel".

Per via dei festeggiamenti dell'anniversario dell'abolizione del KTO le forze dell'ordine della repubblica sono state passate a un servizio rafforzato, ha riferito al corrispondente di "Kavkazskij uzel" un rappresentante del Ministero degli Interni della repubblica.
"Nella repubblica si svolge un'intera serie di grandi iniziative con la partecipazione di un gran numero di cittadini. Inoltre a Groznyj sono giunti i rappresentanti di varie regioni e per via di questo sono state prese misure di sicurezza rafforzate. La situazione è sotto il pieno controllo delle forze dell'ordine", – ha sottolineato l'interlocutore.
Nel frattempo alcuni abitanti del luogo intervistati dal corrispondente di "Kavkazskij uzel" hanno avuto difficoltà a dire che tipo di giorno si festeggi in Cecenia il 16 aprile.

"A quanto ho capito, oggi festeggiano l'anniversario dell'abolizione del regime di KTO. Personalmente non posso dire che con la sua abolizione tutto sia diventato bello come cerca di convincerci il potere. Forse hanno preso ad esserci meno posti di blocco sulle strade e hanno fatto diventare internazionale l'aeroporto di Groznyj. Ma per il resto non vedo particolari cambiamenti in meglio", – ha dichiarato in un'intervista al corrispondente di "Kavkazskij uzel" l'abitante del luogo Chadižat I.

In Cecenia nel primo trimestre del 2013, secondo i conteggi di "Kavkazskij uzel" basati sui propri materiali e sulle informazioni di altre fonti aperte al pubblico, sono rimaste vittime del conflitto armato non meno di 37 persone, tra cui 20 sono state uccise e 17 sono state ferite. Nel 2012 vittime del conflitto nella repubblica sono rimaste 174 persone, tra cui 82 sono state uccise e 92 ferite. Nel 2011 – come minimo 201 persone, tra cui 95 sono state uccise e 106 sono state ferite.

"Kavkazskij uzel" continua a seguire lo sviluppo della situazione in Cecenia dopo l'abolizione del regime di KTO e tiene la cronaca di operazioni speciali, esplosioni, sparatorie e sequestri che si verificano là.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "Cinque abitanti della Cecenia si presenteranno davanti alla giustizia per l'accusa di aggressione ad agenti delle strutture armate", "In Cecenia per tentato finanziamento di formazioni armate illegali è stato condannato un funzionario", "In Cecenia è stato scoperto un nascondiglio con munizioni".
Autori: Muslim Ibragimov, Aleksandr Ivanov; fonte: corrispondenti di "Kavkazskij uzel"
"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/222978/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1] Dalla dicitura russa KontrTerrorističeskaja Operacija.

13 aprile 2013

A proposito di "vecchi credenti"

Ce la caveremo senza capolavori
Lo sfruttamento di un giacimento di molibdeno in Buriazia [1] può distruggere il maggiore enclave di "vecchi credenti" [2] in Russia
10.04.2013
[1] Repubblica della Siberia meridionale.
[2] Staroobrjadcy significa "seguaci del vecchio rito". Sono detti anche starovery, "vecchi credenti", ma in italiano si traduce convenzionalmente così anche l'altro termine. Sono ortodossi scismatici che respinsero le riforme del patriarca Nikon nel XVII secolo.
[3] Antico nome della Russia.
[4] Cioè precedente le riforme occidentaliste dello zar Pietro I nel XVIII secolo.
[5] "Gruppo "Acropoli"".
[6] La versta è un'antica misura russa pari a 1,067 km.
[7] Capitale della Buriazia.
[8] Ramo dei "vecchi credenti" così chiamato forse perché fu deportato a famiglie intere ("famiglia" è sem'ja in russo).
[9] Il lago Bajkal, il più profondo del mondo e una delle più grandi riserve di acqua dolce.
[10] "GOK (vedi in seguito) del Bajkal".
[11] Complesso Minerario e di Arricchimento.
[12] Circa 6,2 milioni di euro.
[13] Dalla dicitura russa Bajkal'skij Institut Prirodopol'zovanija.
[14] Qualcosa come "Progetto Minerario di Piter". Piter sta per San Pietroburgo.
[15] Zakrytoe Akcionernoe Obščestvo (Società per Azioni a Numero Chiuso).
[16] Compagnia di progettazione e ingegneria mineraria di San Pietroburgo.
[17] Dom Kul'tury (Casa della Cultura).
[18] Centro per la Studio sui Pesci della Siberia Orientale.
[19] Ciclo di preghiere della chiesa ortodossa di 40 giorni per un defunto o per un malato grave.
[20] Città della Siberia meridionale.
[21] La regione delle Terre Nere e il fiume Chopër si trovano nella Russia centro-meridionale.
[22] Villaggio della Buriazia meridionale. Krasnyj sta per "rosso" e il Čikoj è un fiume.
[23] Qualcosa come "Atomo Russo" (ente per l'energia nucleare).
[24] Territori Naturali Particolarmente Protetti.
 

