09 giugno 2011

A proposito di incendi

Lasciando scivolare le manichette antincendio [1]




Se il paese prenderà di nuovo fuoco, toccherà spegnere a tutti: dal contadino con la pala al premier sull'aereo. Seguiamo il principale pericolo della prossima estate


Un estate cocente come l'anno scorso non ci sarà – lo ribadiscono i meteorologi. Conferenze stampa sulla preparazione a una stagione con pericoli di incendio sono state tenute da tutti quelle che in qualche modo sono coinvolti in questa questione: soccorritori, pompieri, autorità moscovite e regionali. Il guaio è che tutti questi rimandano ai meteorologi.

Il pericolo dal bosco

Tornato da un viaggio per i luoghi degli incendi dello scorso anno, faccio una conclusione: nella regione di Mosca oggi poco ricorda la scorsa estate. Alla domanda su dove sia bruciato qui, gli abitanti scuotono le mani: “Non da noi, da quella parte della campagna”. Ma anche da quella parte in un anno è stato fatto ordine, ciò che era bruciato è stato tolto, ciò che si era salvato è stato ristrutturato. L'erba fresca ha coperto la terra. Ma nella pineta vicino al margine tra il verde appaiono alberi morti. La striscia tempestosa di tronchi bruciati va nel fitto del bosco. Lo scorso anno solo sul territorio della regione di Mosca sono stati registrati più di duemilacinquecento incendi. I dati sulla superficie variano a seconda delle fonti: il governo della regione ancora in autunno riferiva di seimila ettari, gli ecologi di sessantamila. 220 famiglie hanno perso la casa. Talvolta i paesi sono bruciati quasi del tutto, com'è stato nel villaggio di Mochovoe nel distretto di Luchovicy [2], talvolta se la sono cavata meglio. Quest'anno finora non ci sono stati grandi incendi.

Abitato di Čërnoe, strada rotabile di Nosovicha [3], mezz'ora da Mosca. La scorsa estate qui è bruciata una casa. La strada per cui è andato il fuoco è facile da trovare. Gli ammassi di pini semi-bruciati cominciano, bisogna solo andare nei dintorni. Non si vedono tracce di pulizie. Presso il piccolo laghetto ai margini dell'abitato gioca i pischelli, dondolandosi alla “liana”. Quando ti avvicini, vedi: durerà a lungo, perché è fatta con una manichetta antincendio bruciata.

Inga Kenkadze e suo marito solo l'anno scorso hanno comprato una villetta qui e da Mosca, agitati, guardavano le notizie: se avessero mostrato anche la loro casa ridotta in cenere. Per loro tutto è andato bene.

Guardate, – Inga mostra il bosco bruciacchiato subito nei dintorni. – Qui c'erano pini lussureggianti. Cioè sono bruciati dall'alto verso il basso. Cosicché ecco l'unica cosa che abbiamo visto qui: sono giunti degli uomini su delle piccole UAZ, hanno tagliato quella parte che gli era necessaria, tutto il resto è rimasto così. Nessuno ha più guardato qui, nessuno qui si è occupato di nulla.

Ho scritto allo MČS [4], gli ho perfino inviato una carta, ho ritagliato l'appezzamento su Google. L'ho inviata - ecco, ragazzo, la stagione è passata, ho guardato le notizie, ho sentito di come là hanno stanziato tot miliardi [5] per la pulizia. Nessuna risposta”.

Nel bosco stesso è tutto come sempre. Compagnie di gitanti accendono falò. E va ancora bene se lasciano dietro di se i rifiuti raccolti nei sacchetti. Tutti i discorsi degli abitanti del posto sui misteriosi incendiari dopo le passeggiate per la pineta sembrano stupide invenzioni. I vetri rotti, che come lenti bruciano l'erba nei giorni di sole, sono disseminati.

Ispezione

Due anni fa la Mosregionles si è trasformata in Mosoblles [6]. Per chi lavora la terra questa riorganizzazione è passata inosservata. I guardaboschi, più correttamente – gli agenti boschivi, con qualche ispettore sottoposto come servivano, così servono il proprio appezzamento di superficie da 10 a 20 mila ettari. Il lavoro c'è sempre, d'estate fino a buio. In macchina, di regola su una Niva, girare per l'appezzamento, seguire come vanno tagli e piantagioni, se tutti i segnali stanno nel posto dovuto, le violazioni messe in luce in precedenza come si correggono? E ancora – accogliere chi desidera preparare il legname, firmare i documenti sul posto, mostrargli tutto. Questa estate anche un'epidemia mai vista dal 2001 – si è diffuso il coleottero tipografo, così bisogna fare esami con i fitopatologi. Beh, e le misure antincendio – in che posto? Tuttavia riescono a elaborare informazioni sulle tracce di fumo – telefonate degli abitanti, dati dell'ispezione aerea (quest'anno si fanno sorvoli giornalieri con tre unità aeronautiche degli appezzamenti in pericolo e dal cosmo un satellite con un rilevatore a raggi infrarossi osserva il territorio del paese ). E appena c'è un segnale, si muove un gruppo mobile per l'ispezione.

Il mezzo per gli spostamenti è la UAZ da pattuglia boschiva. Armata di una botte d'acqua da mezza tonnellata, manichetta antincendio, equipaggiamento da artificieri per tre persone e qualche motopompa, l'aspettativa è cercare di localizzare il fuoco. Ma con tale attrezzatura si può spegnere solo un incendio appena divampato.

Quest'anno, un po' ammettendo il problema, un po' temendo l'ira stagionale del presidente, sono stai aumentati i finanziamenti per la tutela dei boschi. Il capo di una sede provinciale di agenti boschivi ha raccontato, che or ora tutti saranno in uniforme e verranno dati documenti di servizio.

E' importante, ricordate i guardaboschi dell'anno scorso di aspetto partigiano – senza documenti e in borghese.

– Bisognava che al Cremlino respirassero fumo perché si ricordassero di noi, – ha notato il capo provinciale degli agenti boschivi.

Finora è soddisfatto. Quest'anno gli stipendi non saranno come lo scorso anno. E promettono macchine nuove. E finalmente è uscito l'ordine che da potere a ogni agente boschivo di infliggere multe autonomamente. Si possono richiamare all'ordine sul posto gli amanti degli spiedini. E' il primo livello di difesa antincendio.

Quando con piccole forze non si può più fermare il fuoco, allora si mette in moto il successivo livello di difesa.

Il reparto barriera

Di istituzioni, in cui in molte varianti si associano le parole les e moskovskij [7], ce ne sono alcune. Per esempio, insieme al Mosoblles segue lo stato della difesa antincendio dei boschi la FGUP [8] Mosles. Qui è tutto più serio, c'è la propria attrezzatura antincendio – 65 autopompe e 20 macchine da pattuglia boschiva in piena efficienza, attrezzate di mezzi di primo spegnimento, qualche decina di botti, che sono trasportate da trattori, una cinquantina di bulldozer. C'è anche l'attrezzatura per le azioni individuali – spruzzatori da portare in spalla e motopompe. Per una difesa efficace del territorio dove si attuano le misure antincendio, questo forse basterebbe pure. Ma giorno dopo giorno, sapendo, come nei depositi di artiglieria, dove si sottintende la disciplina e l'esecuzione delle misure di sicurezza, che spaventano gli abitanti con esplosioni notturne, cominci a dubitare: beh, se brucia? La vittima dell'incendio sarà sollevata al pensiero che il capo responsabile è stato rimosso dopo l'accaduto?

Tra i distretti “particolarmente pericolosi” quest'anno ci sono quelli di Egor'evsk, Šatura, Luchovicy e Orechovo-Zuevo [9].

Se in questo o negli anni successivi le dimensioni della catastrofe naturale andranno oltre le possibilità della “seconda linea di difesa”, sarà messo in azione lo schema esistente in precedenza per le situazioni di emergenza – con la messa in moto di tutte le risorse dello stato, tra cui le Forze Armate. Se siano stati fatti dei correttivi a questo schema di interazione, finora non mi è chiaro.

E' noto che lo MČS è pronto a esaminare perfino le varianti più esotiche. Nell'ambito dei lavori di ricerca scientifica allo MČS hanno studiato seriamente la possibilità di applicazione di una speciale bomba antincendio. Cito dal sito dello MČS: “Il costo orientativo del compimento dell'elaborazione ammonta a circa 85 milioni di rubli [10]. Con l'inizio del finanziamento del 2010 una partita di ASP-500 [11] da 1000 pezzi potrà essere ottenuta nel 2011”. Sono stati condotti esperimenti, ma a dire il vero, di un'incarnazione industriale di questa idea non si è sentito nulla. Evidentemente non è stato risolto neanche il problema dello spargimento di schegge dopo l'esplosione di una carica da 5 chilogrammi e l'effetto dell'onda d'urto difficilmente andrà a vantaggio di chi si trova vicino al luogo dell'esplosione.

