08 aprile 2010

A proposito di enciclopedie

Il materiale sulla Cecenia nella “Grande Enciclopedia Russa” è stato riconosciuto estremistico


Ingushetia.org, 06.04.2010 16:30

Il tribunale del quartiere Zavodskoj di Groznyj ha riconosciuto estremistico il materiale informativo “Repubblica Cecena” nel 58° volume della “Grande Enciclopedia Russa” dell'editore TERRA e ha decretato il sequestro del detto volume. La sentenza del tribunale sarà inviata al ministero della Giustizia della Federazione Russa per l'inclusione di questo volume nell'elenco federale dei materiali estremistici, ha comunicato la ITAR-TASS presso l'ufficio stampa dell'incaricato per i diritti umani nella Repubblica Cecena Nurdi Nuchažiev.

L'istanza giudiziale nei confronti dell'editore fu sporta dall'ombudsman insieme alla Procura della Repubblica. A loro parere, il materiale della Grande Enciclopedia Russa “deforma la storia della Cecenia e ha carattere calunnioso”.

Questo articolo accusa di gravi crimini un intero popolo, – ha dichiarato Nuchažiev ai microfoni di “Ècho Moskvy” [1].

Il tribunale del quartiere Zavodskoj di Groznyj ha preso la decisione di sequestrare il 58° volume della Grande Enciclopedia della Russia. Questo ha comunicato in diretta alla stazione radio “Ècho Moskvy” l'incaricato per i diritti umani nella Repubblica Cecena Nurdi Nuchažiev, la cui istanza è divenuta la base per emettere tale sentenza. Secondo N. Nuchažiev, l'articolo sulla Repubblica Cecena nella Grande Enciclopedia Russa viola la presunzione d'innocenza, accusando un intero popolo di gravi crimini. “Queste persone si permettono di esprimere una posizione evidentemente disumana. Ciò è rivoltante, non è possibile leggerlo senza reagire emotivamente. Dall'inizio alla fine è intriso dell'idea che i ceceni siano banditi a livello genetico e che il popolo si sia sempre occupato di banditismo, ha trucidato intere famiglie di cosacchi, di russi”, – ha chiarito. A suo dire, tale pubblicazione “mina l'organizzazione federale”. N. Nuchažiev ha fatto notare che prepara anche del materiale per la commissione inquirente per la verifica del libro dello storico Igor' Pychalov “Perché Stalin ha esiliato dei popoli?”



Secondo l'avvocato Murad Musaev, l'articolo è composto di miti e calunnie all'indirizzo del popolo ceceno. Lo storico Andrej Zubov fa notare che in un'enciclopedia non devono esserci valutazioni etico-morali. Inoltre qualsiasi articolo enciclopedico deve presentare le opinioni di entrambe le parti in causa. L'articolo dal titolo “Repubblica Cecena” nella Grande Enciclopedia anche in precedenza aveva suscitato confusione e perplessità tra gli studiosi. A gennaio i collaboratori dell'Istituto di Orientalistica dell'Accademia Russa delle Scienze pubblicarono una propria conclusione sull'inammissibilità di tali valutazioni e formulazioni. (...) C'è una grande quantità di imprecisioni sui fatti, di deformazioni e di falsificazioni intenzionali. Ecco cosa, essenzialmente, rappresenta l'articolo sulla Cecenia e i ceceni della Grande Enciclopedia, suppongono all'Istituto di Orientalistica dell'Accademia Russa delle Scienze. Con gravi errori inizia la sezione che contiene informazioni sull'insediamento degli abitanti della repubblica, si fa notare nella conclusione a firma del direttore dell'Istituto V. Naumkin e di tre esperti scientifici. Elencando tutte le imprecisioni commesse, questi indicano che l'articolo contiene fatti ignoti alla scienza storica, peraltro inventati da pseudostorici e inseriti in Internet. Inoltre nell'articolo si forma funzionalmente, con premeditazione l'immagine del ceceno come brigante e bandito, indicano gli studiosi. E riportano una premeditazione: “numerosi tejp [2] esistevano autonomamente occupandosi, di regola, di brigantaggio nei confronti dei popoli vicini”. Se si crede all'“Enciclopedia”, i ceceni hanno combattuto per tutto il tempo – o tra loro o con i vicini o con la Russia. E ovunque, per molte volte si ripete il pensiero che i ceceni sono atavici e antichi nemici della Russia, con cui non si può costruire una vita pacifica. Per confermare questo suo pensiero l'autore dell'articolo, scrivono gli esperti, è pronto a ricorrere alla diretta falsificazione e deformazione dei fatti. Di attenzione particolare era degno il tema della guerra nel Caucaso nel periodo della guerra civili e nell'epoca sovietica. Qui la Cecenia viene chiamata, cito: “centro del movimento antirusso”. In questo spirito provocatorio si descrive la storia dei ceceni negli anni della Grande Guerra Patriottica [3]. L'autore ripete abusate congetture sul fatto che questi avrebbero preparato un regalo per Hitler – cito di nuovo – “un cavallo bianco con la sella d'oro zecchino”. Questo disgustoso mito puzza già da tempo di naftalina, dicono confusi gli studiosi, ma si è rivelato inaspettatamente richiesto per la sua vicinanza ideologica alle opinioni dell'autore. Mostrando i ceceni come briganti e banditi, questi aspira evidentemente a predisporre contro di loro la pubblica opinione russa, suppongono gli esperti. Evidentemente proprio a questo scopo parla di, cito: “inauditamente crudeli omicidi di russi in Cecenia, che non cessarono fino all'inizio del 20° secolo”. In particolare è toccato agli anni '90: oltre al commercio di esseri umani, “molti ceceni fuori dai confini della repubblica”, secondo l'autore dell'articolo dell'Enciclopedia, si occuparono di narcotraffico, racket, rapine, frodi in ambito bancario e omicidi su commissione. Pare, fanno notare gli esperti, che l'autore abbia raccolto tutta la lista dei reati della cronaca nera. Gli studiosi invitano a fare attenzione anche al lessico utilizzato nel materiale, lessico che non si può utilizzare in alcun modo per descrivere avvenimenti di un passato lontano. Così la Grande Enciclopedia chiama i partecipanti alle insurrezioni fanatici islamisti e le azioni degli insorti massacri antirussi e inoltre si menziona, per esempio, il “rafforzamento del gruppo militare russo del Caucaso”. Tutto questo è inaccettabile e provoca giustamente confusione nelle persone oneste, per non parlare dei ceceni, riconoscono gli studiosi. E l'insistente ripetizione del tema degli omicidi di russi da parte dei ceceni contiene, a loro parere, indizi di istigazione all'inimicizia su base etnica. Inoltre questi osservano qui un altro elemento di reato: calunnia e offesa dell'onore e della dignità di un intero popolo. Sottolineando la non professionalità e l'impreparazione degli autori, gli studiosi avvertono che anche altri articoli della Grande Enciclopedia dell'editore “Terra” possono, cito: “celare in se sorprese nascoste”. A questo riguardo gli esperti propongono di porre sulla copertina dell'opera la scritta “Il ministero dell'Istruzione e della Scienza avverte…”

Il direttore responsabile dell'opera scientifica “Grande Enciclopedia Russa” pubblicata dall'editore “Terra” Sergej Kravec ha dichiarato che la Grande Enciclopedia Russa non ha a che fare con la sentenza del tribunale di Groznyj. L'editore “Terra” non avrebbe ricevuto alcun materiale del procedimento giuridico. Come ha dichiarato al giornale “Gazeta” l'avvocato di “Terra” Vitalij Abdurachmanov, questi sono intenzionati ad appellarsi contro la sentenza del tribunale ceceno, tuttavia l'editore non ha ricevuto la sentenza del tribunale e neanche notizia del processo. Di conseguenza i rappresentanti di “Terra” non erano presenti al processo.

http://www.ingushetia.org/news/21846.html

[1] “Eco di Mosca”, radio moscovita relativamente indipendente.

[2] Clan ceceni.

[3] La guerra dell'URSS con la Germania nazista.



http://matteobloggato.blogspot.com/2010/04/se-anche-la-grande-enciclpedia-russa-si.html

