18 maggio 2007

A proposito della giustizia in Russia (IV)

Processo in corso

Gli uomini dei corpi speciali sono scappati senza essere notati

Ul’man e i suoi compagni d’armi sono ricercati in tutta la Russia

Il 12 aprile 50 cosacchi sono giunti a Rostov dai villaggi cosacchi del Don per sostenere gli uomini dei corpi speciali accusati dell’omicidio di sei civili inermi della provincia di Šatoj in Cecenia. In quel giorno presso il tribunale militare distrettuale del Caucaso settentrionale avrebbero dovuto proseguire le arringhe delle parti in causa. Ma comunque i cosacchi non hanno visto il loro idolo, il capitano Ul’man. Insieme ai complici – il tenente Kalaginskij e il sottotenente Voevodin – si è nascosto chissà dove. L’avvocato di Ul’man Roman Kržečkovskij ha dichiarato che i telefoni cellulari di tutti e tre sono stati spenti e che né lui né gli avvocati degli altri imputati sanno dove si trovino adesso.

E’ perfettamente evidente, che il sottotenente e due ufficiali dei corpi speciali del comando dell’intelligence dell’esercito russo hanno deciso di darsi alla fuga perché stavolta, al terzo processo, c’era la minaccia di una vera reclusione. E’ evidente anche che una tale svolta degli avvenimenti era assolutamente prevista.

Durante l’ultima seduta il procuratore aveva chiesto per gli imputati da 18 a 23 anni di reclusione e al contempo non aveva accolto l’istanza per il mutamento della misura preventiva dalla firma di un impegno a non allontanarsi alla reclusione. Tale istanza era stata presentata dalla parte lesa, i familiari delle persone uccise a colpi d’arma da fuoco dagli uomini dei corpi speciali, e dai loro avvocati nella richiesta di appello inoltrata alla Corte Suprema della Federazione Russa dopo la seconda assoluzione degli imputati da parte della giuria. Tuttavia la Corte Suprema, pur impugnando la sentenza e rinviando il caso a un nuovo esame, lasciò la precedente misura preventiva – la firma. (Il capitano Ul’man durante l’istruttoria e le prime udienze si trovava nel SIZO[1] ed è stato liberato dopo il verdetto della giuria direttamente in aula.)
Gli imputati, accusati di aver compiuto un crimine particolarmente grave, hanno pienamente usufruito della propria libertà: hanno esercitato una palese pressione sui testimoni. Come ha dichiarato nel corso dell’ultima udienza il pubblico ministero colonnello Titov, i sottoposti del capitano Ul’man hanno rilasciato le vere deposizioni nella prima fase dell’istruttoria, quando Ul’man si trovava in stato di reclusione e non poteva influenzare i propri soldati. Di conseguenza, dopo che con loro “hanno condotto un lavoro” i comandanti e gli uomini dell’intelligence, o hanno ritrattato, o improvvisamente “hanno dimenticato” tutto.

Il soldato Cybdenov, che si era segnalato per una memoria fenomenale (stupì gli inquirenti perché ricordava tutti i nomi, i cognomi, gli indirizzi e le date di nascita degli abitanti del villaggio di Daj interrogati prima di essere uccisi a colpi d’arma da fuoco), al terzo e ultimo processo dapprima si è rifiutato di deporre, dicendo che gli faceva male la testa. Il giorno dopo, quando è riapparso al processo, il giudice gli ha domandato ironicamente:

- Ebbene, è già riuscito a ricevere le indicazioni dei vecchi compagni? Ora parlerà?

Cybdenov aveva ricevuto “indicazioni” – alle domande del procuratore ha risposto: “Non ricordo”.

La scomparsa facile da prevedere degli imputati conviene a molti. Al più importante processo ceceno dei nostri giorni guardano fissi sia in Cecenia, sia nelle altre regioni russe. Alle udienze vanno tanto i “patrioti” dei gruppi che sostengono Ul’man – cosacchi, attivisti dell’RNE[2] e di altre organizzazioni di sinistra[3] e nazionaliste, quanto i sostenitori dei diritti umani, che esigono pene dure per gli assassini di civili inermi, e gli studenti ceceni degli istituti superiori di Rostov. La situazione in aula è stata molto tesa dal primo all’ultimo giorno.

Qualunque sentenza emetta il tribunale, solleverà necessariamente un’ondata di proteste dall’una o dall’altra parte. Ma se non ci sono gli imputati, vuol dire che non c’è neanche il verdetto. Gli uomini dei corpi speciali sono ricercati in tutta la Russia. La prossima udienza è stata rinviata al 24 maggio, quando il tribunale dovrà decidere se interrompere le udienze o emettere una sentenza nei confronti dell’unico e solo imputato finora non fuggito, il maggiore Perelevskij.

Si ha l’impressione, che questo tipo di svolta degli eventi fosse scritto da un pezzo. Altrimenti perché persone accusate di omicidio plurimo avrebbero atteso la sentenza standosene tranquilli in libertà, mentre decine di migliaia di persone accusate di crimini meno gravi stanno per anni nel SIZO?

Anna Lebedeva
nostro corrispondente speciale

16.04.2007, “Novaja Gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2007/27/11.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)



[1] Sledstvennyj IZOljator (Carcere di detenzione preventiva).

[2] Russkoe Nacional’noe Edinstvo (Unità Nazionale Russa), partito neonazista.

[3] Di nostalgici dell’Unione Sovietica.


http://matteobloggato.blogspot.com/2007/05/giustizia-criminale.html

14 maggio 2007

A proposito della situazione militare della Russia

Vuoi entrare nell’esercito?

Se non vuoi, allora non fare il tirchio!

Di modi relativamente onesti per sottrarre i cittadini allo stato ce ne sono circa una ventina. I prezzi per scansare il servizio militare variano: da 1000 dollari a 8000 euro.

Il commercio delle chiamate alle armi è il solito mercato nero dei servizi. E come ogni mercato nero tende a legalizzarsi, parallelamente, come un effetto collaterale, autoregolamentandosi.

Nel segmento “non voglio fare il servizio militare” la richiesta è enorme. Il cliente, in pratica, è ogni uomo in età di chiamata alla leva. Una base significativa, che ogni manager commerciale invidierebbe – lo stato stesso obbliga i propri cittadini ad acquistare il servizio! Lo sforzo è minimo.

Questa richiesta generalizzata crea l’offerta. E’ avvenuta pressappoco lo stessa cosa che è avvenuta nel segmento “è necessaria la registrazione[1]”. E’ chiaro che un prezzo standard per i servizi dei distretti militari non esiste. Qualcuno è capace di ungere le ruote del distretto militare anche con cinquecento verdoni, mentre qualcuno non ce la fa neanche con quindicimila. Così come non esiste neanche una gradazione di prezzi per i rinvii, le certificazioni di malattia o l’esenzione totale. Comunque il prezzo medio a Mosca, come abbiamo potuto chiarire è 5000-6000 dollari.

