13 luglio 2009

A proposito di Russia e USA

Ci hanno regalato il cielo [1]



Il transito per l'Afghanistan, offerto da Mosca a Obama, è il pegno della futura neutralità degli USA sulle discusse attività della Russia nell'ambito post-sovietico?


Il presidente Barack Obama con l'appoggio della leadership russa ha resettato con successo le relazioni poco tempo fa ancora tese. E' stata preparata e firmata una serie di documenti su questioni strategico-militari, in quanto in quest'ambito è un po' più facile accordarsi – la Russia ha smesso di essere una potenza militare globale e non si contrappone più realmente agli USA. Il fatto è che ai tempi della guerra fredda in Vietnam, in Afghanistan, in Medio Oriente, in Africa e in America Latina URSS e USA di fatto si combattevano in guerre locali. Oggi l'esercito degli USA combatte in Afghanistan e in Iraq, ma la Russia non appoggia e non equipaggia in alcun modo i suoi nemici. E Washington non appoggia le organizzazioni clandestine nel Caucaso del Nord e addirittura rinuncia a installare armamenti difensivi in Georgia per non irritare Mosca.

Il capo del ministero degli Esteri Sergej Lavrov e il vice Segretario di Stato William Burns hanno firmato il più essenziale in senso pratico degli accordi moscoviti: sul transito militare verso l'Afghanistan. Il Pentagono potrà utilizzare il nostro spazio aereo per lanciare in Afghanistan attrezzature militari e soldati come già fanno, per esempio, I francesi. Il principale consigliere di Obama sulla Russia, il direttore del Consiglio di sicurezza nazionale (NSC) Michael Mcfaul ha annunciato ai giornalisti americani che questo è “un accordo molto importante e concreto”, che permette fino a 4.500 viaggi l'anno. Secondo le valutazioni dell'apparato dello NSC, il Tesoro americano grazie all'accordo sul transito potrà rispamiare fino a 133 milioni di $ l'anno solo per via del fatto che la Russia ha rinunciato a riscuotere le imposte di navigazione che di solito pagano le compagnie aeree commerciali per l'utilizzo del nostro spazio aereo.

Obama e Dmitrij Medvedev hanno creato una ramificata commissione presidenziale comune per l'ulteriore sviluppo della collaborazione, ma non è chiaro se funzionerà realmente o resterà una decorazione burocratica. I presidenti hanno siglato un breve accordo quadro sui parametri del nuovo patto sulle armi strategiche (START). Il vecchio START-1 scadrà il 5 dicembre e secondo il piano per quella data dovrà esserci un accordo sul testo di un nuovo patto, secondo il quale in 10 anni gli ordigni nucleari strategici schierati potranno scendere a 1500-1675 e il numero di missili a 500-1100 unità.

L'equilibrio nucleare russo-americano ha perso il passato significato decisivo per il destino e l'ulteriore riduzione dei costosi armamenti è conveniente per tutti, in quanto allo stesso modo nessuno ha in programma di utilizzarli davvero un giorno o l'altro. Non di meno sul numero di missili consentiti e altre questioni concrete le parti non si sono accordate fino in fondo e si prospetta una seria trattativa. Non c'è una chiarezza definitiva sui problemi della difesa antimissile, in particolare sui piani di installazione di intercettori in Polonia e di un radar nella Repubblica Ceca, cosa che irrita particolarmente la leadership russa.

Lo Stato Maggiore è stato capace di “convincere” la nostra leadership, che la difesa antimissile in Polonia e nella Repubblica Ceca viene creata con lo scopo segreto di distruggere in modo fedifrago e improvviso il Cremlino insieme ai suoi quadri dirigenti. Considerando la solita paranoia della nostra leadership, non è stato difficile. Obama e i suoi consiglieri hanno considerato queste specifiche “preoccupazioni” e senza far rumore hanno promesso di congelare per il momento lo sviluppo della difesa antimissile strategica, anche in Polonia, tanto più che il sistema non è stato ancora elaborato tecnicamente.

Allo scopo di migliorare ancora l'atmosfera Obama si è trattenuto dal fare critiche dirette e dal ricordare pubblicamente i casi concreti di violazione dei diritti e delle libertà dei cittadini russi, di arbitrio giudiziario e altre cose spiacevoli. Al contrario, Obama ha pubblicamente lodato gli sforzi del Cremlino per la creazione da noi di una società civile. Mcfaul ha annunciato ai giornalisti che questo è stato fatto in modo speciale, “in quanto il tono da docente di George Bush non ha comunque fatto avanzare la causa della democrazia”, ma ha solo fatto infuriare la leadership russa.

Il capo di Stato Maggiore, il generale Nikolaj Makarov, e il presidente del comitato dei capi delle Forze Armate, l'ammiraglio Mike Mullen, hanno siglato in presenza di Obama e Medvedev un documento quadro sul rinnovamento della collaborazione militare. Gli americani si sono affrettati ad annunciare che già quest'anno si svolgeranno circa 20 esercitazioni comuni. Makarov in verità ha dichiarato che le esercitazioni comuni forse ci saranno, ma non quest'anno: “Alla fine dell'anno siamo intenzionati a fissare la collaborazione per il futuro”.

Il precedente piano di collaborazione militare e le misure legate ad esso furono revocati dagli americani come a scopo “punitivo” dopo l'invasione delle truppe russe in Georgia. Oggi, con l'aspirazione a distendere l'atmosfera nelle relazioni, Washington, pare, si sforza di “perdonare Mosca” più di quanto i nostri cerchino tale “perdono”. In una nuova, più amichevole atmosfera, sperano le autorità americane, sarà più semplice risolvere le questioni più importanti per gli USA, legate all'Iran, all'Afghanistan e alla Corea. A Mosca, fra l'altro, si può suppore che la nuova atmosfera aiuterà bene anche noi a risolvere a modo nostro i problemi essenziali dell'ambito post-sovietico, e la neutralità americana è gia stata pagata con il transito per l'Afghanistan. Se è così o no, vedremo.

Pavel Fel'gengauèr [2]
osservatore della "Novaja gazeta"

13.07.2009

[1] Probabile allusione alla canzone Ja stanu tvoim angelom (Diventerò il tuo angelo) del cantante melodico Mark Iosifovič Tišman, che inizia con la frase “Potrei regalarti un cielo di diamanti”.

[2] Pavel Evgen'evič Fel'gengauèr (Felgenhauer), giornalista esperto di questioni militari.


http://matteobloggato.blogspot.com/2009/07/un-do-ut-des-tra-obama-e-medvedev.html

A proposito della politica energetica della Russia

Annegheranno gli “estremisti”



Due persone hanno intralciato la costruzione di una gigantesca centrale idroelettrica, che allagherà 1 milione di ha di terra e spazzerà via la capitale dell'Evenkia [1]. Li hanno accusati di estremismo e di danneggiamento di costruzione statale


La compagnia “RusGidro” [2] ha accusato di incitazione all'estremismo e all'ostilità interetnica gli organizzatori del movimento sociale “Plotina.Net!” [3]. Nell'omonimo portale ecologista questi intervengono coerentemente contro la costruzione della centrale idroelettrica dell'Evenkia. Il presidente del movimento Aleksej Kolpakov e il direttore esecutivo Aleksandr Kolotov hanno deposto alla commissione inquirente della Procura del quartiere Central'nyj [4] di Krasnojarsk [5]. Al caso sono legati il GUVD [6] del territorio e la direzione provinciale dello FSB [7]. Per il suo particolare significato questo caso è sotto il controllo della Procura Generale.

L'indagine ha preso il via dalla lettera del membro del consiglio di amministrazione della RusGidro Aleksandr Tološinov al responsabile delle forze armate del territorio di Krasnojarsk Aleksandr Bukarin. Tološinov chiese in modo convincente di fare attenzione all'operato di alcune persone che inserivano in Rete in “Plotina.Net!” materiale di carattere estremistico e di intraprendere le misure previste dalla legge. Le ben oliate ruote della macchina statale si misero a girare, il Centro per la lotta all'estremismo presso il GUVD del territorio cominciò a verificare. La lettera fu ristampata in molte copie e giunse alle autorità provinciali.

Per capire le dimensioni. Si tratta di uno scontro archetipico – il pastorello Davide contro l'invincibile gigante Golia. La Spa RusGidro a Krasnojarsk è chiamata “Rusgidra” [8]. E' la maggiore compagnia produttrice di energia in Russia e la seconda al mondo tra le compagnie produttrici di energia. Vede la sua “missione e strategia” essa, secondo i documenti ufficiali, nella realizzazione della tesi putiniana della Russia come potenza energetica mondiale. Il posto occupato dall'autore della lettera, Tološinov, fa impressione: questi è “capo della divisione “Siberia””. L'incarico del suo destinatario Bukarin viene regolarmente rinominato, nell'ultima redazione suona così: “capo dell'amministrazione del governatore del territorio di Krasnojarsk per la sicurezza e l'interazione con le forze dell'ordine, segretario del Consiglio di sicurezza per le questioni amministrative del territorio di Krasnojarsk”.

Di predicare l'estremismo Tološinov ha accusato dei cittadini dello strato dell'intellighenzia umanistica. “Plotina.Net!” è stata creata da due abitanti di Krasnojarsk. Kolpakov è vice decano della Facoltà di Lettere dell'università pedagogica statale “V.P. Astaf'ev” [9], Kolotov è un ex docente di letterature straniere e un traduttore (dal 1 settembre, se resterà in libertà, programma di tornare all'università). Sono amici da quando erano studenti, anno di nascita 1972.

Kolpakov è uno dei potenziali “annegati”*. Sul suo luogo nativo programmano di erigere la centrale idroelettrica di Motygino [10]. Questo sarà già la quinta diga sull'Angara [11] (ma nei programmi c'è anche la sesta – la centrale idroelettrica Nižnebogučanskaja [12]). E' stata proprio la notizia del futuro allagamento del luogo nativo a spingere gli amici all'azione.

Nel portale vengono ristampati gli estremamente rari comunicati della stampa (non di organi propagandistici) sull'ennesimo assoggettamento della Siberia Orientale, sulle erezioni pianificate o già in corso di nuove centrali idroelettriche. Tološinov chiama anche questi testi – cronache della seconda industrializzazione – estremistici. (In particolare, in un allegato alla sua lettera, intitolato “Testi di contenuto estremistico, posti in http://www.plotina.net», si parla della pubblicazione nella “Novaja gazeta” del 09.10.2008 di “Il mare morto è un fondo d'oro. La Russia vuole allagare la terra degli Evenki [13] per denaro. L'ONU consiglia di non farlo”. Tološinov mi incrimina come autore di questo testo, oltre che per estremismo, per incitazione all'ostilità etnica, per minaccia all'autorità degli organi di potere statale e di appelli al rovesciamento dell'ordine costituzionale esistente.)

“Nella propria attività i creatori del sito interagiscono con organizzazzioni finanziate da fondi occidentali: Greenpeace, WWF, radio Free Europe, ecc. L'articolo inserito il 13 aprile con il titolo “Gli Evenki contro la costruzione della centrale idroelettrica dell'Evenkia” mostra che attraverso “Plotina.Net!” si compie l'interazione di singoli rappresentanti dell'apparato del capo del distretto municipale dell'Evenkia con mezzi di informazione di massa che si oppongono alla politica statale della Federazione Russa”. Questa è una citazione di quella lettera. In generale essa è scritta in forma estremamente categorica e non sembra un segnale o una denuncia, ma un verdetto che va eseguito. Kolotov è stato chiamato due volte a colloquio al Centro per la lotta all'estremismo presso il GUVD del territorio di Krasnojarsk.