06 aprile 2010

A proposito di attentati

Scambio di saluti

Patrušev compete con i terroristi nell'arte della propaganda


Il canale televisivo “Pervyj kavkazskij” [1] ha trasmesso la dichiarazione del capo dell'Emirato del Caucaso Doku Umarov. Qui un uomo, che si è qualificato come Umarov, ha dichiarato “che la colpa delle esplosioni di Mosca è dello FSB [2]”.
Il giorno seguente il vero Doku Umarov ha smentito il filmato e ha dichiarato che a Mosca si è verificato un'“azione di rivalsa” per la morte dei civili raccoglitori di aglio, morti durante un'operazione speciale presso Aršty [3].
Questa storia caratterizza come meglio non si potrebbe il casino che regna nell'Emirato del Caucaso e le davvero concrete particolarità psicologiche dei fanatici islamisti. Questi, al solito, si ritengono sinceramente eroi senza paura e vittime innocenti allo stesso tempo. L'islamista medio sa bene che: а) uccidere gli americani è permesso; b) Bin Laden non l'ha fatto, ma si sono fatti esplodere da soli e c) i “magnifici diciannove” (che hanno fatto esplodere gli aerei) sono andati in paradiso.
In breve, dare una notizia del genere senza commenti è, ad essere gentili, scorretto.
La risposta non si è fatta attendere: in un'intervista al “Kommersant''” [4] il capo del Consiglio di Sicurezza Nikolaj Patrušev ha comunicato che i georgiani potrebbero essere complici dell'attentato al metrò di Mosca.
“C'è la Georgia e il leader di questo stato Saakashvili, il cui comportamento è imprevedibile. Purtroppo una serie di paesi gli da aiuto… Una volta ha già scatenato una guerra e non è escluso che la scateni di nuovo. Avevamo informazioni sul fatto che singoli agenti dei servizi segreti georgiani tengono contatti con le organizzazioni terroristiche del Caucaso del Nord. Dobbiamo verificare anche questa versione, che riguarda pure gli atti terroristici di Mosca”.
La dichiarazione di Nikolaj Patrušev caratterizza come meglio non si potrebbe il casino che regna nelle teste del Cremlino e alcune particolarità psicologiche non più degli islamisti combattenti, ma dei funzionari del Cremlino.
Prima di tutto sorge la domanda: chi è il suo destinatario? E' evidente che sono gli USA: ecco, dice, voi “date aiuto alla Georgia” e questi aiutano i terroristi. Il problema sta nel fatto che le corrispondenti istituzioni georgiane e americane hanno un'interazione ben concordata.
Ed ecco che il potere russo, che inizialmente, nella persona del generale Nogovicyn, spiega che gli USA stavano dietro la guerra con la Georgia e come prova mostra il passaporto del cittadino americano Michael Lee White, che insegna pacificamente inglese in Cina, trovato a Tskhinvali (il passaporto era stato rubato a White qualche anno fa alla partenza da Mosca e in tal modo la sua presenza a Tskhinvali è effettivamente risultato di un'operazione speciale, solo non americana).
E poi questo stesso potere dice agli americani, a proposito dei loro alleati georgiani (di cui sanno ben più di Patrušev), che questi appoggiano i militanti caucasici. Molto bene. Ora gli americani si metteranno a piangere.
I servizi segreti russi non intervengono per la prima volta con simili dichiarazioni. Nell'ottobre dello scorso anno il capo dello FSB Aleksandr Bortnikov dichiarò che i servizi segreti georgiani avevano trasferito nel Caucaso dei terroristi di al-Qā'ida. Nel dicembre dello scorso anno lo UFSB [5] del Daghestan dichiarò che sul territorio della Georgia un gruppo terroristico porta avanti la preparazione per essere trasferito nel Daghestan. Nel gennaio di quest'anno l'adesso rimosso, ma allora onnipotente vice-capo del ministero degli Interni Arkadij Edelev comunicò che nelle basi militari in Georgia si preparano terroristi per compiere attentati nel Caucaso del Nord.
E quando nel gennaio di quest'anno a Chasavjurt [6] è stato eliminato il militante Umalat Magomedov, i servizi segreti hanno annunciato di aver trovato presso di lui un “registro di cassa”, secondo cui i contributi ai militanti giungevano dalla Georgia.
Do la caccia a questo registro di cassa da molto tempo e vi do la mia parola che se mi capiterà tra le mani, lo pubblicherò senza alcun taglio e so con precisione perché i servizi segreti non sono riusciti a pubblicare una prova così terribile della complicità dei servizi segreti georgiani negli atti terroristici. Il fatto è che il più grosso contributo – 500000 euro – in questo registro è indicato come proveniente da un grosso funzionario daghestano che non ha alcun problema con l'attuale potere e che in anni di attività economica ha accumulato abbastanza per farsi un aereo di proprietà. Altre “quote” provengono dal mondo degli affari daghestano sottoposto a imposte, fra cui compagnie di cui ho già scritto sulla “Novaja gazeta”. Tutto questo assorbe metà dei contributi, altri 30-35000 sono soldi di funzionari che “si fanno ordini” a vicenda e il resto compete effettivamente ai “fratelli dall'estero” (Azerbaijan, Arabia Saudita e Georgia). Più probabilmente si tratta di Ceceni-Kist [7] di Pankisi [8], che grazie alla dura sorveglianza dei servizi segreti georgiani non possono neanche muovere un dito. Ma possono mandare degli spiccioli dall'estero.
Anche la dichiarazione di Bortnikov, a quanto so, ha un fondamento. E dunque – dopo la guerra russo-georgiana alcuni rappresentanti della diaspora cecena all'estero, desiderosi di schierarsi per la jihad, giunsero in Georgia per sondare prudentemente il terreno, ne furono scacciati, si trasferirono in Azerbaijan, da dove cercarono di penetrare in Russia e furono uccisi. Cioè come nella barzelletta: “Per prima cosa, non a préférence [9], ma ad očko [10], e non ho vinto, ma ho perso”.
Considerando che gli americani sanno molto meglio dello FSB cosa si fa davvero in Georgia, dichiarazioni del genere ci convinceranno difficilmente che Saakashvili sia in contatto con al-Qā'ida. E' più probabile che convincano gli USA che il Consiglio di Sicurezza e lo FSB invece del lavoro investigativo si occupano di propaganda.

P.S. Quando avevo già terminato questa colonna, ha telefonato il “Pervyj kavkazskij”: “Non potreste commentare la dichiarazione di Doku Umarov, che si è preso la responsabilità delle esplosioni a Mosca? Cosa ne pensate, è un agente dello FSB?”.

Stimati georgiani! Per favore, non imitate Patrušev!


Julija Latynina, osservatrice della "Novaja gazeta"

02.04.2010, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2010/034/02.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] “Primo [canale] caucasico”.
[2] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), l'erede del KGB.
[3] Villaggio inguscio non lontano dal confine con la Cecenia.
[4] “Commerciante”, giornale economico.
[5] Upravlenie Federal'noj Služby Bezopasnosti (Direzione del Servizio Federale di Sicurezza).
[6] Villaggio del Daghestan centro-occidentale.
[7] I Kist sono un popolo caucasico del ceppo dei Vainachi (come Ceceni e Ingusci).
[8] Località della Georgia nord-orientale, ai confini con la Cecenia.
[9] Sorta di bridge.
[10] Sorta di Black Jack.

http://matteobloggato.blogspot.com/2010/04/umarov-patrusev-e-bortnikov-sugli.html

01 aprile 2010

A proposito della Lubjanka

Due Lubjanki [1]



29.03.2010



Vivono bene. Da loro è tutto in ordine. Sanno che a loro non succederà mai nulla. Vanno su macchine con le sirene, schiacciano le persone e non scendono mai nel metrò. Fanno estorsioni e si portano via le attività economiche. Fanno i raider. Creano raggruppamenti. Si azzuffano per il potere e per la grana. Ingrassano, costruiscono palazzi e non conoscono problemi. Non verranno mai fatti saltare in aria.

Sono gli abitanti della Lubjanka superiore. Che è al di sopra anche della piramide feudale.

E ci sono gli altri. Li si possono far saltare in aria nel metrò, schiacciare con le Mercedes di servizio, picchiare alle manifestazioni, coinvolgere in attività illecite, si può portargli via le attività economiche e le proprietà, far sparire dalla faccia della terra, imprigionare a destra e a sinistra, circondarli con i BTR [2] e i Tigr [3] con i mitra sfoderati…

Questi siamo tutti noi, i rimanenti. Gli abitanti della Lubjanka inferiore. Cacciati nei passaggi e nel basso della piramide.

La disgregazione dello stato non ci sarà, perché da noi non c'è alcuno stato. Si è già frantumato. Non c'è ministero degli Interni, FSB [4], Procura Generale, Duma di Stato e neanche burocrazia. Ma ci sono gruppi di persone – neanche comunità, perché ogni sbirro fa per sé – anche gli sbirri che lottano gli uni con gli altri per il potere e per la grana, si occupano della soluzione di tutti i loro problemi personali e di tutto ciò che gli fa comodo, solo non di garantire la sicurezza.

Ciò che mi ha colpito il giorno dell'atto terroristico nel metrò è stata l'assenza della polizia. Se c'era stata un'esplosione e dopo di essa una seconda era logico supporre la probabilità di una terza? Di una quarta? Di una quinta? Era logico riempire il metrò di cinofili con i cani, installare metal detector, perquisire tutti all'entrata e all'uscita – la gente avrebbe capito, ne sono convinto, – indirizzare gruppi di psicologi a tenere sotto controllo gli anormali, alla fin fine semplicemente fermare il metrò.

Qualche cavolo di cosa.

Non c'è stato nien-te.

Di tutte le misure antiterroristiche c'è stato solo l'annuncio via radio della chiusura della linea di Sokol'niki [5]. E tre sbirri a ridere sguaiatamente in mezzo alla stazione, raccontando storielle. E' tutto.

La poltrona di generale dello FSB è un biglietto per il pianeta Tranai [6]. Un lasciapassare per una vita paradisiaca. Ma non certo l'obbligo di preoccuparsi di qualche mandria che si trova sotto i piedi. La ricerca di terroristi, la prevenzione delle esplosioni, la garanzia della sicurezza, il salvataggio delle persone colpite – tutto questo è un inutile, increscioso aggravio del dovere.

Si riuniscono al tavolo, scuotono le ganasce, fanno importanti dichiarazioni, parlano di šachidki [7] e di rafforzamento delle misure di sicurezza e vanno avanti a grattare la grana.

Non cambia niente. Perché vivono in un altro mondo. In un'altra Lubjanka. Quella superiore. E di quella inferiore se ne fregano.

Siamo noi che pensiamo di pagargli lo stipendio [8]. Ma questi sanno che non è così.

Cioè ci faranno saltare in aria anche in seguito.

Arkadij Babčenko
corrispondente speciale della "Novaja gazeta"

31.03.2010, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2010/033/25.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Preferisco usare il plurale russo.

[2] BroneTankovyj Rezerv (Riserva dei Carri Corazzati), tipo di blindato

[3] Fuoristrada militare.

[4] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio di Sicurezza Federale), il principale servizio segreto russo.

[5] Parco di Mosca, che da il nome anche alla linea del metrò che lo raggiunge e su cui si trovano le stazioni colpite.