12 aprile 2013

A proposito del disastro di Smolensk (II)

Wojciech ZAJĄCZKOWSKI: è tempo di restituire alla Polonia i resti dell'aereo
10.04.2013
 
[1] Villaggio della Russia occidentale presso cui i sovietici uccisero migliaia di prigionieri di guerra polacchi durante la II guerra mondiale.
[2] Città russa, la cui regione è un enclave tra Polonia e Lituania.
 

09 aprile 2013

A proposito di attacchi informatici

"Questo è stato qualcosa!"
Perché l'attacco DDoS al sito della "Novaja gazeta" entrerà nella storia della Runet [1]
05.04.2013
[1] RUsskij NET, l'Internet russofona.
[2] La legge che proibisce l'adozione di bambini russi da parte di cittadini USA. Questa fu promulgata in risposta all'"Atto Magnitskij" americano, che nega il visto per gli USA alle persone coinvolte nella morte dell'avvocato russo di una società americana Sergej Leonidovič Magnitskij.
[3] Articolo sugli abusi impuniti delle guardie del corpo di Kadyrov a Mosca, divenuta una sorta di villaggio caucasico (jurt). Vedi qui
 

07 aprile 2013

A proposito degli Shapsigh

In Russia potrebbe comparire un'altra "repubblica nazionale" – la Šapsugija [1]

06.04.2013, 13:19
La Corte Suprema Russa da maggio 2010 esamina la questione delle creazione del distretto nazional-territoriale degli Shapsigh [2]. Secondo il presidente del comitato esecutivo del Congresso degli Shapsigh della zona del Mar Nero Ruslan Gvašev, con questo avvenimento viene fatto coincidere l'assemblea sui problemi della conservazione dell'etnia Shapsigh e il sondaggio tra gli abitanti del distretto Lazarevskij di Soči sul tema della creazione di un distretto nazionale degli Shapsigh.
In un'intervista ai mezzi di comunicazione di massa del Caucaso del Nord Ruslan Gvašev ha definito l'assemblea "un bluff, un'imitazione di ribollente attività" e il progetto di soluzione del Piccolo Consiglio del comitato territoriale di Krasnodar [3] per lo stabilimento di un regime particolare per lo sfruttamento della terra e l'imposizione fiscale in alcuni distretti rurali popolati da Shapsigh da essa proposto "incapace di vivere", notando che "ora gli Shapsigh non hanno praticamente terra", "esistono solo 2 consigli rurali in cui vivono prevalentemente degli Shapsigh".
Inoltre, secondo Gvašev, nonostante l'appello scritto di Ruslan Chasbulatov [4] alla leadership del territorio di Krasnodar con la richiesta di astenersi da profonde trasformazioni economiche fino alla soluzione del problema degli Shapsigh, l'amministrazione del territorio da urgentemente in affitto a lungo termine a stranieri terre storicamente appartenenti alla Šapsugija.
Ruslan Gvašev valuta il sondaggio tra gli abitanti del distretto Lazarevskij come un tentativo di provocare uno scontro tra gli Shapsigh e i rappresentanti di altre nazionalità che abitano in esso. Questi sottolinea che non a caso allo stesso tempo alla radio locale è intervenuto l'esaul [5] di Lazarevskij Novikov, che ha definito gli Shapsigh "nemici n° 1".
Ruslan Gvašev ha anche dichiarato al corrispondente di "SK", che il comitato esecutivo del Congresso non andrà ad alcun compromesso nella soluzione della questione degli Shapsigh. "Abbiamo già fatto sufficienti concessioni, – ha detto, – rifiutando l'unione con l'Adighezia e determinando i confini del distretto nazionale non storicamente, ma partendo dalla contemporanea diffusione degli Shapsigh – dal centro abitato Golovnik del distretto Lazarevskij di Soči al centro abitato Novomichajlovskij del distretto di Tuapse [6]". "Siamo i nipoti di quei partigiani che dopo la conclusione della guerra Russo-Caucasica si rifiutarono di emigrare in Turchia, si aggrapparono alla terra nativa e furono pronti a morire pur di non separarsi da essa. Ma oggi gli Shapsigh non sono disposti a morire", – ha sottolineato.
Tra l'altro Ruslan Gvašev ha notato che il distretto nazionale degli Shapsigh potrebbe essere del tutto un soggetto del territorio di Krasnodar.
Testo della notizia da “gumilev-center.ru”
"Kavkazskaja politika", http://kavpolit.com/v-rossii-mozhet-poyavitsya-eshhe-odna-nacrespublika-shapsugiya/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1] Traslittero il neologismo russo in mancanza di un corrispondente italiano.
[2] Popolo caucasico autoctono.
[3] Città della Russia meridionale.
[4] Ruslan Imranovič Chasbulatov, ex presidente del Soviet Supremo della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, adesso professore di economia.
[5] Capitano cosacco.
 
