16 novembre 2011

A proposito del modo di far politica in Russia (XXII)

Brogli per posta

Nelle commissioni elettorali di Piter [1] ci sono file di persone che desiderano votare per posta – più di cinquemila persone hanno già espresso tale volontà

14.11.2011

[1] Nome colloquiale di San Pietroburgo.

[2] Central'naja Izbiratel'naja Komissija (Commissione Elettorale Centrale).

[3] Obščerossijskij Narodnyj Front (Fronte Popolare Panrusso), la coalizione di Putin.

[4] "Di Petrograd" (nome "russo" di San Pietroburgo), il quartiere più antico di Pietroburgo.

[5] Circa 12 euro.

[6] Quartiere della zona sud-occidentale, chiamato così in onore del politico sovietico Sergej Mironovič Kirov (vero cognome: Kostrikov).

[7] "Della Guardia Rossa", quartiere della zona orientale.

[8] "Marittimo", quartiere della zona centro-occidentale.

[9] "Dell'Ammiragliato", quartiere centrale.

[10] "Di Vyborg" (città della Russia settentrionale), quartiere della zona nord-orientale.

[11] Città ai piedi del Caucaso.

[12] Formula sovietica usata ironicamente.


http://matteobloggato.blogspot.com/2011/11/la-russia-di-putin-esplora-la-nuova.html

14 novembre 2011

A proposito di Russia e Tagikistan

La cernita

I nostri corrispondenti speciali hanno osservato come la polizia di Mosca e lo FMS [1] hanno ripulito la capitale russa da persone di una sola nazionalità

13.11.2011

[1] Federal'naja Migracionnaja Služba (Servizio Federale per le Migrazioni).

[2] Quartiere della zona sud-occidentale di Mosca.

[3] "Settentrionale", quartiere della zona nord-orientale di Mosca.

[4] Autobus della PAZ (Pavlovskij Avtomobil'nyj Zavod, "Fabbrica di Automobili di Pavlovo", nella Russia centrale).

[5] "Gazzella", furgone della GAZ (Gor'kovskij Avtomobil'nyj Zavod, "Fabbrica di Automobili di Gor'kij", adesso di nuovo Nižnij Novgorod, nella Russia centrale).

[6] Sic.

[7] Rachmon attribuisce al proprio presidente l'inasprimento dei rapporti con la Russia dopo il "caso dei piloti" (la condanna a 8 anni e 6 mesi di reclusione di un pilota di aerei russo e di uno estone per contrabbando, violazione di frontiere e delle regole sui voli).

[8] Viale della Pace, via della parte settentrionale di Mosca.

[9] Otdel Vnutrennich Del (Sezione degli Affari Interni), cioè distretto di polizia.

[10] Stazione del metrò nella zona sud-orientale di Mosca.

[11] "Piazza della Trasfigurazione", nella parte nord-orientale di Mosca.

[12] Quartiere della zona occidentale di Mosca.


http://matteobloggato.blogspot.com/2011/11/e-ora-mosca-ce-la-caccia-al-tagiko.html

13 novembre 2011

A proposito del disastro di Smolensk

"Attentato a Smolensk"

demonica, 29 marzo 2011 – 12.42

Autore – Leszek Szymowski (nato nel 1981 a Cracovia), laureato all'Università di Varsavia, giornalista investigativo e fotografo, pubblicista ("Agora" [1], "Gazeta Polska" [2], "Najwyższy Czas" [3], "Warszawska Gazeta" [4], "Wprost" [5]). Collaboratore di "Misja Specjalna" [6] e "30 minut extra" [7]. Dal 10 aprile 2010 conduce un'indagine giornalistica sul disastro di Smolensk.

Nel libro pubblicato nel marzo 2011, il cui sottotitolo suona "11 mesi dopo il disastro del Tu-154”, descrive i risultati della propria indagine. Smaschera l'operato della procura russa, che non ha lo scopo di spiegare le cause del disastro del Tupolev, ma di avvalorare la versione sull'errore dei piloti. Presenta fatti, dichiarazioni di persone legate ai servizi segreti, all'aeronautica (soprattutto militare), ai testimoni degli avvenimenti. Ma non solo – presenta pure l'analisi delle ragioni dell'attentato, le omissioni dei servizi segreti, i metodi di disinformazioni da parte del nostro governo e di quello russo, della nostra procura e di quella russa, della nostra commissione di inchiesta e di quella russa.

L'autore riporta nel libro la dichiarazione e la testimonianza del prof. Mirosław Dakowski, fisico, autorità di livello mondiale. Ogni frase di questo libro è importante e ci avvicina alla spiegazione del crimine compiuto ai danni dei più importanti, migliori, patriottici cittadini del nostro Paese.

Un brano del libro che riguarda le foto satellitari del giorno 10 aprile 2010, trasmesse alla Polonia:

"Conversazione con un ufficiale dell'Agenzia di Sicurezza Interna:

In quali circostanze queste foto finirono in Polonia?

– Gli stessi servizi americani di propria iniziativa organizzarono incontri di lavoro con alcuni rappresentanti dei nostri servizi… Si giunse a un incontro fuori dalla Polonia… Gli americani dissero che i satelliti della NSA [8] avevano filmato l'intero volo del Tupolev e registrato anche il momento del cosiddetto "disastro".

Cosa filmarono i satelliti il 10 aprile?

– Filmarono il volo del Tupolev e il momento del suo atterraggio. Da questi filmati risulta che l'aereo atterrò nel fango nel bosco presso l'aeroporto, un po' ammaccato e danneggiato, ma atterrò. Le foto fatte un istante più tardi presentano già il relitto del Tupolev, i cui frammenti sono sparpagliati. E' già l'effetto dell'esplosione…

Cos'è stato di queste foto?