[6] Pianeta dalla vita paradisiaca di cui si parla in un romanzo di Robert Sheckley.

[7] Forma femminile di šachidy (dall'arabo shahid, “martire”, cioè kamikaze).

[8] Cioè che siano al nostro servizio.



http://matteobloggato.blogspot.com/2010/04/il-terrorismo-mosca-e-la-lubjanka.html

30 marzo 2010

A proposito di Putin (XV)

Dove sono andati i soldi della JuKOS?



Questi hanno nutrito la burocrazia sotto l'aspetto di una riforma della ŽKCh [1] e sono già finiti. Adesso la riforma continua a spese della popolazione


Esattamente un anno fa nella seduta del presidium del governo il primo ministro Vladimir Putin dichiarò l'intenzione di “liquidare completamente l'inservibile fondo per le abitazioni” entro il 2012. In autunno al congresso di “Russia Unita” [2] il leader nazionale ricordò il compito di “tirar fuori la gente dalle catapecchie” e promise che per la metà del presente anno si sarebbero trasferite in nuovi appartamenti 150000 persone. Quante fossero in tutto nel paese le case pericolose per la vita si programmava di chiarirlo nell'ambito dell'inventario delle abitazioni inagibili. Per il trasferimento degli “abitanti di case inagibili” in due anni sono già stati spesi più di 50 miliardi di rubli [3] del Fondo per il sostegno alla riforma della ŽKCh, a cui furono trasmessi i soldi della vendita delle attività della JuKOS Altri 112 miliardi [4] furono messi in conto per le grandi ristrutturazioni delle case. Nel buco, come chiamano il ramo dei servizi per le abitazioni, si è trovato un fondo d'oro. Diciotto regioni hanno già reso conto dell'acquisizione precoce del finanziamento e hanno espresso il desiderio di ricevere dei bonus. Ma in case in sfacelo abitano come prima persone che hanno visto il progetto abitativo nazionale solo in televisione.

Che trovino dove alloggiare

Per entrare nella casa dove vive Marina Aleksachina bisogna essere persone coraggiose. Da una baracca a due piani hanno letteralmente tagliato una fetta. Nel punto del taglio dal muro pendono pezzi di travi di legno, negli squarci nereggia un ripieno di segatura. L'uscita per il secondo piano si trova nell'ingresso di Marina. Perché non ci siano spifferi, in questo posto hanno messo un armadio. Non aiuta: d'inverno il muro di tegole ha fatto passare il gelo, sulla carta da parati si è formata la brina. “Come abbiamo vissuto? Abbiamo messo un giubbotto al bambino, abbiamo messo due stufette nella stanza, una terza nel corridoio. E ne avremmo piazzata una quarta, ma il cavo fa scintille”, – del modo di passare l'inverno Marina racconta in modo sorprendentemente tranquillo. Suo figlio ha undici mesi.

Marina nel 2002 aveva comprato una stanza in via Železnodorožnaja 82. Una casa di due secoli fa, cucina comune, bagno al primo piano, ma peraltro un vano di proprietà.

Nell'autunno 2008 comparve un cantiere nel cortile. Risultò che si preparava la demolizione della casa dello studente dell'università statale di Saratov [5]. Dal punto di vista dell'uomo della strada la casa dello studente e il condominio rappresentavano due parti di un edificio. Ma ufficialmente avevano diversi indirizzi, status e proprietari. La casa dello studente era stata riconosciuta inagibile già negli anni '70.

Marina si interessò presso l'università statale di Saratov se non intendessero sfrattarla – in effetti una baracca vecchia di 130 anni poteva non sopportare la perdita della seconda metà. A suo dire la dirigenza rispose che di sfratto si sarebbe potuto parlare se l'appartamento fosse crollato. Marina corse a presentare istanze – all'amministrazione provinciale e cittadina, al ministero regionale della ŽKCh, alla procura. L'istituzione per le ispezioni reagì – mandò un collaboratore, che controllò... la legalità della demolizione.

Oggi l'alto edificio della nuova casa dello studente (più precisamente, il complesso abitativo istituzionale) dell'università statale di Saratov è quasi pronto. Finestrelle di plastica, inferriate forgiate al terrazzino d'ingresso. Sul nuovo edificio lo striscione ““Russia Unita” agli studenti!” A dicembre sono giunti qui il segretario generale di “Russia Unita” Volodin e anche il ministro della Pubblica Istruzione Fursenko e il vice-procuratore generale Zabarčuk. L'oggetto già nel 2007 fu incluso nella “Lista delle costruzioni e degli oggetti per le necessità statali federali finanziate da grandi investimenti statali” e fu espresso l'atteso costo del lavoro – 150 milioni di rubli [6].

Ancora nel 2008 Marina fece svolgere a sue spese una perizia tecnica sull'appartamento. Gli specialisti chiarirono in particolare che le fessure nei muri raggiungono i tre centimetri. La commissione inter-istituzionale per la valutazione degli spazi abitativi che opera nell'amministrazione cittadina rifletté per quasi un anno. Nel 2009 concluse: lo spazio non è abitabile. L'atto con la decisione scritta non fu dato ad Aleksachina – spiegarono che l'addetto era scomparso con tutti i documenti ed era stato dichiarato ricercato. Marina raccolse di nuovo le carte (la perizia costa 3000 rubli [7] più 10000 [8] per il consulto di un avvocato). A settembre la commissione riconobbe di nuovo inabitabile l'appartamento, ma non fornì di nuovo la decisione scritta. Marina si appellò in giudizio. Il processo durò otto mesi.

In questo tempo Aleksachina si rivolse all'istanza principale di tutti gli umiliati e oppressi – scrisse al presidente. La lamentela fu rinviata al governo regionale, che rese conto che “il disegno di disposizione del capo dell'amministrazione di Saratov è in fase di approvazione”. A marzo durante un'udienza del processo porsero a Marina questo stesso disegno. Il documento prescriveva alla proprietaria di trasferirsi per proprio conto dove la portavano le gambe [9] entro tre mesi e all'amministrazione del quartiere Kirovskij di Saratov di non permettere di abitare di nuovo lo spazio inagibile.

La “Novaja gazeta” ha cercato di venire a sapere cosa pensino di questa storia le alte cariche. Il prorettore dell'università statale di Saratov con delega per le grandi costruzioni Natal'ja Lucenko ha fatto sapere attraverso il segretario che potrà comunicare con la stampa solo per iscritto. Il capo della sezione abitativa dell'amministrazione del quartiere Kirovskij non si è riusciti a trovarlo per tre giorni. Nell'ufficio del sindaco di Saratov hanno dichiarato che il disegno di disposizione per gettare sulla strada la donna con il bambino è un errore di un funzionario di quartiere. Come ha chiarito il facente funzione di presidente del comitato cittadino per i rapporti con il pubblico Aleksej Kaljamin, la cittadina è proprietaria dell'appartamento, i suoi problemi sono assolutamente estranei [10] alla municipalità: “Se il suo vicino, facendo una ristrutturazione, vi rompesse un muro, non correreste all'amministrazione, ma chiarireste in tribunale chi è colpevole?” Se il vicino risulta essere il progetto sociale di “Russia Unita”, la domanda diventa retorica: certo, i colpevoli sono gli inquilini. Si trovino dove alloggiare.

Il progetto nazionale è passato accanto

Marina a volte riesce a guardare la televisione: agli spettatori raccontano dei successi nella sfera delle abitazioni accessibili. Per esempio, la regione di Saratov si ritiene leader dei programmi delle grandi ristrutturazioni e dei trasferimenti da case inagibili, condotti dal Fondo per il sostegno alla riforma della ŽKCh. Questa struttura è stata organizzata per iniziativa di Vladimir Putin nel 2007. Alla corporazione statale furono trasmessi 240 miliardi di rubli [11] incassati dalla vendita delle attività della JuKOS “Se una volta questi soldi sono stati rubati al popolo, bisogna restituirli direttamente al popolo stesso, a persone concrete, che si trovano nelle più difficili condizioni di vita...” – dichiarò Putin.

In due anni il Fondo della ŽKCh ha inviato nelle regioni oltre 166 miliardi di rubli [12], insieme al finanziamento dei bilanci locali la somma ha superato i 224 miliardi [13]. All'uomo della strada può sembrare che, ottenuta una somma pari al valore della JuKOS, il ramo dei servizi delle abitazioni dovesse cominciare a vivere non peggio della JuKOS Ma nessuno aveva promesso che si sarebbe riusciti a garantire condizioni di vita normali a tutti. Secondo i calcoli della corporazione statale, i soldi sarebbero bastati per le grandi ristrutturazioni di solo il 12 percento delle case, che richiedevano ricostruzione e per il trasferimento del 30 percento degli abitanti di catapecchie.

Nel programma di trasferimento con i mezzi finanziari del fondo della ŽKCh si possono includere solo case riconosciute inagibili prima del 1 gennaio 2007 (in questa data in Russia si avevano 11,7 milioni di metri quadrati di abitazioni inagibili). Prima dell'inizio del finanziamento di febbraio il trasferimento degli “abitanti di case inagibili” era un problema dei bilanci locali e alle case in sfacelo si riconosceva tale status molto malvolentieri. La casa dove vive Marina Aleksachina non rientra nel progetto nazionale.

Una pioggia d'oro

Nella casa al n. 25 di via Mira il progetto nazionale c'è stato. Adesso Galina Agibalova, inquilina di un appartamento al quinto piano, dorme sotto una tela cerata.