Tuttavia negli ultimi anni si delinea una netta tendenza. I clienti aspirano a legalizzarsi non meno dei venditori. Su questo sfondo si è formata un’ampia rete “aiutanti all’esenzione”, che include avvocati, medici, gli stessi militari e – ecco il know-how! – imprese di intermediazione. Internet ne è piena, basta digitare in un motore di ricerca “come scansare il servizio militare”[2].

Le imprese di intermediazione agiscono pressappoco secondo un unico schema, proponendo non l’esenzione come tale, mа “l’assistenza legale di chi è stato chiamato alle armi”. In questo senso la dritta fondamentale è: noi ti aiutiamo a farti esentare dal servizio militare legalmente. Io so come e posso venderti la mia conoscenza, se non ce l’hai. Chi tra le persone chiamate alle armi è ferrato giuridicamente o anche semplicemente studia legge prima di presentarsi al distretto militare?

Di modi relativamente onesti per sottrarre i cittadini allo stato ne sono emersi circa venti. Tra questi ce ne sono anche di banali, come “ho dimenticato di rispondere alla chiamata a registrarsi nelle liste di leva dopo aver compiuto diciassette anni”, così come di assolutamente strampalati. Ecco i due più interessanti :

Rinuncia alla cittadinanza russa: “Dopo aver compiuto 18 anni portate alla polizia la dichiarazione di rinuncia alla cittadinanza russa e il servizio militare non sarà più una minaccia per voi. Ma bisogna fare questo tassativamente prima di ricevere la chiamata dal distretto militare. Si può ottenere la cittadinanza di qualsiasi altro paese. Tuttavia in questo caso possono chiamarvi a svolgere il servizio militare nella nuova patria. In ogni caso, dopo aver compito 27 anni potete riavere la cittadinanza russa. La procedura non è difficile come può sembrare”.

Servizio militare all’estero: “Si può ottenere l’esenzione dal servizio militare presentando un documento che attesti, che avete svolto il servizio militare nell’esercito di un altro paese. Per esempio, in Israele per i turisti ci sono tour “militari” speciali. Uno strampalato tour del genere è stato proposto a un mio collega. Questi ha prestato servizio simbolicamente per due settimane in una tranquilla caserma non lontano dall’orto di Getsemani[3]. Ha presentato al servizio militare l’attestato ricevuto. Il distretto militare lo ha lasciato andare”.

Credo che gli stessi distretti militari non siano contenti di queste aziende – gli riducono la clientela e fanno calare terribilmente i prezzi sul mercato. Il prezzo minimo – settemila rubli[4] per un servizio che consiste nel far mandare una persona chiamata alle armi a fare un esame in un istituto clinico autorevole. Per “istituti autorevoli” si intendono quelle organizzazioni sanitarie, i cui documenti sono considerati degni di fiducia dai distretti militari. L’esame stesso va dai 600 ai 10000 rubli[5], a seconda di quale malattia il giovane desidera che gli si scopra.

Il prezzo massimo è di circa trentamila dollari. Questo comprende l’avvocato personale, l’esame clinico e l’accompagnamento al distretto militare. L’esenzione dal servizio militare in questo caso è garantita.

Chiamato uno di questi uffici, ho posto il compito – abbiamo: un nipote chiamato alle armi, non abbiamo: voglia di svolgere il servizio militare. Ecco cosa mi hanno risposto: “Passate di qui, bisogna vedere la situazione clinica e il distretto militare. Il prezzo varierà a seconda del distretto militare. Ma risolveremo il vostro problema – i nostri obblighi saranno svolti per mezzo di un certificato di esenzione dal servizio scritto della commissione per la leva o per mezzo di una sentenza. Controlleremo anche se la chiamata alle armi è giunta al momento giusto”.

Fra l’altro al Comitato delle madri dei soldati[6] ritengono che questi siano soldi buttati al vento.
- Posso scommettere una cassa di cognac con voi che adesso non ci sono giovani in età di leva sani –, ha raccontato il presidente del Comitato Valentina Mel’nikova. – Ognuno di loro ha qualche malattia. Perciò non diciamo che nei distretti militari adesso prendono bustarelle. Nei distretti militari fanno ricatti – cioè si esigono soldi per quello che è già previsto dalla legge. Si tratta di diversi articoli del codice penale. Un esempio recente si è avuto, quando un medico della commissione clinica, dopo aver esaminato i documenti, ha detto: “Sì, la malattia c’è, ma la diagnosi va rafforzata, possiamo aiutarvi in questo”. Lo stesso accade quando si fanno gli esami in ospedale. Più chiara è l’inabilità al servizio, più si tenta di strappare soldi. Abbiamo inviato una lettera al presidente in cui proponiamo di organizzare centri medici giovanili, che seguiranno la salute dei giovani, questo aiuterebbe a risolvere il problema.

Gli ultimi casi giudiziari mostrano che i soldi vanno in varie direzioni – dove li prendono gli avvocati, dove i medici, dove gli stessi distretti militari. Fra l’altro, a dire il vero, non so se facciano per davvero qualcosa, perché da noi vengono anche persone che hanno pagato, ma il ragazzo comunque si è trovato nell’esercito.

Molte famiglie sono costrette a fare debiti per pagare le bustarelle al distretto militare.




Costo e particolarità dellesenzione in varie regioni del paese



Samara[7]

Secondo le testimonianze di fonti coinvolte, la chiamata di guerra, in conseguenza della quale vi chiameranno alle armi solo in caso di guerra, costa 40-45000 rubli[8]. Le cifre non variano molto a seconda dei quartieri. Ma a Tol’jatti[9] il prezzo può raggiungere 50000 rubli[10], i soldi vengono presi direttamente al distretto militare.

Omsk[11]

Nel febbraio 2007 la procura regionale ha concluso la gigantesca inchiesta sui distretti militari e le commissioni di leva iniziata un anno prima. Gli inquirenti hanno messo in luce più di 800 violazioni della legislazione sul servizio di leva. In conseguenza dell’inchiesta il presidente della commissione medico-militare della regione di Kalačinsk Aleskej Lukašenko, che per rilasciare documenti falsi prendeva dai giovani chiamati alle armi da 15000 a30000 rubli[12], è stato condannato a due anni e un mese di reclusione. Il comandante del distretto militare военкомата delle circoscrizioni Sovetskij e Kirovskij Aleksandr Majer se l’è cavata con una multa di 200000 rubli[13] per aver ordinato a un medico del distretto di falsificare gli esami clinici di un giovane chiamato alle armi. Questo servizio gli era costato 35000 rubli[14].
Secondo dati non ufficiali, che si è venuti a sapere dall’associazione regionale di genitori “Memoria[15]” e dal comitato delle madri dei soldati, il prezzo dell’esenzione dal servizio militare a Omsk è assai più alto: il rinvio di un anno costa 40000 rubli, ma il biglietto bianco[16] “tutto compreso” – non meno di 2000 dollari.