– Prendemmo alcune di esse dagli americani, poi scrivemmo una nota al capo dell'Agenzia di Sicurezza Interna Krzysztof Bondaryk, in cui presentavamo il corso dell'incontro con gli americani e la loro offerta riguardante le foto e allegammo le foto che ci dettero gli americani. Pensammo che avremmo subito avuto una reazione e che i superiori ci avrebbero ordinato ufficialmente di intervenire con la parte americana perché queste foto finissero in mano nostra. Con nostro stupore così non avvenne. Sulla base di ciò che sentì Bondaryk scrisse in proposito una nota al premier Tusk, ma Tusk non si decise ad approfittare dell'offerta degli americani. In ogni caso ufficialmente non si giunse a un successivo incontro.

E non ufficialmente?

– Non ufficialmente sì. E allora gli americani dissero che se il governo polacco agiva in quel modo, era un tradimento degli interessi nazionali e un tradimento degli alleati della NATO, poiché significava che il governo di Donald Tusk partecipava ad un inganno con la Russia. E cancellava le tracce dell'omicidio del presidente di un paese della NATO.

E cos'è stato poi di quelle foto?

– Non lo so. Chiedilo a Tusk o a Bondaryk. Ma gli americani ci dettero delle copie di quelle foto e di quei filmati."

Il seguente brano riguarda la presenza del colonnello Krasnokutskij sulla torre di controllo a Smolensk:

"Il maggiore dell'agenzia di intelligence:

– Ovviamente è falsa la notizia data dai russi che i registratori delle conversazioni sulla torre non funzionavano. Abbiamo ottenuto le registrazioni delle conversazioni dei controllori e le conversazioni di Krasnokutskij con la "Logika" [9] – propriamente solo una conversazione. Non posso dire in che modo la facemmo, poiché è un segreto di Stato. Dirò solo che i contenuti che ottenemmo sono diametralmente diversi dai contenuti che ha presentato il MAK [10]. Le registrazioni furono mandate a tradurre. La nostra traduttrice, che se ne occupò, dopo la traduzione dell'intera conversazione svenne quasi per il terrore. In questa registrazione era fissata la raccomandazione data da Krasnokutskij attraverso la "Logika". Era una raccomandazione che avvalora la tesi dell'attentato. Era un momento dopo le 8.20. Il segnale da Mosca portò al blocco della connessione del telefono satellitare del presidente Kaczyński e all'interruzione della sua conversazione con il fratello."

Dopo che all'aeroporto furono accese le sirene d'allarme sul posto comparvero squadre di soccorso, investigatori dell'OMON [11], medici e squadre di soccorso dello FSB [12]. Tra loro c'era il colonnello Nikita Sergeevič Pavlenko – vice-capo dell'OMON. Il giorno seguente, in una conversazione con il procuratore, Pavlenko testimoniò che sabato 10 aprile aveva un giorno libero pianificato, ma fu chiamato con una telefonata improvvisa dal capo, che gli ordinò di andare all'aeroporto Severnyj [13], dove si era schiantato l'aereo con il presidente polacco. Causò sorpresa agli inquirenti che dall'altra parte della città il colonnello Pavlenko giunse in auto nel giro di qualche minuto.

L'intelligence polacca deliberò di verificare questa relazione attraverso il cartellino di traffico telefonico dell'ufficiale. Risultò che il colonnello Pavlenko ricevette l'unica telefonata di quel giorno alle ore 8.31, e quindi mentre (secondo il MAK) l'aereo con Lech Kaczyński a bordo era ancora in aria."

Nella sezione "Bilancio" – "le 10 maggiori bugie di Smolensk":

1. Il Tupolev presidenziale volava verso Smolensk registrato come volo internazionale.

Falso: Era un Tupolev governativo e il suo volo per Smolensk era un volo militare.

2. L'equipaggio dell'aereo era inesperto e compì errori madornali. I maggiori furono la sottovalutazione delle raccomandazioni dei controllori di volo e il tentativo di atterraggio.

Falso: I piloti erano ottimamente istruiti, avevano grande esperienza e il controllore più volte dette l'ok all'atterraggio, dicendo "pista libera".

3. Alle ore 8.41, dopo aver urtato una betulla, il Tupolev si capovolse e si schiantò a terra. La forza dell'impatto uccise tutti i passeggeri. Nessuno sopravvisse.

Falso: il Tupolev tagliò gli alberi, ma ammaccato fece un atterraggio d'emergenza nel fango. Alle 8.39 lo squarciò la forza dell'esplosione di una bomba termobarica e anche questa uccise parte dei passeggeri. Quelli che sopravvissero furono ammazzati a colpi d'arma da fuoco.

4. Il film girato sul luogo della tragedia con il telefono cellulare da Volodja Safonenko [14] non ha alcun significato e i rumori registrati là provengono dall'esplosione delle munizioni di un funzionario dell'Ufficio di Sicurezza del Governo.

Falso: Volodja Safonenko non ha girato questo film. I rumori di spari provenivano da armi da fuoco e il film è la prova che i passeggeri che sopravvissero furono ammazzati.

5. Fin dalle prime ora l'indagine fu condotta insieme da Polonia e Russia e la collaborazione si svolse in modo notevole e fu condotta secondo i migliori standard.

Falso: il governo Tusk consegnò ai russi l'indagine sul disastro di Smolensk e la procura polacca fin dai primi giorni ebbe ben poco da dire. E gli stessi russi ordirono inganni dai primi minuti.

6. Fin dalle prime ore le famiglie delle vittime furono circondati delle maggiori cure, gli fu assicurato l'aiuto legale e psicologico e la partecipazione alle operazioni. Tutti i resti delle vittime furono identificati e trasportati in Polonia.

