08 agosto 2013

A proposito del Mare di Azov

La guerra per il mare di Azov è in corso
Sulla non ancora stabilita frontiera marina tra Russia e Ucraina continuano vere battaglie – con inseguimenti, sparatorie e arieti. Un reportage speciale dal luogo della recente morte di pescatori ucraini
07.08.2013
[1] Pograničnoe Upravlenie (Direzione di Confine).
[2] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio di Sicurezza Federale), il principale servizio segreto russo.
[3] "Cattura (pesca) illegale di risorse biologiche acquatiche".
[4] Administrativnaja Praktika (Pratica Amministrativa).
[5] Città della Russia meridionale.
[6] Città della Russia meridionale.
[7] Pograničnyj Storoževoj Korabl' (Nave di Gaurdia di Confine).
[8] "Mangusta".
[9] Malomernoe Plavatel'noe Sredstvo (Natante di Piccole Dimensioni).
[10] Pesce dei Ciprinidi tipico di quelle zone.
[11] In russo "scrivere con i forconi sull'acqua" equivale a "parlare al vento".
[11] Oltre 1500 euro.
[12] "Senza Nome".
[13] Donec'k, nell'Ucraina meridionale, è una città mineraria.
[14] Città dell'Ucraina centrale.
[15] Pane di farina mista e, per estensione, impasto linguistico.
[16] Isola tra il Mare di Azov e il Mar Nero.
[17] Qui l'autrice riproduce la parlata russo-ucraina locale.
[18] Vedi nota 17.
[19] Medicinale per il cuore.
[20] Vedi nota 17.
[21] Gergale per "cadavere".
[22] "Ciuffi", nome scherzoso dato agli ucraini.
[23] Il bacino del Don, nella zona sud-orientale dell'Ucraina.
[24] "Notizia".
[25] "Sommozzatore-1".
[26] Città della Russia meridionale omonima di una città della Crimea.
[27] Città portuale dell'Ucraina sud-orientale.
[28] Città portuale della Russia meridionale.
[29] Črezvyčajnoe Položenie (Situazione Eccezionale), si dice degli incidenti.
[30] Colore dell'opposizione al presidente filo-russo Janukovyč.
[31] Città della Russia meridionale.
[32] Allusione a Putin, che dichiarò che i terroristi ceceni sarebbero stati anche "fatti secchi nei cessi".
[33] Canale televisivo un tempo privato, ora sotto l'egida della Gazprom.
[34] Sledstvennyj IZOljator (Isolatore di Custodia Cautelare).
[35] Qualcosa come "Tutela Ittica Statale del Mare di Azov".
[36] Meozia, nome greco della regione del Mare di Azov.
[37] Curva.
[38] Il parlamento ucraino.
[39] Com'è noto "La Piovra" era assai popolare in Unione Sovietica.
 

07 agosto 2013

A proposito di Putin (LIII)

Lo stato contro tutti
Il'ja Konstantinov [1]: l'attuale regime non ha una base sociale
Dei tempi della scuola ricordo come la nostra insegnante di storia spiegava pazientemente ad alcune decine di zucconi che ogni stato è una dittatura della classe dominante: lo stato borghese (la dittatura della borghesia) è una cattiva dittatura, ma lo stato sovietico (la dittatura del proletariato) è una buona dittatura. Sono passati più di 40 anni, ma lo ricordo. Fondamentalmente in quegli anni comunque insegnavano.


Ora insegnano in un altro modo, ma per me è tardi per re-istruirmi, tanto più che tutta l'esperienza di vita testimonia in modo univoco la giustezza della nostra insegnante di scuola: l'attuale stato russo è indubbiamente una dittatura.

 Solo che con borghesia e proletariato nella Russia di oggi è una confusione totale.


No, di ricchi non ce ne sono pochi e i poveri sono del tutto incalcolabili, ma quanto all'appartenenza a una classe rigidamente determinata sorgono dubbi. 

E la domanda sugli interessi di quale (o quali) gruppi sociali esprima la dittatura putiniana.


Parrebbe che prima di tutto fossero quelli dei grandi proprietari, degli oligarchi, ma il "dekulakizzato" Michail Chodorkovskij è ancora in prigione, Boris Berezovskij è stato sepolto recentemente e Evgenij Čičvarkin [2] non mostra neanche il naso in patria.


E' possibile, certo, affermare caparbiamente che le eccezioni confermano solo le regole, ma la lista degli oligarchi sciupati si riempie continuamente e si crea l'impressione che dalla quantità si cominci a passare alla qualità. 