Del fatto che la casa rientrava nel programma di una grande ristrutturazione, Galina Ivanovna venne a saperlo da una fattura: in essa si trovava una nuova voce per 220 rubli [14] al mese. A suo dire, gli operai sul tetto comparvero nell'autunno 2008 e il 19 febbraio di quest'anno, appena iniziato il disgelo, sulla carta da parati del soffitto si è formata un'enorme bolla. Gli inquilini hanno bucato la carta e hanno raccolto quattro secchi d'acqua. Si allagarono entrambe le stanze, la cucina, l'ingresso, il bagno. E' toccato coprire i pavimenti e i mobili dell'appartamento, in particolare il lettino della nipotina di Galina Ivanovna con capanni di tela cerata.

Saliti in soffitta, gli inquilini trovarono strati di metri di ghiaccio e buchi nel nuovo tetto della grandezza di un pugno. Galina Ivanova presentò tutte le istanze per il proprio tetto. L'unica cosa che le consigliarono i funzionari fu di rivolgersi al tribunale. Agibalova scosse le mani: dove prendere quei soldi? La perizia tecnica sul danno causato all'appartamento costa 5000 rubli [15], l'assicurazione statale 800 rubli [16]. Galina Ivanovna, pensionata, invalida del secondo gruppo [17], è costretta a lavori extra per nutrire la figlia con la bambina. La spesa condominiale è cresciuta quest'anno da 1500 [18] a 3500 rubli [19].

La casa di Agibalova viene rammentata nel sito “ReformaŽKCh.Ru”: “Per la grande ristrutturazione del tetto furono messi in conto 636700 rubli [20], l'atto di messa in esercizio fu siglato nel dicembre 2008”.

La ravvivata corrispondenza sul sito è condotta dal pensionato di Saratov Jurij Alekseevič Gus'kov, inquilino di una casa nel viale Kirov. Secondo Jurij Alekseevič, gli inquilini hanno richiesto per più di un anno che la TSŽ [21] si includesse nella grande ristrutturazione promessa dalla televisione. La facciata della casa si è crepata circa quindici anni fa – ora nel buco si può mettere una mano. Nell'estate dello scorso anno per la ricostruzione furono stanziati 2 milioni di rubli [22] (1,7 milioni [23] furono dati dal fondo, 115000 [24] dal bilancio regionale, 100000 [25] furono pagati dagli inquilini). La crepa, che ha diviso la casa in due piccole metà, non è rientrata nel conto dei lavori.

Gli inquilini non presero parte alla scelta dell'appaltatore. Secondo alcune voci, la ditta con cui secondo i risultati di un concorso aperto era stato stipulato il contratto, era affiliata ai rappresentanti della TSŽ e scomparve dopo la conclusione dei lavori. I muratori coprirono il tetto (due volte, poiché dopo la prima volta questo gocciolò subito) e sostituirono i tubi dell'acqua (nell'appartamento di Gus'kov la canalizzazione fu rifatta tre volte). A gennaio le acque di scarico allagarono lo scantinato.

Com'è detto nel sito “ReformaŽKCh.Ru”, il 1 dicembre l'assemblea generale degli inquilini ha confermato l'atto di messa in esercizio. Ma Jurij Alekseevič è convinto di non aver firmato nulla e la TSŽ non risponde alla richiesta di mostrare i documenti. I controllori civili delle istanze hanno reindirizzato gli inquilini alla polizia. La OBÈP [26] ha rifiutato due volte di avviare un procedimento penale.

Le vecchie cose ben dimenticate

Rivka Bernardovna Bejzman vive in una casa di Lagutenko in via Lampovaja. L'ingegnere sovietico Vitalij Lagutenko (nonno del leader del gruppo “Mumij Troll'” [27]) viene chiamato lo Henry Ford russo della costruzione di case – questi ha elaborato il primo progetto delle tipiche case a pannelli, basato sulla costruzione di massa con l'uso di tecnologia industriale. Negli anni '50 si chiarì che erigere “stalinki” neoclassiche, simboleggianti la vittoria dell'edilizia sovietica, costava troppo caro. Le case a cinque piani di Lagutenko si adattavano idealmente alla nuova linea del partito: stanze passabili, soffitti bassi, cucine da quattro metri quadrati, non c'erano balconi e neanche soffitte. Anche le “lagutenki” erano un progetto nazionale: con il loro aiuto si suppose di trasferire gli abitanti di baracche e kommunalki [28]. Le case a cinque piani erano programmate per 20 anni di sfruttamento: poi, come si supponeva, sarebbe giunto il comunismo.

…Nell'ingresso non ci sono porte né finestre, la scala bassa è crollata, al suo posto c'è una scaletta di legno. Si sale lentamente: in primo luogo i gradini sono coperti di ghiaccio, in secondo luogo ghiaccioli così pittoreschi li vedi di rado – soprattutto dentro un condominio. In senso contrario scendono uomini con vestiti pesanti. “Fotografate le nostre stalattiti?” – sorridono con orgoglio. Si presentano come dipendenti dell'amministrazione (in conseguenza della riforma delle amministrazioni al posto dei ŽÈK si devono portare anche nel ramo dei servizi delle abitazioni la concorrenza e l'efficacia del business privato). I “manager” consigliano di passare al quinto piano, “là è ancora più interessante”.

Gli uomini dei servizi passarono da Rivka Bernardovna. Per legge proprio i proprietari di abitazioni in assemblea generale devono scegliersi l'amministrazione. Ma oggi Bejzman li ha visti per la prima volta.

Nell'inverno dello scorso anno, nel momento più freddo, in casa è stata tolta la corrente elettrica. Al servizio di manutenzione si sono stupiti: “Vi hanno demoliti da un pezzo!” – e non sono venuti. Rivka Bernardovna per una settimana ha vissuto con le candele finché gli stessi inquilini non hanno steso un cavo temporaneo. Qualche mese fa senza alcuna spiegazione alla casa è stata tolta l'acqua calda: non l'hanno semplicemente chiusa, ma hanno tagliato i tubi.

A febbraio a Bejzman hanno mandato una fattura da 4297 rubli [29] (a dicembre aveva pagato 2300 rubli [30]). In particolare, per il riscaldamento alla pensionata chiesero 637 rubli [31], per la canalizzazione (che si versa nello scantinato) 51,57 rubli [32], per il trasporto dei rifiuti (che stanno sotto la scala nell'ingresso) 21,53 rubli [33].

Lo sport nazionale prioritario

Ho cercato di venire a sapere dall'amministrazione: quali servizi hanno fornito agli inquilini della Lampovaja per 492 rubli e 47 copechi [34] (secondo la voce “mantenimento dell'abitazione”)? Il vice-direttore dell'amministrazione “Naš dom[35] Sergej Vasil'evič (che non ha voluto dire il proprio cognome) ha raccontato che con questi soldi si mantengono i servizi di manutenzione – elettricisti e fabbri. Ma qui ha notato pure che “svolgere lavori sulla Lampovaja non è redditizio”: “Non ci sarà nessuna riparazione là. Perché mettere soldi, se quella casa da un momento all'altro verrà demolita?”. Mi interesso, perché l'amministrazione – organizzazione privata – ha preso una casa così, non redditizia? “Non ce l'hanno chiesto. In autunno bisognava accendere il riscaldamento e l'amministrazione locale ci ha rifilato questa “lagutenka”. Mi stupisco, come può l'amministrazione del quartiere indicare un'organizzazione privata? “Non si fa neanche così”, – ride l'interlocutore.

All'amministrazione del quartiere Leninskij non si è trovato uno specialista pronto a commentare la situazione delle case di Lagutenko. I funzionari hanno chiarito di non aver niente a che fare con il trasferimento degli abitanti delle case allo sfacelo.

A Saratov la lotta con le “lagutenki” è lo sport nazionale. Se si rileggono le dichiarazioni dei funzionari degli ultimi quindici anni, risulta che gli abitanti di ogni casa sono stati trasferiti e questa demolita come minimo tre volte. Il governatore Ajackov al primo mandato promise di farla finita con le “lagutenki” entro il 1999. Il sindaco Aksenenko nel 2000 dichiarò il totale trasferimento per il 2005. Nel 2005 la Duma regionale ha spostato il termine al 2009. E ogni capo non dimentica di vantarsi quanti soldi del bilancio sono stati stanziati per questo...

Dossier della “Novaja gazeta”

– Secondo i dati del gennaio 2010, nell'ambito dei programmi delle grandi ristrutturazioni, finanziate con la partecipazione del Fondo per il supporto alla riforma della ŽKCh, sono state riparate 80941 case multi-appartamenti (dove vivono 10 milioni di persone) su 81405, incluse nei programmi. Negli anni 2008-2009 a questi scopi dai mezzi finanziari del Fondo della ŽKCh furono indirizzati 111,9 miliardi di rubli [36].

– Secondo la legge la corporazione statale deve cessare l'attività il 1 gennaio 2012. Recentemente la dirigenza del fondo ha preparato degli emendamenti al Codice sulle abitazioni, secondo cui si propone di creare simili fondi in ogni regione. Gli inquilini si iscriveranno a conti, fondi aperti, quote per le grandi ristrutturazioni delle proprie case. Secondo i calcoli degli esperti, nei prossimi 20 anni per le grandi ristrutturazioni degli immobili per abitazione saranno richieste alcune migliaia di miliardi di rubli [37].

– Come ha comunicato la Procura generale nella primavera dello scorso anno, “nell'attività della corporazione statale si sono evidenziati esempi di sprechi di mezzi finanziari stanziati per essa dal bilancio federale”. Secondo i dati dei procuratori, le spese amministrative e di gestione della corporazione, per cui lavorano 97 persone, nel 2008 hanno superato i 340 milioni di rubli [38]. Cinquantacinque milioni di rubli [39] in qualità di pagamento del lavoro li ha ricevuti la direzione del fondo: il direttore, i suoi vice e il direttore del dipartimento giuridico. Alla procura hanno calcolato che è all'incirca quanto la regione autonoma degli Ebrei [40] ha speso per le grandi ristrutturazioni di 48 case multi-appartamenti, la regione di Tomsk [41] con all'incirca questi soldi ha rinnovato 77 stabili a più piani. In risposta ai rimproveri della Procura generale la dirigenza del fondo ha ricordato che il patrimonio del fondo si forma a spese delle quote della Federazione Russa e dei redditi da esso ottenuti dallo spostamento di mezzi finanziari temporaneamente liberi e “appartiene al fondo con diritto di proprietà”.