Falso: le famiglie delle vittime furono umiliate fin dall'inizio, gli fu reso difficile l'acceso ai materiali dell'indagine, le bare trasportate in Polonia furono saldate e non gli fu permesso di aprirle.

7. Gli inquirenti russi e polacchi, considerando l'importanza della questione, fin dall'inizio informarono accuratamente l'opinione pubblica sui progressi delle indagini e le più importanti conclusioni.

Falso: Fin dai primi minuti dopo il disastro avemmo a che fare con un'azione di disinformazione ben organizzata. Mentirono gli inquirenti russi e polacchi, il MAK e entrambi i governi.

8. I servizi russi non avevano il minimo interesse ad uccidere Lech Kaczyński, poiché qualche mese dopo avrebbe cessato di essere presidente e sarebbe passato nell'oblio politico.

Falso: Lech Kaczyński avrebbe potuto vincere di nuovo le elezioni. Danneggiava la politica dell'imperialismo russo, poiché portò la Georgia nella NATO, rafforzò l'indipendenza della Polonia, operò per lo scioglimento del WSI [15] e si oppose a una stesura sconveniente dell'accordo sul gas.

9. Dopo la morte di Kaczyński le relazioni con la Russia furono normalizzate e i rapporti tra i due paesi diventarono infine corretti.

Falso: La politica estera polacca virò in senso filo-russo e il servilismo del governo e del presidente nei confronti della Russia raggiunse misure inimmaginabili.

10. La morte di Lech Kaczyński fu il risultato di un disastro che fu effetto di un intreccio di una serie di circostanze sfortunate [16].

Falso: Lech Kaczyński fu ammazzato."

Infine l'ultima citazione dal libro di Leszek Szymowski:

"Nel gennaio 2011 i sondaggi mostravano un 40% di sostegno popolare al governo della Piattaforma Civica e dello stesso premier e un sostegno altrettanto alto al presidente Bronisław Komorowski.

QUO VADIS, POLONIA? „

Il libro si può ordinare:

http://www.warszawskagazeta.pl/component/contact...

Dal blog "Niepoprawni.pl" [17]: http://niepoprawni.pl/blog/2376/zamach-w-smolensku



Note

[1] "Agorà", gruppo editoriale.

[2] "Giornale Polacco", settimanale conservatore.

[3] "Il Tempo Più Importante", settimanale moderato.

[4] "Giornale di Varsavia", settimanale di orientamento politico non ben precisato.

[5] "Direttamente", settimanale di centro.

[6] "Missione Speciale", programma di informazione della TV pubblica.

[7] "30 minuti extra", programma di informazione della TV pubblica.

[8] National Security Agency (Agenzia Nazionale di Sicurezza), il servizio segreto interno.

[9] Istituzione non ben specificata.

[10] Mežgosudarstvennyj Aviacionnyj Komitet (Comitato Interstatale dell'Aviazione), ente che controlla i voli nella CSI.

[11] Otdel Milicii Osobogo Naznačenija (Sezione di Polizia con Compiti Speciali).

[12] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), il principale servizio segreto russo.

[13] "Settentrionale".

[14] Operaio di una stazione di servizio nei pressi del luogo della tragedia.

[15] Wojskowa Slużba Informacyjna (Servizio di Intelligence Militare).

[16] La frase a dir poco contorta riflette fedelmente l'originale.

[17] Niepoprawni significa "scorretti".


http://matteobloggato.blogspot.com/2011/11/ma-il-disastro-di-smolensk-fu-davvero.html

10 novembre 2011

A proposito dell'Ossezia del Sud (IV)

La CIK [1] dell'Ossezia del Sud ha invitato alle elezioni solo osservatori della Federazione Russa, dell'Abcasia e della Transnistria [2]

9 novembre 2011, 18.10

Alle elezioni del presidente dell'Ossezia del Sud, che si tengono il 13 novembre, in qualità di osservatori prenderanno parte rappresentanti dell'Ossezia del Nord e di altre regioni della Russia, della Transnistria e dell'Abcasia, ha riferito il presidente della CIK della repubblica Bella Plieva [3]. La questione della partecipazione di altri osservatori stranieri resta ancora aperta.

La scorsa settimana i rappresentanti della nota organizzazione internazionale per l'osservazione delle elezioni CIS-EMO si trovavano in Ossezia del Sud. Tuttavia la CIK della repubblica ha dichiarato di non avere niente a che fare con la loro visita, i rappresentanti della commissione elettorale non si sono neanche incontrati con gli osservatori.

"La CIK di solito invita osservatori secondo il proprio sistema. Abbiamo invitato rappresentanti della Commissione Elettorale Centrale della Federazione Russa con a capo il presidente Vladimir Čurov, rappresentanti della CIK della Transnistria, dell'Abcasia e dell'Ossezia del Nord. Anche il governo della Repubblica dell'Ossezia del Sud, l'amministrazione presidenziale e il parlamento invitano propri osservatori", – ha detto Plieva.

Come ha notato il capo della CIK dell'Ossezia del Sud, gli osservatori devono registrarsi presso la Commissione Elettorale Centrale. "Abbiamo già preparato le cartelle per gli osservatori, che contengono le leggi della Repubblica dell'Ossezia del Sud, le carte dell'Ossezia del Sud, le liste dei seggi (perché sia più facile orientarsi) e anche dei promemoria per gli osservatori: cosa possono fare sul nostro territorio", – ha aggiunto Plieva.

Il presidente della CIK ha sottolineato che i seggi elettorali sono pronti per le elezioni. Nella piazza Teatral'naja di Cchinval [4], secondo Plieva, sarà aperto il Centro di Informazioni, dove affluiranno i dati dai seggi elettorali, "il che permetterà di riflettere in modo trasparente il corso delle votazioni".