[6] Porto sul Mar Nero.
 
 

06 aprile 2013

A proposito di informazione di opposizione

L'opposizione inguscia è stata privata di accesso a Internet

Ingushetia.Ru, 05.04.2013, 15.25

Ieri è stato reso noto che il tribunale distrettuale di Magas (Inguscezia) ha riconosciuto "estremista" il sito di opposizione Ingushetiyaru.org. Il suo proprietario e direttore, il leader della sezione locale del partito RPR-PARNAS
[1] Magomed Chazbiev ritiene che le autorità otterranno la chiusura del sito per limitare le critiche al loro indirizzo alla vigilia delle elezioni del capo della repubblica a settembre. Finora ha dichiarato la propria intenzione di partecipare alle elezioni solo il signor Chazbiev. Tra l'altro non è escluso che le elezioni dirette nella repubblica non ci siano.

Alla procura inguscia, che si è rivolta al tribunale dichiarando "estremista" il sito Ingushetiyaru.org "estremista", hanno chiarito che su questa risorsa più di una volta si sono pubblicati articoli informativi nei cui testi "ci sono segni di estremismo". Tali ha ritenuto la procura le "pubbliche accuse consapevolmente fatte a una persona che riveste una carica statale in un soggetto della Federazione Russa". A dire il vero alla procura non hanno precisato di quali pubblici ufficiali e di quali informazioni si tratti. Dopo che il tribunale ha soddisfatto la richiesta della procura, i provider locali hanno bloccato l'accesso al sito di opposizione.

Di cosa si tratta nella denuncia della procura, "''"
[2] ha raccontato il proprietario e direttore di Ingushetiyaru.org Magomed Chazbiev. A suo dire, alla procura non sono piaciuti due articoli – si tratta dell'appello dell'organizzazione sociale "Mechk-Kchel" (consiglio degli anziani) a Dmitrij Medvedev quando era presidente della Federazione Russa. In questo le autorità locali erano accusate di genocidio, di non aver preso misure per far cessare la violenza da parte degli agenti delle strutture armate ai danni della popolazione locale. Il secondo articolo è la dichiarazione degli oppositori ingusci per la convocazione del capo dell'Inguscezia Junus-Bek Evkurov a una corte shariatica per via delle violazioni compiute da deputati della Duma di Stato durante le elezioni ("''" ne scrisse il 15 dicembre 2011).

Il signor Chazbiev è convinto che in questi articoli non ci sia estremismo ed è intenzionato a dimostrarlo alla Corte Suprema della repubblica. Ricordiamo che il sito Ingushetiyaru.org è erede del sito di opposizione Ingushetia.ru, che fu chiuso per estremismo dal tribunale distrettuale di Kuncevo a Mosca nel 2008 e dopo tre mesi fu privato del nome di dominio. L'allora proprietario del sito Magomed Evloev morì nell'agosto 2008 in una macchina della polizia sulla strada per un interrogatorio per un colpo d'arma da fuoco casuale alla tempia, secondo la versione degli inquirenti. Dopo la sua morte il sito passò sotto il controllo dell'oppositore Mak
šarip Aušev. Questi fu ucciso da ignoti in Kabardino-Balkaria nel 2009.