Nadežda Andreeva
nostro corrispondente, Saratov

24.03.2010, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2010/030/01.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Žiliščno-Kommunal'noe Chozjajstvo (Struttura per le Abitazioni e i Servizi).

[2] Il “partito del potere”, che porta avanti la politica di Putin.

[3] Oltre 1,26 miliardi di euro.

[4] Oltre 2,83 miliardi di euro.

[5] Città della Russia centro-meridionale.

[6] Quasi 3,8 milioni di euro.

[7] Quasi 76 euro.

[8] Oltre 250 euro.

[9] Letteralmente “dove guardano gli occhi”.

[10] Letteralmente “paralleli”.

[11] Oltre 6 miliardi di euro.

[12] Circa 4,2 miliardi di euro.

[13] Oltre 5,6 miliardi di euro.

[14] Oltre 5 euro.

[15] Oltre 126 euro.

[16] Circa 20 euro.

[17] Cioè non della maggiore gravità.

[18] Circa 38 euro.

[19] Oltre 88 euro.

[20] Oltre 16100 euro.

[21] Tovariščestvo Sobstvennikov ŽŽil'ja (Società del Proprietari di Abitazioni), in pratica il condominio.

[22] Circa 50600 euro.

[23] Circa 43000 euro.

[24] Oltre 2900 euro.

[25] Circa 2530 euro.

[26] Otdel po bor'be s èkonomičeskimi prestuplenijami (Sezione per la Lotta ai Reati Economici).

[27] Noto gruppo rock russo.

[28] Appartamenti per più famiglie con bagno e cucina comuni.

[29] Quasi 110 euro.

[30] Quasi 60 euro.

[31] Circa 16 euro.

[32] Circa 1,3 euro.

[33] Circa mezzo euro.

[34] Oltre 12 euro.

[35] “Casa Nostra”.

[36] Oltre 2,8 miliardi di euro.

[37] Mille miliardi di rubli sono 25,3 miliardi di euro.

[38] Oltre 8,6 milioni di euro.

[39] Quasi 1,4 milioni di euro.

[40] Regione dell'estremo oriente della Russia asiatica.

[41] Città della Siberia sud-occidentale.



http://matteobloggato.blogspot.com/2010/03/ancora-su-come-putin-hood-e-i-suoi.html

26 marzo 2010

A proposito di Putin (XIV)

Dopo il matrimonio starà meglio [1]



I partner di Viktor Chmarin, che fu testimone alle nozze di Putin, controllavano 16 fornitori della Gazprom. Il loro utile superava 20 miliardi di rubli [2] l'anno


Nell'ottobre 2008 gli agenti investigativi della polizia di Mosca, verificando le informazioni su una possibile evasione fiscale, entrarono in un edificio adibito a uffici in viale Vernadskij 29 e bussarono alla porta dell'ufficio 703А, che non voleva aprirsi in nessun modo. Dietro la porta c'era evidentemente qualcuno, ma i rappresentanti delle autorità con un mandato ufficiale non poterono ispezionare subito il vano. Gli agenti investigativi forse non erano del tutto consapevoli di fare irruzione nella sfera di interessi di persone ben più autorevoli: proprio i partner di un amico di gioventù di Vladimir Putin – il giurista di Piter [3] Viktor Chmarin. E che la loro verifica poliziesca, che in fin dei conti si risolse in un nulla di fatto, avrebbe non di meno sollevato il velo su una serie di ditte che forniscono apparecchiature alla Gazprom e su una serie di “ditte da un giorno”, attraverso cui passava il denaro.

Basandosi sui materiali della verifica messa a tacere, la “Novaja gazeta” ha scoperto come minimo 16 compagnie legate tra loro, controllate da persone della cerchia di Viktor Chmarin. Dal 2003 queste si occupavano di forniture al sistema della Gazprom e con invidiabile frequenza vincevano nei concorsi da essa indetti. Nel 2008 l'utile generale di questi uffici superò i 20 miliardi di rubli. Alcune di esse hanno continuato a vincere i concorsi della Gazprom nel 2009 e sono diventate fornitrici nel 2010… In generale non era il livello a cui potevano arrivare gli agenti investigativi, anche quelli della capitale.

Il soprannaturale

Al richiamo degli agenti investigativi, avvicinatisi alla porta dell'ufficio sul viale Vernadskij, alla fine rispose un'anima viva, che qualificò come agente della sicurezza e disse che non avrebbe potuto aprire la porta, perché la chiave si era bloccata e la serratura si era inceppata. Toccò chiamare un uomo dello MČS [4], che eliminò l'ostacolo. Nell'ufficio trovarono computer in funzione e sui tavoli, sugli scaffali e perfino nelle scatole sul pavimento c'erano documenti che rammentavano i più volte vincitori dei concorsi della Gazprom per la fornitura di apparecchiature: JamalInvest, Real Invest, Remol, GazInterAvto… Tomi del bilancio, documenti dei quadri, accordi, dichiarazioni, copie dei passaporti degli uomini della JamalInvest, atti della JamalInvest e delle imprese figlie della Gazprom. In tutto 41 cartelle.

I poliziotti avevano già smesso di stupirsi, quando nell'ufficio 604 trovarono un correlatore spettrale OSC-5000 (del valore approssimativo di mezzo milione di rubli [5]) e per altro nessuno dei presenti riconobbe di chi fosse (per la comprensione: l'ultima volta questo apparato fu scoperto dagli agenti dello FSB [6] nel 2004 perquisendo la JUKOS. Allora, ricordiamo, comunicarono con gran pompa che questo apparato di solito viene usato dai servizi segreti e che si può utilizzare non solo per individuare gli apparecchi per l'ascolto, le videocamere e altri mezzi per raccogliere informazioni di nascosto, ma anche per il controllo delle conversazioni con i telefoni cellulari).

Gli altri uffici, in cui, secondo i materiali della verifica, avrebbero potuto trovarsi dei documenti, i poliziotti non li poterono visitare. Nei vani che gli interessavano agli indirizzi moscoviti viale Lenin 63/2 e via Vavilov 79, 1, secondo i rapporti si trovava il collegio degli avvocati di San Pietroburgo e condurre un'ispezione negli uffici degli avvocati nel corso di una verifica che precede le indagini non è tanto facile. Gli avvocati hanno uno status speciale.

Per coincidenza, via Vavilov 79, 1 è l'indirizzo a cui sono registrati a un tempo tre vincitori dei concorsi della Gazprom per la fornitura di apparecchiature negli anni 2005-2008: le ditte Real Invest, “Torgovyj dom Kosmos-neftegazdetal'” [7] e “Soedinitel'nye detali truboprovodov” [8]. Là figurava pure la ditta “Chmarin i partnëry[9], creata da Viktor Chmarin, che ha ancora uno status attivo di avvocato ed è membro del collegio cittadino degli avvocati di San Pietroburgo.

Gli agenti investigativi supposero che lo status di avvocato del collegio di Piter potesse essere usato a Mosca come copertura dell'attività della JamalInvest. Nei loro rapporti notarono anche un'altra coincidenza: il membro del consiglio di amministrazione della Gazprom e direttore generale della “Gazprom komplektacija” [10] Igor' Fëdorov in passato (come anche Chmarin) aveva lavorato nel collegio degli avvocati di San Pietroburgo.

Chmarin non ha risposto alle domande della “Novaja gazeta”. Nel collegio cittadino degli avvocati di San Pietroburgo finora non hanno commentato la situazione, ma una fonte nella dirigenza del collegio assicura che questa non ha a che fare con questi uffici di Mosca. Alla Gazprom ritengono che la situazione della JamalInvest non sia di loro competenza.

Chmarin e partner

I colleghi di Viktor Chmarin raccontano che questi conosce Putin fin da quando erano studenti e che in seguito fu testimone alle sue nozze. Lo stesso Chmarin al riguardo tace. Due fonti della cerchia di Chmarn dicono che questi frequentava Putin. In particolare nel periodo in cui questi, trasferitosi a Mosca e desiderando ricordare la gioventù avrebbe potuto facilmente invitare l'amico a bere birra.

Persone della cerchia di Viktor Chmarin sostengono che a Mosca dopo le dimissioni di Boris El'cin si era formato un vuoto. In precedenza molte questioni erano state risolte attraverso la grande “famiglia” di El'cin. Con l'affermarsi di Putin funzionari statali, generali e uomini d'affari particolarmente attivi si gettarono a cercare un sostituto della “famiglia”. Gli sguardi caddero fra gli altri anche su Chmarin, che si incontrava quasi come un familiare con il nuovo presidente e con diritto poteva chiamare il vecchio amico semplicemente Vova. In seguito, secondo la cerchia, amici di Putin ancora più forti, non senza l'aiuto dei servizi segreti, si preoccuparono di distanziare Chmarin dall'uomo più importante, registrando alcune sue incaute conversazioni e contatti e presentando tutto questo nella luce necessaria per un rapporto a chi sta in alto. Ma il titolo di “amico di Putin” è comunque un grande status.