L'attivista per i diritti umani Vissarion Aseev ritiene che la presenza di osservatori internazionali alle elezioni del presidente dell'Ossezia del Sud potrebbe essere un'occasione "utile" per la regione.

"Se alle elezioni non saranno presenti osservatori internazionali, sarà un male. Da una parte diciamo che vogliamo allargare la sfera del riconoscimento internazionale, ma dall'altra vietiamo agli osservatori delle organizzazioni internazionali di monitorare le elezioni", – nota in un'intervista al corrispondente del "Kavkazskij uzel".

"Per la comunità internazionale ha grande valore quanto un potere è democratico, quanto democraticamente si svolgerà il cambio di potere e il divieto di ingresso agli osservatori delle organizzazioni internazionali alle elezioni del presidente dell'Ossezia del Sud è un danno al riconoscimento della sovranità del nostro paese", – ha spiegato Aseev.

Il politologo e giornalista dell'Ossezia del Sud Alan Parastaev, a sua volta, nota che nella questione degli osservatori stranieri in Ossezia del Sud ci sono molte cose non chiare. Secondo le sue informazioni sul canale televisivo "Rossija–Vesti" [5], attribuendo tali parole a Ėduard Kokojty "hanno detto direttamente che alle elezioni del presidente della Repubblica dell'Ossezia del Sud non saranno presenti osservatori stranieri".

"Per maggior certezza mi sono messo in contatto con la CIK dell'Ossezia del Sud e una sua collaboratrice mi ha parlato della situazione con gli osservatori stranieri: "Probabilmente ci saranno osservatori stranieri. Non c'è alcuna limitazione per loro, certamente", – scrive Parastaev nel suo servizio per "Ėcho Kavkaza" [6]. – Cioè la commissione elettorale dell'Ossezia del Sud permette agli osservatori stranieri di entrare, ma il presidente di quella stessa repubblica dichiara che gli osservatori stranieri non ci saranno. O forse il presidente ritiene che Russia, Transnistria e Abcasia non siano stati esteri?! O per stranieri si sottintendono gli osservatori dei paesi europei?".

Tra l'altro, la Georgia ha già dichiarato che le prossime elezioni del capo dell'Ossezia del Sud "non sono cariche di alcun significato per Tbilisi", come riporta "Novosti Gruzija" [7]. "Le cosiddette elezioni non hanno alcun peso giuridico, né politico, in quanto la comunità internazionale non le riconosce, – ha dichiarato il vice-capo del dicastero di politica estera Nino Kalandadze. – Non hanno alcun peso neanche per la Georgia. Da nessun procedimento sui territori "occupati", si chiami elezioni o in un altro modo, ci aspettiamo niente – né in positivo, né in negativo".

Come ha riferito "Kavkazskij uzel", il 13 novembre in Ossezia del Sud si svolgeranno le elezioni del presidente. Nella lista dei candidati registrati dalla CIK c'erano 17 cognomi. L'8 novembre si è avuta notizia che il candidato alla presidenza dell'Ossezia del Sud Ajvar Bestaev [8] ha rinunciato a partecipare alle elezioni in favore di Dmitrij Tasoev. Il presidente dell'Ossezia del Nord Tajmuraz Mamsurov, i rappresentanti dello MČS [9] e delle VDV [10] russi e alcuni deputati della Duma di Stato della Federazione Russa hanno dichiarato di sostenere la candidatura di Anatolij Bibilov [11]. E l'allenatore della nazionale russa di lotta libera, a cui è stata rifiutata la registrazione alle elezioni, Džambolat Tedeev ha dichiarato di sostenere Alla Džioeva [12].

Nota della redazione: vedi anche le notizie "Tre sostenitori di Džioeva picchiati in Ossezia del Sud", "Valerij Tedeev [13] esige l'annullamento della registrazione di Georgij Kabisov [14] come candidato alla presidenza dell'Ossezia del Sud", "Sergej Chajkin, direttore dell'Istituto di Marketing Sociale: gli elettori in Ossezia del Sud perdono l'orientamento per il gran numero di candidati alla presidenza".

Autore: Marija Kotaeva; fonte: corrispondente del "Kavkazskij uzel"

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/195503/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)


Note

[1] Central'naja Izbiratel'naja Komissija (Commissione Elettorale Centrale)

[2] Parte della Moldavia al di là del fiume Dnestr (da cui il nome) autoproclamatasi indipendente con l'appoggio delle Russia.

[3] Per semplicità uso la traslitterazione russa.

[4] Alla russa (vedi nota precedente). In genere si usa la forma Tskhinvali.

[5] "Russia-Notizie", canale all news.

[6] "Eco del Caucaso", sorta di filiale caucasica di Radio Free Europe.

[7] "Notizie Georgia", agenzia di informazioni georgiana.

[8]Ajvar Bagratovič Bestaev, noto chirurgo.

[9] Ministerstvo Črezvyčajnych Položenij (Ministero delle Situazioni di Emergenza), ente con compiti analoghi alla nostra Protezione Civile, ma militarizzato.

[10] Vozdušno-Desantnye Vojska (Truppe Scelte Aviotrasportate).

[11] Anatolij Il'ič Bibilov, generale, capo dell'equivalente dello MČS dell'Ossezia del Sud.

[12] Alla Aleksandrovna Džioeva, ministro della Pubblica Istruzione dell'Ossezia del Sud non ancora "indipendente".

[13] Valerij Kazbekovič Tedeev, ministro della Difesa dell'Ossezia del Sud non ancora "indipendente".