"Il nostro sito è criticato continuamente e abbastanza duramente dalle autorità della repubblica e personalmente da Junus-Bek Evkurov. Il problema è tutto qui", – ha dichiarato il signor Chazbiev. Secondo lui, le misure per bloccare le risorse di opposizione sono prese alla vigilia delle elezioni dal capo della repubblica. "Se resteranno le elezioni dirette, e noi speriamo che il parlamento ascolti l'opinione del popolo (all'indirizzo dei legislatori locali sono già giunti appelli di massa a non cambiare l'ordine delle elezioni – nota di "''"), allora le chance di essere eletto del signor Evkurov saranno molto poche", – ritiene l'oppositore. Noteremo che il signor Chazbiev è finora l'unico che abbia annunciato pubblicamente la propria intenzione di competere per il posto di capo dell'Inguscezia. E' intenzionato a candidarsi per il partito RPR-PARNAS, della cui sezione inguscia è a capo. Tuttavia non è escluso che le elezioni in Inguscezia non ci siano. Secondo la legge firmata da Vladimir Putin, i soggetti della Federazione Russa possono rifiutare le elezioni dirette dei governatori. In questo caso il capo sarà determinato dai deputati del parlamento regionale su tre candidature proposte dal presidente. In precedenza fonti del Cremlino di "''" hanno assicurato che questa procedura riguarderà le repubbliche del Caucaso del Nord, prima di tutto Daghestan e Inguscezia.

Musa Muradov
www.kommersant.ru

http://ingushetiyaru.org/news/36189/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Respublikanskaja Partija Rossii-PARtija NArodnoj Svobody (Partito Repubblicano di Russia-Partito di Libertà Popolare – Parnas significa anche "Parnaso"), partito di orientamento liberale.

[2] Con il doppio apostrofo si indica un segno usato in russo dopo ogni consonante finale. Poiché era grafico e non fonetico fu eliminato con la riforma ortografica del 1918. Questo segno simboleggia il giornale politico-economico "Kommersant''" (Commerciante) che si riallaccia idealmente, anche nella grafia arcaica, all'omonimo giornale pre-rivoluzionario.
 
 

01 aprile 2013

A proposito dell'Incaricato per i Diritti Umani

Lukin: gli abitanti dello SKFO [1] denunciano omicidi nel corso di perquisizioni e sequestri di persone ad opera degli agenti delle strutture armate

31 marzo 2013, 00.53
Nel 2012 all'Incaricato per i diritti umani in Russia gli abitanti delle regioni del Distretto Federale del Caucaso del Nord si sono rivolti con denunce di omicidi di familiari nel corso di perquisizioni condotte da agenti delle strutture armate. Tuttavia gli organi inquirenti e le procure spesso non reagiscono alle richieste che gli sono indirizzate per via di violazioni dei diritti umani compiute da rappresentanti delle autorità e delle strutture armate, nota nel suo rapporto sull'osservanza dei diritti umani nel 2012 l'ombudsman russo Vladimir Lukin.
Il testo completo del documento è pubblicato nella sezione "Rapporti" su "Kavkazskij uzel ".
In tutto nel 2012 all'Incaricato sono giunte 24 mila denunce per varie violazioni dei diritti e delle libertà umane. Nel testo del rapporto si nota che il 4,3% delle denunce è giunto dal Distretto Federale del Caucaso del Nord.
Nel 2012 il 98,7% di tutte le denunce è stato inviato dal territorio della Federazione Russa tanto da cittadini russi, quanto da cittadini stranieri e anche da persone senza cittadinanza. L'1,3% delle denunce è giunto dall'estero.

"Risuonavano degli spari, gli "agenti delle strutture armate" se ne andavano e in casa si trovava un cadavere"