La ditta moscovita “Chmarin i partnëry” comparve nel 2004. Tra i suoi fondatori c'erano Viktor Chmarin e Vjačeslav Kuprijanov, che operava come direttore generale della JamalInvest. Dal 2003 attraverso questa ditta la Gazprom forniva apparecchiature a se stessa, cioè la “figlia” della Gazprom Centrènerogaz attraverso la JamalInvest forniva pezzi di ricambio e unità per le riparazioni alle imprese della Gazprom (di ciò si parla nella relazione della Centrènergogaz). Fino al 2008 l'impresa figlia della Gazprom Gazkomplektimpèks (al momento presente “Gazprom komplektacija”), che risponde delle forniture alle imprese del consorzio possedeva il 75% della JamalInvest e poi lasciò questa parte alla stessa JamalInvest. Fra l'altro, sia nel 2008, sia nel 2009 questa stupefacente struttura continuò a vincere i concorsi e a restare fornitrice della Gazprom.

I partner di Chmarin avevano legami con persone che alla Gazprom erano ben conosciute. Come co-fondatori della “Chmarin i partnëry” figuravano due moscoviti: Aleksandr Kazakov e Nikolaj Jakovenko. Nell'ottobre 2008 rispondendo a una richiesta degli organi per la tutela dell'ordine la Gazkomplektimpèks comunicò che Jakovenko gli faceva visita, rappresentando gli interessi della JamalInvest.

Kazakov e Jakovenko possedevano la ditta TèlBiKo, registrata nel viale Lenin al numero 63/2. Nel freddo autunno del 2008, cercando documenti e controparti della JamalInvest i poliziotti, ricordiamo, passarono invano a questo indirizzo, dove, in particolare, si trovavano gli uffici del collegio degli avvocati di Piter. Attraverso la TèlBiKo alla Gazprom passavano gli accessori per le condutture e le apparecchiature per gli sbocchi dei pozzi. Fino al settembre 2008 questa ditta fu controllata al 70% dalla molte volte vincitrice dei concorsi della Gazprom “Torgovyj dom VMZ” [11].

Dossier della “Novaja gazeta”

I fondatori della TèlBiKo avevano vecchi legami con il gigante del gas. Come co-fondatore della ditta si annoverava Georgij Dutov, che era a capo del consiglio direttivo della compagnia del membro del consiglio di amministrazione della Gazprom Valentin Nikišin (Kvorum-N). Nikišin un tempo era tanto forte che nel 2001 si riteneva concorrente dell'allora capo della Gazprom Aleksej Miller. Nel 2005 Nikišin morì in un incidente stradale.

Oltre alla TèlBiKo i partner di Viktor Chmarin Kazakov e Jakovenko fondarono questi fornitori della Gazprom: la ZAO [12] “Soedinitel'nye detali truboprovodov” e, insieme a Kuprijanov, la Srl Real Invest. Entrambe le ditte figuravano allo stesso indirizzo della “Chmarin i partnëry”. La prima interagiva attivamente con la fabbrica di Taganrog [13] “Krasnyj kotel'ščik[14] e la Trubodetal' di Čeljabinsk [15], che fa parte della “Ob''edinënnaja metallurgičeskaja kompanija” [16].

La fornitrice della Gazprom “Torgovyj dom Kosmos-Neftegazdetal'” (in passato “TD Neftegazdetal'”), pure registrata allo stesso indirizzo della “Chmarin i partnëry”, a suo tempo fu creata dall'impresa di NPO [17] Neftegazdetal' di Voronež [18] , che produce apparecchiature gas-petrolifere. Secondo I dati dello SKRIN [19], l'impresa possedeva il 30% della ditta. Il direttore generale della casa commerciale era Aleksej Vivčarik. Secondo la lettera della Gazkomplektimpèks agli organi per la tutela dell'ordine, anche Vivčarik rappresentava gli interessi della JamalInvest. Questi fino al 2007 era a capo della fornitrice di una Gazprom, la “Torgovyj dom VMZ”.

Un'altra persona che, secondo la lettera della Gazkomplektimpèks rappresentava gli interessi della JamalInvest, Damir Sitdikov, risultava fondatore e capo di fornitori della Gazprom come GazInterAvto, “Gidrotechnika Limited” [20] e “Naš produkt trejding” [21]. L'ultima ditta era un operatore della Gazprom nella produzione ortofrutticola.

La “Gidrotechnika Limited”, vincitrice del concorso della Gazprom per la fornitura di materiali, apparecchiature e complementi per la navigazione per la Gazflot secondo il programma del 2010 in passato aveva lo stesso telefono dell'operatore ortofrutticolo e controllava per metà la ditta fornitrice di gomme della Gazprom LiderTransServis. A sua volta la GazInterAvto, regolare vincitrice dei concorsi della Gazprom dal 2005, possiede metà della fornitrice di accumulatori della Gazprom, la “Torgovyj dom AKB”. I tentativi di contattare Sitdikov attraverso il suo segretario non sono stati coronati dal successo.

Chmarin e i Rotenberg

Usa pensare che la fornitura di tubature alla Gazprom sia territorio dell'amico di Putin Boris Rotenberg (vedi “Novaja gazeta”, n. 68 del 29 giugno 2009). Ma è risultato che quanto a tubature e apparecchiature gli interessi di alcuni amici del premier si incrociano in parte.

Negli anni 2006 e 2007 la Gazprom ebbe come grande fornitrice la Strojpromdetal'. La ditta vinse i concorsi della Gazprom per la fornitura di tubature, frizioni e flange. Nel 2008, secondo I dati della Rosstat [22], il suo utile al netto dell'IVA superò i 15 miliardi di rubli [23].

Fra l'altro la casa commerciale di uno dei grandi produttori e fornitori di dettagli delle condutture, la Liskimontažkonstrukcija della regione di Voronež possedeva solo il 19% della Strojpromdetal'. Le quote restanti erano divise così: la ditta dei partner di Viktor Chmarin “Soedinitel'nye detali truboprovodov” (Kazakov e Jakovenko) aveva il 19%. Ma la parte del leone (62%) era controllata da una ditta di persone della cerchia di Boris Rotenberg, la “Trubnaja promyšlennaja gruppa” [24].

Dossier della “Novaja gazeta”

La Strojpromdetal', secondo i dati dello SKRIN, è diretta da Maksim Šebalin. Questi è anche direttore generale della ditta Strojpostavka. La sua fondatrice fu Anastasija Šabalova, figlia di Ivan Šabalov, che presiede l'“Associazione dei produttori di tubature” e dirigeva la Gaztaged, una struttura intermedia (che forniva tubature alla Gazprom), che era stata fondata dalla ditta Baza-Torg di Boris Rotenberg.

La “Trubnaja promyšlennaja gruppa” possedeva anche il 16,4% della Spa Kostromaspirtprom. Il 16,9% di questo produttore di alcolici, che si trovava in bancarotta, apparteneva alle ditte “Trubnyj legion” [25] e Magistral'truboprom e dietro la Magistral'truboprom sta di nuovo lo stesso Ivan Šabalov. Le attività alcooliche rientrano nella sfera di interessi del fratello maggiore di Boris Rotenberg – Arkadij – sparring-partner di Putin nel judo (come hanno comunicato le “Vedomosti” [26], i suoi uomini sono presenti in quasi tutte le 11 grandi fabbriche di alcolici che in precedenza erano controllate dalla Rosspirtprom).

C'è un'altra coincidenza nel fatto che la JamalInvest controllata dagli uomini di Chmarin figurava agli stessi indirizzi (viale Vernadskij 53 e viale Vernadskij 37/2) della Strojgazmontaž di Arkadij Rotenberg, che riuniva le sue attività edili acquistate dalla Gazprom. Entrambe le compagnie vincono i concorsi della Gazprom. Ma le vittorie del maggiore dei Rotenberg non sono nell'ambito delle forniture. La Strojmontaž costruisce il gasdotto principale dell'Europa del Nord, il gasdotto principale Počinki-Grjazovec [27] e amplia il giacimento dello Jamsovej [28]

Non ci è riuscito contattare Šabalov. L'anno scorso questi si rifiutò di rispondere alle domande della “Novaja gazeta” sui suoi legami con Boris Rotenberg. Neanche I fratelli Rotenberg hanno commentato la situazione, se abbiano affari in comune con Chmarin. I partner di Chmarin sono inaccessibili. I telefoni indicati nella registrazione dei fornitori della Gazprom tacciono come lo stesso Chmarin.

Chmarin e Timčenko

La lista degli amici di Vladimir Putin e dei loro partner nell'ambito delle forniture alla Gazprom non si esaurisce con questo. La JamalInvest appartiene al 25% alla Raznoèksport di Piter – vincitrice dei concorsi della Gazprom degli anni 2006-2007. Direttore generale della ditta di Piter fino al 2003 era un partner di Chmarin – Kuprijanov. E unico responsabile della Raznoèksport divenne in seguito Pëtr Kolbin – comproprietario del trader petrolifero Surgutèks. Come suppongono sul mercato (a quanto hanno comunicato le “Vedomosti”), la Surgutèks è controllata dall'amico di Putin Gennadij Timčenko – comproprietario del gruppo Gunvor (vedi “Novaja gazeta”, n. 113 del 2009).

La Raznoèksport di Pëtr Kolbin ha occupato una nicchia molto comoda. Alla Gazprom ci hanno comunicato che dal 2008 non partecipa ai loro concorsi. Ma nel primo trimestre del 2008 la figlia della Gazprom Centrènergogaz ha designato la Raznoèksport uno dei suoi principali fornitori. La ditta di Piter controlla anche i fornitori della Gazprom: la “Torgovyj dom VMZ” (al 70% dal 2009) e la “Torgovyj dom Gazènergoservis” (al 50%). Nel 2008 l'utile di queste due strutture al netto dell'IVA superò 1 miliardo e 600 milioni di rubli [29].