[14] Georgij Sergeevič Kabisov, capo del Comitato Statale (ex ministero) per le Informazioni e le Comunicazioni.


http://matteobloggato.blogspot.com/2011/11/sulle-elezioni-in-ossezia-del-sud-e.html

07 novembre 2011

A proposito del modo di far politica in Russia (XXI)

Perché la Russia non è il Messico, o La tecnologia "dedazo" al servizio di Putin

07.11.2011

[1] Nell'originale, ovviamente, si da la definizione in russo.

[2] Termine dello slang di epoca sovietica, derivato da odobrenie (approvazione), con cui si definiva l'approvazione data dal PCUS alle misure più terribili.


http://matteobloggato.blogspot.com/2011/11/la-russia-che-non-va-al-massimo-e.html

03 novembre 2011

A proposito di profilassi anti-terroristica

Siamo lontani da Nal'čik?

In Karačaj-Circassia [1] radono la barba ai credenti "scorretti"

01.11.2011

[1] Repubblica autonoma del Caucaso abitata dai Carachi di etnia turca e dai Circassi, popolo caucasico autoctono.

[2] Paese della zona più orientale della Repubblica di Karačaj-Circassia.

[3] Operazioni di Investigazione e di Ricerca.

[4] Gosudartvennaja Inspekcija po Bezopasnosti Dorožnogo Dviženija (Ispettorato Statale per la Sicurezza del Traffico Stradale), in pratica la Stradale.

[5] Versione russa della Fiat 124.

[6] Otdel Milicii Osobogo Naznačenija (Sezione di Polizia con Compiti Speciali), sorta di Celere russa, nota per la sua durezza.

[7] Che per ironia della sorte significa "Pacifico" (il termine russo è di genere maschile).

[8] Città della Russia meridionale ciscaucasica.

[9] Dorožno-Patrul'naja Služba (Servizio di Pattuglia Stradale), reparto del GIBDD.

[10] Upravlenie Federal'noj Služby Bezopasnosti (Direzione del Servizio Federale di Sicurezza), in pratica la sezione locale del principale servizio segreto russo.

[11] Il distretto di cui Učkeken è il capoluogo.

[12] Villaggio della zona nord-occidentale della Karačaj-Circassia.

[13] Rajonnyj Otdel Vnutrennich Del (Sezione Distrettuale degli Affari Interni), in pratica la sede distrettuale della polizia.

[14] Cioè Ėkstremizm (Estremismo), il "centro per la lotta all'estremismo politico", in realtà corpo di polizia politica.

[15] Da intendersi come "estremismo islamico".

[16] Repubblica autonoma caucasica abitata dai Kabardini autoctoni e dai Balcari di etnia turca.

[17] Capitale della Kabardino-Balkaria.

[18] Šamil' Salmanovič Basaev, leader terrorista ceceno ucciso nel 2006.


http://matteobloggato.blogspot.com/2011/11/la-russia-che-combatte-il-terrorismo.html

02 novembre 2011

A proposito di televisione

Kaljapin: gli autori del reportage della NTV [1] sui sequestri in Cecenia sapevano che il materiale avrebbe potuto non essere mandato in onda

31 ottobre 2011, 20.38

La causa della cancellazione del materiale della NTV sulle indagini sui casi e sui sequestri di persona nella Repubblica Cecena dalla rete di trasmissione di Mosca è il desiderio di far silenzio sull'inefficienza del lavoro delle strutture armate cecene, ritiene il presidente dell'organizzazione "Comitato contro le torture" Igor' Kaljapin.

Ricordiamo che il materiale sul lavoro del Gruppo Mobile Unito degli attivisti per i diritti umani in Cecenia e sul caso del sequestrato Islam Umarpa
šaev doveva andare in onda il 30 ottobre sul canale NTV nel programma "Central'noe televidenie" [2]. Tuttavia il materiale è andato in onda solo in Estremo Oriente [3] e sugli Urali, nella parte occidentale della Federazione Russa non è stato mandato in onda.

Due ore prima della messa in onda Igor' Kaljapin ha ricevuto un messaggio SMS da un collaboratore della compagnia televisiva. "Il materiale sui sequestri è andato in Estremo Oriente. Poi l'hanno cancellato del tutto. Purtroppo abbiamo perso. Ma a Mosca nel programma ci sarà un buco di circa 10 minuti. Lo noteranno tutti. Il materiale si può vedere su Internet. Si può scaricarlo e inserirlo in vari social network. Adesso si può raccontarlo a tutti. Grazie a voi. Soprattutto non tacete. Il video è accessibile – usatelo. Per ora non possiamo commentarlo, ma voi siete del tutto liberi", – Kaljapin ha citato il messaggio al corrispondente di "Kavkazskij uzel".

Il materiale sui sequestri in Cecenia non è stato mandato in onda anche per la necessità di una sua elaborazione, ha dichiarato Marija Bezborodova, addetto stampa del canale televisivo NTV. "Il materiale è stato mostrato in Estremo Oriente, dopodiché la dirigenza del canale televisivo ha preso la decisione di mandarlo a fare elaborare, a verificare e precisare i fatti. E' una pratica consueta nel lavoro della redazione informativa, che è un mezzo di informazione di massa registrato", – ha detto Marija Bezborodova.

Fra l'altro, secondo Kaljapin, parlare di una non elaborazione del materiale video "è semplicemente poco serio", in quanto il materiale è stato rielaborato molte volte, da esso sono stati tagliati "i momenti più violenti".