– Gli organi hanno condotto un'analisi linguistica e gli esperti non hanno trovato nei testi segni di crimini, – racconta alla “Novaja gazeta” Kolotov. – In conseguenza della verifica al GUVD non hanno visto il senso di intraprendere azioni investigative. Tuttavia il caso è finito sotto il controllo della Procura Generale e questa ben presto l'ha inviato per un'indagine supplementare alla Procura del quartiere Central'nyj di Krasnojarsk. Hanno chiamato me e Aleksej Kolpakov per fare deposizioni. Interessati a ciò di cui ci accusano, abbiamo visto la lettera di Tološinov indirizzata a Bukarin, solo che al suo posto come destinatario c'era il capo dell'amministrazione provinciale dello FSB, il generale Subbotin. Tutto il resto – il contenuto, il timbro postale, la data – sono gli stessi.

Stando a quanto è noto alla “Novaja gazeta”, l'inquirente della Procura il 6 luglio ha sottoscritto il rifiuto di avviare un procedimento penale. Il materiale è stato trasmesso ora al capo del dipartimento per le indagini e se questo confermerà o meno la decisione dell'inquirente, sarà noto nei prossimi giorni.

Il 6 luglio nel tribunale distrettuale Železnodorožnyj [14] di Krasnojarsk ha avuto luogo il colloquio preliminare a seguito della denuncia presentata da Kolotov e Kolpakov contro la RusGidro in difesa del proprio onore, della propria dignità e della propria reputazione professionale. Citazione dalla dichiarazione: “Riteniamo che la Spa RusGidro (…) si sia posta lo scopo di spaventare e costringere i querelanti a chiudere il sito, a non diffondere informazioni sulla posizione della maggior parte degli abitanti dell'Evenkia, che intervengono contro la costruzione della centrale idroelettrica dell'Evenkia e anche a screditare i querelanti alla vigilia (…) delle pubbliche consultazioni sulla centrale elettrica di Motygino”. L'udienza è fissata per il 24 luglio.

Ancora ai primi di maggio sui fatti di Krasnojarsk si è espressa la coalizione delle organizzazioni ambientaliste russe. E ha avuto risposta sulle “azioni forzate” della RusGidro nei confronti di “Plotina.Net!” già dal facente funzione di presidente del consiglio di amministrazione della RusGidro Vasilij Zubakin. Questi ha fatto notare che “il sito istiga apertamente gli Evenki alla resistenza armata”, ha accusato due intellettuali di Krasnojarsk di minacce nei confronti di una compagnia onnipotente e ha di nuovo ricordato che attende dalle autorità una valutazione dell'attività degli organizzatori del sito e misure “per il ritorno della situazione nel giusto alveo”.

Una “mortale” minaccia per la RusGidro Zubakin l'ha vista nell'articolo “Non costringete gli Evenki a sparare”, che, cito Zubakin, “giustifica consapevolmente l'uso delle armi da fuoco da parte degli Evenki”.

L'autore dell'articolo (pubblicato il 10 aprile dalla APN [15]) Dmitrij Verchoturov constata chiaramente e sobriamente: “Nonostante le categoriche proteste degli abitanti del posto, la Spa RusGidro non si appresta a revocare i lavori progettati e intende “spianare la strada” al progetto con tutti i mezzi e tutte le risorse amministrative. Considerando quale alto prezzo pagheranno gli abitanti dei villaggi lungo la Tunguska Inferiore [16] per la costruzione della centrale idroelettrica dell'Evenkia, considerando i costumi e il modo di vivere degli abitanti del posto, diventa del tutto reale la trasformazione dello scontro verbale tra posizioni in un conflitto armato con spari e cadaveri”.

Kolotov spera: se comparisse una delibera di rifiuto di avviare un procedimento penale contro di loro, questi si rivolgerà al tribunale distrettuale Železnodorožnyj con la richiesta di ottenere i materiali del procedimento. Questi in verità pullulano di impressionanti esempi di intelligenza umana. In questo senso Kolotov ha notato che tra i materiali estremistici la RusGidro ha riportato il testo “Viktor Astaf'ev: con la carabina contro il progresso”. Questi suppone che la RusGidro abbia ritenuto il cognome Astaf'ev un qualche pseudonimo e la frase “con la carabina contro il progresso” un appello alla rivolta armata. In realtà nel testo in questione, pubblicato in occasione dell'85° anniversario della nascita di Viktor Petrovič, cita scritti di Astaf'ev e saggi sulla tragedia che minaccia l'Evenkia nel caso che venga costruita la centrale idroelettrica, sulla nostra viltà collettiva, che ha permesso di circondare lo Enisej [17] di dighe. Kolpakov ha chiamato questo selezione con un titolo di Astaf'ev. “Con la carabina contro il progresso” è uno scritto sullo sfacelo del mondo intorno al fiume Sym [18]. Citazione da Astaf'ev: “Ed era perfino molto stupefacente, semplicemente offensivo da far piangere sia per le autorità, sia per i lavoratori dell'industria del legname, sia per la gente di passaggio, quando al limite del bosco del Sym, sulla rive di un qualche misero fiumiciattolo Ištyk si piazzò con fucili e carabine della piccola gente di aspetto non russo e interruppero l'ulteriore vittoriosa avanzata della nostra caparbia industria del legname, che andava per una via storta, segretamente intenzionata a costruire ponti, basi d'appoggio, punti per la raccolta del legname”.

Il collega di Zubakin Vjačeslav Sinjugin ha chiamato la centrale idroelettrica dell'Evenkia il sogno di molte generazioni di uomini dell'energia idroelettrica. E Zubakin, parlando di un progetto caro in tutti i sensi, ha avvertito tramite la rivista “Ènergetika i promyšlennost' Rossii” [19] (n. 23-24, dicembre 2008) che la compagnia sta cambiando completamente la propria politica: “Stiamo smettendo di giustificarci. Intorno a questo progetto va avanti un gioco politico. Indovinate in quale paese del mondo è registrato il sito “Plotina.Net!”?”

La stampa di Krasnojarsk si è gettata sul bersaglio indicato. Qualche tempo dopo a smascherare i “delinquenti ecologici” e gli estremisti è giunto anche l'organo del governo, la “Rossijskaja gazeta” [20]. Fra l'altro nello stesso giorno in cui Kolpakov e Kolotov sono stati chiamati per l'interrogatorio in Procura. Il contenuto dell'articolo di Aleksej Morozov “L'invenzione verde. Per cosa ricevono regalie le organizzazioni ecologiche” corrisponde al titolo, cito solo il finale a effetto: “…i tentativi di fermare lo sviluppo delle infrastrutture del paese si ripeterà e diventerà sempre più aggressivo. Una serie di organizzazioni già non considera necessario nascondere a quale indirizzo sono registrati i loro quartier generali e in quali paesi “si trovano” i loro siti. Cosa succederà domani?”.

In effetti “Plotina.Net!” non nasconde che il server in cui è posta si trova nello stato del Michigan. Che orrore. Ma cosa succederà un domani?

Tale è la trama degli avvenimenti. Adesso sulla sostanza.

Sull'ultima cosa: non è neanche divertente lamentarsi della sede del server. Lo stesso senso della Rete è nell'abolizione delle frontiere. E' più sostanziale (perché si tratta di enormi quantità di denaro) dove la RusGidro registra le proprie ditte, che si impossessano della Siberia. Così il progetto BÈMO (Bogučanskoe ènergometallurgičeskoe ob''edinenie [21], che comprende la centrale idroelettrica di Bogučany e una fabbrica di alluminio) è diretto da ditte registrate a Cipro. In esse i due partner nella costruzione della centrale idroelettrica – la RusGidro e la Rusal [22] – hanno posto le quote ad esse appartenenti. Per esempio, la centrale idroelettrica di Bogučany viene eretta dall'impresa offshore Boges Ltd, appartenente a quote uguali alla Rusal e alla RusGidro, questa attrae anche i prestiti per la costruzione.

Tuttavia gli uomini d'affari della RusGidro non parlano di questo, discutono di minacce all'ordine costituzionale e all'autorità degli organi di potere statale, paragonandosi allo stato. Bisognerebbe precisare: sia la centrale idroelettrica dell'Evenkia, sia Cipro, tutto questo è un incarico statale? Come cavolo hanno deciso Tološinov e Zubakin hanno deciso di difendere l'autorità degli organi di potere statale – gli hanno affidato qualcosa al Cremlino? Se si tratta di convocare a rispondere, allora, secondo me, Kolotov e Kolpakov sono più degni di discutere di ordine costituzionale e di onore dello stato.

L'articolo 10 della Dichiarazione dell'ONU sui diritti dei popoli nativi recita: “I popoli nativi non sono soggetti a trasferimento forzato dalle proprie terre o dai propri territori. Nessuno spostamento può aver luogo senza libero, preventivo e consapevole accordo dei popoli nativi. All'inizio del c.a. è stato svolto un sondaggio tra gli abitanti dell'Evenkia. L'85,3% si è espresso contro la centrale idroelettrica dell'Evenkia. A Kislokan e a Jukta, destinate all'allagamento, il cento per cento. A Učami e a Tutončany [23], il 98,9%. In Jacuzia [24] a marzo ha avuto luogo il III congresso degli Evenki della Russia (questo popolo è sparso su un enorme territorio), che ha proposto al governo della Federazione Russa di escludere la centrale idroelettrica dell'Evenkia dallo schema generale degli impianti energetici. Con un'analoga richiesta è intervenuto il congresso dei popoli nativi del Nord, della Siberia e dell'Estremo Oriente che ha avuto luogo a Mosca.

Di cessare di appoggiare il progetto di erezione della centrale idroelettrica dell'Evenkia l'ha raccomandato alla Russia il Comitato dell'ONU per la liquidazione delle discriminazioni razziali. Ne deriva che, se la costruzione della centrale idroelettrica dell'Evenkia inizierà, si chiamerà genocidio e andrà sotto l'articolo “crimine contro l'umanità”.

E ora in quanto all'estremismo. Si può solo indovinare perché i dirigenti della RusGidro abbiano deciso di indurre in errore gli organi di potere statale. I legali della RusGidro che hanno preparato le lettere di Tološinov e Zubakin non potevano non sapere che la ristampa di articoli sia della “Novaja gazeta”, sia del sito dell'APN su “Plotina.Net!” per definizione non può essere un crimine. Ma cosa speravano allora gli uomini d'affari? Forse di essere in grado di manipolare la polizia, la Procura, lo FSB grazie al fatto che la RusGidro è Golia e la fronda ebreuccia [25] di intellettuali si può e si deve annegare in modo dimostrativo? Kolotov, fra l'altro, ha consigliato del tutto giustamente al dirigente della RusGidro di “rinfrescarsi la memoria sulle vigenti norme legislative, in particolare il contenuto degli articoli 129 e 306 del Codice Penale della Federazione Russa, dove si tratta di calunnie e denunce consapevolmente false”.

* In Siberia è la comune autodenominazione delle persone, il cui luogo nativo è stato allagato o si prepara ad essere allagato dai costruttori di centrali idroelettriche.

Aleksej Tarasov
nostro corrispondente, Krasnojarsk

10.07.2009, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2009/073/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Distretto (ex circondario autonomo) della Siberia centrale.

[2] “Russia-Idroelettrico”.

[3] “Diga.No!”.

[4] “Centrale”.

[5] Città della Siberia centrale, capoluogo dell'immenso territorio di Krasnojarsk, di cui l'Evenkia fa parte.

[6] Glavnoe Upravlenie Vnutrennich Del (Direzione Centrale degli Affari Interni), in pratica la sede centrale della polizia del territorio.

[7] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), l'erede del KGB.

[8] Gidra significa “Idra”.

[9]Viktor Petrovič Astaf'ev, scrittore russo siberiano.

[10] Villaggio a nord-est di Krasnojarsk.

[11] Grande fiume siberiano.

[12] Cioè della parte bassa del distretto di Bogučany, nella zona sud-orientale della regione di Krasnojarsk.