Forse il potere è guidato dagli interessi dei lavoratori, quelli dell'Uralvagonzavod [3] che guadagnano "soldi pazzeschi" come 40-50 mila rubli [4] al mese?


Non fa neanche ridere, sarete d'accordo. 

L'unico in tutto il paese è il modello da esposizione Cholmanskich [5] (a proposito, dov'è finito?) – e questo in passato fu caporeparto.


Forse la base del potere sono i contadini russi, gli ultimi rappresentanti dei quali presto saranno inseriti nella Lista Rossa [6]? 

L'intellighenzia (ehi, rispondi dall'oscurità dell'inesistenza sociale)?


Lo stanco lettore presto perderà la pazienza che gli resta: beh, basta, è noto da tempo che il regime putiniano si basa sui funzionari corrotti, sugli uomini delle strutture armate e sulle élite etniche di alcune repubbliche della Federazione Russa.

 Ammettiamo che ciò è noto.

 Tuttavia alcuni passi di Putin nell'ultimo anno-anno e mezzo fanno dubitare che egli stesso se ne ricordi.


Intendo, prima di tutto, la famigerata "nazionalizzazione" dell'élite, cioè il divieto di avere conti bancari e altri asset all'estero. Chiunque parlerà della possibilità di sfuggire all'azione di queste misure proibitive, ma in ogni caso a molti funzionari toccherà affannarsi e dibattersi.


E gli imprigionamenti vanno a pieno regime: Serdjukov [7] è ancora in libertà, ma Dudka [8], per esempio, è già in carcere. 

Sotto il "nonno", sotto Boris Nikolaevič [9] c'era veramente campo libero sia per gli oligarchi, sia per i grandi funzionari – di fatto l'immunità totale. Ma ora, a seconda di come va, possono anche mandare in gattabuia una persona importante. 

Per quanto riguarda gli uomini delle strutture armate, anche qui non tutto è chiaro. Aumentano gli stipendi, danno gli appartamenti, ma scuotono sempre il comando, licenziano non poco, e la cosa non si risolve senza imprigionamenti. Certo, gli uomini delle strutture armate prendono la loro parte (ma forse in precedenza prendevano meno?), ma il logorio nervoso aumenta.

 Quanto alle élite nazionali, si sente una vibrazione in aumento. No, ciò che è santo (cioè Ramzan Kadyrov) nessuno, si capisce, osa morderlo. Qui abbiamo a che fare con lo stesso "contratto sociale" su cui si basa la Federazione Russa contemporanea – una lealtà convenzionale in cambio di soldi reali.


Ma Kadyrov non vive in uno spazio senza aria, lo sua forza è nel sostegno di quelli della sua stirpe, fra l'altro non solo in Cecenia, ma in tutta la Russia. Li deve difendere e di solito gli riesce. Ma non sempre. E' successo il caso di Pugačëv [10]. Ci sono anche altri esempi. Diremo quello del processo ai possibili assassini di Anna Politkovskaja, in maggioranza ceceni. La difesa insiste sull'innocenza degli imputati, il che è più che naturale.
Ma a giudicare il fatto che la parte lesa denuncia l'illegittimità del tribunale, neanche i figli di Politkovskaja e i loro avvocati credono che il caso sarà completamente risolto. Gli scandali intorno a questo processo si moltiplicano ogni giorno e a chiunque, anche raramente, legga i compendi giudiziari dedicati ad esso resta un gusto acido in bocca. Pare che gli inquirenti anche qui abbiano agito molto chimicamente. E' chiaro, qualunque sia la sentenza, la società non sarà soddisfatta. 

Nelle proporzioni del paese sono piccoli episodi.


Ma ecco che i fatti che si sono svolti intorno al mercato Matveevskij [11] sono abbastanza grossi. Di per se il motivo è insignificante: i poliziotti cercavano di arrestare un uomo proveniente dal Daghestan sospettato di violenza sessuale, ma sono stati picchiati dai daghestani. E' la prima volta forse? 

Tuttavia stavolta le autorità hanno deciso di organizzare un regolamento dei conti che fosse un modello da esposizione. Vladimir Vladimirovič [12] in persona ha richiesto di regolare i conti con la componente di corruzione nel lavoro della polizia locale. Non si può dubitare che agli sbirri moscoviti capiterà una piccola pulizia cosmetica del viso o dell'uniforme (che non cambierà nulla).