Vladimir Lukin nel suo rapporto ha raccontato che nel settembre 2012 si rivolse a lui il suo collega della Repubblica di Inguscezia Džambulat Ozdoev, che riferì di denunce giunte da cittadini, i cui familiari avevano perso la vita nel corso di perquisizioni condotte da rappresentanti delle strutture armate nelle case degli uccisi.
Lo scenario standard descritto nelle denunce presentate per via della morte degli abitanti della città di Malgobek [2] e del distretto di Malgobek B., K., M. e E. includeva la perquisizione della proprietà con il conseguente invito a uno dei membri della famiglia a tornare in casa con il pretesto di un ulteriore controllo. Poi risuonavano degli spari, gli agenti delle strutture armate se ne andavano e in casa si trovava il cadavere del membro della famiglia "invitato" all'ulteriore controllo, accanto a cui si trovava una pistola prese da chissà dove, si nota nel rapporto di Lukin.
L'Incaricato della Repubblica sottolineò che i familiari ritenevano innocenti tutti e quattro gli uccisi e insistevano per un'indagine sulle circostanza dei loro omicidi, nota l'ombudsman russo.
Vladimir Lukin chiese alla procura dell'Inguscezia le copie delle delibere prese sulla base dei risultati delle indagini.
"La risposta giunta alla fine di novembre dell'anno del rapporto, firmata dal primo vice-procuratore della repubblica, raccontava che in tutti e quattro i casi i procedimenti penali furono aperti per attentato alla vita di agenti delle forze dell'ordine. Secondo i procedimenti penali si sarebbero svolte alcune "misure investigative e di ricerca", le indagini non furono terminate e per questo motivo le copie delle delibere richieste dall'Incaricato non poterono essere fornite", – si nota nel rapporto.
Da parte sua l'Incaricato ebbe difficoltà a capire "quali azioni investigative e di ricerca si sarebbero svolte nei confronti di una persona rimasta da sola con gli "agenti delle forze dell'ordine" nella sua casa già perquisita e morta per loro mano".
L'incaricato valutò la risposta ricevuta dalla procura dell'Inguscezia una risposta formale "avente lo scopo di ostacolarlo nell'adempimento dei propri doveri e, cosa ancor più angosciante, sottrarsi alle indagini sulle circostanze dell'uccisione di cittadini della Federazione Russa".
Per via di questo nel dicembre 2012 Vladimir Lukin si rivolse al presidente del Comitato Inquirente della Federazione Russa con la richiesta di ordinare ulteriori indagini sui procedimenti penali indicati agli organi per le indagini preliminari del Comitato Inquirente della Federazione Russa che non rientrano nelle strutture della Direzione Inquirente del Comitato Inquirente per la Repubblica di Inguscezia.
Al momento della firma del presente rapporto non è ancora giunta risposta a questo appello, si nota nel rapporto.
"Purtroppo l'episodio descritto sopra non è certo l'unico nella pratica della lotta dell'Incaricato per il suo diritto legale di venire a conoscenza di procedimenti penali, chiusi tra l'altro per via della morte dei presunti membri di formazioni armate illegali. Ottenere l'accesso a simili materiali è praticamente impossibile. E in tribunale non giungono quasi mai", – conclude l'ombudsman russo.

"Liquidato durante un tentativo di attacco armato ad agenti di polizia"
Come nota nel suo rapporto l'ombudsman russo "le forze dell'ordine di diversa appartenenza di dicastero si sottraggono parzialmente alla collaborazione con lui prevista dalla legge per quanto riguarda le denunce giunte, in parte, per via dell'uccisione di cittadini sospettati di appartenenza a formazioni armate illegali".
Un altro caso che Vladimir Lukin esamina nel suo rapporto annuale riguarda il Daghestan.
L'ombudsman nota che questo procedimento penale, aperto per via della scomparsa e della liquidazione dell'abitante della repubblica M., è tenuto sotto controllo dal suo apparato dal 2009.
"Inizialmente era una denuncia giunta all'Incaricato a carico di agenti di polizia dello ROVD di Levaši [3] della Repubblica del Daghestan. In essa si riferiva che M., giunto nel capoluogo del distretto per ricevere testimonianze sulla nascita della figlia, aveva subito l'arresto da parte di agenti di polizia ed era stato inviato a Machačkala [4], dopodiché le comunicazioni con lui si erano interrotte", – Lukin riferisce le circostanze della scomparsa di questa persona.
Alle richieste dell'ombudsman sulle circostanze della scomparsa di M. la procura del Daghestan riferì che era stato liquidato durante un tentativo di attacco armato ad agenti di polizia. Per l'attentato alla vita di agenti delle forze dell'ordine era stato aperto un procedimento penale nei confronti di M., che fu chiuso per via della sua morte, si dice nella risposta della procura.
Vladimir Lukin ritiene "formali" queste risposte, indicando che anche per riceverle gli è toccato aspettare circa due anni.
"La valutazione della dimostrazione del crimine di M. era assente nelle risposte e la sua complicità con formazioni armate illegali si menzionava solo di sfuggita, come qualcosa che si capisce da se", – è detto nel rapporto.
Dall'ottobre 2010 l'ombudsman cerca senza successo di ottenere i materiali del procedimento penale chiuso nei confronti di M., rivolgendosi allo scopo agli organi territoriali e all'apparato centrale del Comitato Inquirente della Federazione Russa. L'ultimo di questi appelli fu inviato nel settembre 2012.
"Al momento della firma del presente rapporto non è giunta risposta ad esso", – nota Lukin.