A cominciare dal 18 aprile e fino al 30 giugno (tale è il periodo del contratto) la Mosles già protegge il bosco per un rublo e mezzo [12] all'ettaro (la superficie dei boschi dei dintorni di Mosca è di 2,01 milioni di chilometri quadrati [13], il costo del contratto è di 2,9 milioni di rubli [14]). Quanto alla giovane formazione ottenuta nel 2008 dalla fusione di 27 selvicolture regionali in una super-selvicoltura, questa risponde anche della ripulitura dei luoghi degli incendi dell'anno scorso. Il 9 giugno finirà la raccolta di domande per l'ennesimo concorso. Gli specialisti non hanno dubbi su chi vincerà anche questa volta – questo ufficio statale non ha concorrenti, di fatto è un monopolista. Se sia male o bene è una domanda vana, non si prevedono alternative. Dispiace solo per il tempo e i soldi spesi per le danze rituali con “presentazione di domande” e “concorso”.

Sono lontano da dire che già oggi maturino future spiacevolezze, ma la situazione è angosciosa. Se le speranze di un'estate non cocente non si avvereranno, non si potranno evitare emergenze. Tutti ricordano i rimproveri del presidente dello scorso anno e le risposte di Šojgu. Il ministro per le Situazioni di Emergenza si giustificava tra l'altro con il fatto che nel paese non ci sono praticamente squadre di pompieri volontari. Proprio questi devono salvare i vicini nei paesi. La legge sulle squadre di pompieri volontari è stata elaborato urgentemente, approvata e firmata il 6 maggio da D. Medvedev. Dopo qualche giorno sono comparse comunicazioni stupefacenti – di pompieri volontari nel paese ce ne sono già 110 mila. Ma giorni fa S. Šojgu ha annunciato il numero pianificato: a suo parere, il paese ha bisogno di 800000 volontari

Nello MČS già si forma la struttura che si occuperà di questo. Alla non corrispondenza tra la parola “volontarie” e la presenza di un dipartimento nel ministero che risponde di esse finora non si fa attenzione, non se ne curano.

Ma i pompieri professionisti hanno già ricevuto alimento per riflessioni scettiche. In primo luogo – dove e come verranno istruite? Aprire centri speciali di istruzione? Costa caro. Istruirle in quelli esistenti? Per questo bisognerà strappare tutte queste migliaia di persone dai loro luoghi, metterle da qualche parte. “Corsi da giorni festivi” in trasferta? Domande, domande. Anche con quelli che in qualche modo sono già istruiti e servono in diversi dipartimenti della difesa civica è difficile lavorare per un professionista.

Dalla corrispondenza con l'ufficiale dello MČS Aleksej K.: “Posso solo caratterizzarli per gli incontri durante gli incendi. Li ho convocati una volta, hanno seghe a benzina e bisognava segare molto (era bruciata una casa di legno). Sono giunti dopo un ora e mezza (sono di turno stando a casa ), le seghe si sono rotte presto”.

E la quantità di insediamenti in cui si richiede la creazione di squadre per la Russia è valutata all'incirca in 30000. E quale status avrà questa gente in un incendio? Chi darà la garanzia che salveranno chi ha subito una catastrofe e non moriranno essi stessi? E chi sarà colpevole, se succederà qualcosa del genere? Beh, supponiamo che uno fosse un volontario disperato, questo significa che lo stato non ha responsabilità per la sua morte? Materiale, tra l'altro. Queste spese, accanto ad altre (agevolazioni per le abitazioni, assicurazione, supplementi) si propone di passarle alle regioni e alle municipalità. Trovare terreni, vani e soldi per le attrezzature è ancora immaginabile in una piccola città, ma è tutta un'altra cosa in un paese. Ma proprio gli insediamenti rurali costituiscono l'assoluta maggioranza di questi 30000. E chi chiamerà il presidente a rispondere la prossima volta – il capo dell'amministrazione dell'abitato di Čërnoe?

C'è anche un altro lato dell'interesse dello MČS per i volontari. In molti luoghi le infrastrutture della Società Panrussa di Pompieri Volontari si sono conservate. Gli sono rimasti dei vani, si occupano di minuzie - controllano il tiraggio delle canne fumarie, riaggiustano estintori, tengono seminari per la sicurezza antincendio, ecc. E quando agli immobili disponibili si aggiungeranno i soldi stanziati per l'istruzione e il funzionamento delle squadre di pompieri volontari, queste si troveranno del tutto sotto il controllo di S. Šojgu. Oggi c'è un potente slancio verso la direzione della Società Panrussa di Pompieri Volontari e presto verremo a sapere qualcosa di nuovo sul destino dei “volontari”.

Finora è proprio all'interno dello stesso MČS che ribolle l'insoddisfazione. Gli ufficiali che hanno cominciato il servizio al tempo in cui la Protezione Antincendio era sottoposta al ministero degli Interni, già da 10 anni sono in tacita opposizione alla leadership dello MČS. In tutto questo tempo i pompieri vivono in regime di ininterrotte riforme di cui non riescono a cogliere il senso. Ora tolgono le mostrine, ora abrogano questa decisione. Le tolgono di nuovo, ma già non a tutti. Trasmettono i finanziamenti alle municipalità. Insegnano ai pompieri a fare i soccorritori. Obbligano a prendere le chiamate non solo allo 01, ma anche allo 02, 03, 04… E carte, resoconti, rapporti, libri di servizio, che si riempiono ad ogni cambiamento.

Dalla corrispondenza con l'ufficiale dello MČS Aleksej K.: “Il nostro lavoro si è trasformato in riempimento di carte! Immaginate che solo di notte (e noi abbiamo turni di 24 ore) devo preparare qualcosa come 20 rapporti GIORNALIERI [15] (ogni notte!). E ce ne sono ancora durante il giornalieri, settimanali, mensili… E se vado su un incendio, deve farli qualcuno, perciò mi OBBLIGANO [16] a violare tutto e a sedere in ufficio a scrivere carte. Vi siete messi a pensare perché lo MČS nasconde gli incendi? E adesso immaginate che siete un agente operativo di turno e venite a sapere che da qualche parte c'è un incendio in un bosco. E' a 500 km da voi, nella taiga, ora è notte. E all'improvviso con volgarità cominciano a chiedervi foto, foto dal satellite, la superficie precisa, chi è là, cosa è la e così via. In breve, pure circa 20 rapporti dello stesso marasmatico genere. E così per ogni incendio”.

Nel 2005 di fatto ha smesso di funzionare la legge principale per il pompiere – il BUPO, Boevoj Ustav Požarnoj Ochrany [17]. Al suo posto sono comparse molte raccomandazioni e istruzioni. Ma perfino tutte insieme sono risultate incapaci di coprire lo spazio occupato dal BUPO. E le leggi di tutti i livelli approvate al giorno d'oggi non si occupano di altro che ridire il BUPO con parole proprie. Tra l'altro, inevitabilmente, lo stile preciso e stampato dello statuto si stinge, diventa accessibile alle interpretazioni. Non minaccerò di scendere nelle sfumature, ma per chi desidera chiarire più a fondo raccomando uno dei migliori forum di pompieri – http://www.0-1.ru/discuss/.

Per quanto riguarda i finanziamenti, la fornitura di nuove attrezzature e la riparazione di quelle già disponibili è una storia a parte. Nel 2011 per la riattrezzatura del ministero devono giungere 8,2 miliardi di rubli [18]. Con questi fondi nel corso dell'anno saranno acquistati 2 aerei Be-200 [19], 4 elicotteri Ka-32 [20], 102 laboratori criminologici, 1500 irrigatori antincendio con generatori di schiuma e altre attrezzature. Sembrerebbe che non si possa desiderare altro, una potenza del genere è abbastanza. Purtroppo qui gli specialisti sottopongono quasi ogni punto a un esame separato. Per esempio, i famosi “aerei-ambizioni” [21], due pezzi. E' già dimostrato – spegnere un incendio con un aereo Beriev è: a) impossibile e b) molto caro.