E per i mercati moscoviti già è passato un flutto di controlli e "ripuliture" [13]: gli arrestati si contano già a migliaia. Si preparano a espellere gli immigrati irregolari, ne avranno anche i "cari pure-russi" [14]. Ammetto del tutto che questa operazione sia legata alle prossime elezioni del sindaco di Mosca, ma qualcosa suggerisce che il motivo sia più profondo: il potere inizia a perdere la testa e senza distinzione colpisce tutti i gruppi sociali ed etnici che costituiscono la sua base. Forse veramente immuni in Russia restano ora solo i giudici, quella "vecchia guardia" del regime, a cui per principio Putin non può attentare, altrimenti la sua macchina statale si incepperebbe immediatamente e definitivamente.


A dirla breve: l'attuale regime non ha di fatto una base sociale stabile.
 E' uno stato che gioca contro tutti e si è talmente abbandonato al gioco che inizia a cacciare periodicamente palloni nella propria porta. E non di meno possiede una determinata stabilità.

 Grazie a cosa?


Grazie al fatto che la società russa si è talmente polarizzata e frantumata da essere quasi incapace di un qualche consolidamento. 

Il regime putiniano ha un'unica base – il nostro odio reciproco, ma questo è tanto profondo e forte nella società russa che, bilanciandosi su di esso come su un filo, il dittatore può mantenersi sul precipizio per più di un solo anno. Anche se, parrebbe, basterebbe solo una spinta. Sì, il regime di Putin in dimensioni storiche è cosa di un solo giorno. Non ha la potente e stabile base sociale che negli USA sono la grande oligarchia finanziaria e la classe media che si orienta su di essa. Non succede neanche come nel Regno Unito, dove il potere da secoli attinge la sua forza dall'unione del grande capitale con l'aristocrazia. Tali modelli possono esistere per secoli senza mutamenti catastrofici. Ma la Russia cos'è, condannata? Proprio a causa dell'ipertrofica indipendenza del potere come istituto, della separazione dello stato dalla maggior parte dei gruppi e degli strati sociali il paese rischia per l'ennesima volta di cadere in una brusca picchiata storica. Ma per ora il potere del tutto vuoto fa il parassita sui flussi d'aria ascendenti degli antagonismi sociali nella comunità. E' vero, nessun aliante vola a lungo. Ecco che il potere per ora plana ancora, ma degrada piano, si abbassa e presto inizierà a impigliarsi nelle cime degli alberi. Ma le liti, l'inconciliabilità e l'odio che lacerano la nostra società malata resteranno. E ci toccherà comunque imparare a tollerarci a vicenda. O ad accordarci sulle regole comuni del gioco.
 Penso che nella Russia post-putiniana saremo costretti a farlo.
"Svobodnaja pressa", 6 agosto 2013, http://svpressa.ru/blogs/article/72095/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Il'ja Vladislavovič Konstantinov (autore dell'articolo), attivista di sinistra dell'opposizione a Putin.
[2] L'imprenditore della telefonia mobile Evgenij Aleksandrovič Čičvarkin dopo aver preso a sostenere l'opposizione liberale a Putin è stato accusato di sequestro di persona ed è fuggito in Gran Bretagna. Le accuse sono poi state stralciate, ma questi non intende ancora tornare in patria.
[3] "Fabbrica di Vagoni degli Urali", che in realtà produce armamenti.
[4] 920-1150 euro (cifre senz'altro sopra la media).
[5] Igor' Rjurikovič Cholmanskich, rappresentante plenipotenziario di Putin negli Urali.
[6] Quella delle specie animali a rischio di estinzione.
[7] Anatolij Ėduardovič Serdjukov, ex-ministro della Difesa ora accusato di corruzione.
[8] Vjačeslav Dmitrievič Dudka, ex-governatore della regione di Tula (città della Russia centrale).
[9] El'cin.
[10] Città della Russia meridionale dove dopo l'uccisione di un russo da parte di un ceceno durante una lite si è scatenata una dura protesta anti-cecena.
[11] Mercato della zona sud-occidentale di Mosca.
[12] Putin.
[13] Così vengono chiamate le operazioni poliziesche di repressione a tappeto.
[14] Cioè i cittadini russi non slavi, soprattutto caucasici.
 