Saratov[17]

Per i giovani di Saratov le tariffe per l’esenzione dall’attuale chiamata alle armi sono saliti fino a 30000-50000 rubli[18].
Secondo i rappresentanti dell’Unione delle madri dei soldati di Saratov, la riforma del servizio militare rafforza solo la corruzione. “Lodando sperticatamente l’abbreviazione del periodo di ferma, i generali non hanno detto che questa automaticamente porta con se l’aumento di arruolamenti di due volte, ma l’hanno scorso sono aumentati tre volte. Ancora prima delle ultime disposizioni i distretti militari raccoglievano tutti quelli che erano capaci di muoversi, anche se le risorse erano esaurite – hanno distrutto la salute della giovane generazione. Se rafforzano questo piano, riconosceranno abili tutti quelli capaci di stare in posizione verticale”, – dice il leader dell’Unione Lidija Sviridova.
C’è il rischio che i prezzi ancora più “neri” crescano nel 2008, quando scadrà il rinvio per i giovani che accudiscono genitori invalidi. Si riesce a sfuggire al servizio militare, se il servizio sanitario rilascia un documento che attesta, che i genitori malati non sono in grado di badare a se stessi. All’Unione si sono già rivolte alcune famiglie, in cui sono invalidi padre e madre: “Con una pensione viviamo, ma mettiamo da parte l’altra – l’anno prossimo avremo bisogno di aver da parte 50000 rubli”, – dicono.

Kostroma[19]

A quanto dice il presidente della sezione regionale di Kostroma dell’organizzazione sociale “Comitato delle madri dei soldati” Nina Terëchovaja, per questa chiamata alle armi “i genitori di un ragazzo hanno racimolato 38000 rubli[20], altri ne hanno racimolati 60000[21] per dare bustarelle agli uomini del distretto militare e ai medici per ottenere l’esenzione dal servizio. Tenendo conto del fatto che lo stipendio medio dalle parti di Kostroma è 8000 rubli[22], in alcuni casi alle famiglie tocca… farsi dare un prestito da una banca per pagare le bustarelle. Naturalmente, tutto questo viene catalogato come “necessità inderogabili” o qualcos’altro…”.

San Pietroburgo

Secondo informazioni non ufficiali di cui dispone l’organizzazione per la difesa dei diritti umani “Madri dei soldati di Pietroburgo”, in città essere esentati dal servizio militare costa da 1500 euro (il minimo) a 8000 euro (il massimo che sia capitato alle “madri” di Pietroburgo). Il costo del servizio dipende dal diritto effettivo del giovane chiamato alle armi al rinvio (stato di salute, situazione familiare, istruzione, ecc.). Di meno, 60000-70000 rubli[23], prendono le imprese specializzate in questo campo per il cosiddetto “lavoro senza garanzie”. Il risultato garantito costa non meno di 100000-120000 rubli[24]. Inoltre viene detto che nel caso che insorga qualche difficoltà per ottenere lesenzione la soluzione di problemi inattesi sarà pagata allimpresa come aggiunta.
A quanto si è osservato, a Pietroburgo i prezzi più cari per l’esenzione dal servizio vengono stabiliti in sette quartieri: Admiral’tejskij, Vyborgskij, Kalininskij, Kirovskij, Krasnogvardejskij, Nevskij e Primorskij.


Sotto testo

L’eroismo del distretto di Balašicha[25]

Nel distretto militare della provincia di Balachta della regione di Krasnojarsk c’è il medaglione “Istituzione di alta cultura e modello di ordine”. Qui non ci sono persone che scansano il servizio militare. Il comandante del distretto Gennadij Bodrov a suo tempo si vantava del fatto che nel mese di novembre del 1999 aveva mandato nel Caucaso settentrionale a combattere per gli interessi della Federazione perfino un ragazzo che non aveva la cittadinanza russa. Vadim Krest’janinov tornò dalla guerra decorato, ma si rifiutarono di concedergli il passaporto russo. Non è permesso – poiché i membri della famiglia Krest’janinov si è trasferita dal Kazakistan, non hanno neanche il permesso di soggiorno. Per la Russia, per cui Vadim ha rischiato la vita, è comodo – senza passaporto russo non riceverà neanche quanto compete ai militari…

Ma adesso questo eccellente comandante di distretto Bodrov, da cui nessuno viene esentato dal servizio militare, si è esentato da solo dal distretto. Il tenente colonnello è andato a pranzo ed è sparito per quasi un mese. Ne è stata denunciata la scomparsa. L’hanno cercato a lungo e con grandi sforzi e l’hanno trovato in un appartamento preso in affitto nel centro di Krasnojarsk. L’hanno portato per chiarimenti alla procura del quartiere Kirovskij, che in precedenza aveva aperto un fascicolo per “omicidio”. Si è dovuto chiudere il caso – segni di violenza sul suo corpo, com’è stato detto dalla procura regionale, non sono stati trovati. Il comandante del distretto aveva preso l’appartamento in affitto da solo. Ma, come ha dichiarato, non ricorda nulla e non capisce cosa gli sia successo nelle ultime settimane. Di quale natura sia questa amnesia, non è stato comunicato né dalla procura, né dal distretto militare regionale, che hanno condotto un’inchiesta. Anche i medici, naturalmente, tacciono sulla diagnosi del comandante del distretto militare di Balachta. Al commissariato militare del SibVO[26] hanno spiegato che il distretto militare regionale potrebbe condannare Bodrov o privarlo dell’ennesima decorazione.

Poiché alla ricerca del comandante del distretto si è dedicata tutta la popolazione della regione, il ritrovamento in vita del tenente colonnello ha procurato oltre che gioia la comparsa di una grande quantità di versioni – dal rapimento di questi da parte degli alieni a una preparazione creativa della gioventù locale alla chiamata primaverile alle armi. Ma, si capisce, la più popolare è “si è sbronzato”. In un sito Internet locale è comparsa la proposta di chiamare un superalcolico “Bodrovka”. E lo slogan è già pronto: “Bodrovka” – per un mese non ti passa!.