[13] Popolazione indigena siberiana.

[14] “Ferroviario”, dal nome del quartiere in cui si trova.

[15] Agentstvo Političeskich Novostej (Agenzia di Notizie Politiche), organo dell'“Istituto di strategia nazionale”, importante gruppo di politologi.

[16] Fiume siberiano.

[17] Fiume siberiano, di cui la Tunguska Inferiore è affluente.

[18] Affluente dello Enisej.

[19] “Energia e industria della Russia”.

[20] “Giornale Russo”.

[21] “Unione Energetico-Metallurgica di Bogučany”.

[22] RUSskij ALjuminij (Alluminio Russo), il maggior colosso mondiale dell'alluminio.

[23] Altri villaggi della zona destinata ad essere allagata.

[24] Repubblica autonoma della Siberia orientale.

[25] Il termine židen'kij deriva da žid, termine dispregiativo per “ebreo”.



http://matteobloggato.blogspot.com/2009/07/la-russia-di-putin-dove-non-voler.html

11 luglio 2009

A proposito di Kadyrov (XV)

Kadyrov, in un intervista esclusiva a Interfax [1], ha parlato della lotta alle organizzazioni clandestine di banditi, dei rapporti con la Russia e dell'interazione con l'Inguscezia


Ingushetia.org, 08.07.2009 01:49

Mosca. 7 luglio. INTERFAX.RU – il presidente della Repubblica Cecena Ramzan Kadyrov ha rilasciato un'intervista esclusiva al primo vice direttore generale dell'agenzia Interfax Renat Abdullin



Ramzan Achmatovič, circa tre mesi fa è stato revocato il regime di “operazione antiterroristica” (КТО [2]) nella Repubblica Cecena. Come si è riflessa questa misura sulla situazione, quali risultati vede?

Finora non vedo assolutamente alcun risultato. C'è solo la dichiarazione ufficiale che il regime di KTO è revocato. Un effetto positivo per la repubblica finora non c'è. E' semplicemente bene che sia stato revocato. Il processo continua. Se ci daranno il permesso di aprire una dogana, se ritireranno i poliziotti inviati qui, quando tutto si normalizzerà, allora ci saranno risultati. Ad oggi non ci sono mutamenti legati alla revoca del KTO. La polizia cecena e lo FSB [3] locale continunano con succeseo – come prima – a combattere contro i banditi.



Non c'è alcun ritiro di forze superflue finora?

Non hanno ritirato un solo soldato e non ne hanno inviato uno.



Lei ha rammentato la prospettiva di aprire a Groznyj un aeroporto internazionale, una dogana. Ha qualche informazione su quanto questo potrà accadere?

Le nostre stimatissime strutture speciali hanno scritto un documento a nome del presidente della Federazione Russa, secondo cui, pare, da noi si potrà aprire una dogana solo nel terzo trimestre del 2010. Questo è assolutamente infondato. Penso che questo documento sia stato scritto da gente che si occupa della merce di contrabbando introdotta nelle regioni meridionali della Russia. Per loro non è comodo che nella Repubblica Cecena si apra una dogana. Da noi è molto più sicuro che in Daghestan o in altri soggetti della Federazione Russa. Possono prenderci come esempio da tutti i punti di vista. Una volta ho parlato con il capo di uno dei servizi segreti e gli ho chiesto: “Perché avete scritto un tale documento, che motivi avete?"

Quando ho avuto un incontro con il presidente Dmitrij Medvedev, questi mi ha appoggiato, cosa di cui gli sono molto grato. Questi ha notato anche che non gli tornano i tempi raccomandati dai servizi segreti. Dmitrij Anatol'evič ha detto che, se avessimo revocato il regime KTO, allora si sarebbero dovute dare alla Repubblica Cecena tutte le prerogative, aprire una dogana perché possiamo vivere, e non esistere, per sollevare la nostra economia, attrarre gli investimenti. Perfino sotto Maschadov [4] permisero temporaneamente di aprire una dogana, e a noi, una regione della Federazione Russa, dove vigono le leggi e la Costituzione della Federazione Russa, non permettono neanche temporaneamente di aprire una dogana per far partire 4 o 5.000 pellegrini a compiere lo hajj [5] in Arabia Saudita. L'anno scorso mi sono rivolto alle strutture competenti, ho scritto lettere ovunque e dappertutto, ma anche così allo FSB non ci hanno dato il permesso. Non danno risposta. E non danno neanche motivi per non aprire una dogana da noi. A qualcuno, evidentemente, fa comodo trascinare questa questione. Ma il presidente e il capo del governo della Federazione Russa hanno detto all'unisono: nella Repubblica Cecena bisogna aprire una dogana. Noi crediamo e speriamo che appaia uno spiraglio nella soluzione di questo problema.



Se di Groznyj faranno un aeroporto internazionale a pieno titolo, quali rotte vorrebbe aprire per prime?

Vogliamo aprire rotte per la Turchia, gli Emirati Arabi Uniti, il Kazakistan. Abbiamo accordi, ci sono investitori in Giordania, in Turchia, negli Emirati, in Palestina, che sono pronti a portare soldi nella repubblica. E questo sarà un grande aiuto per l'economia cecena. Finora abbiamo accordi verbali. Sono legami molto seri, con prospettive. Abbiamo condotto trattative con rappresentanti di questi paesi che hanno influenza e autorità nei propri stati. Questi vogliono semplicemente aiutare il popolo ceceno, i musulmani.



Lei ha rammentato il Suo incontro con D. Medvedev, che ha avuto luogo poco tempo fa. A quanto è noto, Le è stata conferita una certa responsabilità per il coordinamento delle operazioni speciali nel territorio al confine tra la Repubblica Cecena e l'Inguscezia nel piano della lotta al terrorismo. Ci dica, ci sono risultati recenti di questa operazione? Perché non è stata data pubblicamente questa informazione.

Con il presidente dell'Inguscezia Ju.-B. Evkurov c'è un accordo per portare avanti insieme misure speciali. Ho guidato io le operazioni speciali perché alla maggior parte di esse prendevano parte poliziotti ceceni e quei ragazzi che sono stati in servizio con me. Li conosco bene, conosco le loro possibilità. E tengo sotto controllo tutte le operazioni sul territorio al confine. Ma immediatamente al confine tra la Repubblica Cecena e la Repubblica di Inguscezia delle operazioni speciali si occupa il mio consigliere e deputato della Duma di Stato [6] Adam Delimchanov.

Parlando con me il presidente russo Medvedev mi ha incaricato di rafforzare le misure per la lotta al terrorismo e al banditismo che portiamo avanti. E portiamo avanti con successo.

E i risultati sono questi: ogni giorno troviamo basi di militanti e le eliminiamo. Ma in questi posti, dove si trovano i nostri ragazzi, in precedenza non era passato né un soldato, né un gruppo dell'intelligence. Abbiamo trovato decine di basi di terroristi. Là c'erano molte armi, medicine, vettovaglie. Era la loro tana. Li abbiamo cacciati di là e li peschiamo sia in Inguscezia, sia in Cecenia, sia in Daghestan. Ecco gli ultimi risultati: negli ultimi giorni nella zona in cui vengono portate avanti le operazioni abbiamo eliminato emiri [7] vicini ai rappresentanti arabi, un mercenario azero [8].

Ogni giorno eliminiamo dei banditi. Questi hanno già perso anche tutte le loro idee. Un arrestato ci ha raccontato che avevano grandi piani per la presa dell'Inguscezia, della Cecenia, di centri abitati. Ora hanno perso tutto quello che avevano. Gli altri finiremo di colpirli. Ogni giorno ci appaiono possibilità e risultati. Per le prossime settimane abbiamo pianificato di compiere una grande operazione speciale per l'eliminazione di un numerosi gruppo di banditi di cui fanno parte alcuni emiri. Stiamo elaborando queste misure sia sul territorio dell'Inguscezia, sia sul territorio della Repubblica Cecena, sia sul confine. Svolgeremo il compito assegnato dall'Alto Comando russo. Sono certo che non lo tradiremo. Questo lavoro avrà una fine logica.

In tutto dal momento in cui è iniziata l'operazione sono già stati liquidati circa quaranta militanti.

Purtroppo sono morti tragicamente dei nostri compagni di battaglia. Sono caduti in una trappola dei banditi alcuni poliziotti dello ROVD [9] di Ačchoj-Martan. Dieci persone sono morte, altrettante sono rimaste ferite. Il giorno stesso sono stato sul luogo dei fatti. Nessuno dei militanti che hanno preso parte a questi fatti resterà in vita. Possono nascondersi dove vogliono, ma la morte li raggiungerà. Li raggiungerà in quel bosco. Alla vendetta non è riuscito a sfuggire un solo bandito.



Circa un mese fa è circolata la notizia che nel corso di un'operazione speciale era stato gravemente ferito il leader dei militanti Doku Umarov, erano apparse notizie non verificate che c'era il sospetto che fosse morto, che era stato compiuto un esame del DNA in una serie di istituti speciali. Secondo le mie informazioni si è notato che ha smesso di apparire in etere. Ci sono notizie che testimonino se è vivo oppure no?

Secondo le nostre informazione è ferito. Le sue cinque guardie del corpo più vicine sono state uccise – un georgiano, un azero e altri. Non avevamo notizia che fosse stato ucciso. Le ricerche continunano: lo cerchiamo non solo in Inguscezia, non solo nella Repubblica Cecena, ma anche lontano, oltre i confini delle nostre regioni. L'hanno portato via, è ferito. Questo ci ha detto un nostro informatore, che si trova vicino a lui. C'erano anche informatori in Europa, in Turchia e in Inghilterra. Sono loro rappresentanti che si trovano là. Questi hanno comunicato che Umarov è ferito, ma non è morto.

La prossima volta colpiremo nel segno. Se abbiamo eliminato il suo entourage più vicino, questo è già bene. Lo aspetta solo la morte. Allah lo punisce perché ha ucciso e ha fatto soffrire dei musulmani. E' un uomo malato, gli sono caduti tutti i denti. Fa una cosa sola – manda gente a uccidere e poi del loro destino non gli interessa. Gli è indifferente di chi uno sia figlio, chi sia...

Poco tempo fa è giunto dall'Egitto il figlio del cosiddetto “vice presidente dell'Ičkerija [11]” Abusup'jan Abdullaev. Gli hanno chiesto: “Andrai a combattere, se tuo padre lo ordinerà?” Questi ha detto di no. I loro figli non combattono. Questi propongono ai nostri figli di prendere in mano le armi e combattere. Se avessero idee giuste, i loro figli le appoggerebbero. Non hanno niente di santo. Abbiamo dato il via a misure speciali e non ci tranquillizzeremo finché non li avremo eliminati. I nostri ragazzi si trovano dappertutto sui monti dal distretto di Nožaj-Jurt [12] all'Inguscezia e all'Ossezia del Nord. Combattono con i banditi. Ci sono i battaglioni “Jug” [13], “Sever” [14], il 1° e il 2° reggimento “А.-Ch. Kadyrov” [15], l'OMON [16], lo SOBR [17], lo ROVD. E lo FSB collabora fortemente con noi. Sulla Repubblica Cecena e l'Inguscezia hanno buone informazioni, noi le facciamo fruttare.



E' ampiamente noto che è stato raggiunto un accordo sul coordinamento delle azioni con le autorità ingusce, ma visto che dall'altra parte c'è il territorio limitrofo del Daghestan, c'è il confine, c'è qualche accordo con esso?