05 agosto 2013

A proposito di Snowden (II)

Edward Snowden: non è un figlio di puttana [1] nostro

Si può toglierlo dalla zona transiti di Šeremet'evo, ma non dalle relazioni russo-americane

02.08.2013
[1] Sic.
[2] "Chi(na) + (A)merica", termine inventato dallo storico britannico Niall Ferguson e dall'economista tedesco Moritz Schularick per esprimere la "chimera" della simbiosi cino-americana.
[3] Così Roosevelt avrebbe definito il dittatore nicaraguense Somoza.
[4] In realtà il segretario del partito comunista cileno Luis Nicolás Corvalán Lepe (imprigionato dopo il golpe di Pinochet) fu scambiato con lo scrittore dissidente Vladimir Konstantinovič Bukovskij.
[5] Anatolij Fëdorovič Dobrynin, all'epoca ambasciatore sovietico negli USA.
[6] Emendamento proposto dai senatori democratici Henry M. Jackson e Charles Vanik che limitava il commercio con i paesi comunisti che violavano i diritti umani.

03 agosto 2013

A proposito di netturbini e nazionalismo

Pulito russo [1]
Le autorità di Kronštadt [2] per il giubileo della città hanno preso a sostituire i netturbini di nazionalità "non titolate" con "slavi". L'ardito esperimento può finire con un fallimento
02.08.2013 
[1] Impossibile rendere il gioco di parole dell'originale: čisto po-russki significa "in russo pulito", ma si può intendere anche come "pulito alla russa".
[2] Città sull'isola di Kotlin nel golfo di Finlandia.
[3] Città della Siberia meridionale.
[4] Città della Russia settentrionale.
[5] Città della Russia nord-occidentale.
[6] 14 mila rubli sono circa 320 euro.
[7] Nome colloquiale di San Pietroburgo.
[8] "Servizi pubblici del distretto di Kronštadt".
[9] Dushanbe è la capitale del Tagikistan, Pulkovo è un aeroporto di San Pietroburgo.
[10] Direkcija Edinogo Zakazčika (Direzione del Committente Unico), direzione dei servizi pubblici.
[11] Circa 460 euro.
[12] Circa 180 euro.
[13] "Memoriale", associazione nata per difendere la memoria delle vittime delle repressioni sovietiche e attiva su tutti i fronti per la difesa dei diritti umani.
[14] Kommunističeskaja Partija Rossijskoj Federacii (Partito Comunista della Federazione Russa).
[15] Circa 570 euro.
[16] Appartamento in cui vivono più famiglie.
[17] Circa 140 euro.
 

02 agosto 2013

A proposito di pogrom

Il pogrom in piazza Sennaja [1]

A Pietroburgo i "vigilanti popolari" hanno preso a ripulire i mercati dagli immigrati