La “Torgovyj dom VMZ” appartiene solo al 30% al fornitore ufficiale delle apparecchiature di sbocco di petrolio e gas, l'impresa statale “Voronežskij mechaničeskij zavod” [30]. Ma la “Torgovyj dom gazènergoservis” è stata creata da imprese che fanno parte della struttura “Gazprom centrremont” – una compagnia-holding di servizi di riparazioni sulla base della “figlia” della Gazprom Centrènergogaz. Il compito della holding è il servizio tecnico e la riparazione di tutti gli impianti del gigante del gas. Il figlio del primo vice-direttore della Centrènergogaz Sergej Palkin – Palkin Sergej Sergeevič è a capo della casa commerciale.

Nella stessa holding di riparazioni della Gazprom ci sono come minimo sette fabbriche di produzione. Non è chiaro perché la loro casa commerciale avesse bisogno del 50% della Raznoèksport e perché all'inizio del 2008 questa ditta di Piter fosse uno dei principali fornitori della Centrènergogaz. La dirigenza della Centrènergogaz e Palkin-junior non hanno chiarito questa questione. Ciò significa che la Gazprom attraverso la Raznoèksport di Kolbin ha fornito pezzi di ricambio e apparecchiature a se stessa? Pëtr Kolbin non ha risposto alle domande della “Novaja gazeta”.

Il silenzio dei produttori

Le imprese e le loro case commerciali non parlano volentieri degli intermediari nello schema delle forniture alla Gazprom. Una fonte vicina alla fabbrica Korvet di Kurgan [31] alla richiesta di raccontare degli intermediari ha chiarito: “Là c'è certa gente! Voi sedete a Mosca, ma in provincia si può anche perdere la vita”. La Korvet produce accessori per le condutture e apparecchiature per lo sbocco dei pozzi. La fonte condivideva l'opinione che andare a fare un concorso della Gazprom autonomamente sia irreale. E anche se fino al 30% della produzione della fabbrica è richiesta dalla Gazprom, tutto passa attraverso gli intermediari. Per fare un confronto: una serie di grandi compagnie, per esempio la Surgutneftegaz, preferisce acquistare la produzione direttamente.

Una fonte vicina alla fabbrica di Voronež Neftegazdetal' ha comunicato che si possono fornire direttamente prodotti alle “figlie” della Gazprom, ma solo se le somme sono insignificanti. E anche se la fabbrica tenta di lavorare direttamente con la Gazprom, gli intermediari sorgono presto e negli anni passati l'impresa ha fruito dei loro servizi.

Una fonte vicina alla “Uralturbo” di Ekaterinburg [32] (che produce pezzi di ricambio per gli apparecchi per il trasporto del gas) dice che circa l'80% della loro produzione va alla Gazprom. Questi ha comunicato che l'impresa partecipa autonomamente ai concorsi e che negli ultimi tempi la Gazprom ha stabilito prezzi fissati e trasparenti. Ma su alcune posizioni continuano a lavorare con gli intermediari. La fonte spiega questo con il fatto che da soli, a suo parere, non si vinceranno mai alcuni lotti. La fonte ha comunicato che in precedenza operavano attraverso la TèlBiKo, adesso operano attraverso la “Torgovyj dom Gazènergoservis”.

Una fonte vicina all'impresa statale “Voronežskij mechaničeskij zavod” ha notato che alla Gazprom nell'ambito della lotta con gli intermediari nel dicembre 2009 è uscito l'ordine “Sulle misure per l'ottimizzazione delle spese della società nel 2010”.

– Volevano colpire gli intermediari che si sono ingrassati, ma hanno colpito i produttori, – suppone questo esperto.

A suo parere il sistema è organizzato in modo tale che i produttori spesso non hanno altra scelta che fruire dei servizi degli intermediari A dire il vero, secondo la fonte, I partner di Viktor Chmarin e le sue strutture non hanno strangolato le fabbriche, ma le mettono gradualmente fuori dai loro affari.

Chi precisamente sia stato messo fuori dai partner di Chmarin, la fonte non l'ha precisato. Ma se le forniture alla Gazprom interessano alcuni amici di Putin, si può supporre che la lotta per la Gazprom sia iniziata tra gli amici del premier.

Dossier della “Novaja gazeta”

La verifica della polizia

Nel 2008 la sezione per i reati fiscali dello UVD [33] del circondario amministrativo occidentale di Mosca condusse una verifica sulla JamalInvest sulla base di indizi di evasione fiscale. La verifica stabilì che il principale cliente della JamalInvest era una “figlia” della Gazprom, la Gazkomplektimpèks. In media questa versava sul conto della JamalInvest oltre 400 milioni di rubli [34] al mese “per forniture di apparecchiature per il gas” alle imprese del sistema Gazprom.

Peraltro la JamalInvest aveva speso denaro solo per gli stipendi dei dipendenti e per l'acquisto di obbligazioni della Sberbank. Le spese per il pagamento della merce e la sua consegna non erano stabilite, come, fra l'altro, qualsiasi tipo di acquisto di apparecchiature. Chi condusse la verifica suppose che di fatto, secondo gli accordi, le apparecchiature non venissero messe a disposizione e che la dirigenza della JamalInvest alzasse le spese, evadendo le tasse in modo particolarmente ampio. Gli agenti investigativi supposero pure che i mezzi finanziari venissero convertiti in contanti e fruiti dalle alte cariche della Gazkomplektimpèks e della JamalInvest per i propri scopi.

La verifica precedente le indagini stabilì che tra le controparti della JamalInvest c'erano decine di ditte. Alcune di esse erano indiziate di essere “ditte da un giorno”. Ma le altre erano vincitrici di concorsi della Gazprom: Real Invest, Promtechpostavka, Remol, “Torgovyj dom Gazènergoservis”, GazInterAvto…

Secondo i dati della verifica, allo schema di fornitura di apparecchiature della Gazkomplektimpèks alle imprese della Gazprom prendono parte diverse ditte, che intervengono come agenti o principali, con cui la JamalInvest ha concluso accordi. Tutto il denaro ricevuto passava attraverso gli agenti, fra questo anche le obbligazioni. La base imponibile consisteva solo nella misura del compenso degli agenti, che, secondo gli agenti investigativi, era stata fissata a prezzi troppo bassi, la somma principale passava attraverso gli agenti senza pagamento di tasse e i prodotti per le imprese della Gazprom erano forniti direttamente dalla fabbrica al committente. La stessa JamalInvest figurava come agente. Non faceva pratiche per attribuire a se la merce. Una serie di ditte dello schema si nascondeva fino al periodo del resoconto fiscale e non pagava le tasse.

Lista completa degli intermediari [35]

Non ci sarà un procedimento

Secondo i risultati della verifica si sono rifiutati di avviare un procedimento penale contro la JamalInvest. Peraltro nel decreto di rifiuto si constatavano anche l'abbassamento della base imponibile, le ditte “da un giorno” e i fondi neri. E anche il fatto che il direttore generale Kuprijanov non potesse spiegare qualcosa. Da questi non hanno neanche potuto ottenere la documentazione sulla tenuta dell'attività finanziaria ed economica della JamalInvest.

I giuristi a cui abbiamo mostrato il decreto si limitano a sorridere e scuotere le mani. Una tale umanità è molto rara. Il capo dello UVD del circondario occidentale di Mosca Aleksej Lauškin ha comunicato alla “Novaja gazeta” di non aver ricevuto abbastanza dati che indicassero un reato fiscale.

– Di fatto è stata scritta una delibera per l'avvio di un procedimento penale, – ritiene l'ex primo inquirente per i procedimenti particolarmente importanti della commissione per le indagini del ministero degli Interni Pavel Zajcev. – Il rifiuto alla fine sembra molto inatteso. A mio parere questo può essere il risultato di una seria pressione.

L'ufficio stampa della Gazprom:

La Gazprom conduce il monitoraggio del mercato delle apparecchiature gas-petrolifere moderne e tiene il registro dei produttori e dei potenziali fornitori di prodotti del ramo gas. Un aspetto importante dell'attività di acquisto della compagnia è la garanzia della fornitura di prodotti di qualità adeguata e della sigla di accordi con i produttori diretti. Oggi nella disposizione degli ordini accentuiamo in primo luogo la nostra attenzione sui produttori russi che hanno la giusta esperienza e la certificazione di qualità del lavoro (del servizio).

Nell'ambito dello stadio di selezione del concorso conduciamo una scelta qualificata di fornitori. Nella documentazione del concorso sono poste le richieste secondo cui i partecipanti alla competizione sono obbligati a comunicare informazioni sulla presenza in essi di capacità produttive, apparecchiature tecnologiche e di tutte le necessarie licenze per i tipi di attività legate all'esecuzione della fornitura, di risorse finanziarie e lavorative.

I partecipanti presentano anche attestazioni dei volumi annuali di esecuzione degli accordi per la fornitura di prodotti analoghi e dei pareri dei committenti degli ultimi cinque anni e delle garanzie dei produttori. Inoltre per la partecipazione al concorso si richiede alle imprese di offrire garanzie su domande e obblighi per l'esecuzione dell'accordo in forma di garanzie bancarie. Queste misure permettono di evitare la partecipazione di fornitori disonesti ai concorsi della Gazprom.

Materiale preparato con il supporto di SCOOP – progetto dell'associazione danese dei giornalisti investigativi

Roman Šlejnov
redattore della sezione indagini

22.03.2010, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2010/029/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Ai bambini russi che si feriscono e si lamentano esageratamente, si dice “Prima del matrimonio si rimarginerà (o anche “starai meglio”)”. Un po' come si dice in Toscana “Piangi, piangi, riderai quando ti sposi”.

[2] Oltre 504 milioni di euro.

[3] Nome colloquiale di San Pietroburgo.

[4] Ministerstvo Črezvyčajnych Situacij (Ministero per le Situazioni di Emergenza), sorta di Protezione Civile.

[5] Oltre 12600 euro.

[6] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio di Sicurezza Federale), il principale servizio segreto russo.