Dalla corrispondenza con l'ufficiale dello MČS Aleksej K.: “E' inutile spegnere le torbiere con essi – è lo stesso che versare acqua sul tetto di una casa, cercando di spegnere il primo piano. Nei boschi non spengono MAI [22] un incendio autonomamente Abbassano solo leggermente l'intensità del fuoco. Tra l'altro questo costa molto caro (hanno calcolato che ogni litro d'acqua versata costa 60-70 rubli [23]) ed è pericoloso per la vita delle forze di terra…”

Ed ecco come si programmano le spese e si effettuano gli acquisti di attrezzature in pratica: “Non ovunque c'è la possibilità di passare con lo ZIL [24] per mancanza di strade. Beh, l'Ural [25] porta più acqua – il volume medio è di 6 metri cubi, ce ne sono anche da 8. Ed ecco che ci hanno mandato in inverno un'AC (AvtoCisterna [26]) su base Isuzu, la cui altezza da terra è di quasi 20 cm, con 2 metri cubi d'acqua e una pompa posteriore. Ma bene, pensiamo, Dio sia con loro, neanche guarderemo che metà della PTV (požarno-techničeskoe vooruženie [27]) è giunta incompleta, invece c'è una pompa ad alta pressione, proviamo. Così è risultato che l'hanno provata in fabbrica, ma non versava acqua e aumentando il tubo ad alta pressione si è rotto per tutta la sua lunghezza. E' in fase di sostituzione, costa 150 mila rubli [28]. E cosa ordinate di fare? E alla PČ [29], dove ci sono solo 9 AC e c'è ancora un mucchio di attrezzatura, per la riparazione e la conservazione sono stati stanziati 300000 rubli [30] per il 2011!!!

Sull'acqua

Gli scienziati ecologi hanno proposto da tempo una misura radicale per la lotta agli incendi delle torbiere – l'allagamento delle torbiere. Cosa necessaria, ma non rapida e costosa. La superficie delle torbiere disseccate della regione di Mosca oggi è di oltre 50 mila ettari. Perché il livello delle acque del suolo si sollevi fino allo strato che è bruciato in tutti questi anni sarà necessario qualche anno. Perché il processo vada, è necessario compiere un enorme volume di lavoro di irrigazione. Per questo e per le spese per l'acquisto e l'utilizzo delle attrezzature, secondo i calcoli degli esperti, può esserci bisogno di circa 200 miliardi di rubli. Come si compiranno questi lavori, lo racconteremo nei prossimi numeri. Così come dei bacini antincendio, che in tutta la regione nella scorsa estate si sono rivelati inadatti. Sui terreni del Rosleschoz [31], non lontano dal villaggio di Čërnoe, ho osservato lavori grandiosi – con le scavatrici è stato fatto un'enorme scavo per un bacino, ma in esso si è rivelato un giallo. Al Rosleschoz mi hanno riferito che i lavori sono illegali. La Procura del distretti di Noginsk [32] adesso sta chiarendo chi e per quali motivi lo sta scavando…

E mentre sono in corso movimenti tettonici di mezzi finanziari in alto e gli enti si confondono su chi e dove deve compiere i lavori, gli abitanti si preparano a difendere le proprie case all'antica. “Tutta la scorsa estate qui sopra di noi ha volato un elicottero, – racconta il giovane contadino Stas, – solo che quando l'incendio è giunto dal bosco, l'abbiamo spento noi stessi. Non abbiamo visto pompieri. A una il fuoco è passato vicino al bagno a vapore, beh, uno è andato al pozzo, hanno portato due secchi. Beh, un po' è bruciato solo da una parte, ma così l'hanno spento. No, a scuole né in autunno, né ora ci hanno insegnato nulla, una volta è giunto solo un pompiere. Ma quel giorno non ero a scuola. Ma so tutto anche senza di lui – non gettare i mozziconi accesi, non accendere falò. Beh, e adesso so spegnere gli incendi”.

Aleksandr Bondarenko

07.06.2011, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2011/061/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Spustja požarnye rukava . Gioco di parole complesso. Rukava sono sia le maniche che le manichette. In russo lavorare “lasciando scivolare le maniche” significa metterci poco impegno.

[2] Nella parte sud-orientale della regione di Mosca.

[3] Villaggio ormai scomparso (inglobato dagli altri abitati) nei pressi di Mosca.

[4] Ministerstvo Črezvyčajnych Položenij (Ministero per le Situazioni di Emergenza), sorta di Protezione Civile, però militarizzata.

[5] Un miliardo di rubli sono circa 24,6 milioni di euro.

[6] La sigla è mutata da qualcosa tipo “Mosca-Area-Bosco” a “Mosca-Regione-Bosco”, come a far intendere una competenza più specifica.

[7] “Bosco” e “moscovita”.

[8] Federal'noe Gosudarstvennoe Unitarnoe Predprijatie (Impresa Unitaria Statale Federale).

[9] Distretti della zona centro- e sud-orientale della regione di Mosca.

[10] Circa 2,09 milioni di euro.

[11] Bomba ad acqua aviotrasportata.

[12] 0,04 euro.

[13] Sic.

[14] Circa 71.300 euro. Se il prezzo è giusto, si deduce che si tratta di 2,01 milioni di ettari, cioè 20.100 chilometri quadrati.

[15] Il rilievo grafico è nell'originale.

[16] Il rilievo grafico è nell'originale.

[17] Statuto Militare di Difesa Antincendio (il corsivo è mio).

[18] Circa 202,2 milioni di euro.

[19] Aerei anfibi dell'impresa russa Beriev.

[20] Elicotteri polivalenti della Kamov.

[21] Chiamato così per via di un errore dell'agenzia di stampa ITAR-TASS, che, parlando del volo di Putin alla guida di un aereo antincendio, chiamò questo samolët-ambicija (aereo-ambizione) invece di samolët-amfibija (aereo-anfibio).

[22] Rilievo grafico nell'originale.

[23] Circa 1,5-1,7 euro.

[24] Autocarro della Zavod Imeni Lichačëv (Fabbrica Lichačëv – intitolata a Ivan Alekseevič Lichačëv, fondatore dell'industria automobilistica sovietica).

[25] Mezzo anfibio della Ural'skij Avtomobil'nyj Zavod (Fabbrica Automobilistica degli Urali).

[26] Autocisterna (il rilievo grafico è mio).

[27] Attrezzatura Tecnica Antincendio.

[28] Circa 3700 euro.

[29] Požarnaja Čast' (Sezione dei Pompieri).Inserisci link

[30] Circa 7400 euro.

[31] Nome non ufficiale della Federal'noe Agentstvo Lesnogo Chozjajstva (Agenzia Federale per l'Amministrazione dei Boschi).

[32] Città della zona centro-orientale della regione di Mosca.


http://matteobloggato.blogspot.com/2011/06/e-se-la-russia-bruciasse-di-nuovo-si.html

06 giugno 2011

A proposito di Putin (XXIV)

Oniščenko ha denunciato la congiura degli avvelenatori




Perché alla vigilia degli incontri europei di Medvedev gli tende una trappola del genere il principale medico sanitario russo?


Il ministro degli Esteri russo illegale (che lavora sotto la copertura della carica di capo del Rospotrebnadzor [1]) Gennadij Oniščenko è una persona grande e ambiziosa. E perciò, certo, si sente stretto nel cosiddetto “vicino estero” [2] con le sue acciughe affumicate sottolio, il suo vino e la sua Borjomi [3]. E neanche i singoli paesi europei (la Norvegia con il suo salmone “non di qualità” o la Polonia, in cui nel periodo di inasprimento dei rapporti politici con la Russia qualcosa non andava con la carne) sono più alla sua altezza. Gli Stati Uniti sono certo alla sua altezza, ma è in corso il reset, non è tempo di tornare alla guerra del prosciutto [4]. Ma c'è pure l'Europa Unita con le sue Eurocommissioni e i visti di Schengen!

Da giovedì, com'è noto, è vietata l'importazione in Russia di tutti gli ortaggi freschi e anche “radici e tuberi commestibili” di tutti i paesi dell'Unione Europea e quelli che sono già stati importati saranno tolti dalla circolazione. E tutto questo nonostante i seri dubbi già espressi da funzionari e medici dell'UE sul fatto che l'infezione intestinale – effettivamente molto aggressiva e pericolosa – sia causata in generale da qualche ortaggio (i cetrioli spagnoli, in particolare, sono stati già del tutto riabilitati).

Non di meno per gli amanti dei pomodori ciliegini, dei broccoli, dei peperoni bulgari e delle zucchine in Russia giungono tempi duri. E il sig. Oniščenko fa attivamente appello ai buongustai russi a “rinunciare all'uso di ortaggi d'importazione a vantaggio dei produttori nazionali”. Cosicché toccherà passare alle rape.

Tra l'altro la retorica del nostro ministro degli Esteri ombra ricorda un po' Molotov [5], un po' Vyšinskij [6]. Ciò che si verifica in Europa è, a suo dire, “testimonianza del fatto che la lodata legislazione sanitaria europea, al passaggio alla quale viene spinta la Russia, non funziona”. E i suoi colleghi europei “sono legati da una base normativa eccessivamente politicizzata e non corrispondente alla realtà”. E in generale ciò che si fa oggi in Europa è una tragedia generata dalla mancanza di professionalità e cose del genere “non si incontrano in tutti i paesi africani”.