Avevamo un accordo con il ministro degli Interni del Daghestan. Ci eravamo appena accordati con lui sull'attuazione di misure comuni, quando l'hanno ucciso. Non voglio offendere la leadership del Daghestan, ma hanno la situazione più difficile del Caucaso del Nord, devono lavorare giorno e notte. Se le autorità daghestane non prenderanno misure, questo farà gli interessi dei banditi. Io consiglierei a Muchu Gimbatovič [18], questi è una persona molto stimata da noi, che prendesse tutto nelle proprie mani e cominciasse a comandare e a fare ordine, che raccogliesse intorno a se persone degne (là ce ne sono moltissime). Noi siamo pronti a collaborare.

Il ministro degli Interni della Federazione Russa Rašid Nurgaliev ha dato il benestare alla nostra collaborazione con tutte le regioni per l'attuazione di misure comuni. Se non ci fosse stato il suo sostegno, non saremmo riusciti a organizzare questo lavoro come vogliamo, perché tutti i gruppi speciali sono cosa del ministero degli Interni e delle truppe interne. Noi siamo pronti a partecipare, abbiamo informazioni sul Daghestan, ma finora non si muove niente quanto agli accordi con le autorità di questa repubblica.



Le Sue raccomandazioni: come bisogna agire con i militanti, con le organizzazioni clandestine terroristiche?

Scoprire ed eliminare. Abbiamo informazioni da un militante arrestato che gli danno delle pastiglie e dopo l'assunzione il loro uomo diventa simile a un robot, non capisce nulla. Questi portano queste pastiglie dall'estero e le danno alla gioventù. Sono agenti ottimamente preparati dei servizi segreti occidentali che lavorano contro la Federazione Russa. Si servono di noi, conoscendo la nostra mentalità, sapendo che siamo in maggioranza musulmani. Hanno una buona attrezzatura, sono specialisti. Qui da 12 anni si trovano gli arabi Yasser e Mokhdan. Finora nessuno li ha uccisi. Parlano non in ceceno, ma in puro russo. Quando li hanno inviati contro la Russia hanno imparato la lingua russa, hanno fatto conoscenza con la mentalità di tutti i popoli. Ma sono da 12 anni nella repubblica e finora non parlano in ceceno. Anche Khattab [19] parlava ottimamente in russo.

Tutti gli agenti dei servizi segreti stranieri lavorano contro la Russia. E il popolo della Russia accusa noi. Pensa che da noi ci sia ancora la guerra, che i ceceni siano banditi e terroristi. E i ceceni muoiono difendendo l'integrità della Russia. Abbiamo centinaia di migliaia di morti, migliaia di persone sono scomparse senza lasciare traccia, migliaia di poliziotti sono morti combattendo. Ma a loro questo non interessa, questo li preoccupa poco – Islam, ceceni, Cecenia.

In Cecenia estraevamo 2 milioni di tonnellate di petrolio l'anno e ora – 1.600.000 tonnellate. Ma a Mosca ci sono compagnie che raffinano decine di migliaia di tonnellate di petrolio. Dicono che in Cecenia c'è petrolio, gas. Non c'è niente in Cecenia. A loro interessa far cadere la Russia e ci usano come strumento contro la Russia. Il nostro popolo ha capito questo e ha detto “no”.

Abbiamo sempre vissuto con la Russia. Avevamo rapporti fraterni e vogliamo continuarli. Al referendum abbiamo votato per la Costituzione, per la Russia. Questo non è conveniente per l'Occidente, non se lo aspettavano proprio. Il popolo ceceno ha rotto il loro sistema. Nei tempi più difficili per la Russia il nostro popolo ha appoggiato il popolo russo, di questo non scrive nessuno. Se qui uccidono qualcuno, allora di questo scrivono subito. Ma ecco che noi costruiamo intere città, microquartieri [20]. Di questo non si dice una parola. Quando la polizia cecena si è assunta la responsabilità, allora hanno smesso di inviare in tutta la Russia bare di soldati russi. Ora i ceceni muoiono al loro posto. Il terrorismo non è solo una questione della Cecenia, è una questione di livello federale. Abbiamo preso tutto su di noi e lo tiriamo avanti.

Da noi sono state distrutte tutte le infrastrutture. Ci sono stati inferti danni per centinaia di miliardi [21] in campo agricolo, per non parlare delle industrie. Dobbiamo tenere le elezioni municipali. Come dobbiamo vivere poi: petrolio, gas, luce ce li tolgono, non ci danno la dogana. Che devono fare i ceceni? Tutti dicono che nel Caucaso c'è un buco nero, che i soldi se ne vanno. Dove vanno? Quali soldi? Per noi non spendono niente. Il nostro gas, la luce, il nostro petrolio – ci prendono tutto questo. Non siamo sovvenzionati. Ma non ci permettono di far sviluppare la repubblica. Ostacolano la leadership russa.

Medvedev e Putin danno incarichi importanti, appoggiano la repubblica. Noi parliamo, valutiamo, troviamo comprensione. Ma il sistema buocratico, le compagnie petrolifere e le altre non ci considerano. La Rosneft' [22] non ci considera.

Ecco che devono darci le nostre percentuali delle somme assegnate del bilancio federale. Ma figuratevi, non ci chiedono neanche dove inviarle. Ci indicano: costruire questo e quello, demolire questo. E poi Kadyrov deve prendersi tutte queste decisioni sul groppone, Kadyrov deve trovare una lingua comune con il proprio popolo. Ma qui tutta la repubblica è distrutta, non c'è niente. E io devo portare avanti la politica federale qui, nella repubblica. Io chiedo tanto che mi permettano di aprire una dogana, non me lo permettono.

Ai ministri federali bisogna mostrare più senso di patriottismo. Il sistema deve funzionare. Questo non capita solo da noi – in tutte le regioni ci sono tali problemi.

Ecco, io dico questo e so che in qualsiasi momento, quando diventerò inutile, mi diranno che Kadyrov è un delinquente, Kadyrov non è buono. Ma io dirò quello che penso, quello che è negli interessi della Russia. Voglio servire onestamente il mio popolo. Mio padre ha dato la vita per il popolo, per l'integrità della Russia. E non mi è indifferente il destino dello stato russo. Non temo niente, temo solo l'Altissimo, ma anche di deludere il mio popolo e di non adempiere i voti di mio padre. Abbiamo una situazione difficile. Ma usciremo da questa situazione.

Perché esiste una leadership? Per risolvere i problemi. Cercheremo vie d'uscita dai problemi, renderemo la nostra regione esemplare da tutti i punti di vista.



Come valuta ora il potenziale delle organizzazioni clandestine di banditi?

In generale non hanno alcun potenziale.



Ma numericamente quanti sono?

Se sapessimo contarli come sa fare il quartier generale operativo! Il quartier generale ne ha contati pure 500-700. Ma io ho un altro conto – 50-70 persone! La questione è un'altra: se contano così bene, perché non eliminano i terroristi internazionali? Seconda cosa – là di abitanti della Cecenia ce n'è solo qualche decina.



In percentuale quanti sono là i mercenari stranieri e quanti i ceceni?

La maggior parte di quelli che si trovano al confine tra la Repubblica Cecena e la Repubblica di Inguscezia sono azeri, turchi, ucraini, georgiani, арабы.



C'è un 60-70% di mercenari stranieri?

Sì, un 60-70% di stranieri. E al confine con il distretto di Nožaj-Jurt c'è una base di daghestani – e i ceceni sono solo 5-8 persone. Alcuni giorni fa da noi c'è stata un'operazione, li abbiamo accerchiati, hanno lasciato tutto e sono fuggiti. Là c'è un bosco molto fitto e per i ragazzi è difficile andarci.



Ramzan Achmatovič, se permette, vorrei tornare all'Inguscezia. Lei ha detto che condurrà un'indagine parallela sulle circostanze dell'attentato a Evkurov. Ha qualche risultato?

Abbiamo avuto dei risultati quando abbiamo eliminato il gruppo di Aliev qualche giorno fa, questi erano sottoposti a Magas Evloev [23]. Gli organizzatori dell'attentato sono Evloev e Umarov. Ogni giorno eliminiamo i loro emiri. L'indagine sarà chiusa quando non ci saranno più Umarov e Evloev. Quale indagine ci può essere?! E' opera di un terrorista kamikaze. Non c'è più. Chi dirà chi in particolare lo ha mandato là?

Umarov ha dichiarato che hanno formato il gruppo “Riyadus salikhin” [24]. E' un gruppo di kamikaze. Questi si sono assunti la responsabilità. Bisognerà eliminarli, allora si porrà un punto all'indagine. Io la penso così. Come ceceno, musulmano, amico di Evkurov dico questo. Mostreremo come sappiamo condurre le indagini. I banditi ci danno la caccia, noi la diamo a loro. Noi, perlomeno, abbiamo buone intenzioni.



Come si rapporta alla dichiarazione dell'ex presidente dell'Inguscezia Ruslan Aušev, che nel momento critico ha dichiarato che è pronto a mettersi a capo della repubblica?

Se lo scriverà così come glielo dirò, le risponderò. Ecco il mio parere: Aušev ha cercato di cominciare un gioco sporco e indegno. Ai tempi dell'Ičkerija Basaev [25] era ricercato. Aveva attaccato Budënnovsk [26]. Lo cercavano, lo dichiararono nemico della Russia. E questi a quel tempo beveva cognac da Aušev. Aušev gli organizzò dei divertimenti, a dirla delicatamente, per non chiamare le cose con i loro nomi. Un eroe dell'Unione Sovieticca, un generale, il presidente di una regione. Come si può permettere cose del genere?

Ho visto personalmente come Maschadov e Basaev si incontravano là. E ancora Maschadov e Basaev, tutti insieme andavano a passare le vacanze in Inguscezia. Sono ancora vive le loro guardie del corpo, che possono confermare questo.

Oggi Evkurov è gravemente ferito, suo cugino è morto e suo fratello è gravemente ferito. Secondo la Costituzione le funzioni sono svolte temporaneamente dal capo del governo. Dunque che dichiarazioni fa Aušev? Se vuole essere d'aiuto in qualche modo, non gli è d'obbligo per questo diventare presidente. E' una dichiarazione indegna. Io, ad essere onesto, ritengo questa un gesto vile da parte sua, legato a scopi personali. Lo preoccupa poco il destino del popolo inguscio. Il banditismo ha messo radici quando era al potere. Al posto del centro federale, avrei chiamato da tempo Aušev e quelli come lui a rispondere di ciò che hanno fatto. Questi fanno il gioco dell'Occidente e portano avanti una politica contro il centro federale.

Oggi diciamo che da noi c'è la democrazia. Ma quale democrazia c'è da noi, se per la politica di gente simile muoiono dei cittadini russi? C'è un qualche Chamziev [27] e hanno anche qualche altro “attivista per i diritti umani” che difende le idee di banditi e terroristi. Se questi terroristi uccidono noi, le autorità in carica, gli imam, gli insegnanti, se a questi terroristi danno appoggio dall'Occidente, perché taciamo? Bisogna attuare delle misure. Elaborare delle leggi che siano indirizzate contro questa gente. Bisogna mettere in prigione questa gente. Io la penso così. Se non si prenderanno simili misure, questa gente costituirà una minaccia per la società e per lo stato.



Ci dica, per favore, continuerà ad avere contatti con Achmed Zakaev [28], che vive all'estero?

Sì. E' l'unica persona dalla parte dell'Ičkerija che volevo riportare a casa. Non so cosa ritengano gli organi competenti, ma io ritengo che non abbia commesso gravi crimini. E' un artista che sa parlare molto bene.

Oggi in Europa vivono decine di migliaia di persone dei nostri e ogni anno nascono là 5-10.000 bambini nostri. Tra 10 anni diventeranno tutti europei. In questi 7-8 anni i bambini nati là sono pure diventati europei. Perdono i nostri valori e la nostra cultura. L'Occidente li userà e li indirizzerà contro il popolo ceceno e la Federazione Russa. Se oggi non li riportiamo a casa, ci saranno sempre problemi. Ma Zakaev può farlo, perché un determinato contingente del popolo lo ascolta ancora. Ma se lo imprigioneranno o lo uccideranno, questo non darà nessun risultato. Un risultato ci sarà se verrà a casa e porterà con se gente che ha sempre causato danni al nostro popolo. Oggi hanno la possibilità di essere utili per la propria repubblica. E io cerco proprio quei momenti in cui potrebbero essere utili per il nostro popolo.