Che questo materiale avrebbe potuto non andare in onda i collaboratori della NTV avevano avvertito Igor' Kaljapin in anticipo. "Questo materiale è stato rimandato due volte, – racconta il presidente dell'organizzazione "Comitato contro le torture". – La decisione di mostrare il materiale il 30 era stata presa dagli autori con le parole: "Correremo il rischio di consegnarlo. Per ora andrà da Chabarovsk [4] agli Urali, non è possibile farci niente, ma quando arriverà alla rete di trasmissione di Mosca, probabilmente lo bloccheranno del tutto".

I giornalisti televisivi, nella preparazione del materiale che avrebbe dovuto essere mandato in onda dalla NTV, hanno corso grandi pericoli. "Nel materiale c'erano immagini degli ROVD [5] di Šali [6] e del distretto Oktjabr'skij [7]. Là c'è un episodio – la conversazione con un massiccio funzionario di polizia del ROVD del distretto Oktjabr'skij. Avrebbe potuto semplicemente uccidere il giornalista con un pugno per ogni parola non vera che avesse detto", – dice Kaljapin.

La causa della cancellazione sta, secondo Kaljapin, nel fatto che in esso si parla di un problema che le autorità si sforzano di non notare.

"Non si tratta neanche dei sequestri di persona in Cecenia, ma delle persone che per dovere di servizio sono obbligate a indagare questi crimini. Le persone che hanno ricevuto un uniforme, un'arma e dei poteri violano esse stesse la legge: i crimini più terribili sono compiuti da agenti delle forze dell'ordine e vengono compiuti per imitare un'efficace lotta al terrorismo", – dice Igor' Kaljapin.

Notiamo che il sequestro di Islam Umarpašaev in Cecenia avvenne l'11 dicembre 2009. Umarpašaev fu liberato l'8 aprile 2010 e a suo dire per quattro mesi fu detenuto in un sotterraneo dell'edificio che si trova nel territorio dell'OMON [8] del ministero degli Interni ceceno e sottoposto a torture. Dal punto di vista degli attivisti per i diritti umani le indagini su questo crimine finora sono state sabotate, tra l'altro lo stesso caso è unico in Cecenia, in quanto la vittima non ritratta le dichiarazioni a proposito del crimine e cerca di ottenere un'indagine.

Il 12-13 ottobre il tribunale della città di Essentuki [9] ha esaminato la denuncia del presidente dell'organizzazione "Comitato contro le torture" Igor' Kaljapin sulla negligenza dei pubblici ufficiali del ministero degli Interni della Federazione Russa nello SKFO [10] nelle indagini sul caso del sequestro di Umarpašaev. Di conseguenza il tribunale ha rifiutato di accogliere la denuncia.

Secondo l'inquirente Igor' Sobol', che conduce il caso del sequestro di Umarpašaev, al momento non ci sono problemi ad eseguire i suoi ordini.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "Kaljapin: le forze dell'ordine cecene sabotano il lavoro del Comitato Inquirente della Federazione Russa", "Ljudmila Alekseeva [11]: "la gente in Cecenia ha paura di dire una parola di troppo", "Le organizzazioni internazionali per i diritti umani esigono una rapidissima inchiesta sul sequestro di Umarpašaev".

Autore: Elena Chrustalëva; fonte: corrispondente del "Kavkazskij uzel"

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/195013/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)


Note

[1] TV russa ex privata, ora sotto controllo della Gazprom.

[2] Televisione Centrale.

[3] Da intendersi come l'Estremo Oriente della Federazione Russa, cioè la costa pacifica.

[4] Città dell'Estremo Oriente russo.

[5] Rajonnyj Otdel Vnutrennych Del (Sezione Provinciale degli Affari Interni), in pratica la sede distrettuale della polizia.


[6] Città della Cecenia centrale.

[7] Distretto cittadino di Groznyj.

[8] Otrjad Milicii Osobogo Naznačenija (Reparto di Polizia con Compiti Speciali), la terribile Celere russa.

[9] Città della Russia meridionale.

[10] Severo-Kavkazskij Federal'nyj Okrug (Circondario Federale del Caucaso del Nord).

[11] Ljudmila Michajlovna Alekseeva, una delle più importanti attiviste per i diritti umani russe.


http://matteobloggato.blogspot.com/2011/11/la-censura-russa-sulla-televisione_02.html



01 novembre 2011

A proposito dell'Italia secondo i russi (I)

Se i nani fanno ombre lunghe, significa che è il tramonto




Italia: il Nord si è stancato di nutrire il Sud. Adesso di questo si occuperà l'Unione Europea


Euro-aria

Ad agosto sono stata a Pechino. Pechino è una città più che sgradevole, in particolare per chi corre di mattina. Lo smog c'è, il verde no. E di monumenti storici nella Pechino manciù, fondata dai conquistatori che calpestarono la Cina, ce ne sono all'incirca quanti a Magnitogorsk [1].

Ed ecco che sono appena tornata dall'Italia settentrionale. Ho corso per Milano, davanti al folle Castello Sforzesco – la fortezza tenebrosa di un paranoico in mezzo a una città di pianura, per i parchi torinesi lungo il Po, per le arcate (i 14 km di arcate, che difendevano i cittadini dal sole bruciante sono la più netta particolarità dell'architettura di Torino), sulle grate sotto cui adesso romba il metrò e un tempo ribollivano di vita le vie ancora di epoca romana, ho respirato la limpida euro-aria.

E mi sono colta a pensare che per la prima volta nella vita non invidio affatto l'ecologicamente pulita, umana, curata Europa. E invidio terribilmente la Cina.



Nord e Sud

L'Italia è divisa in Settentrionale e Meridionale. Il Nord è ricco, il Sud è misero. La causa della miseria è la mafia. Questa uccide l'economia come il diserbante l'erba. Lungo gli 80 chilometri dell'autostrada Palermo-Trapani non c'è ancora una sola area di servizio: non possono mettersi d'accordo su chi pagare. In un quarto di secolo non riescono a finire l'autostrada da Napoli a Reggio Calabria: rubano, signore [2]. La cosa più notevole è che presso Reggio Calabria si trova il maggior porto per container del Mediterraneo.