01.08.2013, 18.20
giornalista
A Pietroburgo un gruppo di giovani che lottano, a loro dire, con il "commercio di strada illegale" da lunedì sfascia bancarelle e picchia commercianti, prima di tutto "di aspetto non slavo", mettendoli in fuga. Tutto ciò per loro si chiama "Ripulitura Russa" [2].
Lo scorso mercoledì sera l'ennesimo gruppo del genere, circa trenta-quaranta persone, ragazzi e ragazze, si è radunato presso il mercato di piazza Sennaja, nel pieno centro della Capitale del Nord. Là di solito di commercianti ce ne sono molti – quasi decine per metro quadrato. Non solo nel mercato stesso, ma anche intorno ad esso, nelle affollate strade adiacenti.
Secondo i testimoni, il gruppo dalle intenzioni bellicose con bastoni in mano non poteva non essere notato. I suoi membri prima si sono radunati sulla banchina della stazione del metrò "Sennaja" per poi salire senza fretta e dirigersi ai punti commerciali.
Secondo altre informazioni, in questa stazione era stato fissato un "incontro". Una parte del gruppo doveva salire per i "regolamenti di conti" con i commercianti di questo quartiere e una parte "disseminarsi" per altri mercati della città, in particolare lontani dal centro.
Alla lettera, proprio là, lontano, gli estremisti di destra hanno iniziato la loro "campagna".
Lunedì scorso in pieno giorno hanno organizzato uno "show" con il pestaggio di persone del tutto incolpevoli alle stazioni del metrò "Pionerskaja" e "Staraja derevnja" [3], dove c'è un intero bosco di condomini-"dormitori" con molti piani e un numero mai visto di padiglioni, tende, banchi di vendita (sulle macchine e senza).
– Agiscono in modo semplice: si avvicinano ai commercianti, si mettono a leggergli gli articoli della corrispondente legge federale, dopo di che chiedono che gli siano mostrati i documenti, – racconta un collaboratore dell'Agenzia per le Investigazioni Giornalistiche (AŽUR) [4] di Piter [5]. – Ma i documenti non hanno alcun significato, è solo un motivo per la punizione. Basta che qualcuna delle persone che commerciano si metta di mezzo o che, Dio non voglia, chieda qualcosa che subito riceve una bastonata in faccia e la sua merce fa una brutta fine.
Quando lunedì un gruppo con i bastoni è andato per i quartieri dormitorio, alla polizia l'hanno chiamato "solito teppismo". Un rappresentante della Direzione del Ministero degli Interni di Pietroburgo e della sua regione, commentando la situazione, ha sottolineato: "E' tutto sotto controllo. Non ci sono motivi di preoccupazione. Gli stessi poliziotti svolgono raid nei mercati cittadini, anche in quelli non ufficiali. Garantiamo l'ordine".
Mentre questi tranquillizzavano i cittadini con simili discorsi, i nazionalisti devastavano alcune decine di chioschi presso le stazioni "Pionerskaja" e "Staraja derevnja", come pure presso altre lontane stazioni del metrò – "Prospekt Prosveščenija" e "Ozerki" [6].
Mercoledì sera, proprio nell'ora di punta, la faccenda è giunta alla "Sennaja".
La corrispondente di "SP" [7] ha telefonato a un conoscente, Oleg T., giovane allenatore di una scuola sportiva non lontana da piazza Sennaja. Questi è tornato a casa verso le sette di sera. "Non sono arrivato al metrò fermato dai poliziotti, – ha raccontato Oleg. – A me e a molti altri che andavano in quella direzione hanno chiesto di andare per un'altra strada.
Quelli che si rifiutavano di farlo venivano semplicemente arrestati e accompagnati nei "cellulari". A quanto sono riuscito a notare, c'erano manganelli in mano ai poliziotti e si sentivano le grida naziste e gli insulti di quelli dietro a cui correvano".
All'ufficio stampa del GUVD [8] per ora non commentano dettagliatamente, sottolineano solo che "tutto si è svolto nell'ambito della legislazione vigente".
Non ufficialmente i dirigenti della polizia parlano di un'azione degli estremisti di destra pianificata da tempo. C'era da aspettarsi qualcosa di simile, dicono. Per principio, pare, tenendo conto di come gli agenti delle forze dell'ordine hanno reagito efficacemente alla sola comparsa dei "commandos" in piazza Sennaja. Anche se non si può dire che siano riusciti a prevenire i pogrom – alcune bancarelle sono state rovesciate con la merce, che gli stessi estremisti hanno poi schiacciato con i piedi.
Ma comunque la cosa è andata senza serie ferite per i commercianti colpiti.
Un'altra domanda: se alla Direzione del Ministero degli Interni sapevano della provocazione che si stava preparando, perché l'hanno permessa?
– Parlano soltanto, ma non fanno niente di sensato, la città è strapiena di commercianti illegali dell'Asia Centrale, del Caucaso, – ritengono i cittadini. – I cosiddetti raid regolari della polizia in realtà non ottengono niente, perché quasi tutti gli arrestati nel corso di questi vengono poi rilasciati. E di nuovo vendono merce scaduta, illegale, senza controllo sanitario.
Con questo è difficile non essere d'accordo. E' sufficiente ricordare il macello di questa primavera durante una rissa tra commercianti immigrati nello stesso mercato di piazza Sennaja. Allora morì una persona. Le autorità cittadine promisero di organizzare una sorveglianza continua sul mercato, di badare all'ordine e così via.
Nelle prime settimane tutto questo ci fu. Là una o due volte si svolse anche un raid. Ma poi tutto tornò come prima – immigrati illegali, risse, liti, prodotti scaduti sui banchi di vendita…
In questo caso la situazione è appesantita anche dal fatto che nelle cosiddette "ripuliture" tra le file dei volontari, di quelli che sono "semplicemente per l'ordine" ci sono sempre più giovanotti di aperto orientamento fascista. Questi non nascondono neanche il loro orientamento per una "Russia puramente russa", incitando continuamente la loro gente alla violenza.
E' così anche in questo caso. Tra i giovanotti in piazza Sennaja è stato notato il leader degli estremisti di destra di Piter Nikolaj Bondarik. Questi si definisce un attivista per i diritti umani e al contempo non nasconde l'odio per tutti quelli che non hanno "un volto slavo".
I poliziotti hanno arrestato Bondarik, alcuni suoi compari e anche il "vigilante popolare" Dmitrij Evtušenko già nei primi minuti del loro "raid". Il che, non di meno, non ha fermato altri "controllori", questi sono riusciti a demolire alcune bancarelle.
– Tutti questi "raid popolari" sono illegalità della più bell'acqua e puro teppismo, – commenta la situazione per "SP" Boris Vyšnevskij, deputato dell'assemblea legislativa di Pietroburgo. – Questi non possono portare niente di buono, cosa che confermano anche i fatti dei mercati di Pietroburgo degli ultimi giorni.
C'è la polizia, ci sono altri organi statali di controllo che sono obbligati a verificare, "ripulire" e così via. Ci sono anche abbastanza leggi nel nostro stato per la lotta al commercio illegale e ai commercianti illegali. Quella che non basta è la volontà politica di applicare queste leggi.
Ecco in cosa consiste la disgrazia. E tutti questi fenomeni di controllo di chiunque e di qualunque cosa da parte di comuni cittadini sono la conseguenza del lavoro non qualificato degli organi competenti. E' del tutto evidente che se il potere da qualche parte "non lavora fino in fondo", si forma un qualche vuoto.
Che subito riempiono provocatori, nazionalisti, autori di pogrom. Ecco a cosa è necessario ora che si metta a pensare il governatore di Pietroburgo. E i capi di altre città russe pure.
"Kavkazskaja politika", http://kavpolit.com/pogrom-na-sennoj/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1] "Del Fieno", piazza di Pietroburgo chiamata così perché era luogo di vendita di foraggio.
[2] "Ripuliture" sono dette le analoghe operazioni compiute dalle forze dell'ordine.
[3] "Dei Pionieri" e "Vecchio villaggio", stazioni della periferia settentrionale di San Pietroburgo.
[4] Dalla dicitura russa Agentstvo ŽUrnalistskich Rassledovanij.
 