Commenti sul tema nel nostro forum “OTKRYTO[27].RU

Meeres

Propongo di introdurre un’assicurazione sul servizio militare. Ti nasce un figlio, lo assicuri e paghi una certa somma ogni mese. Questa somma in futuro andrà destinata alle bustarelle ai distretti militari, ai medici, a tutti quelli a cui vanno date. Per la famiglia non sarebbe tanto pesante, per le compagnie assicurative sarebbe un guadagno, ma sui distretti militari e sui medici stiamo zitti.

Igor

Se si conoscono medici seri, ce la si può fare con loro. Si inghiotte un dado metallico legato a una lenza e si fa una UZI[28] - così si ottiene la fotografia di un’ulcera gastrica (verificato). Si può fare una cucitura cosmetica sul coccige. O sul ventre, per rappresentare un’ulcera operata. Ci sono molte cose del genere... La cosa più importante è che il malanno non venga diagnosticato con un’occhiata dal distretto militare. Beh, più grossa è la storia della malattia, meglio è…


sestra PROSTODOKTORA[29]

Ecco un tema che fa innervosire, anche scriverne FA INNERVOSIRE... Il figliolino amato in quel campo minato perché... Da tre anni – da quando ha compiuto 18 anni – due volte l’anno c’è panico in famiglia... In qualche modo finora sgamiamo”. Quanto ai prezzi in questa regione la cosa sta così – ancora un paio di anni fa, fino alle ultime perturbazioni nel distretto militare, – nel nostro CAO[30] questo costava 2500-3000 in valuta pregiata. Oggi già 6000 per lo stesso. E per tali vie traverse e con tali verifiche ripetute – prendono le bustarelle lo stesso. Di amici di mio figlio a casa ce n’è più che abbastanza – circa 10 persone dai 20 ai 24 – nessuno è stato nell’esercito e non ci vuole andare e il figliolino sui miei giudizi sugli obblighi civili ecc. regolarmente risponde: “Tu vuoi che torni idiota?”. E sono tutti ragazzetti bravi, non stupidi, attivi, che desiderano il progresso non solo per se, ma anche per il nostro paese... Esolo che NESSUNO vuole lattuale schiavitù dell’esercito!

Putešestvennik[31]

Finora si è parlato di una cifra come 2000-3000[32] a Kaluga. Qualcuno ha parlato di 6000 a Mosca. Ci sono altre informazioni?

Igor

Ieri ho parlato con un amico. C’è ancora un altro prezzo. Città di Ufa[33]. 35.000 rubli.



La cappella: da chi non ha fatto il servizio militare a chi non è tornato

Nel punto di raccolta della città di Železnodorožnyj, nei pressi di Mosca, dove accorrono i giovani chiamati alle armi di quasi cinquanta distretti militari di Mosca, c’è una cappella. La costruzione di essa è iniziata alla fine della prima campagna cecena ed è terminata all’inizio della seconda.

Questa cappella è un “dono-ricordo” dei genitori dei ragazzi che non sono stati chiamati alle armi per i giovani chiamati alle armi che sono caduti durante il servizio militare e non sono tornati. Iniziatore e realizzatore della costruzione della cappella è stato uno dei commissari militari della regione di Mosca. Questo commissario da quando è stato promosso tenente a quando è stato promosso generale è stato in servizio esclusivamente a Mosca. Non è mai stato in alcuna Cecenia[34], non è stato in Afghanistan né a Černobyl’. Ma aveva gli attestati di afgano[35] e di uomo di Černobyl’.

Prima di scrivere di questo commissario, gli ho fatto una domanda: “Come ha osato?”. Mi ha risposto con leggerezza che in questi “punti caldi” hanno spedito persone inutili. Ma lui era sempre utile. Per le esenzioni dal servizio di leva prendeva bustarelle, ma le divideva. Con questi fondi si è costruito una dacia e ha aiutato il comando della regione militare di Mosca e i più alti ufficiali del quartier generale a costruirsi dacie.

Per non essere stato in alcun “punto caldo” ha ricevuto tre decorazioni. E per la costruzione di quella stessa cappella ha ricevuto anche una decorazione ecclesiastica dalle autorità ortodosse.

Ho scritto di questo generale qualche anno fa. L’articolo si chiamava: “Il commissario dall’elmo non polveroso[36]”. Dopo di che è avvenuto un fatto raro: il comando della regione militare di Mosca, il ministro della Difesa russo Sergej Ivanov e il comandante supremo Vladimir Putin si sono trovati con la “Novaja Gazeta” dalla stessa parte della barricata. Il commissario militare “dall’elmo non polveroso” è stato rimosso dall’incarico e cacciato dalle forze armate.

Il commissario è stato cacciato, ma il sistema è vivo e vegeto, perché l’esercito di leva da molto tempo non corrisponde alle mutate condizioni socio-economiche della società russa contemporanea e alla situazione socio-politica del mondo.
Col mutare dei tempi muta solo il listino prezzi sotterraneo dei servizi dell’esercito. Che fare? C’è linflazione. E poi adesso è più comodo prendere bustarelle in rubli.

Il nostro esercito è diventato veramente di operai e contadini con un misto di figli degli intellettuali non d’elite che appena sopravvivono: i medici e gli insegnanti. Ma i figli dell’attuale elite moscovita, alla domanda dell’eroe di Griboedov[37], il colonnello Skalozub “In quale reggimento presta servizio?” potrebbero rispondere più o meno così: “Ho l’onore di prestare servizio in una banca commerciale”.

Arkadij Babčenko,
corrispondente speciale della “Novaja Gazeta”, partecipante ad azioni militari in Cecenia;

Nadežda Andreeva,
nostro corrispondente speciale, Saratov;

Georgij Borodjanskij,
nostro corrispondente speciale;

Darja (Marčenko) Grigor’jan,
nostro corrispondente speciale, Samara;

Nikolaj Donskov,
nostro corrispondente speciale, San Pietroburgo;

Anna Skudaeva;
Aleksej Tarasov
nostro corrispondente speciale, Krasnojarsk

Vjačeslav Izmajlov

13.04.2007, “Novaja Gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2007/color23/01.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)



[1] La registrazione che attesta la residenza, che in città come Mosca è indispensabile per non esserne cacciati.

[2] E’ proprio così. L’ho verificato personalmente.

[3] Anche qui posso portare una testimonianza personale. Quando, un anno fa, ho visitato il Getsemani, l’ingresso era presidiato da un militare armato di tutto punto… seduto su una sedia e intento a fumare (a riprova del fatto che il servizio di chi veglia sul luogo dove Gesù sudò sangue non è dei più duri…).

[4] Circa 200 euro.

[5] Dai 17 ai 286 euro circa.