A suo tempo la grande Jane Goodall viveva insieme a un gruppo di scimpanzé nel parco nazionale tanzaniano di Gombe Stream. Gli scimpanzé non sono gli animali più docili, ma Goodall non osservò una particolare tendenza ad uccidere. Otto anni dopo la tendenza ad uccidere cominciò. La causa era la vita facile – i lavoratori del parco, per osservare gli scimpanzé più da vicino, avevano cominciato a dargli del cibo.

L'Italia Meridionale è quel parco tanzaniano (o il Caucaso russo). Il Nord mantiene il Sud e questi soldi facili hanno anche creato la mafia come i soldi dell'ONU hanno creato HAMAS. La mafia siciliana odierna non è nata nel XIX sec. E' nata negli anni '60, quando il governo prese a stanziare enormi quantità di soldi per lo sviluppo delle infrastrutture locali e cominciò quello che storicamente è chiamato "il sacco di Palermo" – cioè la ricostruzione di Palermo da parte della mafia con soldi statali.

Per far sviluppare il Sud il governo propose alle compagnie ogni sorta di agevolazione. Di conseguenza, quando negli anni '60 la Fiat intese costruire una fabbrica in Calabria, in pratica sentì dire testualmente: "Non ci interessa che diate lavoro alla gente. Ci interessa che dipendano da noi".

Ciò non significa che la mafia non aiuti i poveri. Al contrario, sempre e ovunque – dai "don" siciliani a Pablo Escobar a Medellin, la mafia aiuta volentieri. E guarda attentamente che nessuno possa aiutare tranne lei. E che le persone non possano guadagnarsi da vivere da sole.

E sapete qual è la cosa strana? Non troverete una persona che sia grata, beh, diciamo alla compagnia Fiat per le case costruite per gli operai. Ah, ma quando mai! "Queste carogne hanno costruito le case per noi, beh! Ma questi serpenti ci hanno costretto a lavorare per questo". Ma a qualche "don" sono pronti a baciare la manina anche per meno; così la banana, data al sottoposto dal capobranco, immutabilmente porta a uno slancio d'amore per il capo.

Le regioni controllate dalla mafia sono sicure, ma per la loro gente. Se il padrone di un chiosco paga la mafia, può fare a meno di assicurare il chiosoc – non lo rapineranno. "Ma come fanno con un adolescente ubriaco di passaggio?" – chiederete. Non ce ne sono. E se succede? Lo trovano e lo ammazzano. Là dove c'è la criminalità organizzata, la criminalità incontrollata non c'è. E ciò non dice molto bene dello stato moderno. Com'è possibile? Un enorme stato non sa chi ha rapinato un chiosco, ma la mafia lo sa sempre.



Il loro Caucaso

Il Sud italiano è come il Caucaso russo. Se i meridionali si distinguessero etnicamente dai settentrionali, ci sarebbe il grido: "L'Italia per gli italiani". Tra l'altro, gridano anche così. Le richieste di indipendenza politica o almeno economica dell'Italia Settentrionale risuonano sempre più spesso. Il Nord si è stancato di nutrire il Sud.

Perciò adesso del nutrimento del Sud si occuperà l'Unione Europea. Da qui al 2013 l'Unione Europea intende investire in Italia Meridionale 44 miliardi di euro, preferibilmente in qualcosa di ecologico. In Italia la Sicilia è già diventata il pioniere per numero di apparecchi eolici, per la cui energia elettrica ecologicamente pulita si paga una tariffa triplicata. Come possono i nobili "don" passare davanti a una causa così salvifica come il salvataggio del pianeta dal riscaldamento globale? Si può dire senza esagerare che queste due entità – la burocrazia europea e la criminalità organizzata – si sono trovate.



Mafia e sindacati

Perché i settentrionali hanno sopportato quarant'anni e adesso mormorano? Perché neanche il Nord se la passa bene.

Il ruolo che al Sud gioca la mafia, al Nord lo giocano i sindacati. L'economia italiana si è fatta decrepita; le tasse in Italia sono le più alte in Europa (e, si capisce, non le pagano), le cause si trascinano due volte più a lungo che in Inghilterra, una quantità gigantesca di gruppi di interesse si occupa di garantire il proprio benessere a spese di altri gruppi.

I negozietti "pranzano" dalle 12.00 alle 16.00 e poi si indignano con i cinesi o con i supermercati, che lavorano anche alle quattro di mattina. I diritti dei lavoratori sono sicuramente difesi, i buchi sono tappati, licenziare un lavoratore è impossibile e perciò lo assumono con un contratto temporaneo. Quando gli intelligenti sindacati nel loro slancio hanno tappato anche questo buco, proibendo i contratti temporanei per più di tre anni, si è preso ad assumere la gente per tre anni e poi licenziarla.


200-300

E non di meno l'Italia rimane il secondo esportatore europeo (dopo la Germania). Com'è possibile, nonostante leggi e tasse?

La maggioranza assoluta dell'industria italiana sono ditte da 200-300 persone. Quelle più grandi cominciano a controllarle. Un altro tratto tipico di queste ditte è il business familiare. L'IPO [3] per il proprietario italiano è un'eccezione; è lo stesso che vendere la propria casa per farci una fermata dell'autobus. "A che mi serve l'IPO? Questa è una buona compagnia", – disse in qualche modo Berlusconi.