Oggi conduciamo trattative con Zakaev. Se ora gli diranno che aspetto una sua telefonata, mi chiamerà. Dirà che è pronto a venire. Noi abbiamo con lui rapporti così buoni. Io gli dico di essere almeno una volta utile per il proprio popolo. Io voglio questo. Se lo vuole l'Altissimo.



Io penso che le questioni sulla componente militare siano esaurite per noi. Se è possibile, vorrei toccare l'economia. Oggi la crisi economica ha toccato tutti. Quali sono le misure da Lei intraprese nella Repubblica Cecena per contrastare la crisi?

Fondamentalmente la crisi ci ha toccato sul piano dello sviluppo economico per gli anni 2011-2012. Da questo programma ci hanno tagliato più del 30% dei finanziamenti. Ma in altre sfere, come l'industria e l'edilizia, non avevamo essenzialmente problemi, come in Tatarstan [29] o a Piter [30], non c'erano seri tagli come in altre regioni del paese. Tutti i programmi di investimenti, che erano stati finanziati per 800-900 milioni di $, da noi continuano. Si costruiscono fabbriche, stabilimenti, case, ospedali, centri commerciali. Cioè tutti i progetti che erano stati finanziati si continuano a realizzare, sia lode all'Altissimo. E i piani stabiliti si compiono al 100%.

Per via del fatto che il bilancio ci è stato tagliato del 30%, ci siamo rivolti per chiedere aiuto al capo del governo russo, il nostro stimatissimo Vladimir Vladimirovič Putin. E questi ci ha dato un credito sul bilancio di 15 miliardi [31]. E tutti i nostri piani grazie a questo si realizzano. Da noi tutto è ottimo, finora non ci lamentiamo.



Ma qual è il livello di disoccupazione nella repubblica?

In precedenza, quando ero appena diventato presidente, la disoccupazione nella repubblica era al 70-75%. Ora il suo livello è calato al 40-45%. E ci sono quelli che ottengono posti di lavoro temporanei. Ora ho dato indicazione di presentarmi una nuova statistica per sapere concretamente qual è la nostra situazione con la disoccupazione.



Perlomeno da Lei nella repubblica non c'è tale esplosione di disoccupazione legata alla crisi?

No, al contrario, ogni giorno creiamo nuovi posti di lavoro.



Negli ultimi due anni nella Repubblica Cecena si è costruito attivamente. A quanto so, molto materiale viene ancora portato nella repubblica. Ci sono piani di ampliamento dell'edilizia? Suppongo che costruirete ancora.

Abbiamo un accordo con la compagnia CCC [32], nota in tutto il mondo, per la costruzione di un cementificio. La Cecenia è sempre stata nota per il buon cemento. Noi costruiamo infrastrutture, da noi ci sono carriere, dove c'è sabbia, ghiaia, noi facciamo finestre, porte, c'è una fabbrica vetraria. Ma finora abbiamo comprato tutti i materiali da costruzione. Certo, da noi funzionavano tutte le fabbirche suelencate, ma il volume dei lavori compiuti era troppo.

Oggi abbiamo ristabilito la repubblica quasi al 90%, ora pian piano creiamo un'industria edile. Il ministero delle Strade per Automobili ha costruito tre fabbriche per la produzione di asfalto. Abbiamo tutte le apparecchiature moderne per la posa di un asfalto di qualità e ci sono specialisti per questo lavoro. In precedenza tutto questo veniva portato da oltre confine. Oggi da noi tutto è nosto. Oggi facciamo molta attenzione all'agricoltura.



Come si pone davanti alla libertà condizionata anticipata per Jurij Budanov?

La liberazione di Budanov è un'offesa per tutti i militari russi. Questi come militare del ministero della Difesa della Federazione Russa doveva essere un modello di onore da ufficiale, ma ha recato offesa a una bambina [33]. Questo ha offeso ogni ceceno, così come ogni russo di buon senso. Èl'za avrebbe potuto avere un innamorato, un compagno di classe, di scuola, con cui si scriveva e che amava. Come prenderà la liberazione dello stupratore? Come la prenderanno I genitori di Èl'za? I suoi coetanei, ognuno dei quali sa bene che non era mai stata una cecchina?

Questa è un'offesa al popolo ceceno. Ci hanno offesi. Hanno offeso tutti quelli che hanno difeso la Russia. E guardare negli occhi il mio popolo mi è molto difficile. Anche ora, mentre dico questo, ho gli occhi umidi. Mi vengono le lacrime agli occhi. Questi è un nemico della società russa e quelli che l'hanno liberato, cioè chi ha preso questa decisione in tribunale, anche questi possono non andare a difendere le proprie mogli, sorelle e madri. In loro non c'è niente di umano.

Ho chiesto e chiedo alla leadership del paese di prendere delle misure perché Budanov sconti completamente la pena meritata. Se solo uno degli amici di Èl'za lo incontrerà, non posso prevedere come si comporterà. Nessun ceceno lo considera una persona e questo criminale di guerra si merita questo atteggiamento. Il suo crimine si sarebbe potuto ancora spiegare in qualche modo, se avesse ucciso un uomo. Ma se ha recato offesa a una ragazza, per questo non c'è perdono. E' un vigliacco. Ha offeso tutto il ministero della Difesa della Federazione Russa: tutti i soldati, gli ufficiali, i sottufficiali e anche noi con loro. In più tutta questa situazione è stata aggravata da giudici senza principi. Ecco cosa volevo dire riguardo a Budanov.



Molte grazie. Le sono estremamente grato per questa intervista. Ad essere onesto, neanche mi aspettavo una così calda accoglienza. Il giorno di oggi, penso, lo ricorderò a lungo. Grazie per l'invito, grazie per avermi dato la possibilità di parlare con Lei in una situazione così informale. L'intervista, a mio modo di vedere, è risultata molto interesante.

Tutto quello che dico, mi viene dall'anima. Semplicemente non nascondo i miei pensieri. Temo solo le leggi della Federazione Russa, così come temo l'Altissimo. Oggi cerco di servire il mio popolo nella verità e nella giustizia. Io non ho abbandonato e non ho tradito la leadership del paese e cioè Vladimir Putin e Dmitrij Medvedev. Non ne ho diritto. Putin per me ha fatto tutto. Nei tempi più difficili ha salvato il nostro popolo. E nei momenti più difficili nella mia vita mi ha sostenuto E per non abbandonare Putin, io faccio tutto. Io non sono la marionetta di nessuno – io servo il mio popolo, il popolo della Russia, io osservo la Costituzione della Federazione Russa e le leggi della Federazione Russa. Mi sforzo di non infrangere la legge, anche se talvolta vorrei tanto aggirare alcune di quelle leggi che non riflettono le attese del popolo russo. Bisognerebbe rivedere alcune leggi (Ride).



Dalla redazione: Senza commeni! Io non ho abbandonato e non ho tradito la leadership del paese e cioè Vladimir Putin e Dmitrij Medvedev. Non ne ho diritto. Putin per me ha fatto tutto...


[1] Agenzia di informazioni russa.


[2] KontrTerrorističeskaja Operacija (Operazione AntiTerroristica).


[3] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), l'erede del KGB.


[4] Aslan Alievič Maschadov, unico presidente della Repubblica Cecena eletto in modo credibile, caduto in disgrazia presso il Cremlino, spodestato e infine ucciso dai corpi speciali nel 2005.


[5] Pellegrinaggio alla Mecca, che ogni musulmano deve compiere almeno una volta (il corsivo è mio).


[6] Precisazione necessaria perché tutte le assemblee legislative russe si chiamano Duma.


[7] Nel senso originario di capi religioso-politico-militari.


[8] La sgrammaticatura è nell'originale. Forse, oltre agli emiri, hanno ucciso un mercenario azero.


[9] Rajonnoe Otdelenie Vnutrennich Del (Sezione Distrettuale Affari Interni), in pratica la polizia distrettuale.


[10] Villaggio della Cecenia occidentale.


[11] Nome dell'autoproclamata repubblica indipendente di Cecenia.


[12] Villaggio della Cecenia orientale.


[13] “Sud”.


[14] “Nord”.


[15] I reggimenti sono intitolati a Achmat-Chadži Abdulchamidovič Kadyrov, padre di Ramzan, ucciso nel 2004 quando era presidente della Cecenia per sottolineare la loro dipendenza dal rais ceceno.


[16] Otdel Milicii Osobogo Naznačenija (Reparto di Polizia con Compiti Speciali), sorta di Celere russa, nota per la sua durezza.


[17] Special'nyj Otdel Bystrogo Reagirovanija (Reparto Speciale a Reazione Rapida), corpo di polizia speciale.


[18] Muchu Gimbatovič Aliev, presidente della Repubblica del Daghestan.


[19] Nome di battaglia del guerrigliero arabo saudita (considerato erroneamente giordano) Samir Saleh Abdullah al-Suwailem, ucciso dai russi nel 2004.


[20] Strutture urbanistiche di tipo sovietico.


[21] Un miliardo di rubli equivale a 22,7 milioni di euro.


[22] “Russia-Petrolio”, compagnia petrolifera di stato.


[23] Achmed “Magas” Evloev, comandante della guerriglia agli ordini di Umarov.


[24] “I Giardini dei Giusti” (in arabo).


[25] Šamil' Salmanovič Basaev, leader della guerriglia cecena, ucciso dai russi nel 2006.


[26] Nel 1995 i militanti ceceni guidati da Basaev presero in ostaggio un intero ospedale a Budënnovsk, nella Russia meridionale. Dopo un fallito blitz con molte vittime, i russi acconsentirono alle richieste di cessate il fuoco in Cecenia e i sequestratori rilasciarono gli ostaggi, andandosene indisturbati.


[27] Magomed Chamziev, attivista per i diritti umani inguscio.


[28] Achmed Chalidovič Zakaev, primo ministro dell'autoproclamata Repubblica Cecena indipendente, che attualmente vive in Inghilterra.


[29] La Repubblica Autonoma dei Tatari, nella Russia europea orientale.


[30] Nome familiare di San Pietroburgo.


[31] Circa 337 milioni di euro.


[32] Grande gruppo industriale americano.


[33] Sarebbe più corretto dire che non era una bambina (Èl'za Kungaeva aveva 18 anni) e che l'ha violentata e uccisa.


http://matteobloggato.blogspot.com/2009/07/kadyrov-parla-e-sentite-cosa-dice.html

06 luglio 2009

A proposito di Kadyrov (XIV)

E' riuscito a non aver la meglio sulle organizzazioni clandestine?


Human Rights Watch e Memorial [1] sulla lotta contro i militanti in Cecenia


La scorsa settimana l'organizzazione per la difesa dei diritti umani Human Rights Watch e il centro per la difesa dei diritti umani Memorial hanno presentato a una conferenza stampa il rapporto comune “Rivalsa per i figli. Incendi di case in Cecenia come mezzo di punizione collettiva”. Nel rapporto si descrive dettagliatamente e si analizza dal punto di vista del diritto russo e internazionale la pratica di incendiare le case dei parenti dei militanti, posta in atto dal giugno 2008 al giugno 2009.