[6] Associazione fondata nel 1989 per difendere i diritti dei soldati russi.

[7] Città della Russia meridionale.

[8] 1145-1290 euro circa.

[9] Nome ufficiale russo di quella che si usa chiamare Togliattigrad.

[10] Circa 1430 rubli.

[11] Città della Siberia sud-occidentale.

[12] Da 230 a 460 euro circa.

[13] Oltre 5700 euro.

[14] Circa 1000 euro.

[15] Associazione omonima di un movimento ultranazionalista.

[16] Il documento di esenzione.

[17] Città della Russia meridionale.

[18] Da 860 a 1430 euro circa.

[19] Città della Russia centrale.

[20] Oltre 1080 euro.

[21] Oltre 1710 euro.

[22] Circa 230 euro.

[23] 1710-2000 euro circa.

[24] 2850-3430 euro circa.

[25] Piccola città nei dintorni di Mosca. Ignoro perché si parli di questa città nel titolo del paragrafo.

[26] SIBirskij Voennyj Okrug (Distretto Militare della Siberia).

[27] “Aperto”.

[28] Ultra-Zvukovoe Issledovanie (Analisi con Ultra-Suoni), cioè ecografia.

[29] “Sorella di Prostodoktor”. Prostodoktor significa qualcosa tipo “semplice dottore”.

[30] Central’nyj Administrativnyj Okrug (Circoscrizione Amministrativa Centrale).

[31] “Viaggiatore”.

[32] Presumibilmente dollari.

[33] Capitale della Repubblica di Baschiria, nella parte centro-orientale della Federazione Russa.

[34] Cioè non ha preso parte né alla prima né alla seconda guerra cecena.

[35] Cioè di militare russo che ha combattuto in Afghanistan.

[36] Riferimento ironico ai “commissari dagli elmi polverosi” di cui parla la canzone Sentimental’nyj marš (Marcia sentimentale) dello scrittore, poeta e cantautore sovietico Bulat Šalvovič Okudžava.

[37] Aleksandr Sergeevič Griboedov, scrittore russo del XIX secolo, noto quasi esclusivamente per la commedia “Che disgrazia l’ingegno!”.

http://matteobloggato.blogspot.com/2007/05/in-russia-c-il-
servizio-di-leva-e-il.html

20 aprile 2007

A proposito di El'cin

Indagine

Di chi è questa firma, Boris Nikolaevič[1]?

I successori di solito dimenticano le promesse dei predecessori

El’cin comprensibilmente non ricorda a V. Putin il suo decreto[2] sull’abolizione del servizio di leva. Alle armi chiamano come prima. Come prima El’cin ama il tennis, l’operazione “Successore” è ricominciata.
E’ facile supporre che con un tale sistema russo di passaggio del potere, questo, il potere, non adempirà mai i propri solenni obblighi nei confronti della società.

Boris Nikolaevič, mi rivolgo a Lei per una precisazione. Nel 1996 Lei, presidente della Federazione Russa, promise di abolire il servizio di leva e di passare ad un esercito a contratto entro il 2000. Adesso siamo nel 2007 e il Suo successore V. Putin ha emesso un decreto per l’ennesima chiamata alle armi e Sergej Ivanov (ancora poco tempo fa ministro della Difesa) ha dichiarato pubblicamente che nessuno ha mai promesso di passare ad un esercito russo a contratto.

Boris Nikolaevič! Allora scherzava? O adesso ci ingannano consapevolmente?

Ricordo bene quei giorni di maggio del 1996. Io, ufficiale di comando della 205.a brigata di fanteria meccanizzata, ero membro della commissione elettorale delle forze armate federali unite nella Repubblica Cecena per l’elezione del presidente della Russia. Il 16 maggio Lei, Boris Nikolaevič, firmò il tanto atteso decreto n. 722 “Sul passaggio allo svolgimento delle funzioni di soldato semplice e di sergente nell’esercito e nelle altre forze armate della Federazione Russa su base professionale”.

Il punto 1° del Suo decreto suonava: “Passare dalla primavera del 2000 nelle forze armate… allo svolgimento delle funzioni di soldato semplice e di sergente sulla base dell’ammissione di cittadini volontari al servizio militare su contratto con l’abolizione del servizio di leva…”.

Se sapeste, Boris Nikolaevič, come si rallegrarono le madri dei futuri soldati, con quale sollievo quell’anno votarono per Lei – per il loro presidente!

Ricordo la giornata di sole del 28 maggio 1996, quando il Suo elicottero atterrò nello spiazzo presso il quartier generale della 205.a brigata di fanteria meccanizzata nella zona dell’aeroporto “Severnyj”[3] di Groznyj. E lei, il presidente russo Boris El’cin, parlando davanti ai militari promise: tra qualche mese i soldati di leva che prestano il loro servizio in Cecenia saranno sostituiti da soldati a contratto.
Boris Nikolaevič, il 3 luglio 1996 Lei è stato eletto presidente della Russia per un ulteriore mandato. Ma alla primavera del 2000 года, quando il Decreto n. 722 avrebbe dovuto essere attuato, non siamo arrivati – il 31 dicembre 1999 Lei ha ceduto anticipatamente il potere al suo successore – Vladimir Putin.

Probabilmente, Lei e lui avete valutato l’avvenire e non credo che abbiate dimenticato di valutare i problemi dell’esercito russo. Il Suo famoso decreto è stato gettato nella spazzatura.

In questi 7 anni – dalla primavera del 2000 – nelle nostre forze armate sono morti più di duemila militari che prestavano servizio di leva, alcune migliaia sono rimasti invalidi. Se il suo decreto fosse entrato in vigore, tutti questi ragazzini sarebbero sani e salvi.
Così chiarisca, Boris Nikolaevič, mi risponda: che è successo al Suo decreto n. 722? Chi si è fatto beffe delle madri che hanno perduto i loro figli?

Dalla redazione

Boris El’cin ha dimenticato le promesse fatte in pubblico in quanto è diventato il primo pensionato-oligarca[4]

El’cin non commenta alcun appunto sul fatto che la Russia ha abbandonato la via democratica di sviluppo. A questo silenzio siamo abituati. Ma in modo un po’ impaurito (il che non è abituale) ha dimenticato la sua principale promessa fatta al paese – rendere l’esercito professionale e abolire il servizio di leva nel 2000. Duemila perdite di persone “non da guerra” non lo scuotono più, perché capisce, di cosa è debitore e a chi.
A El’cin è stato conservato il solito business familiare.
Gli immobili.
Abramovič è sano e salvo.
(Come si erano accordati, questi è stato ereditato.)
Con l’amato tennis tutto è a posto.
I
suoi figli vivono e si arricchiscono a Londra.
Ci sono, a dire il vero, anche delle preoccupazioni: bisogna ristabilire i documenti perduti riguardanti altri quattro ettari di terra a Rublëvka[5]. Egli li ristabilirà, crediamo che gli riuscirà.
Noi, a nostra volta, aiutiamo Boris Nikolaevič a ristabilire nella memoria un altro documento – il n. 722. Anche sePerché fargli questo adesso? Un qualche servizio di leva, qualche ragazzo
Alla fin fine ha meritato il diritto di ammirare le gambe di Safin e non quelle del soldato Syčëv[6].
Anche a questo servono i “successori”, a vivere tranquillamente il futuro, senza temere per il passato.