Ricordiamo ancora una volta: le restrizioni sugli ortaggi sullo sfondo di un'aspra e niente affatto adeguata al rango di un medico sanitario (sia pure principale) retorica antieuropea sono messe in atto alla vigilia del summit Russia-UE di Nižnij Novgorod [7], in cui al presidente Medvedev toccherà farsi carico di tutto. Allora indovina – è una politica personale del solo Oniščenko o di qualcun altro ancora? La seconda, pare – neanche il diretto principale di Oniščenko, il premier Putin, si è negato la soddisfazione di fare una severa condanna degli avvelenatori europei.

Andrej Lipskij

05.06.2011, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2011/060/14.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Nome non ufficiale della Federal'naja služba po nadzore v sfere zaščity prav potrebitelej i blagopolučija čeloveka (Servizio Federale per le ispezioni nella sfera della difesa dei diritti del consumatore e del benessere umano).

[2] I paesi ora indipendenti della ex URSS.

[3] Famosa acqua minerale georgiana.

[4] La “guerra” dichiarata qualche anno fa dalla Russia ai prosciutti americani venduti sottocosto.

[5] Vjačeslav Michajlovič Molotov (vero nome: Vjačeslav Michajlovič Skrjabin), ministro degli Esteri sotto Stalin.

[6] Andrej Januar'evič Vyšinskij, successore di Molotov, poi rimpiazzato da questi.

[7] Città della Russia centrale, la Gor'kij del periodo sovietico.


http://matteobloggato.blogspot.com/2011/06/putin-dietro-lembargo-russo-agli.html




04 giugno 2011

A proposito di Ščekočichin

Muratov: i mezzi attuali non permettono di portare a termine le indagini sulla morte di Jurij Ščekočichin

3 giugno 2011, 10.35

Le indagini sulla morte del giornalista Jurij Ščekočichin, che poco prima della propria morte, negli anni 2002-200, fu membro della commissione sociale per le indagini sulle circostanze delle esplosioni di condomini nelle città di Mosca e Volgodonsk [1] nel 1999, sono state riavviate cinque volte e in seguito sono state interrotte, ha comunicato il direttore della “Novaja gazeta” Dmitrij Muratov. A suo dire, il giornale continua indagini indipendenti sulla morte di Ščekočichin.

Ricordiamo che nella Casa Centrale del Giornalista [2] ieri, 2 giugno, si è svolta la proiezione del documentario di Evgenija Golovnja "Jurij Ščekočichin. Una volta sono stato…".

La “Novaja gazeta” conduce indagini indipendenti sulla morte di Jurij Ščekočichin

Come ha raccontato al corrispondente di "Kavkazskij uzel" Dmitrij Muratov, direttore della “Novaja gazeta”, con cui collaborava Jurij Ščekočichin, le indagini sulla sua morte sono state riavviate cinque volte e in seguito sono state interrotte. “L'ultima volta, dopo le indicazioni del presidente e l'intervento del capo della Commissione Inquirente, il signor Bastyrkin, è stato condotto un esame complessivo di questa questione e tra l'altro è stata compiuta l'esumazione di Jura Ščekočichin”, – ha notato Muratov.

Finora, a suo dire, agli inquirenti non è giunta alcuna informazione ulteriore su come fu avvelenato Jurij Ščekočichin.

“I metodi attuali per ora non permettono di fare molto. Le indagini del giornale su questo caso continuano. Noi diciamo già ora che questa non è una morte casuale, ma un omicidio. In lui fu trovato un qualche “agente”, come lo chiamano i medici che hanno fatto l'autopsia e l'esame del corpo, che ha scatenato una sindrome allergica di forza mai vista. Tra l'altro Jura non aveva mai sofferto di allergie”, – dice il direttore della “Novaja gazeta”.

“Questa sindrome – la cosiddetta “sindrome di Lyell” – non c'era mai stata nel paese nei dieci anni precedenti la morte di Ščekočichin e neanche negli otto anni seguenti è stata riscontrata una sola volta. E' una malattia così strana, enigmatica. Ora il caso è stato fermato nella Commissione Inquirente per via del fatto che purtroppo non c'è possibilità di condurre analisi ulteriori”, – ha aggiunto Muratov.

Il regista, giornalista e attivista per i diritti umani Aleksej Simonov ha confermato al corrispondente di “Kavkazskij uzel” che per quanto riguarda la morte di Jurij di fatto non è cambiato niente. “Si è solo riusciti, a quanto capisco, a ottenere una qualche quantità di materiale da esaminare, che potrebbe conservarsi, se i metodi di esame si perfezionassero. Al livello che esiste oggi non possono fare niente”, – ha aggiunto Simonov.

Il giorno natale di Ščekočichin potrebbe aver luogo la prima del film su di lui

Dopo la proiezione del film alla Casa Centrale del Giornalista a Mosca il vice-direttore della “Rossijskaja gazeta” [3] ha proposto al regista del film di tenere la prima ufficiale del film nella redazione della “Rossijskaja gazeta” il 9 giugno.

“Per l'appunto sarà il giorno natale di Jurij Ščekočichin”, – ha notato il direttore della “Novaja gazeta” Dmitrij Muratov, presente in sala.

La possibilità di tale evento è in via di valutazione.

Il film su Ščekočichin dura 38 minuti, tra l'altro, secondo la regista, c'è ancora molto materiale. Il film è composto da alcune parti, i cui titoli cominciano con le parole “Una volta sono stato...”. La parte sull'inizio dell'attività giornalistica si intitola “Una volta sono stato nel Paese delle Meraviglie” e c'è la parte “Una volta sono stato deputato” – sul lavoro di Ščekočichin alla Duma di Stato.

Muratov: grazie all'attività di Ščekočichin sono stati liberati dalla prigionia in Cecenia oltre 170 soldati

Una delle parti è “Una volta sono stato in guerra”, in essa sono registrate immagini della Cecenia. Soldati che si definiscono “il battaglione “Džochar Dudaev” [4]”, commercio di armi per 150 dollari. Ščekočichin dice: “Non avevo mai pensato che mi sarei trovato in guerra...”.

La regista del film Evgenija Golovnja ha notato che il lavoro di Ščekočichin durante la guerra, il salvataggio dei prigionieri, è un tema per un film a se.

Parlando dell'attività di Jurij Ščekočichin, Dmitrij Muratov ha raccontato che durante la prima guerra cecena nel 1996, a Ščekočichin sorse l'idea di formare un gruppo per la liberazione dei prigionieri. “Servendosi della propria influenza, servendosi del fatto che era un deputato e che aveva molti buoni contatti, in primo luogo nella Procura Generale, voleva sforzarsi di liberare senza sborsare soldi soldati russi, ostaggi, civili. Sorse un gruppo, in cui entrarono l'attuale vice-procuratore generale Michail Katyšev, il maggiore Vjačeslav Izmajlov e Jurij Ščekočichin”, – ha comunicato Muratov.

“Jura cominciò questo lavoro. E in conseguenza dell'interazione furono liberati dalla prigionia oltre centosettanta persone. E nessuno dei prigionieri fu liberato in cambio di denaro”, – ha sottolineato il direttore della “Novaja gazeta”.

Nel film viene toccato anche il tema della morte di Ščekočichin, le cui circostanze non sono state chiarite.

Come ha comunicato "Kavkazskij uzel", Jurij Ščekočichin fu vice-presidente della commissione per la sicurezza della Duma di Stato della Federazione Russa, noto legislatore e pubblicista, fu membro della commissione esecutiva del Comitato organizzativo della società storico-culturale "Memorial", esperto dell'ONU in criminalità internazionale e collaborò con la “Novaja gazeta”. Nel marzo-aprile 1997 partecipò alla liberazione dei militari dell'esercito russo trattenuti con la forza sul territorio ceceno nel periodo delle azioni militari.

Poco prima della propria morte, negli anni 2002-2003 Jurij Ščekočichin fu membro della “Commissione sociale per le indagini sulle circostanze delle esplosioni di condomini nelle città di Mosca e Volgodonsk e sullo svolgimento di esercitazioni nella città di Rjazan' [5] nel settembre 1999”.

Jurij Ščekočichin morì nella notte del 3 giugno 2003 a Mosca. Secondo le conclusioni dell'esame medico giudiziario, la causa della morte fu una grave intossicazione generale, manifestatasi nella sindrome di Lyell. Nell'ottobre 2007, su insistenza della “Novaja gazeta”, la Commissione Inquirente presso la Procura della Federazione Russa (SKP [6]) riavviò le indagini sulle circostanze della morte di Ščekočichin. Il 4 aprile 2008 sulla morte di Ščekočichin fu avviato un procedimento penale per “Omicidio”. Nel settembre 2008 fu compiuta l'esumazione del corpo di Ščekočichin e ordinata un'esame per stabilire le cause della sua morte. Il 4 aprile 2009 il procedimento penale sulla morte di Ščekočichin fu bloccato per mancanza di elementi di reato.