La statistica è la seguente. In tutto, secondo i dati degli attivisti per i diritti umani, in un anno ci sono stati 26 incendi. Questa cifra non è assoluta, sono stati registrati solo i casi in cui le persone hanno deciso di parlare. Solo in tre casi le vittime hanno avuto il coraggio di scrivere una dichiarazione ufficiale al PC [2] Memorial, che, a sua volta, si è rivolto alla Procura. Su due autori di dichiarazioni in seguito sono state fatte pressioni e questi hanno riconosciuto ufficialmente che le loro case erano bruciate per la loro inavvedutezza (per una candela che avevano acceso o per un pezzo di carbone acceso caduto fuori dalla stufa). Su nessun incendio si è indagato. Le OVD [3] distrettuali, a cui spettano i casi degli incendi delle case, molto semplicemente non lo fanno. Secondo Tat'jana Lokšina, ricercatrice della sezione moscovita di Human Rights Watch, ciò è legato a due fattori: “In primo luogo, c'è motivo di sospettare che gli incendi, a ben vedere, siano appiccati dagli stessi agenti delle ROVD [4] locali, in secondo luogo, la pratica della punizione collettiva dei genitori per i figli che sono andati tra i militanti, è stata pubblicamente sancita dalle autorità cecene”.

Anche la Procura Generale, a cui si è rivolto il PC Memorial, tace.

Nel rapporto sono documentati dettagliatamente 13 casi di incendi di case. Dalle conversazioni con le vittime di incendi (molte di esse sono famiglie numerose, rimaste senza un tetto sulla testa) si disegna uno schema comune, che parla del fatto che gli incendi delle case sono una pratica sistematica. Da ogni famiglia la squadra degli incendiari è giunta dopo le 12 di notte. Questo è avvenuto, di regola, qualche giorno dopo il darsi alla macchia di qualcuno della famiglia (con i militanti fuggono ceceni di età tra i 18 e i 30 anni, tanto uomini, quanto donne). Le persone sono state cacciate di casa per strada o sono state chiuse nella casa dei vicini. Poi la casa è stata perquisita, vi è stata versata benzina e si è atteso finché non bruciava. Queste operazioni di solito prendono circa due ore. Non una volta sono giunti i pompieri o la polizia che erano stati chiamati.

Bisogna dire che la pratica della punizione collettiva non fa parte solo del know-how. Sia nella prima, sia nella seconda campagna cecena i federali hanno praticato attivamente fin dall'inizio il principio terroristico “tutti per uno”.

Anche la cosiddetta cecenizzazione (ceceni che uccidono ceceni), utilizzata efficacemente da Mosca negli anni 2000, si basa sul più largo utilizzo possibile del principio della responsabilità collettiva. Questo principio fu proclamato pubblicamente per la prima volta nel 2004 a Gudermes [5] ai funerali di Džabrail Jamadaev [6], fatto saltare in aria dai militanti nella propria casa. Allora in Cecenia (a Gudermes, a Centoroj [7], ecc.) erano state create delle prigioni segrete dove venivano rinchiusi, torturati e uccisi i parenti dei più noti leader delle organizzazioni clandestine cecene (sono noti i casi di rapimento di donne e uomini parenti di Aslan Maschadov [8], Dokku Umarov [9], Magomed Chambiev [10], ecc.).

Se si parte dai funerali di Džabrail Jamadaev, si può trarre una conclusione: da 5 anni come minimo in Cecenia è in corso una crudelissima guerra contro le organizzazioni clandestine, i cui evidenti bersagli diventano i civili, uomini, donne, vecchi e bambini. Questi non fuggono nei boschi e sui monti, vivono nelle proprie case. La loro colpa è di essere parenti di militanti. Tali metodi di lotta danno risultati? Gli esperti notano che l'attività delle organizzazioni clandestine in Cecenia si è ridotta. Ma in realtà non si sa nulla né dei numeri delle organizzazioni clandestine cecene, né del livello di appoggio ad esse della popolazione. La dura censura sull'informazione e il troppo alto livello di paura che notano letteralmente tutti gli osservatori non permettono di giudicare il reale stato delle cose in Cecenia. Secondo il direttore del PC Memorial Oleg Orlov, si può giudicare solo da segni indiretti, per esempio dal grado di intensità della reazione antiterroristica delle autorità cecene all'attività delle organizzazioni clandestine.

“Nel 2007, quando al potere in Cecenia è giunto Ramzan Kadyrov, la statistica di omicidi, sequestri di persona e torture registrate dagli attivisti per i diritti umani era enorme, – dice Oleg Orlov. – Tuttavia i crimini erano commessi da tutti: sia dai federali, sia dagli stessi ceceni (questi ultimi si dividevano in kadyroviani [11], uomini di Jamadaev [12], di Bajsarov [13], dell'ORB-2 [14] ecc. – nota dell'autrice). Nel gennaio 2007 Ramzan Kadyrov ha dato ordine ai propri reparti di cessare con i sequestri di persona. La quantità di sequestri di persona è crollata in modo fenomenale: nel 2005 – 323 sequestri di persona, nel 2006 187 e nel 2007 35 in tutto (!)”.

Al contempo Kadyrov ha iniziato un'attiva campagna pubblica per la difesa diritti umani contro l'ORB-2, al momento il più malefico reparto delle forze armate in Cecenia. In realtà la retorica in difesa dei diritti umani serviva solo allo scopo di cacciare dalla repubblica il troppo forte uomo delle forze armate di orientamento federale, il capo dell'ORB 2 Achmed Chasambekov. Nelle successive “guerre” con Movladi Bajsarov e i fratelli Jamadaev Kadyrov utilizzerà pure il “fattore difesa dei diritti umani” contro i concorrenti politici, accusandoli di ogni colpa.

L'anno scorso Kadyrov ha dichiarato che le leggi russe non si estendono ai militanti e ai loro parenti. E che con i militanti adesso si regoleranno secondo le usanze locali cecene. Cioè molto duramente. La domanda è logica: perché all'improvviso tale crudeltà durezza? L'attivista per i diritti umani Oleg Orlov afferma che dalla primavera dello scorso anno è mutata la dinamica (nel senso che si è espansa) delle perdite tra i kadyroviani a causa dei militanti. Al contempo diverse fonti hanno preso a registrare una significativa crescita dei membri delle organizzazioni clandestine a spese della gioventù della Cecenia. Cioè, come dice Tat'jana Lokšina, “è diventato chiaro che Kadyrov non è riuscito ad avere la meglio sulle organizzazioni clandestine”. Di qui le azioni sempre più radicali delle autorità cecene. Ecco la statistica dei sequestri di persona: se nel 2008 agli attivisti per i diritti umani erano noti 42 casi, già a meta del 2009 è stata registrata la scomparsa di 73 persone. Ci sono tutti I motivi per supporre che questi sequestri di persona siano il risultato della lotta contro i militanti. Queste cifre finora sono la più convincente testimonianza di una nuova tendenza: le organizzazioni clandestine in Cecenia riprendono forza.

Elena Milašina

06.07.2009, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2009/071/08.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] “Memoriale”, associazione nata per difendere la memoria delle vittime delle repressioni sovietiche.

[2] Pravozaščitnyj Centr (Centro per la Difesa dei Diritti Umani).

[3] Otdelenija Vnutrennich Del (Sezioni degli Affari Interni), in pratica le sedi della polizia.

[4] Rajonnye Otdelenija Vnutrennich Del (Sezioni Distrettuali degli Affari Interni).

[5] Città della Cecenia centrale.

[6] Džabrail Bekimirzaevič Jamadaev, uno dei rappresentanti del clan Jamadaev, che contende il potere a quello dei Kadyrov.

[7] Villaggio della Cecenia centrale, dove Kadyrov è nato e mantiene il suo quartier generale.

[8] Aslan Alievič Maschadov, terzo presidente della Repubblica Cecena (l'unico eletto in modo abbastanza credibile), costretto a darsi alla macchia e ucciso dai corpi speciali russi.

[9] Dok(k)u Chamatovič Umarov, prima presidente dell'autoproclamata repubblica indipendente di Cecenia, poi autoproclamatosi emiro del Caucaso.

[10] Magomed Il'manovič Chambiev, militante ceceno, adesso sostenitore di una lotta puramente politica nell'ambito dell'opposizione all'establishment putiniano.

[11] Gli uomini del feroce esercito personale dei Kadyrov.

[12] Nell'originale jamadaevcy, qualcosa come “jamadaeviani”.

[13] Movladi Zajpullaevič Bajsarov, signore della guerra ceceno ucciso a Mosca. I suoi uomini sono definiti bajsarovcy, “bajsaroviani”.

[14] Operatvno-Rozysknoe Bjuro (Ufficio Operativo di Ricerca), in teoria corpo speciale anticrimine, ma in realtà altro esercito privato.


http://matteobloggato.blogspot.com/2009/07/la-guerra-di-cecenia-che-ce-ancora.html

01 luglio 2009

A proposito di Putin (XI)

 

La propria gente non si abbandona [1]




Iniziamo una nuova rubrica: “Gli amici del premier”. Nella prima parte dell'inchiesta – i fratelli Arkadij e Boris Rotenberg o “cosa lega il tatami alla Gazprom”


Parte 1: i fratelli Arkadij e Boris Rotenberg e la Gazprom

In Russia c'è uno strato di uomini d'affari che non teme le barriere burocratiche e sprezza i rischi politici. Le loro proprietà sono assolutamente tutelate e i loro interessi sono messi sullo stesso piano di quelli dello stato. Sono intoccabili. Davanti a loro sono aperte le porte delle compagnie di stato. E quasi ogni imprenditore della lista russa di Forbes propone loro con gioia una quota del proprio business. Si tratta di ex compagni di servizio, buoni vicini, amici o semplicemente vecchi conoscenti del premier russo Vladimir Putin. Gli esperti ritengono che negli anni del suo mandato il gruppo di questi compagni abbia costituito una classe particolare. Il direttore dell'Istituto per i problemi della globalizzazione Michail Deljagin ha avuto il coraggio di far notare che “amico del premier” è una particolare carica statale.

La “Novaja gazeta” inizia il monitoraggio degli affari degli amici di Putin. Esaminiamo l'attività dei fratelli Arkadij e Boris Rotenberg.

«Газпром» через бедро

Arkadij e Boris Rotenberg sono i principali proprietari delle banca “Severnyj Morskoj Put'” [2] (SMP-bank). Lo sparring partner di Vladimir Putin nel judo, il presidente dell consiglio superiore dell'Unione Nazionale Judo Arkadij Rotenberg è il fondatore e il capo del club di judo “Javara-Neva” [3] di Piter [4], di cui Putin è presidente onorario. Un altro fondatore del club è stato un altro conoscente del premier russo, Gennadij Timčenko, al momento presente grande trader di petrolio (comproprietario della Gunvor, parte della holding Clearwater).

Insieme e separatamente Arkadij e Boris Rotenberg hanno fondato alcune organizzazioni non commerciali, club e fondazioni a sostegno del judo e del sambo [5] (la Società interregionale per il sostegno allo sviluppo del sambo e del judo, il fondo non commerciale “Fan club Javara-Neva”, la Società per il sostegno allo sviluppo degli sport di lotta individuali “Patria”, il club per bambini e ragazzi “Javara-M”, la “Scuola di Judo”).

La dedizione allo sport in una buona compagnia non può non essere tenuta di conto. Nel 2008 i proprietari del “Novorossijskij morskoj torgovyj port” [6] (NMTP) hanno venduto il 10% del porto a strutture controllate da Arkadij Rotenberg. Nello stesso anno la Gazprom ha venduto alle strutture di Rotenberg cinque compagnie di costruzioni.

La “Novaja gazeta” ha chiarito che le ditte controllate del fratello di Arkadij Rotenberg, Boris, possedevano quote nelle strutture intermedie legate alla fornitura di tubature e apparecchiature per le imprese “figlie” della Gazprom. E l'ex direttore generale di una di queste strutture è entrato nel consiglio di amministrazione della Gazprom.