Vjačeslav Izmajlov
capo della sezione Situazioni di Emergenza

05.04.2007, Novaja Gazeta, http://www.novayagazeta.ru/data/2007/24/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)



[1] Ai russi con cui non si ha confidenza bisogna rivolgersi chiamandoli per nome e patronimico (quella sorta di cognome che deriva dal nome del padre – quello dell’ex presidente russo si chiamava evidentemente Nikolaj El’cin).

[2] Secondo la Costituzione russa il presidente può emettere decreti legislativi che entrano immediatamente in vigore (non devono contrastare con la Costituzione e con le leggi federali, ma di come verificare ciò e come operare una volta verificato tale contrasto si parla molto vagamente).

[3] Settentrionale.

[4] “Oligarchi” sono detti in Russia i potentissimi miliardari come Abramovič.

[5] Zona d’elite alla periferia di Mosca.

[6] Il soldato diciannovenne Andrej Sergeevič Syčëv, nella notte di Capodanno del 2006, fu picchiato con incredibile violenza da un sergente e tre commilitoni. Non ricevette cure mediche fino al 4 gennaio e a causa di una cancrena diffusa dovette subire l’amputazione di entrambe le gambe, l’evirazione e l’asportazione dello sfintere.


http://matteobloggato.blogspot.com/2007/04/la-radice-di-tutti-i
-mali.html

19 aprile 2007

A proposito di Ramzan Kadyrov (VI)

Circostanze

La difesa dei diritti umani e la spada[1]

Alcuni ex agenti segreti hanno creato un’organizzazione umanitaria e hanno consegnato un premio per la difesa dei diritti umani a Ramzan Kadyrov

Il Comitato internazionale per la difesa dei diritti umani (MKZPČ)[2] davvero a tempo, proprio per il suo insediamento, ha consegnato al presidente della Cecenia il suo premio più importante. In questa settimana a Ramzan Kadyrov verrà consegnata la “Stella d’Oro – Onore e Merito” e verrà attribuito il titolo di “Emerito difensore dei diritti umani”.

Anche in questo si può individuare il know-how. E’ apparso un trend nella politica russa: la creazione di organizzazioni per la difesa dei diritti umani “corrette”, che non fanno i “criticoni”, ma appoggiano gli sforzi intrapresi dallo stato per costruire una vera democrazia in Russia. Certo, queste organizzazioni per la difesa dei diritti umani sono fine a se stesse – create per profitto o per noia, – ma all’improvviso si sono rivelate opportune.

Di per se si potrebbe anche riderne – beh, hanno premiato Kadyrov in cambio di denaro (l’MKZPČ di certo non consegna sempre i premi per nulla) – se non si sapessero alcune cose: che il Comitato per la difesa dei diritti umani è stato fondato da ex čekisti[3] e da militari, che nei ruoli più importanti al suo interno figura il generale Kazancev (ex plenipotenziario del presidente e “pacificatore” della Cecenia), che alle decisioni del Comitato prende parte un altro comitato – la commissione sicurezza della Duma di Stato[4] della Federazione Russa e che ad uno dei massimi dirigenti dell’MKZPČ, nella chiesa di Cristo Salvatore[5], è stato consegnato, congiuntamente a Kobzon[6] e a Primakov[7], un premio quasi nazionale. In cambio sono stati momentaneamente premiati il presidente della Federazione Russa e quasi tutti i procuratori del Caucaso settentrionale.

La rimpatriata era meravigliosamente a luogo. E più precisamentea tempo.

E non conta tanto che i membri ufficialmente definiti tali del Comitato (Kofi Annan, Sophia Loren, Žirinovskij[8], Jakubovič e Žvaneckij[9]) neanche sospettino di avere rapporti con l’MKZPČ. Non importa che alcuni importanti politici dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, presi al volo da qualche parte per le scale, non avessero capito fino in fondo chi li premiava e per cosa. Adesso tutti questi, volenti o nolenti, sono nel grande gioco: garantiscono la legittimità del presidente Kadyrov e lavorano in tutto e per tutto per la creazione di una democrazia sovrana russa dal volto umano.
Ciò che era stato pianificato come un modo relativamente onesto di fare soldi si è trasformato in un progetto politico di successo, in un’operazione speciale di contropropaganda, il risultato della quale è stato fra l’altro la nascita di un grande difensore dei diritti umani – l’ex guerrigliero Ramzan Kadyrov.

E così, la sera del 26 marzo in uno dei portali di informazione compare la notizia che, il presidente della Repubblica Cecena Ramzan Kadyrov ha ricevuto il più importante premio del Comitato Internazionale per la difesa dei diritti umani – la “Stella d’Oro – Onore e Merito” con l’attribuzione del titolo di “Emerito difensore dei diritti umani”.

Controlliamo il calendario – forse è il primo di aprile… Ma il nome dell’organizzazione e dei premi non si associano a nulla. Fra l’altro nel comunicato si dice che il Comitato è rappresentato in 42 paesi.
Cerchiamo in Internet, chiariamo: il Comitato Internazionale per la difesa dei diritti umani (MKZPČ) è stato creato nel 2001 in Ucraina. Riunirebbe 247 organizzazioni non governative. La quantità di paesi in cui agisce il Comitato varia da 42 a 46, ma ne sono membri Kofi Annan, Leonid Kravčuk[10], Aleksandr Gapon[11], l’arcivescovo Pavel[12], Leonid Jakubovič, Vladimir Žirinovskij, Sophia Loren, Michail Žvaneckij e altre non meno conosciute personalità. Compito del Comitato è “impedire la creazione di un mondo unipolare” e “prevenire l’applicazione di una politica del duplice standard”.

Queste notizie sono state comunicate dal rappresentante degli interessi del Comitato Internazionale presso i mezzi di comunicazione di massa – la casa editrice “Prestiž-Info”.