Tuttavia il 16 settembre 2010 la SKP riavviò le indagini sul caso della morte di Jurij Ščekočichin “per via di nuovi dati messi a disposizione degli inquirenti, che richiedono la conduzione di ulteriori azioni investigative”. Durante le analisi in due laboratori sono stati trovati due farmaci (fenolo e lidocaina [7]), che non avrebbero dovuto trovarsi nell'organismo di questa persona.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "E' indispensabile un'indagine indipendernte sulle circostanze della morte di Jurij Ščekočichin", "Jurij Ščekočichin è morto, ma chi ne risponderà?", "Nel centro di Mosca è in corso una manifestazione contro gli omicidi politici", "A Mosca è in corso la manifestazione "Il giorno della sfiduci", dedicata all'anniversario delle esercitazioni dello FSB a Rjazan'".

Autore: Ekaterina Seleznëva; fonte: corrispondente del “Kavkazskij uzel”


Kavkazskij uzel”, http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/186606/


Note

[1] Città del sud della Russia.

[2] Istituzione giornalistica indipendente.

[3] “Giornale Russo”, sorta di Gazzetta Ufficiale.

[4] Džochar Musaevič Dudaev, primo leader dell'autoproclamata Cecenia indipendente.

[5] All'epoca degli attentati ai condomini di Mosca e Volgodonsk (ma si potrebbe anche citare il precedente di Bujnaksk, nel Daghestan) a Rjazan', nella Russia centrale, fu trovata e disinnescata un'autobomba presso un condominio. L'allora capo dello FSB (Federal'naja Služba Bezopasnosti“Servizio Federale di Sicurezza”, il principale servizio segreto russo) Nikolaj Platonovič Patrušev sostenne che si era trattato di un'esercitazione e che i sacchi nell'auto contenessero zucchero e non esplosivo. Il caso non fu mai chiarito e alimentò i sospetti di chi riteneva gli attentati un'operazione dei servizi segreti volta a motivare un nuovo attacco alla Cecenia.

[6] Dal russo Sledstvennaja Komissija pri Prokurature.

[7] Rispettivamente un antisettico usato anche come veleno e un anestetico.


http://matteobloggato.blogspot.com/2011/06/scekocichin-un-caso-ancora-irrisolto.html

03 giugno 2011

A proposito di Kadyrov (XX)

Il processo di Vienna è finito




Gli emissari ceceni hanno avuto lunghe pene per l'omicidio del defezionante Umar Israilov nella capitale austriaca


Il tribunale penale di Vienna ha emesso la sentenza per il caso dell'omicidio del profugo ceceno Umar Israilov. Il processo è andato avanti per più di sei mesi. Le persone che hanno organizzato e compiuto questo omicidio hanno avuto pene colossali – da 16 anni di reclusione all'ergastolo. Il processo è stato una cosa unica non solo per l'Austria, dove crimini arditi del genere non capitano spesso. Ha avuto grande significato anche per la Russia: per la prima volta nell'ambito di un'indagine giudiziaria (anche se non russa, ma comunque ufficiale) sulla Cecenia e sulla sua leadership sono state dette cose del genere. Ecco la breve storia di tutta l'inchiesta giudiziaria e anche di ciò che l'ha preceduta.

Umar Israilov, ex militante, fatto prigioniero e in seguito diventato guardia del corpo del capo della Cecenia Ramzan Kadyrov, nel 2004 fuggì dalla Russia. Giunto in Europa, si rivolse alla Corte di Strasburgo con un'istanza, in cui accusava Kadyrov della gestione di un sistema di prigioni segrete e anche di torture disumane sulle persone là detenute. Israilov descriveva dettagliatamente tutto ciò che fu fatto a lui e più tardi a lui e a suo padre in una di queste prigioni.

Dal 2006 Israilov viveva a Vienna con la famiglia. Nella primavera del 2008 giunse a Vienna il ceceno Artur Kurmakaev, questi ebbe un incontro con Umar Israilov. Come adesso appare dai materiali del caso, Kurmakaev giunse per ordine diretto di Kadyrov per convincere Israilov a ritirare l'istanza a Strasburgo e a risolvere pacificamente il conflitto con il capo della Cecenia. Kadyrov avrebbe garantito a Israilov sicurezza e lavoro, se questi fosse tornato. Kurmakaev comunicò anche al profugo ceceno che se questi si fosse intestardito, ci sarebbero state delle persone che erano “inviate per uccidere”. Israilov rifiutò la proposta e presto lo stesso Kurmakaev si rivolse alle forze dell'ordine austriache con tutta questa storia: forse sperava di ottenere lo status di profugo, forse presentiva che sarebbe stato smascherato. Fatta la dichiarazione, Kurmakaev chiese asilo politico in Austria, ma presto fu espulso per violazione della legislazione sull'immigrazione. Tornato in Russia, ritrattò le parole che adesso la polizia austriaca presenta in tribunale.

E Umar Israilov qualche mese dopo questo incontro fu ucciso in pieno giorno, all'uscita da un supermarket in un quartiere dormitorio. Cercarono di sequestrarlo, ma il sequestro fallì.

Nel corso delle indagini sull'omicidio furono arrestati tre ceceni. Otto Kaltenbrunner (nato Ruslan Ėdilov, profugo, che aveva cambiato il nome una volta ottenuta la cittadinanza), secondo gli inquirenti era legato alle autorità della Cecenia e coordinò le azioni del gruppo per il sequestro di Israilov. Altri due profughi – Muslim Dadaev e Turpal Ali Ešurkaev – compirono direttamente l'operazione per il sequestro di Israilov. Sul luogo del crimine era presente anche un altro fuoriuscito ceceno – Leča Bogatyrëv. Proprio questi, come postulano gli inquirenti, uccise Israilov a colpi d'arma da fuoco, fuggendo poi in Russia. Oggi vive apertamente in Cecenia, nonostante tutti i tentativi della Giustizia austriaca di acchiapparlo per sottoporlo a giudizio.

Non si è ottenuto niente neanche con altri russi che il tribunale penale di Vienna desiderava vedere in qualità di testimoni (il tribunale voleva vedere anche lo stesso Ramzan Kadyrov, per cui si era perfino rivolto a Čajka [1], al che la Procura russa ha risposto con il silenzio, facendo capire che non risponde a lettere stupide). Il processo inizialmente ha provocato il colossale interesse della società austriaca. Le udienze sono andate avanti in una speciale aula spaziosa, ma neanche là una mela sarebbe potuta cadere – tanta gente è giunta a vedere questo giallo. Sì, nei giornali scrivevano proprio così – “il giallo ceceno”.

Ha suscitato interesse anche la figura di Ali Israilov, padre dell'ucciso Umar. Questi ha coraggiosamente raccontato le torture subite nel lager ceceno dove finì dopo aver cercato di fuggire dalla Russia. E' giunto in volo in Norvegia, dove vive adesso, ad ogni udienza, seguendo il corso del processo in silenzio e impassibilmente – cosicché nessuno poteva immaginare cosa gli avvenisse dentro. Soffriva da ceceno, in silenzio. Certo, per l'Austria un caso del genere era una novità. In precedenza con tale enfasi giudicarono forse il maniaco Joseph Fritzl, che per 24 anni tormentò la propria figlia nel sotterraneo. I casi con un sottinteso sessuale godono dell'attenzione dell'uomo della strada. Ma anche questo perde interesse. Ma qui ci sono la guerra, prigioni sotterranee, torture, fuga, vendetta… Certo, i reporter pregustavano la comparsa nell'aula delle udienze del leggendario ceceno Ramzan Kadyrov.

Gradualmente, a dire il vero, è diventato chiaro che né Kadyrov, né la giustizia russa per intero erano intenzionati a prender parte in alcun modo alla solennità della giustizia austriaca. E l'interesse per il processo si è spento. Nei giornali sono comparse piccole note di servizio sul corso dell'ennesima udienza, ma alla vigilia dell'emissione della sentenza nei notiziari giravano trame di tutt'altre udienze giudiziarie: il meteorologo Jörg Kachelmann, spiritoso beniamino degli spettatori di lingua tedesca, è accusato di stupro con aggravanti. E la mattina dell'emissione della sentenza nei confronti degli assassini del profugo ceceno i principali giornali austriaci sono usciti con Kachelmann in prima pagina (il meteorologo, a proposito, è stato assolto).

La sala delle udienza sul caso dell'omicidio Israilov era poco affollata, anche se la stampa si è comunque raccolta.

La giuria, inizialmente costituita da 12 persone, si è prosciugata fino a nove: qualcuno si è ammalato, probabilmente in modo cronico. Altri avevano i propri rispettabili motivi. Ma anche questi nove bastavano: secondo la legge austriaca per emettere un verdetto sarebbero sufficienti anche otto giurati.