[5] Nome colloquiale di San Pietroburgo.
[6] "Corso dell'Istruzione" e "Laghetti", stazioni dell'estrema periferia settentrionale.
[7] "Svobodnaja Pressa" (Stampa Libera), giornale online da cui è tratto l'articolo.
[8] Gorodskoe Upravlenie Vnutrennich Del (Direzione Cittadina degli Affari Interni), cioè la sede cittadina della polizia.
 

01 agosto 2013

A proposito di appelli (II)

Facciamo rapporto!  
148 agenti di un reggimento del DPS [1] in una lettera aperta al presidente e al ministro degli Interni della Federazione Russa hanno raccontato delle "esazioni" e della totale corruzione nell'ente della polizia
31.07.2013
[1] Dorožno-Patrul'naja Služba (Servizio di Pattuglia Stradale).
[2] Gosudarstvennaja Inspekcija po Bezopasnosti Dorožnogo Dviženija (Ispettorato Statale per la Sicurezza del Traffico Stradale).
[3] Upravlenie Ministerstva Vnutrennich Del (Direzione del Ministero degli Interni).
[4] Città della Siberia occidentale.
[5] Città della Russia meridionale.
[6] Dalla dicitura russa Organizovannaja Prestupnaja Gruppa.
[7] Da 4600 a 6900 euro all'incirca.
[8] Special'nyj Polk (Reggimento Speciale).
[9] Circa 10300 euro.
[10] Oltre 13700 euro.
[11] Circa 34 euro.
[12] Patrul'no-Postovaja Služba Milicii (Servizio di Pattuglia e di Posto di Blocco della Polizia).
[13] Città della regione di Tjumen'.
[14] TĖC sta per Teplovoj ĖlektroCentral' (Centrale TermoElettrica).
[15] Termine colloquiale un po' sprezzante per "moscoviti".
[16] Città della Siberia occidentale.
[17] Bor'ba s Ėkonomičeskoj Prestupnost'ju (Lotta alla Criminalità Economica).
[18] Come dire "a lavare i panni sporchi fuori dalla famiglia".
[19] Regional'noe Upravlenie (Direzione Regionale).
[20] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio di Sicurezza Federale), il principale servizio segreto russo.
[21] Sledstvennyj Komitet Rossii (Comitato Inquirente di Russia), indicato anche come SK.
[22] Oltre 24000 euro.
[23] Putin (anche al presidente è normale rivolgersi con la forma di cortesia "nome e patronimico").
[24] "La nostra città. Ru".