Tra gli ultimi aggiornamenti del sito dell’organizzazione stessa c’è un comunicato stampa, datato maggio 2004. In esso si dice che “durante la sessione autunnale dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa sono entrati nell’MKZPČ tutti le più alte cariche del Consiglio d’Europa e dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa” e poi segue un’impensabile quantità di fotografia di tutte queste “alte cariche”, che (a giudicare dall’ambientazione delle fotografie) sono state prese al volo da qualche parte nei corridoi e per le scale per consegnargli onorificenze e medaglie. Tra i nuovi membri, che sono elencati per nome: il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa Álvaro Gil-Robles, il presidente della Corte Europea di Strasburgo Lucius Wildhaber, il deputato dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa Hanna Severinsen. Tutti i nuovi membri hanno ricevuto immediatamente il titolo di “Emerito difensore dei diritti umani” ed è stato consegnato loro il simbolo aureo d’onore “Onore e merito”. Molti di loro, a dire il vero, sono già alti funzionari di spessore europeo.

In uno dei suoi comunicati stampa il Comitato comunica anche che i primi a ricevere simili premi sono stati L.D. Kučma[13], quando era presidente dell’Ucraina, il presidente della Federazione Russa V.V. Putin, l’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Federazione Russa in Ucraina V.S. Černomyrdin[14] e l’ex presidente dell’Ucraina L.M. Kravčuk.

Non meno interessanti sono risultate le interviste ai dirigenti di questa organizzazione. Per esempio Igor’ Danilov, presidente dell’MKZPČ dice che i giuristi della loro organizzazione aiutano le persone scomparse di cui si effettuano ricerche. A dire il vero, non precisa se facciano questo gratuitamente o per denaro.

Per denaro, pare. Ecco cosa ha raccontato al centro “Demos”[15] Antonina Taranovska (Amnesty International, Kiev) sull’attività del Comitato sul territorio dell’Ucraina: “In realtà non fanno niente. Così asseriscono che in mezz’ora possono ritrovare una bambina che qualcuno ha venduto all’estero e riportarla in Ucraina. Negli ultimi tre mesi più di una volta hanno fatto simili azioni “da pubbliche relazioni”. Per tutto questo prendono soldi dalla gente: per esempio, c’è bisogno di cercare qualcuno – paga tremila in valuta[16] e noi lo ritroviamo. L’organizzazione è in rapporti di amicizia con la polizia delle regioni, di essa si parla nei giornali della polizia”.

La base russa dell’organizzazione è a Rostov sul Don[17]. A dire il vero, i nostri conoscenti delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani di Rostov non sanno nulla dell’attività del Comitato, ma in Internet ci è riuscito di trovare alcune interviste molto interessanti (che sono corredate dalla nota: “a titolo di pubblicità”) del signor Boroncov-Berežnoj Dmitrij Leonidovič, grande principe[18], primo vicepresidente dell’MKZPČ, Gran Maestro del Sovrano Ordine ortodosso maltese di san Giovanni di Gerusalemme[19]. Dmitrij Leonidovič dice di essere un convinto sostenitore della forma di governo monarchica, che la Russia deve essere governata da un signore assoluto e che i funzionari vanno nominati, senza spendere soldi statali in elezioni.

Egli stesso collabora da tempo con le autorità locali e in particolare, basandosi sui principi dell’organizzazione, ha diretto l’ufficio regionale di Viktor Germanovič Kazancev nel periodo in cui era il rappresentante plenipotenziario del presidente della Federazione Russa nel distretto federale del Caucaso settentrionale[20]. (Fino ad allora il “difensore dei diritti umani” Kazancev aveva comandato le forze federali unite nel Caucaso settentrionale.) L’amicizia e la stretta collaborazione vanno ancora avanti – Viktor Kazancev è rappresentante straordinario e plenipotenziario dell’MKZPČ per questioni particolarmente importanti.

In un’altra sua intervista Dmitrij Voroncov-Berežnoj dice che tra i premiati con riconoscimenti del Comitato ci sono il governatore della regione di Rostov V.F. Čub, il presidente dell’assemblea legislativa della stessa regione Popov A.V., il procuratore della regione di Rostov Char’kovskij A.I., il presidente del tribunale regionale di Rostov Tkačëv V.N., il presidente della Camera Arbitrale di Rostov Fëdorenko N.V. e molti altri funzionari, che si sono messi in luce, evidentemente, nel campo della difesa dei diritti umani.

Anche Voroncov-Berežnoj, che è uno dei dirigenti di un’organizzazione, il cui scopo è “la difesa dei diritti inalienabili dei cittadini che sono perseguitati per motivi politici, razziali, religiosi e di altro genere”, parlando dei suoi rapporti con il cristianesimo e con l’islam, dice che “è difficile trovare un posto sulla Terra, dove la gente non soffra a causa degli attacchi dei musulmani e dove sullo sfondo dell’islam militante le altre religioni e credenze non cristiane non rappresentino una chiara minaccia al cristianesimo, all’umanità, alla civiltà”. Nella stessa intervista riflette sul modo in cui “contrapporsi all’islam mondiale”.

E poi ancora sui riconoscimenti: il 15 dicembre 2006 nella sala dei concili della chiesa di Cristo Salvatore ha avuto luogo la quarta cerimonia di conferimento dell’alto riconoscimento “Orgoglio della Russia”[21]. Fra i cavalieri decorati con la “più alta onorificenza sociale della Federazione Russa” ci sono: Primakov Evgenij Maksimovič, Kobzon Iosif Davidovič, Bokerija Leo Antonovič[22], Voroncov-Berežnoj Dmitrij Leonidovič – rappresentante straordinario e plenipotenziario del Comitato Internazionale per la difesa dei diritti umani presso l’ONU.


Persone interessate

Vladimir ŽIRINOVSKIJ è venuto a conoscenza dell’esistenza dell’МКЗПЧ grazie a un corrispondente della “Novaja Gazeta”: “Non sono mai entrato a far parte di tale organizzazione, – ha risposto. – E’ probabile che vogliano dare maggior peso alla loro organizzazione utilizzando cognomi noti”.

Il conduttore televisivo Leonid JAKUBOVIČ, dopo aver sentito le domande della “Novaja Gazeta” riguardo alla sua partecipazione al Comitato e al modo in cui questo avesse votato per Kadyrov, ha reagito laconicamente: “Che sciocchezze sono? E’ una totale assurdità! Non faccio parte di alcun Comitato”.

Neanche Michail ŽVANECKIJ ha mai sentito parlare dell’esistenza dell’MKZPČ, di cui farebbe parte. “Sento parlare per la prima volta dell’esistenza del Comitato, – ha detto. – Ricevo e conosco la “Novaja Gazeta”, ma del Comitato non so nulla. Sarebbe terribile, se solo acconsentissi ad avvicinarmi a quel Comitato”.