E' cominciato il dibattito: tutti i partecipanti al processo hanno rappresentato appropriatamente la loro posizione. Il procuratore, che ha esposto seccamente e pedantemente la storia del caso, ha ritenuto dimostrata la colpevolezza degli imputati e ha chiesto l'ergastolo per Kaltenbrunner e per Ešurkaev e Dadaev da dieci a venti anni di reclusione. In chiave simile è andata avanti anche l'arringa di Nadi Lorenz [2], avvocato delle vittime. Dopo di lei la parola è stata data a Rudolf Mayer, avvocato di Kaltenbrunner. L'arringa del signor Mayer è stata emotiva e artistica. Ha gesticolato disperatamente, ha gettato sul tavolo foglietti scritti. A volte ha improvvisamente abbassato la voce, passando a un sussurro furtivo, a volte, al contrario, ha gridato, indicando ai giurati il proprio assistito. Il suo discorso era semplice, non ha insistito sulle minuzie della pratica del diritto. Il senso dell'arringa di Mayer stava tutto nel fatto che non ci fu alcun crimine organizzato, perché ciò che è successo appariva sinceramente stupido. Va considerato solo il fatto che l'assassino Ešurkaev nel corso dell'“operazione” si è messo i pantaloni nei calzini bianchi. Così l'hanno filmato anche tutte le telecamere di strada e proprio questo dettaglio è stato ricordato da tutti i testimoni.

– Lavoro da tempo in tribunale, so come appaiono tale genere di crimini, – ha detto Mayer. – 17 anni fa a Vienna fu ucciso un uomo d'affari georgiano. Allora l'arma del killer era avvolta in un'ingessatura! Come se avesse avuto un braccio rotto, capite? Ma guardate questo “gruppo”. Di quale organizzazione si può parlare? Chi li ingaggerà?

L'arringa di Mayer ha avuto successo. I giudici sorridevano, i giurati ridacchiavano. Perfino le guardie sogghignavano. I giornalisti in generale si rotolavano dalle risate.

E comunque nel complesso le arringhe del procuratore e degli avvocati hanno disegnato un quadro terribile: sul territorio dell'Austria e di altri stati europei opera una struttura armata organizzata, che rappresenta gli interessi di terzi (e neanche della Federazione Russa). Questa struttura è pronta a battersi per il proprio interesse non solo a parole, ma anche a pallottole, se è necessario.

Di dire un'ultima parola Dadaev e Ešurkaev si sono rifiutati Kaltenbrunner ha detto di sperare in una decisione ragionevole dei giudici.

La decisione ha avuto luogo quando era già notte. Per annunciarla sono giunti molti ceceni, che in precedenza non si erano visti al processo. Vicino sedevano quelli che in Austria rappresentano gli interessi dell'Ičkerija [3] e quelli su cui si è consolidata la gloria dei rappresentanti plenipotenziari di Kadyrov in Austria. La decisione della giuria è stata strabiliante. A tutte le domande poste a loro e che smascheravano i criminali i giurati hanno risposto affermativamente. Otto Kaltenbrunner è stato riconosciuto colpevole dell'organizzazione di una comunità criminale, del tentativo di trasmissione di un cittadino alle autorità di un altro stato e anche di complicità in omicidio. Nel complesso ha avuto l'ergastolo.

Muslim Dadaev ha avuto una pena per gli stessi articoli, ad esclusione dell'organizzazione di una comunità criminale. Emettendo la sentenza il tribunale ha tenuto conto del fatto che Dadaev aveva anche altre condanne con la condizionale per violazioni della legge non legate a questo omicidio. Di conseguenza Dadaev è stato condannato 19 anni e 2 mesi, considerato il tempo che ha già passato in carcere. Turpal Ali Ešurkaev ha avuto 16 anni e 40 giorni di reclusione per complicità in omicidio e tentata trasmissione di un cittadino alle autorità di un altro stato.

Il giudice ha spiegato in modo stereotipato agli imputati la possibilità di fare appello contro questa decisione. La difesa, che aveva fatto non pochi sforzi per dimostrare ai giurati che davanti a loro c'erano persone insignificanti e che i veri criminali non erano giunti in tribunale, sembrava abbattuta.
– Dottor Mayer, Lei ritiene che nel caso in cui in tribunale fossero comparsi i testimoni, la cui presenza la Russia non ha garantito, ciò avrebbe influenzato la sentenza emessa oggi? – ho domandato.

– E' difficile dirlo, – ha sorriso. – Fino alla fine non sappiamo cosa influenzi la decisione dei giurati.

La parte lesa, al contrario, sembrava soddisfatto. Anche se qui – non senza riserve.

– La miglior punizione per tutti questi sarebbe la morte, – ha comunicato in seguito al pubblico Ali Israilov, padre dell'ucciso Umar. – La vendetta di sangue, com'è esistita, esiste ed esisterà in Cecenia finché ci sarà il mondo. Fosse così qui, allora questa gente ci avrebbe pensato prima di andare a compiere il loro crimine.

I traduttori non si sono messi a tradurre questo all'avvocato e ai simpatizzanti della famiglia Israilov.

Ol'ga Bobrova

02.06.2011, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2011/059/06.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Jurij Jakovlevič Čajka, Procuratore Generale della Federazione Russa.

[2] Nadia Lorenz, in realtà.

[3] Nome dato alla Cecenia dagli indipendentisti.


http://matteobloggato.blogspot.com/2011/06/il-caso-israilov-e-unimpunita-che_03.html

31 maggio 2011

A proposito di Anna Politkovskaja (X)

Arrestato in Cecenia Rustam Machmudov, sospettato dell'omicidio di Anna Politkovskaja

31 maggio 2011, 14.50

In Cecenia è stato arrestato Rustam Machmudov, che gli inquirenti ritengono esecutore materiale dell'omicidio dell'osservatrice della “Novaja gazeta” Anna Politkovskaja. Questo ha comunicato l'avvocato Murad Musaev, che difende gli interessi del fratello di Machmudov, Džabrail.

A suo dire, Rustam Machmudov è stato arrestato stamani in casa dei propri genitori.

Musaev ha salutato l'arresto di Rustam in quanto ciò, a suo parere, influenza molto fortemente l'ulteriore corso delle indagini sull'omicidio di Anna Politkovskaja. Secondo Musaev, Rustam Machmudov nei tempi più brevi sarà condotto a Mosca, riporta la radio “Ėcho Moskvy” [1].

Da parte della Commissione Inquirente e altri organi delle forze dell'ordine non sono finora giunte conferme dell'arresto del sospetto.

Come ha comunicato "Kavkazskij uzel", il 20 febbraio 2009 il giudice del tribunale militare distrettuale di Mosca sulla base del verdetto assolutorio della giuria ha riconosciuto l'ex agente del ministero degli Interni Sergej Chadžikrubanov e due dei fratelli Machmudov – Ibragim e Džabrail non colpevoli dell'omicidio di Politkovskaja. Nel maggio 2009 la Procura Generale ha fatto appello alla Corte Suprema contro il verdetto assolutorio. Il 5 agosto dello stesso anno il processo penale è ripartito. Nel settembre 2009 su istanza della Corte Suprema il tribunale militare distrettuale ha restituito i materiali agli inquirenti.

Il 20 aprile dell'anno in corso il vice-capo della Commissione Inquirente presso la Procura della Federazione Russa Vasilij Piskarëv all'incontro con il rappresentante dell'OCSE per le questioni della libertà dei mezzi di informazioni di massa Dunja Mijatović ha comunicato che coloro che sono stati riconosciuti esecutori e complici dell'omicidio Politkovskaja sfuggono ancora all'estero alla giustizia russa e che i collaboratori dell'ente prendono tutte le misure possibili per arrestare gli assassini.

Il 5 maggio è stato reso noto che le indagini sul caso dell'omicidio di Anna Politkovskaja sono state prorogate al 7 settembre 2011.

Anna Politkovskaja fu uccisa a colpi d'arma da fuoco il 7 ottobre 2006 nell'ingresso della sua casa in via Lesnaja nel centro di Mosca, dove aveva preso in affitto un appartamento. La giornalista aveva ottenuto notorietà soprattutto grazie ai suoi articoli sul tema della Cecenia e del Caucaso del Nord. L'ultima intervista nella vita di Politkovskaja, concessa quasi un'ora prima dell'omicidio al corrispondente di "Kavkazskij uzel", fu dedicata alle prospettive di carriera di Ramzan Kadyrov, allora primo ministro e adesso presidente della Cecenia.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "Putin e Kadyrov sono stati definiti "nemici della stampa libera"", "Crowfoot [2]: la nuova banca dati sulle violazioni dei diritti dei giornalisti diventerà uno strumento pratico per la loro difesa ", "In Inguscezia si è svolto un incontro in memoria di Anna Politkovskaja", "Paloviita [3]: in Finlandia leggono i lavori di Politkovskaja e Ėstemirova, perché gli viene data voce".