Perciò la maggioranza delle compagnie non è diretta da manager assunti, ma dai padroni o dai loro nipoti. E poiché la natura spesso non è benevola con i nipoti, questi dirigono malissimo. E così come nel XVII secolo i popolani arricchiti in Italia compravano la terra, le maggiori compagnie italiane vanno in settori contigui allo stato. La Pirelli si è occupata di telecomunicazioni, la Fiat di energia, la Benetton ha preso a costruire strade.



La Fiat

40 anni fa la Fiat era l'impresa fondamentale per Torino, come la AvtoVAZ [4] per Tol'jatti [5]. Oltre duecentomila persone lavoravano per la Fiat e altrettante per i fornitori.

Adesso negli ex reparti della Fiat al Lingotto ci sono un albergo, un centro espositivo e un centro commerciale. La maggior parte delle vendite della Fiat vengono dalla sua produzione in Brasile. L'Europa dell'Est è servita da una fabbrica in Polonia, un anno fa il capo della Fiat Sergio Marchionne pubblicò una lettera aperta, in cui dichiarava che se non si fosse messo d'accordo con i sindacati, il quartier generale della compagnia sarebbe stato trasferito negli USA. Ci incontriamo con uno dei dirigenti della compagnia nell'ufficio principale al Lingotto e io chiedo:

– Dica, quante persone lavoravano per la Fiat in Italia quarant'anni fa e quante ora?

Il mio interlocutore cambia faccia come un direttore sovietico quando veniva rimproverato per non aver realizzato il piano per la semina delle barbabietole.

– Questo è un modo sbagliato di porre la domanda! – si irrita. – Siamo diventati una compagnia globale.

Si capisce! Ma alla mia richiesta di vedere una catena di montaggio mi hanno risposto che questo, purtroppo, non ha senso – al momento non funzione. Gli operai sono in ferie retribuite. Invece della catena di montaggio mi hanno proposto di vedere il museo.



Mondovì

Con la mia amica Anna Zafesova vado sui meravigliosi colli piemontesi, nella minuscola Mondovì, a incontrare Alessandro Battaglia, direttore della Silvateam.

La Silvateam è il tipico business familiare. 154 anni fa i suoi tre co-fondatori si occupavano della produzione di tannino naturale e verso la fine del XIX sec. misero su cinque fabbrichette per la lavorazione del legno di castagno a Mondovì, Frabose [6], Pamparato e Sagnello [6]. Atipico è solo nel fatto che non è degenerato, al contrario, la Silvateam è leader nel suo (minuscolo) segmento di mercato. Nel 2001 la Silvateam ha comprato una fabbrica in Peerù, nel 2004 è giunta in Cina e nello stesso anno in Brasile.

– Problemi ci sono in tutti i paesi, – dice Alessandro Battaglia, o – ma in paesi come il Brasile ci sono sia problemi, sia possibilità, in Italia ci sono solo problemi.

Su 1200 lavoratori della Silvateam 900 adesso lavorano all'estero e in fabbrica a Mondovì lavorano gli albanesi. I locali disdegnano di sfacchinare per 1000 euro al mese, per la paga di un lavoratore in nero.

– Io pago l'operaio 1000 euro, ma allo stato per questo operaio ne pago 1200, – dice Alessandro, – ma questo non è il maggior problema. Il maggior problema è che non puoi licenziare i fannulloni.

Ancora poco tempo fa Alessandro era presidente della Confindustria locale (in Italia tutto è riunito in sindacati, anche gli imprenditori), ma qualche anno fa successero cose spiacevoli. La Silvateam si fece lusingare da 12 milioni di euro di quei 44 miliardi che l'Unione Europea concesse alla mafia dell'Italia meridionale e prese a modernizzare la sua fabbrica in Calabria.

Di questi soldi 200 mila euro sfuggirono da un'altra parte e un giudice calabrese decise che Alessandro era un criminale. Chiaro, per un giudice calabrese è difficile trovare criminali più vicino che in Piemonte. Alessandro fu arrestato, con clamore e con un'immancabile conferenza stampa, ma dopo la conferenza stampa il giudice calabrese lo stesso giorno passò il caso a un giudice piemontese. Qualche mese dopo tutte le accuse contro Alessandro furono ritirate, ma al posto di capo della RSPP [8] se ne andò.

Morale: se non sei un membro della 'ndranghetta [9], non costruire in Calabria con gli euro-soldi facili.

(Segue)

Julija Latynina
osservatrice della "Novaja gazeta"

28.10.2011, "Novaja gazeta", http://old.novayagazeta.ru/data/2011/121/08.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Città presso gli Urali nata negli anni '30 del XX secolo.

[2] Citazione di un noto aneddoto. Lo scrittore russo del XVIII secolo Nikolaj Michajlovič Karamzin incontrò in Occidente dei russi espatriati che gli chiesero di dirgli in due parole cosa si facesse in Russia e questi rispose "Rubano, signore".

[3] Initial Public Offering (Offerta Pubblica Iniziale), la manovra che consente la quotazione in Borsa.

[4] Avto sta ovviamente per "auto", VAZ sta per Volžskij Avtomobil'nyj Zavod (Fabbrica di Automobili del Volga).

[5] Città della Russia centro-meridionale fondata come Stavropol'-na-Volge (Stavropol' sul Volga), poi intitolata a Togliatti e chiamata erroneamente Togliattigrad.

[6] Sic. In realtà si tratta di Frabosa.

[7] Nome scritto erroneamente, che non sembra rimandare ad alcuna località conosciuta.

[8] Rossijskij Sojuz Promyšlennikov i Predprinimatelej (Unione Russa degli Industriali e degli Imprenditori).

[9] Sic.


http://matteobloggato.blogspot.com/2011/11/litalia-secondo-la-giornalista-russa.html