L'intermediario n. 1

Boris Rotneberg si è messo in luce come fondatore di due ditte moscovite poco note, Baza-Torg [7] e Postavka [8], che sono state registrate nel 2003 allo stesso indirizzo nel viale Kolomenskij [9] e avevano un telefono comune, che ora tace.

La tranquilla e insignificante “Baza-Torg”, secondo il database dello SKRIN [10], risulta essere fondatrice della compagnia Gaztaged (da essa controllata al 25%). Nel 2003 a capo della Gaztaged c'era Jaroslav Golko, che in quello stesso anno si è trasferito alla Gazprom – è diventato vice capo dell'amministrazione della contabilità, dell'analisi e della politica corporativa del dipartimento per la gestione delle proprietà. Nel 2005 Golko è salito fino al grado di primo vice capo del dipartimento per gli investimenti e le costruzioni della Gazprom, nel 2006 era a capo di questo dipartimento e all'inizio del 2007 è entrato a far parte del consiglio di amministrazione della Gazprom.

Per coincidenza, già nel 2008 la Gazprom ha venduto alle strutture di Arkadij Rotenberg cinque compagnie di costruzioni, tra cui commissionarie della Gazprom e produttrici di apparecchiature (Volgogaz [11], Lenspecstojgaz [12], Specgazremstroj [13], Volgogradneftemaš [14] e Krasnodargazstroj [15].

Il rappresentante della Gazprom Sergej Kuprijanov ha comunicato alla “Novaja gazeta” che queste attività sono stati venduti dalla Gazprom a un'asta aperta, che alla trattativa avrebbe potuto prender parte chiunque volesse e che vincitrici dell'asta sono risultate le compagnie che hanno proposto il prezzo più alto. Inoltre, come ha comunicato Kuprijanov, il dipartimento per gli investimenti e le costruzioni non ha alcun rapporto con la vendita delle dette atività e il lavoro preparatorio per la sua realizzazione è stato portato avanti da un altro reparto – il dipartimento per l'amministrazione delle proprietà e dei rapporti corporativi.

“Quando queste compagnie di costruzioni appartenevanno alla Gazprom, ci invitavano spessissimo a liberarci dai “fuori profilo”. Quando la Gazprom ha posto le compagnie in vendita, non si sono formate file di persone desiderose di acquistarle. E quando alla fine qualcuno ha comprato le attività, si pongono domande: “Perché la Gazprom ha fatto questo?” – si stupisce Kuprijanov. – La Gazprom ha adempiuto il compito che si era posta nell'ambito del proprio programma per la realizzazione delle attività fuori profilo. La Gazprom non aveva altri interessi”.

Jaroslav Golko non ha commentato la situazione. Arkadij e Boris Rotenberg non hanno voluto spiegare, se Golko sia il loro uomo nel consiglio di amministrazione della Gazprom e se continuino ad avere rapporti di affari.

Dopo che Jaroslav Golko ha lasciato la Gaztaged, la ditta non ha perso importanza. Secondo lo SKRIN fino allo scorso anno era controllata al 75% dalla Gaskomplektimpèks [16] – figlia al cento per cento della Gazprom, che riposnde della fornitura dei materiali e delle apparecchiature.

La Gaztaged è co-fondatrice dell'Associazione dei produttori di tubature. In diverse epoche l'hanno presieduta Golko e il membro del consiglio di amministrazione della Gazprom Valerij Golubev – ex agente del KGB, noto perché nel lontano passato, quando era a capo dell'amministrazione del quartiere dell'isola Vasilevskij [17] di San Pietroburgo, assegnò a Vladimir Putin e alla sua famiglia un appartamento niente male.

Tra i fondatori dell'associazione c'è anche il gruppo ČTPZ [18], la Compagnia metallurgica delle tubature (che rientra nel terzetto dei leader del mercato mondiale delle tubature), la Compagnia metallurgica unita e altre compagnie dedicate ai progetti della Gazprom. Ma nessuno di questi giganti ha fatto diventare presidente dell'associazione un uomo delle loro fila. Peraltro è diventato presidente il semplice direttore generale della Gaztaged Ivan Šabalov. Questi si è rifiutato di rispondere alle domande della “Novaja gazeta”.

Nel 2005 il direttore degli studi corporativi della compagnia di investimenti britannica Hermitage Capital Management (che consultava il fondo Hermitage – azionista di minoranza della Gazprom) Vadim Klejner, che reclamava un posto nel consiglio di direzione della Gazprom, in un suo rapporto ha fatto il nome di alcuni intermediari che hanno goduto di incomprensibili preferenze da parte della Gazprom. Oltre alla Rosukrènergo [19] e al suo predecessore EuralTransGaz [20] (forniture di gas) in qualità di intermediario nelle operazioni con le tubature della Gazprom è stato fatto il nome della Gaztaged. Come ha amesso con la “Novaja gazeta” il rappresentante della Hermitage chi fosse dietro quella ditta l'hanno saputo solo da noi.

La critica alla politica della Gazprom ha presto portato frutti. Nel novembre 2005 al direttore esecutivo della Hermitage William Browder hanno proibito l'ingresso in Russia. Il rappresentante della Gazprom la considera una coincidenza. Vladimir Putin, rispondendo alle domande dei giornalisti al riguardo, si è stretto nelle spalle e ha detto di non sapere perché sia successo questo. Putin si è espresso come a dire che a chi viola la legge l'ingresso è vietato, ma che gli investitori possono contare su un appoggio.

La Hermitage Capital Management ha lavorato in Russia per circa 10 anni, Browder ha portato circa 4 miliardi di dollari di investimenti occidentali, ma questo non lo ha salvato. Dopo che a Browder è stato proibito l'ingresso nel paese, nel 2007 sono seguite perquisizioni alla Hermitage e un procedimento penale. E nel 2008 il ministero degli Interni ha messo sotto accusa Browder e la Hermitage ha chiuso il proprio ufficio russo.

La scorsa settimana il Comitato per i diritti umani del Consiglio d'Europa ha presentato la prima versione del rapporto “Sull'utilizzo per motivazioni politiche e iniquo del sistema giudiziario nei paesi membri del Consiglio d'Europa”. Il rapporto è stato elaboraro dall'ex ministro della Giustizia tedesco. Nel documento si ricorda anche la storia russa con la Hermitage. La situazione è chiamata un esempio di “abuso motivato politicamente del sistema giudiziario penale”.

Il mediatore n. 2

La ditta Postavka creata da Boris Rotenberg l'anno scorso si trovava in stato di liquidazione, ma per vivere anch'essa si è rivolta alla Gazprom. La ditta possedeva sui monti Altai la compagnia Sibgazimpèks [21] (al 25%), il restante 75% della compagnia era controllato da una “figlia” della Gazprom, la Gazkomplektimpèks.

La Sibgazimpèks è stata liquidata nel 2007. Tuttavia fino alla scomparsa è riuscita a far capolino nei documenti giudiziari. Come minimo dal 2003 la Gazkomplektimpèks ha dato ordine alla Sibgazimpèks di concludere accordi per la fornitura di apparecchiature con le imprese “figlie” della Gazprom. Le “figlie” della Gazprom hanno pagato di tasca propria l'intermediario per i suoi servizi.

Casualmente questo fatto è emerso lontano da Mosca – in una causa giudiziaria tra la Urengojgazprom [22] e le “Ferrovie Russe” nel 2005 году. Durante il trasporto sui binari parte del carico era andato perduto. In qualità di terzo interessato fu convocata la Gazkomplektimpèks. Nel corso del procedimento della Corte arbitrale federale del distretto degli Urali furono scoperti alcuni dettagli, in particolare il fatto che la Gazkomplektimpèks aveva siglato un accordo con la Sibgazimpèks, che forniva apparecchiature anche alla Urengojgazprom.

Un altro fatto stupefacente fu scoperto dall'Ispettorato interregionale del Servizio fiscale federale per i grandi contribuenti n. 2, che fece causa senza successo alla “figlia” della Gazprom Gazkomplektimpèks negli anni 2006-2007. Gli ispettori del fisco tentarono di accusare gli uomini della Gazprom di violazioni fiscali e persero i processi, ma nelle carte, di nuovo nel corso del procedimento, registrarono in particolare che il vice capo del dipartimento delle apparecchiature petrolchimiche, degli impianti di tubature e della costruzione di macchinari della Gazkomplektimpèks era allo stesso tempo un collaboratore della Sibgazimpèks.

Alla Gazprom finora non hanno risposto alle domande della “Novaja gazeta” riguardo alle somme e alle quantità di contratti siglati con le ditte Gaztaged e Sibgazimpèks e non hanno potuto spiegare perché una “figlia” della Gazprom avesse bisogno di due intermediari partecipati al 25% dalle strutture di Boris Rotenberg. Il rappresentante della Gazprom Sergej Kuprijanov ha fatto notare solo che oggi la Gazprom compie la stragrande maggioranza degli acquisti, anche di tubature, sulla base di concorsi.

Boris Rotenberg, a cui abbiamo poste delle domande una settimana fa, non si affretta a dare spiegazioni.

Una piena sintesi

La “Novaja gazeta” ha chiarito che le ditte create da Arkadij Rotenberg erano vicine alle compagnie del Gruppo multi-profilo Sintez [23], fondato da Leonid Lebedev (al momento presente senatore russo).

Il gruppo si occupa di ricerca e di estrazione di petrolio e gas, di energia e di sviluppo tecnologico. Le sue imprese conducono lavori di ricerca e di sondaggio in due settori gas-petroliferi della piattaforma del Mare di Barents, sfruttano il giacimento Varyngskoe nel circondario di Chantia-Mansia [24] e sono intenzionati a lavorare in Libia, Angola, Siria, Egitto e Indonesia. Fa parte del gruppo “Kores invest”, possiede il 45,35% della compagnia energetica russa TGK-2 [25] – la più grande compagnia termo-energetica del nord della Russia.

Secondo i dati dell'archivio della camera per le registrazioni di Mosca, nel 2000 Arkadij Rotenberg insieme a Sergej Zivenko (vedi dossier della “Novaja gazeta” – “Alcool” ) figurava come fondatore della ditta Zirot [26]. In seguito ne è diventata proprietaria la Tiger River Shipping Company Limited cipriota. Chi sia dietro questa struttura, non è dato di scoprire.

Il direttore generale della Zirot Oleg Minuškin in un altro momento è stato a capo della ditta “Rotna” (pure creata da Arkadij Rotneberg) e della Sintezneftegas [27], che fa parte del Gruppo Sintez. La Sintezneftegas e la ditta Rotna ebbero in passato un amministratore comune, Natal'ja Skarlygina. In seguito amministratore della Sintezneftegas è diventata la Doublebay Properties Limited delle Isole Vergini Britanniche. I suoi beneficiari finali sono sconosciuti.

Nel 2008 la Zirot si trovava all'indirizzo del Gruppo Sintez in via Malaja Nikitskaja [28] 29 nell'edificio 1. La ditta si è trasferita in un altro ufficio solo una settimana fa. Insieme ad alcune imprese del gruppo figurava come amministratrice o azionista di diverse compagnie.

Così insieme alla “Nižnevartovskij kapital'nyj remont skvažin” [29] (NKRS), che faceva parte del gruppo Sintez fino al 2008, la Zirot risultava amministratore della Sibir'transservis [30]. Nel 2004 alla Zirot apparteneva il 40% della compagnia, nel 2009 la sua quota è scesa all'1%. Nel 2008 insieme alla NKRS la Sibir'transservis è stata venduta al gruppo Integra per 54 milioni di dollari.