NoteInserisci link

[1] “Eco di Mosca”, radio relativamente libera.

[2] John Crowfoot, esperto del “Committee to Protect Journalists” (Comitato per la Difesa dei Giornalisti).

[3] Hannu Paloviita, editrice finlandese.


http://matteobloggato.blogspot.com/2011/05/arrestato-il-killer-di-anna.html

29 maggio 2011

A proposito di "Russia Unita" (II)

Tutto è nostro!




A Piter [1] “Russia Unita” ha deciso di usare “il nostro tutto” [2] – i ritratti di Puškin e Dostoevskij – per porre su di essi il proprio logo. Lo scandalo è stato sollevato dai blogger. “Russia Unita” si scusa


Per l'appunto oggi, 27 maggio, Piter compie 308 anni.

Tuttavia gli auguri di “Russia Unita” – che hanno dato scandalo poco prima della solennità – i pietroburghesi non li vedranno più. Ma anche difficilmente li dimenticheranno. Così nessuno gli aveva ancora fatto gli auguri. Per amor di pathos il partito del potere ha fatto alzare dalle tombe perfino quelli che non gli sono mai stari vicini, ma lo hanno anche del tutto odiato [3]: Aleksandr Puškin, Michail Lomonosov [4], Fëdor Dostoevskij, Vasilij Žukovskij [5], Il'ja Repin [6], Michail Vrubel' [7], Dmitrij Mendeleev, Anna Achmatova [8], Ol'ga Berggol'c [9], Aleksandr Benua [10], Vladimir Bechterev [11], Aleksandr Blok [12], Agrippina Vaganova [13], Iosif Brodskij, Dmitrij Lichačëv, Ivan Pavlov, Georgij Tovstonogov [14], Kirill Lavrov, Dmitrij Šostakovič, Viktor Coj [15] e altri – in tutto 25 indubbi geni. Di per se l'idea – che personalità scomparse da tempo, ma rimaste nella memoria dessero un'occhiata ai cittadini durante la festa – non era cattiva. Se non l'avessero immeschinita: sulle teste dei morti hanno calcato un “cappello vivo” [16]un copricapo con logo, emblema e auguri di “Russia Unita”.

Chi, dove, quando

In tutto, come hanno comunicato alla “Novaja gazeta” all'ufficio regionale di “Russia Unita”, per il Compleanno di Pietroburgo hanno stampato (preparato) 69 copie in 25 varianti di manifesti con fotografie e nomi di persone note. Gli SR [17] contestano le cifre: secondo i loro dati, non meno di 500 esemplari hanno inondato la città. Le raffigurazioni sono state poste circa una settimana fa nei quartieri centrali della città (alle fermate dei mezzi pubblici) e nel mertò (nei vagoni e nei corridoi). “Staranno appesi fino a fine maggio, – hanno promesso i membri di “Russia Unita” e hanno sottolineato a ogni angolo: queste non sono PR del partito”. Commentare è superfluo. Guardate il manifesto [18].

Tutti gli eredi di Piter delle grandi personalità del passato si sono imbattuti nei volti degli antenati in un contesto inatteso per caso nelle strade cittadine solo il 24-25 maggio. Altri li hanno visti su Internet solo ieri. L'attore Aleksej Devotčenko ha posto la foto del manifesto e il commento nel proprio blog:

Ho visto oggi nel metrò l'ennesima immagine augurale di “Russia Unita” per il Giorno della Città… Beccati questo! Pienamente secondo programma! Puškin fa gli auguri – il logo è stampato! L'accademico Lichačëv - pure! Viktor Coj – e anche qui lo stesso! Beh, a Tovstonogov Dio stesso ha ordinato di stare vicino a quel mostruoso animale [19]… C'è pure UN QUALCHE [20] limite alla sfacciataggine, al cinismo, alla cafonaggine e allo sciacallaggio intellettuale di “Russia Unita”? – chiede. – Da una parte è chiaro – la sezione di Piter di “Russia Unita” ha fatto come “volti” di chi fa gli auguri persone universalmente note e SCOMPARSE. Dice, i morti non hanno vergogna… D'altra parte (e anche questo è chiaro), NESSUNO degli attualmente sani e davvero DEGNI e INSIGNI pietroburghesi (Granin [21], Strugackij [22], Basilašvili [23], Gordin) non avrebbero mai dato il consenso all'uso delle proprie immagine a ladri e farabutti…”

Non avrebbero dati il consenso neanche i defunti – di questo hanno convinto la “Novaja gazeta” i loro amici intimi e i loro familiari:

Anastasija Šostakovič,
pronipote del compositore, pianista, direttore d'orchestra Dmitrij Šostakovič:

– Due giorni fa mi ha mandato una foto del bisnonno un'amica che vive a Piter. Ha visto un manifesto per strada e subito ha capito che la nostra famiglia non poteva essere legata ad esso, perché non avrebbe mai potuto esserci legata. Tutti conoscono i nostri umori. Non abbiamo alcuna relazione con il partito “Russia Unita”. Ho telefonato sul momento a mia nonna – Galina Dmitrievna, figlia di Šostakovič. E' rimasta sorpresa. Si è dispiaciuta. Ho sentito nella sua voce tristezza e dolore senza fine: non capiva, come ci si può difendere da queste cose?

La cosa più offensiva: negli interessi di chi Šostakovič reclamizza “Russia Unita”! E' spaventoso. E' orribile. E' un disonore per la nostra famiglia.

Se “Russia Unita” agisce negli interessi della società, ciò significa che gli interessi della mia famiglia non coincidono con gli interessi di quella società che ha bisogno di “Russia Unita”.

Hanno preso e assunto una persona nel partito dopo la sua morte. Mi pare che con questo siano stati violati molti nostri diritti. Certo, il potere può dimostrare ciò che vuole. Tranne che Šostakovič debba reclamizzarlo.

Vera Kurbatova,
pronipote dell'accademico Dmitrij Lichačëv:

Mi ha mandato un link alla foto con il manifesto del bisnonno Nastja Šostakovič (entrambe le ragazze sono collaboratrici del canale televisivo “Dožd'” nota del redattore). Io e lei siamo rimaste estremamente insoddisfatte e perplesse. Ancora non capisco: come un partito – non importa quale, uno qualsiasi, – ha potuto osare prendere i ritratti di grandi personalità e semplicemente incollare su di esse enormi copricapi con il proprio nome? Se reclamizzassero così un dentifricio o una confettura di lamponi – anche questo sarebbe anti-etico e disonesto. Non penso neanche che volessero fare il meglio e sia andata come sempre [24]. Penso che il partito “Russia Unita” non abbia il più elementare concetto di etica. L'intelligenza non gli sta neanche vicino.

Che fare con questo? La cosa più importante è non propagandare l'azione, ma ottenere che siano rimossi i manifesti. Non entreranno in nessun portone. Un processo richiede tempo. Ma non ho bisogno di soldi da loro, non ho bisogno di alcun risarcimento – semplicemente togliete il mio familiare da questi vergognosi manifesti!

Dmitrij Sergeevič difficilmente avrebbe voluto essere corona di un qualsiasi partito. Sono stupidi i discorsi che “questa non è pubblicità”, “non sono per le PR, ma perché I pietroburghesi ricordino queste persone…” Se avessero effettivamente voluto questo, avrebbero semplicemente appeso i manifesti e non gli avrebbero dato alcun copricapo. La gente li avrebbe ricordati. Qual è la differenza: ricordano il nonno e gli altri con il copricapo di “Russia Unita” o senza?

Marija Lavrova,
figlia dell'attore Kirill Lavrov:

– Papà non apparteneva al partito “Russia Unita” e io non so: lo sosterrebbe ora? Non sta a me giudicarlo. Non posso prendere una decisione. Ma non hanno chiesto il mio permesso e non lo chiedono. E io non sarei stata d'accordo. In quanto c'è un certo lavoro di propaganda per le elezioni, a quanto capisco. E usare il nome di una persona che non può dire né sì, né no – penso che sia immorale.

Jakov Gordin,
storico, pubblicista, letterato, amico del poeta Iosif Brodskij:

– Una persona che avesse anche la minima idea di Brodskij, non avrebbe mai posto il suo volto su quel manifesto. E' assurdo e scorretto. Brodskij evitava la politica in se e per se. Non poteva sopportare il potere, cosa che non nascondeva. Ma questo non si rifletteva neanche nei suoi versi – egli esisteva al di sopra di essi. Che il nome di un poeta sia usato per scopi così piattamente pragmatici suscita, a dirla delicatamente, indignazione. Evidentemente “Russia Unita”, come partito di governo, ritiene di poter disporre di tutto e di tutti.