La redazione non ha ritenuto necessario disturbare con simili domande gli altri “membri” dell’MKZPČ, cioè Kofi Annan, l’arcivescovo Pavel ecc., soprattutto Sophia Loren.

Redatto sulla base del materiale del centro “Demos”.

02.04.2007, “Novaja Gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2007/23/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)



[1] Il titolo originale riecheggia Ščit i meč (Lo scudo e la spada), titolo di un romanzo dello scrittore sovietico Vadim Michajlovič Koževnikov.

[2] Abbreviazione del nome dell’associazione in russo (Meždunarodnyj Komitet Zaščity Prav Čeloveka).

[3] Čekisty erano detti gli agenti della ČK (Črezvyčajnaja Komissija po bor’be z kontrrevoljucej i sabotažem – Commissione Straordinaria per la lotta contro la controrivoluzione e il sabotaggio, la cui abbreviazione si legge čeka), il primo servizio segreto sovietico e per estensione sono chiamati così gli agenti segreti in generale.

[4] La “camera bassa” del parlamento russo.

[5] La principale chiesa ortodossa di Mosca insieme a san Basilio, distrutta sotto Stalin e ricostruita negli anni ’90.

[6] Iosif Davidovič Kobzon, cantante e “poeta laureato” dell’Unione Sovietica e della Russia putiniana.

[7] Evgenij Maksimovič Primakov, politico russo, già primo ministro e adesso a capo di un’associazione di imprenditori.

[8] Vladimir Vol’fovič Žirinovskij, politico nazionalista russo, leader del sedicente Partito Liberal-Democratico di Russia.

[9] Michail Michajlovič Žvaneckij, comico e scrittore satirico russo.

[10] Leonid Makarovyč Kravčuk, discusso politico ucraino, già presidente dell’Ucraina.

[11] Oscuro comandante della polizia di Kiev, divenuto sottosegretario degli Interni.

[12] Arcivescovo di Vyšgorod, nei pressi di Kiev (al secolo Pëtr Dmitrievič Lebed’).

[13] Leonid Danylovyč Kučma, secondo presidente dell’Ucraina, accusato di aver limitato la libertà di stampa e di aver fatto uccidere il giornalista Heorhij Ruslanovyč Gongadze.

[14] Viktor Stepanovič Černomyrdin, primo ministro sotto El’cin e imprenditore plurimiliardario.

[15] Centro per la difesa dei diritti umani e per la promozione della società civile fondato a Mosca nel 2004.

[16] Dollari, forse, ma ultimamente anche l’euro è apprezzato da quelle parti…

[17] Città della Russia meridionale.

[18] I titoli nobiliari sono stati riesumati nella Russia post-sovietica, ma mi pare che quello di “grande principe” competesse solo alla casa regnante (gli antichi sovrani russi erano detti “grandi principi”, il primo a fregiarsi del titolo di “zar” fu Ivan il Terribile).

[19] Sorta di “Cavalieri di Malta” ortodossi.

[20] Putin ha diviso la Russia in sette distretti capeggiati da plenipotenziari di sua fiducia.

[21] Si potrebbe perfino annotare che per la più pura spritualità ortodossa l’orgoglio è uno dei peccati più gravi…

[22] Famoso cardiochirurgo.


http://matteobloggato.blogspot.com/2007/04/tra-cani-non-si-mordono-anzi-si.html

17 aprile 2007

A proposito di Russia e Georgia

Dettagli

Senza contesto politico?

La Georgia ha denunciato la Russia alla Corte Europea per i diritti umani

La denuncia a nome dello stato è stata presentata il 26 marzo alla corte di Strasburgo dal rappresentante della Georgia nel Consiglio d’Europa Zurab Čiaberašvili. In tal modo la Georgia conta di ottenere risarcimenti per i danni morali e materiali subiti dai cittadini georgiani che sono stati deportati dal territorio della Federazione Russa negli ultimi mesi.

La denuncia presentata al tribunale internazionale consta di 200 pagine di testo e 30 minuti di filmati. La parte più importante di questo materiale sono le conclusioni di quattro mesi di lavoro della commissione parlamentare provvisoria d’inchiesta sulle violazioni dei diritti dei cittadini georgiani nella Federazione Russa. La commissione ha studiato le testimonianze dei cittadini georgiani deportati dalla Russia e dei dipendenti dell’ambasciata e del consolato georgiani a Mosca.

Nel complesso in nove mesi sono stati deportati dalla Russia circa cinquemila cittadini georgiani. Nel corso della deportazione, in varie circostanze, sono morte alcune persone.

A quanto risulta alla commissione parlamentare, i rappresentanti delle forze dell’ordine e del controllo dell’immigrazione russi hanno stracciato i passaporti di cittadini georgiani o hanno semplicemente ignorato il loro status legale, hanno separato dai genitori bambini in tenera età, hanno trattenuto in condizioni disumane persone arrestate, hanno rifiutato loro cure mediche e parte dei decreti di deportazione sono stati emessi dai tribunali in assenza degli imputati. Le autorità georgiane non hanno dimenticato di inserire nella denuncia il noto episodio riguardante la stesura di liste di alunni di etnia georgiana.

Come ha notato il rappresentante della Georgia presso la Corte Europea Besarion Bochašvili, questa denuncia “è un documento giuridico e non va inquadrato nel contesto politico”. Non di meno in Georgia la questione della presentazione della denuncia è diventata tema di dibattito politico. Il fatto è che, secondo le regole della Corte Europea il termine per la presentazione della denuncia scadeva il 27 marzo. Tuttavia il ministero della Giustizia georgiano, che ha studiato i lavori della commissione parlamentare, ha trascinato la questione fino all’ultimo. Il ministro di Giustizia Gija Kavtaradze ha dichiarato che presentare una denuncia alla corte di Strasburgo ha senso solo quando sono state raccolte abbastanza prove convincenti. L’opposizione parlamentare ha valutato questa posizione “mancanza di principi” e “incoerenza”. Secondo gli oppositori, le autorità della Georgia temevano di irritare troppo la Russia. In un modo o nell’altro, la rinuncia a presentare la denuncia difficilmente avrebbe migliorato di molto i rapporti russo-georgiani e nel frattempo avrebbe fortemente danneggiato la reputazione delle autorità della Georgia agli occhi dei propri cittadini.

Dmitrij Avaliani
Tbilisi

“Novaja Gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2007/22/11.html

29.03.2007 (traduzione e note di Matteo Mazzoni)


http://matteobloggato.blogspot.com/2007/04/russia-e-georgia
-orrori-e-paure.html