[7] “Casa commerciale Kosmos-petrolio-gas-dettagli”.

[8] “Dettagli connettivi di condutture”.

[9] “Chmarin e partner”.

[10] “Gazprom complementi”.

[11] “Casa commerciale VMZ”.

[12] Zakrytoe Akcionernoe Obščestvo (Società per Azioni a Numero Chiuso).

[13] Città della Russia meridionale.

[14] Qualcosa tipo “Produttore di Caldaie Rosso”.

[15] Città della Siberia occidentale.

[16] “Compagnia metallurgica unita”.

[17] Neftepererabatyvajuščee Oburodovanie (Apparecchiature per la Raffinazione del Petrolio).

[18] Città della Russia meridionale.

[19] Sistema Kompleksnogo Raskrytija Informacij NAUFOR (Sistema per la Rivelazione Complessiva delle Informazioni della NAUFOR). NAUFOR sta per Nacional'naja Associacija Učastnikov Fondovogo Rynka (Associazione Nazionale Partecipanti al Mercato Azionario).

[20] “Idrotecnica Limited”.

[21] “Nostro prodotto trading”.

[22] Nome non ufficiale dell'istituto centrale di statistiche.

[23] Oltre 375,4 milioni di euro.

[24] “Gruppo industriale delle condutture”.

[25] “Legione delle tubature”.

[26] “Notizie”, giornale finanziario.

[27] Rispettivamente nella Russia centrale e settentrionale.

[28] Fiume della Siberia settentrionale, presso cui si trova uno dei maggiori giacimenti di gas naturale del mondo.

[29] Oltre 40 milioni di euro.

[30] “Fabbrica meccanica di Voronež”.

[31] Città della Siberia occidentale.

[32] Città della Siberia occidentale.

[33] Upravlenie Vnutrennich Del (Direzione degli Affari Interni), in pratica la polizia.

[34] Oltre 10 milioni di euro.

[35] Dossier della “Novaja gazeta”

I 16 intermediari dei fornitori della Gazprom legati ai partner di Viktor Chmarin


La Raznoèksport (fondatore Pëtr Kolbin) negli anni 2006 e 2007 fornì pezzi di ricambio, installazioni mobili per trivellazione e apparecchiature sotterranee da pozzi alla Gazkomplektimpèks e alle imprese della Gazprom. Nel primo trimestre del 2008 la figlia della Gazprom Centrènergogaz designò la Raznoèksport come uno dei principali fornitori. Dal 2001 al 2003 direttore generale della Raznoèksport fu il partner di Viktor Chmarin Vjačeslav Kuprijanov, che in seguito fu a capo della JamalInvest.

La JamalInvest (che al 25 % appartiene alla Raznoèksport): dal 2003 la “figlia” della Gazprom Centrènergogaz attraverso la JamalInvest ha fornito pezzi di ricambio e basi per le riparazioni alle imprese della Gazprom (vedi resoconto della Centrènergogaz per il 3° trimestre del 2006). Nel 2008 la JamalInvest ha fornito apparecchiature per l'interno dei pozzi alla “Gazprom dobyča Urengoj[“Gazprom estrazione Urengoj” – la città di Urengoj è la base dei giacimenti dello Jamsovej]. Nel 2009 ha fornito carburanti e lubrificanti alla Gazflot (Gazprom).

La “Torgovyj dom VMZ” (che al 70 % appartiene alla Raznoèksport) negli 2005 e 2006 fornì alla Gazkomplektimpèks apparecchiature per trivellazione, strumenti e pezzi di ricambi, nel 2007 fornì materiali, complementi per la navigazione e mezzi di difesa individuale per i mezzi tecnici galleggianti e i servizi di sicurezza sulle coste e anche apparecchiature industriali per i pozzi, nel 2008 fornì accessori per i getti, apparecchiature per l'industria del gas, teste a colonna, interruttori e pezzi di ricambio.

La “Torgovyj dom Gazènergoservis” (metà appartiene alla Raznoèksport, metà a imprese del sistema Gazprom) nel 2008 fornì pezzi di ricambio e parti mobili per le necessità della Gazkomplektimpèks. Nel 2008 la quota di forniture di questa casa commerciale rispetto all'intero volume delle forniture della Centrènergogaz (Gazprom) ammontava all'11,87 %. Nel 1° trimestre del 2009 al 62,67 %, nel 2° trimestre del 2009 al 39,35 %.

La Real Invest (i cui fondatori erano i partner di Viktor Chmarin, la ditta è stata registrata allo stesso indirizzo della “Chmarin i partnëry”) negli anni 2006, 2007 e 2008 fornì strumenti per la trivellazione, apparecchiature per l'industria del gas, apparecchiature sotterranee per i pozzi e pezzi di ricambio per le necessità della Gazkomplektimpèks e delle imprese del consorzio.

La “Torgovyj dom Neftegazdetal'” (in seguito “Torgovyj dom Kosmos-neftegazdetal'”) nel 2006 fornì materiali, apparecchiature, complementi per la navigazione e mezzi per la difesa individuale dei mezzi galleggianti e per i servizi di sicurezza sulle coste per le necessità della Gazkomplektimpèks e anche apparecchiature di sbocco sotterranee per i pozzi e pezzi di ricambio delle apparecchiature dell'industria del gas. Nel 2007 fornì accessori per lo sbocco, apparecchiature di importazione per l'industria del gas e relativi pezzi di ricambio e anche apparecchiature per il controllo dei tralicci dei pozzi. Nel 2008 fornì strumenti per la trivellazione e apparecchiature sotterranee per i pozzi alla Gazpromstrojinžiniring. Secondo i dati della Rosstat, l'utile al netto dell'IVA nel 2008 fu di 336437000 rubli [quasi 8,5 milioni di euro] (nel 2006 superò i 400 milioni[quasi 10,1 milioni di euro]).

La TèlBiKo nel 2004 acquistò la produzione dell'impresa Uralturbo di Ekaterinburg (che produce pezzi di ricambio per turbine a vapore e a gas e anche apparecchiature per la trivellazione) per più di 192 milioni di rubli [oltre 4,8 milioni di euro]. Nel 2005 attraverso questa ditta è passato il 18,3% di tutta la produzione dell'impresa Korvet di Kurgan indirizzata alla Gazprom. Di questo si è parlato nel resoconto della Korvet (la fabbrica produce accessori per le condutture e apparecchiature per lo sbocco). Fino al settembre 2008 la TèlBiKo possedeva al 70% la vincitrice dei concorsi della Gazprom “Torgovyj dom VMZ”, che poi passò sotto il controllo della Raznoèksport.

La Remol è controparte della JamalInvest, nel 3° trimestre del 2006 attraverso la Remol è passato il 27,6% di tutta la produzione della Korvet indirizzata alla Gazproma.

La Promtechpostavka è controparte della JamalInvest, nel 3° trimestre del 2008 il 20,1% di tutta la produzione della Korvet indirizzata alla Gazprom è passato attraverso la Promtechpostavka.

La “Soedinitel'nye detali truboprovodov” - nel 2007 la ditta fornì apparecchiature che non richiedevano montaggio alla Nojabr'skgazdobyča (Gazprom) e nel 2008 figurava nella lista delle compagnie del Registro della produzione di condutture, sulle cui condizioni tecniche si è accordata la commissione permanente della Gazprom per la ricezione di nuove forme di produzione di condutture. L'utile di questa ditta al netto dell'IVA nel 2008 ammontò a 119929000 rubli [oltre 3,02 milioni di euro].

La Strojpromdetal' (al 19% è controllata dalla Spa “Soedinitel'nye detali truboprovodov”) riunisce gli interessi dei partner di due [sic] amici di Putin – Viktor Chmarin e i fratelli Rotenberg. Nel 2006 fornì dettagli connettivi, negli anni 2007 e 2008 condutture, tra cui quelle di grande diametro, dettagli connettivi, frizioni e flange. L'utile al netto dell'IVA nel 2008 fu di 15 miliardi e 786 milioni di rubli [oltre 398,4 milioni di euro].

La GazInterAvto negli anni 2005-2009 fornisce mezzi tecnici speciali e pezzi di ricambio e anche pneumatici per auto, accumulatori, polistirene e materiale per fissaggio, laminati metallici, manufatti in metallo, materiali edili, oli, utensili, attrezzi, strumenti e generi di consumo, cavi d'acciaio e macchinari per il sollevamento dei carichi (per la Gazflot) e anche edifici mobili. L'utile al netto dell'IVA nel 2008 fu 1 miliardo e 734 milioni di rubli [oltre 43,7 milioni di euro].

La “Torgovyj dom AKB” (al 50% appartiene alla GazInterAvto) nel 2009 fornì accumulatori e cuscinetti. Metà di essa appartiene alla casa commerciale del produttore dei “Russkie akkumuljatory” [“Accumulatori Russi”].

La “Gidrotechnika Limited” fornisce materiali, apparecchiature e complementi per la navigazione alla Gazflot secondo il programma del 2010.

La Lidertransservis (al 50% appartiene alla “Gidrotechnika Limited”) negli anni 2007-2009 fornì pneumatici per auto. L'utile al netto dell'IVA nel 2008 superò 454 milioni di rubli [quasi 11,5 milioni di euro].

La “Naš produkt trejding è stato l'operatore della Gazprom nella produzione ortofrutticola.

I resoconti su profitti e perdite di queste ditte (secondo i dati della Rosstat) mostrano che, in generale, il loro utile al netto dell'IVA nel 2008 ammontò a 20 miliardi e 322 milioni di rubli [quasi 514 milioni di euro]. Ma il ricavo netto fu indicato nella misura di 89 milioni di rubli [oltre 2,2 milioni di euro].


http://matteobloggato.blogspot.com/2010/03/ancora-su-putin-la-gazprom-e-gli-amici.html