Vsevolod Bagno,
direttore della Casa di Puškin (Istituto di Letteratura Russa dell'Accademia Russa delle Scienze):

– Ho visto la foto di Puškin sul manifesto. Ciò non mi ha dato gioia e non avrebbe potuto darmene. Puškin appartiene a tutta la Russia, non solo a quella “Unita”.

Le conseguenze giuridiche io, come filologo, non posso considerarle. Ma questa è un'evidentissima privatizzazione. Quanto sia possibile ostacolarla – non so. E' come se non foste andati allo ZAGS [25], ma aveste solo fatto una danza. Qualcosa di simile. Ma non per sempre. E' stato fatto con molta astuzia. E questa diventa già una pratica continua.

Ma non è superfluo ricordare a chi non sa o dimentica che proprio in Russia le grandi personalità hanno sempre avuto relazioni assai poco facili con il potere. Proprio in Russia e sempre poco facili.

Chi, dove, perché?

E comunque li rimuoveranno

Il 25 maggio i corrispondenti della “Novaja gazeta” hanno speso un giorno intero per trovare a Pietroburgo e fotografare gli scandalosi manifesti di auguri di “Russia Unita”. L'hanno speso invano: non ne hanno trovato neanche uno. Le raffigurazioni sono scomparse da tutti i cartelloni dove le avevano viste solo alla vigilia. Il 24 maggio i blogger sono riusciti a fotografare e a mettere in Rete i ritratti di Puškin e Lichačëv presso la stazione del metrò Moskovskaja sul viale Moskovskij [26]. Il 25 maggio nello stesso posto abbiamo ammirato la pubblicità della ditta “News Outdoor Russia” – il maggior operatore russo di pubblicità esterna e proprio quella compagnia con cui la sezione di Piter di “Russia Unita” ha siglato il contratto per la posa dei manifesti.

Il 26 maggio i membri pietroburghesi di “Russia Unita” hanno confermato ufficialmente lo smontaggio di tutti gli auguri non riusciti:

– Rimuovono i manifesti, – hanno dichiarato alla “Novaja gazeta” all'ufficio stampa della sezione regionale di “Russia Unita”. – Visto che questa campagna ha causato una risonanza pubblica così negativa, “Russia Unita” non ha ritenuto necessario perseguire la propria linea: “che stiano appesi, nonostante tutto”. Se ai pietroburghesi i manifesti non sono piaciuti, li toglieremo per non sciupare la festa alla gente. Anche se non riteniamo di aver fatto qualcosa di sbagliato o di blasfemo.

– Tutti i manifesti sono stati smontati entro il 26 maggio su richiesta del committente, – ha confermato alla “Novaja gazeta” il capo della rappresentanza della compagnia “News Outdoor Russia” a Pietroburgo Vladimir Rjabovol. – Ma “Russia Unita” ha in programma di offrire versioni rinnovate dei materiali informativi.

Quanto il partito del potere abbia pagato per l'“errore” – la preparazione degli auguri e la loro posa da parte di un costoso operatore, – all'ufficio di Piter di “Russia Unita” si sono rifiutati di dirlo. Alla filiale locale della compagnia “News Outdoor Russia” hanno suggerito alla “Novaja gazeta”: ogni manifesto che faccia mostra di se nel centro della città da 1 a 2 settimane costa al committente da 5500 a 8000 rubli [27]. La quantità di installazioni pubblicitarie prese in affitto da “Russia Unita” presso “News Outdoor Russia”, così come altri dettagli del contratto siglato tra la ditta e il partito non vengono resi noti da alcuna delle parti.

Commento

Andrej Tanner,
autore dell'idea, capo del reparto persuasione e propaganda della sezione pietroburghese di “Russia Unita”

– Non mi è neanche passato per la testa che per dire qualcosa di una persona ci fosse bisogno di chiedere il permesso a lui o ai suoi familiari. Non ritengo che sia una campagna pubblicitaria del partito “Russia Unita”. E' un appello del partito ai cittadini e un augurio a loro in forma così visiva. Facciamo gli auguri a nostro nome e parliamo a nostro nome. Ma non certo di noi. Ammetto del tutto che da qualcuno ciò sia preso come un intervento a supporto di “Russia Unita”, ma da me no. Qui è la differenza nei rapporti e nelle sensazioni. Non ho trovato alcuna persona che prenderebbe ciò per una schifosa operazione di PR di “Russia Unita”.

Infatti là Puškin e Brodskij non dicono che il partito “Russia Unita” è buono e che non hanno semplicemente fatto in tempo a entrarvi. Non si trattava del fatto che persone note stiano per “Russia Unita”. Volevamo semplicemente che i pietroburghesi vedessero ancora una volta le immagini di queste persone nel contesto in cui le abbiamo poste. Abbiamo preso persone adesso non più in vita, che stanno là, dove non gli importano i risultati delle prossime elezioni e tutto il resto che è legato ad esse non perché non possono rispondere, ma perché parlavamo di cose importanti – del destino, dell'amore, della vita.

Mi metterò assolutamente in contatto con i familiari e porgerò le mie scuse. Solo non farò di questo lo show del pentito. Mi dispiace molto che abbiano vissuto e vivano minuti spiacevoli, che – a mio parere – sono stati scorrettamente ispirati da singole persone.

Ho un dossier preparato dai nostri giuristi, secondo cui non abbiamo violato nulla. Avevamo pieno diritto di farlo.

Non posso dire il costo della preparazione e della posa dei manifesti. Non perché lo nasconda – non sono a conoscenza della questione. Non si può dire che la somma totale sia piccola, ma non la conosco. C'è un fondo di sostegno del partito “Russia Unita” che paga tutte le cose del genere.

Non ho notizia del fatto che il 24-25 maggio i manifesti siano stati rimossi. Non posso confermarlo né smentirlo.

26.05.2011, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2011/056/01.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Nome colloquiale di San Pietroburgo.

[2] Così il critico Apollon Aleksandrovič Grigor'ev definì Puškin e così si definisce tutto il bello della Russia, ciò di cui i russi si vantano e in cui si identificano.

[3] Il potere, non il partito (ma credo che l'ambiguità sia voluta).

[4] Michail Vasil'evič Lomonosov, scienziato e letterato del XVIII secolo.

[5] Vasilij Andreevič Žukovskij, poeta e scrittore del XIX secolo.

[6] Il'ja Efimovič Repin, pittore del XIX-XX secolo.

[7] Michail Aleksandrovič Vrubel', pittore del XIX-XX secolo.

[8] Anna Andreevna Achmatova (pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko), poetessa, a suo dire “poeta”, del XX secolo.

[9] Ol'ga Fëdorovna Berggol'c, poetessa e scrittrice del XX secolo.

[10] Aleksandr Nikolaevič Benua, pittore, scrittore e regista teatrale del XIX-XX secolo.

[11] Vladimir Michajlovič Bechterev, neurologo e psichiatra del XIX-XX secolo.

[12] Aleksandr Aleksandrovič Blok, poeta del XX secolo.

[13] Agrippina Jakovlevna Vaganova, danzatrice del XX secolo.

[14] Georgij Aleksandrovič Tovstonogov, regista teatrale del XX secolo.

[15] Viktor Robertovič Coj, poeta e musicista rock del XX secolo.

[16] Il cappello vivo è l'eroe di un racconto per bambini dello scrittore sovietico Nikolaj Nikolaevič Nosov.

[17] Membri di Spravedlivaja Rossija (Russia Giusta), partito populista di dubbia opposizione. Forse la definizione è ironica, storicamente SR stava per “Socialista Rivoluzionario”.

[18] Cliccando sul sito indicato a fine articolo si può vedere l'articolo originale con il manifesto.

[19] L'orso stilizzato del simbolo di “Russia Unita”.

[20] Qui e altrove i rilievi grafici sono quelli dell'originale.

[21] Daniil Aleksandrovič Granin (vero nome Daniil Aleksandrovič German), sorta di “patriarca” degli scrittori russi.

[22] Arkadij Natanovič o Boris Natanovič Strugackij? I due sono fratelli e scrivono spesso insieme.

[23] Oleg Valerianovič Basilašvili, attore di cinema e teatro.

[24] “Volevamo fare il meglio, ma è andata come sempre” fu il commento dell'allora primo ministro Viktor Stepanovič Černomyrdin a una fallimentare riforma economica. La frase è divenuta proverbiale.

[25] Zapis' Aktov Graždanskogo Sostojanija (Registro degli Atti di Stato Civile).

[26] Moskovskaja e Moskovskij stanno per “moscovita”

[27] Da 140 a 200 euro circa.


http://matteobloggato.blogspot.com/2011/05/russia-unita-si-appropria-anche-del.html