Secondo il rapporto della Spa GiPor [31] (Complesso industriale del gesso di Poreckoe [32]) per il 4° trimestre dello scorso anno, la Zirot possedeva il 6,99% del capitale fisso della società. Altre ditte con sede all'indirizzo del Gruppo Sintez possedevano complessivamente il 52,28% del complesso industriale. Nel maggio 2009 gli esecutori giudiziari hanno bloccato le proprietà della GiPor, motivando ciò con il fatto che dall'autunno dello scorso anno l'impresa doveva ai propri lavoratori 5 milioni di rubli [33]. La GiPor è stata posta sotto osservazione.

La Negusneft', che fa parte del Gruppo Sintez, era amministratrice insieme alla Zirot della “Camera giuridica intersettoriale”. La Camera possiede una quota della Spa “Promyšlennye Investicii[34]. Questa compagnia si occupa di consulenza finanziaria e di attrazione di investimenti e dichiara che i suoi collaboratori hanno preso parte alla realizzazione di progetti nel settore gas-petrolifero per l'ammontare di oltre un miliardo di dollari. La “Promyšlennye Investicii” possiede metà della Arktikšel'fneftegaz [35], che fa pure parte della Sintez. L'altra metà appartiene allo stato.

La Zirot era pure comproprietaria della ditta “Sintez Petrol-AZS” [36], che controlla alcune stazioni di servizio nella regione di Mosca. Amministratore della ditta era Vladimir Lebedev e l'impresa faceva parte del gruppo Sintezneftegas.

Il rappresentante del gruppo Sintez Aleksandr Levin ha comunicato laconicamente alla “Novaja gazeta” che il gruppo non è affiliato ad alcuna struttura del signor Rotenberg. Il senatore Leonid Lebedev non ha chiarito questa questione.

E di nuovo il gas

La ditta moscovita Rotna, fondata da Arkadij Rotenberg nel 2000 è esistita fino al 2006 ed è stata liquidata. Secondo i dati dello SKRIN, la ditta si occupava di commercio di generi alimentari. Ma l'ex direttore generale della Rotna Andrej Smirnov, con cui siamo riusciti a entrare in contatto, ha raccontato alla “Novaja gazeta” che la ditta commerciava gas.

Alla domanda su ciò di cui si occupava la Rotna quando era in vita, Smirnov ha risposto, che erano “piccole forniture di gas”, ma che la ditta lavorava con la Gazprom, preferiva i piccoli trader di gas russi. Richiamare il direttore generale alla sincerità e ottenere da lui con chi davvero la Rotna avesse fatto accordi per il gas non ci è riuscito. Questi ha detto che non ricorda i dettagli per i tanti anni che sono passati.

Prima della propria fine, la Rotna è riuscita a creare la ditta Neft'prominvest [37], che commercia carburanti e in seguito è passata al cento per cento alla “Nadilo Commercial Limited” cipriota.

Alcune compagnie, in precedenza appartenenti direttamente a Rotenberg, sono pure finite sotto il controllo di ditte offshore non trasparenti.

Gli ampi legami di affari degli amici di Vladimir Putin sono chiari. Non di rado essi sono presi come garanti di successo e come sorta di polizze di assicurazione nelle condizioni di imprevedibilità delle attività in Russia. Considerando il peso specifico del premier, che ha piegato non solo tutte le branche del potere, ma anche i grandi imprenditori, per gli amici non è obbligatorio neanche avere a che fare con Putin. E' sufficiente il fatto stesso di conoscerlo perché il mondo degli affari dominato dalla sua presenza cessi di “dargli gli incubi” e gli permetta di svilupparsi nelle condizioni di massimo confort.

Gli amici del premier sono la variante locale russa della garanzia di intangibilità della proprietà privata. Si capisce, questa garanzia non è eterna, costa cara e funziona solo se a quel business non aspirano amici ancora più prossimi.

Dossier della “Novaja gazeta”

Storia dei legami

Leonid Lebedev nel 1998 era uno dei fondatori e dei capi dell'impresa sovietico-americana Sintez International e in seguito della Sintez Corporation russo-britannica, entrò nel consiglio direttivo della Spa “GiPor” (Complesso industriale del gesso di Poreck) e della Spa Chimprom [38] nella Repubblica di Ciuvascia. In passato fu legato agli imprenditori Aleksandr Žukov e Mark Garber (vedi “Novaja gazeta”, n. 63 del 2006).

Žukov controlla il fondo britannico Glengary (Glengary Overseas Limited). Nel 2006 questo fondo, registrato nelle Isole Vergini Britanniche, ha accresciuto fino al 25,88% la propria quota della compagnia gas-petrolifera britannica JKX Oil&Gas, comproprietario della quale è Dmitrij Firtaš (Rosukrènergo).

La “Novaja gazeta” ha chiarito che negli anni Novanta Žukov controllava la britannica Sintez UK Limited e anche la svizzera Sintez Holding, che nel 2001 sono state rinominate Transit e Transit Holding. Più tardi tra i direttori della compagnia è comparso l'avvocato svizzero Dmiitri de Faria, cugino dell'avvocato tedesco Alexander De Faria, che nel 1995 rappresentava il governo russo in Europa per le questioni della privatizzazione.

Negli anni 1992-1994 nello studio legale moscovita di Alexander de Faria lavorava l'ex agente del KGB e futuro membro del consiglio di amministrazione della Gazprom, capo del suo ufficio legale, co-direttore della Rosukrènergo e conoscente di Dmitrij Medvedev Konstantin Čujčenko (al momento presente capo del dipartimento di controllo dell'amministrazione del presidente della Federazione Russa). E a metà degli anni Novanta come direttore della ditta tedesca di consulenza RFI, creata da Alexander de Faria, lavorava Sergej Šmatko – attuale ministro dell'Energia russo.

Mark Garber in passato ha lavorato con Žukov e insieme a Lebedev risultava fondatore della “Corporazione Sintez”. Garber è il più vecchio partner della Fleming Family and Partners [39]. In precedcenza era rappresentante della Trade Concepts Limited, che insieme alla cooperativa Sintez ha creato la compagnia SK Oil Invest. A metà degli anni Novanta questa struttura è diventata erede della Sintez Corporation Limited nel contratto con la Rosvooruženie [40], secondo il quale la ditta otteneva il diritto di vendere petrolio estratto dall'Iran come pagamento per le apparecchiature militari russe.

Nel 2001 Žukov fu arrestato nella sua villa in Italia. Ebbe un procedimento penale per commercio illegale di armi con Dmitrij Strešinskij [41], Mark Garber, Leonid Lebedev, Andrej Važnik [42], l'ex agente del KGB Anatolij Fedorenko e anche Evgenij Marčuk (ex ministro della difesa, primo ministro e capo dello SBU [43] dell'Ucraina). Nella fattispecie si trattava di fornitura di armi e munizioni a gruppi che combattevano in Jugoslavia. Nel marzo 2002 il tribunale italiano condannò Strešinskij con la condizionale e gli inflisse una pena pecuniaria. Nel gennaio 2004 lo stesso tribunale riconobbe Žukov, Lebedev, Garber, Fedroenko e Važnik innocente.

Alcool

Fondatore della Zirot insieme ad Arkadij Rotenberg era Sergej Zivenko. Da maggio 2000 a luglio 2002 Zivenko era a capo della FGUP [44] Rosspirtprom [45] e in seguito ha fondato il gruppo industriale-commerciale “Kristall” [46], che riunisce le sue imprese specializzate nella produzione di alcolici (le vodke “Beloe Zoloto” [47], “Oligarch” [48], “Gželka” [49], “Pšeničnaja” [50], “Ržanaja” [51]). Zivenko non ha risposto alle domande della “Novaja gazeta” su Rotenberg.

Come ha comunicato il giornale “Vedomosti” [52], gli uomini di Rotenberg erano presenti al comando di quasi tutte le 11 fabbriche di alcolici, che la FGUP Rosspirtprom per decisione del governo deve consegnare alla VTB [53] per ripagare un debito di 5 miliardi di rubli [54].

Materiale preparato con l'aiuto del progetto SCOOP dell'associazione dei giornalisti investigativi danese (FUJ)

Roman Šlejnov
redattore del settore investigativo

28.06.2009, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2009/068/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)


[1] Gioco di parole intraducibile: svoich ne brosajut può significare “la propria gente non si abbandona”, ma anche “la propria gente non si manda al tappeto” (alludendo alla passione di Putin e dei suoi amici per il judo).


[2] “Via Marittima del Nord”.

[3] Javara è la trascrizione russa di yawara, assicella usata come arma in Giappone. La Neva è il fiume di San Pietroburgo.

[4] Nome colloquiale di San Pietroburgo.

[5] Arte marziale russa (il nome deriva dall'espressione SAMozaščita Bez Oružija, “autodifesa senza armi”).

[6] “Porto Marittimo Commerciale di Novorossijsk” sul Mar Nero.

[7] “Base-Commercio”.

[8] “Fornitura”.

[9] Nella parte meridionale di Mosa, abbastanza lontano dal centro.

[10] Sistema Kompleksnogo Raskrytija Informacij (Sistema di Fornitura Complessiva di Informazioni), sorta di registro delle imprese russe e delle loro attività.

[11] “Volga-gas”.

[12] “Lenin(?)-Speciali-Costruzioni-Gas”.

[13] “Speciali-Gas-Riparazioni-Costruzioni”.

[14] “Volgograd-Petrolio-Macchine”.

[15] “Krasnodar-Gas-Costruzioni”. Krasnodar è una città della Russia meridionale.

[16] “Gas-Complessi-Import-Export”.

[17] Isola della Neva, una delle zone più belle di San Pietroburgo.

[18] Čeljabinskij TruboProkatnyj Zavod (Fabbrica di Tubature di Čeljabinsk – città della Siberia occidentale).

[19] “Russia-Ucraina-Energia”.

[20] “Eural(?)-Trasporto-Gas”.

[21] “Siberia-Gas-Import-Export”.

[22] In pratica la filiale della Gazprom che occupa dell'estrazione di gas e petrolio dal giacimento di Urengoj, nella Siberia nord-occidentale.

[23] “Sintesi”.

[24] Territorio della Siberia centrale.

[25] Territorial'naja Generirujuščaja Kompanija (Compagnia Generatrice Territoriale).

[26] Secondo alcune fonti è un termine del misticismo sufi che indica il “tesoro” spirituale...

[27] “Sintesi-Petrolio-Gas”.

[28] Via del centro di Mosca.

[29] “Riparazione Completa di Trivellazioni di Nižnevartovsk”. Nižnevartovsk si trova nel circondario di Chantia-Mansia.

[30] “Siberia-Trasporto-Servizi”.

[31] “Gesso-Poreckoe”.

[32] Villaggio della Repubblica di Ciuvascia, nella parte centro-orientale della Russia europea.

[33] Oltre 114.000 euro.

[34] “Investimenti industriali”.

[35] “Artico-Piattaforma-Petrolio-Gas”.

[36] AZS sta per Avtomobil'nye Zapravočnye Stancii (Stazioni di Servizio Automobilistiche).

[37] “Petrolio-Industria-Investimenti”.

[38] “Chimica-Industria”.

[39] Grande finanziaria londinese.

[40] “Russia-Armamenti” (impresa di stato che si occupa degli armamenti).

[41] Faccendiere ucraino.

[42] “Imprenditore” ucraino.

[43] Služba Bezpeki Ukraïny (Servizio di Sicurezza dell'Ucraina), il principale servizio segreto ucraino.

[44] Federal'noe Gosudarstvennoe Unitarnoe Predprijatie (Impresa Federale Statale Unitaria).

[45] “Russia-Alcolici-Industria”.

[46] “Cristallo”.

[47] “Oro bianco”.

[48] “Oligarca”.

[49] Nome di un piccolo affluente della Moscova.

[50] “Di frumento”.

[51] “Di segale”.

[52] “Notizie” (giornale finanziario).

[53] Vnešnij Torgovyj Bank (Banca per il Commercio Estero).

[54] Circa 114 milioni di euro.


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