Un'abitante dell'Inguscezia incinta è stata licenziata dal lavoro per assenza ingiustificata, anche se si trovava in licenza ospedaliera per seguire il figlio invalido
Nell'ottobre 2012 un giudice-relatore della Corte Costituzionale della Federazione Russa si rivolse a Vladimir Lukin con la richiesta di preparare una conclusione da esperto sulla denuncia di un'abitante dell'Inguscezia che era stata sollevata dall'incarico di capo della sezione dei quadri e delle onorificenze statali dell'amministrazione del capo dell'Inguscezia. Motivo del licenziamento sarebbe stato un'assenza ingiustificata.
"In realtà questa era assente dal posto di lavoro a motivo del fatto che le era stata data una licenza ospedaliera per seguire il figlio invalido. Inoltre P. era incinta. Le richieste di riassunzione al lavoro di P. furono respinte, tra l'altro dai giudici d'appello e dalle istanze di ispezione", – nota nel rapporto il difensore dei diritti umani.
Tra l'altro, si dice nel rapporto, le garanzie di non interruzione del rapporto di lavoro con le donne incinte per iniziativa del datore di lavoro stabilite dal c. 1 dell'art. 261 del Codice del Lavoro della Federazione Russa non si estendono agli impiegati statali civili per il motivo che una lista esauriente delle basi su cui si vieta di sollevare da incarichi o di licenziare dal servizio statale è regolamentata dal c. 3 dell'art. 37 della legge federale del 27.07.2004 N 79-FZ "Sul servizio statale civile della Federazione Russa".
Nella sua conclusione, indirizzata alla Corte Costituzionale nell'ottobre 2012, l'Incaricato indicò che la realizzazione della politica sociale dello stato, che prevede tra l'altro la fornitura di determinate garanzie alle donne incinte, non permette alcuna discriminazione sulla base della carica o del tipo di attività.
"Il divieto di licenziamento di donne incinte, ad esclusione di singoli casi determinati dalla legge, va visto in qualità di una delle garanzie statali dell'osservanza dei loro diritti socio-economici", – si nota nel rapporto.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "L'amministrazione di Karabulak [5] ha ritirato le istanze sullo sfratto di cinque abitanti del PBR [6] "Promžilbaza" [7]", "In Inguscezia la giustizia ha soddisfatto le richieste degli abitanti di una casa demolita nel villaggio cosacco Ordžonikidzevskaja [8]", " "I familiari di un abitante del Daghestan chiedono aiuto nelle sue ricerche", "Un'abitante della Kabardino-Balkaria ha denunciato una perquisizione illegale nella sua casa", "La madre di Aslan Čerkesov [9] chiede a Putin e Kanokov [10] di difendere suo figlio", "Murad Aliev [11] è detenuto nell'IVS [12] di Kiziljurt [13] sotto un altro nome, denuncia il suo avvocato".

Fonte: corrispondente di "Kavkazskij uzel"
"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/222201/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1] Severo-Kavkazskij Federal'nyj Okrug (Distretto Federale del Caucaso del Nord).
[2] Città dell'Inguscezia settentrionale.
[3] Villaggio del Daghestan meridionale.
[4] Capitale del Daghestan.
[5] Città dell'Inguscezia settentrionale.
[6] Punkt Boevogo Raschoždenija (Punto di Dislocazione Militare).
[7] Qualcosa come "Base Industriale e Abitativa".
[8] Villaggio dell'Inguscezia settentrionale.
[9] Cittadino della repubblica autonoma di Kabardino-Balkaria condannato per aver ucciso in una rissa un tifoso dello "Spartak".
[10] Arsen Baširovič Kanokov, capo della repubblica autonoma di Kabardino-Balkaria.
[11] Cittadino del Daghestan scomparso senza lasciare traccia.
[12] Izoljator Vremennogo Soderžanija (Isolatore di Detenzione Temporanea).
[13] Città del Daghestan centrale.
 

30 marzo 2013

A proposito di Berezovskij

Morte di sistema. La Russia putiniana reagisce al crac di Cipro come il Kirghizistan alla chiusura del mercato Čerkizovskij [1]
La scomparsa di Boris Berezovskij e il crac di Cipro non tracciano affatto una linea sui "turbolenti" anni Novanta, ma sui torbidi "anni Zero"
27.03.2013
[1] Grande mercato della zona settentrionale di Mosca.
[2] Egor Timurovič Gajdar, uomo guida delle riforme economiche della Russia post-sovietica.
[3] La Russia che si risolleva dopo essere stata in ginocchio è uno dei più noti slogan di Putin.
[4] Giornale (questo significa gazeta) online russo.
[5] Intesa come entourage.