13 marzo 2013

A proposito di Depardieu

Un blogger chiede alla procura generale di verificare la legalità della concessione a Depardieu di un appartamento a Groznyj
6 marzo 2013, 12.13
Il blogger di Novosibirsk [1] Rostislav Antonov ha presentato una denuncia alla Procura Generale della Federazione Russa, in cui chiede di verificare la legalità della concessione all'attore francese Gerard Depardieu di un appartamento a Groznyj. Tra l'altro le autorità della Cecenia dichiarano l'assenza di violazioni. Il prezzo dell'appartamento concesso a Depardieu ammonta a qualche milione di rubli [2] e alcuni abitanti del luogo accolgono criticamente tali azioni, indicando il problema abitativo esistente nella regione.
Ricordiamo che Gerard Depardieu ha lasciato la Francia e ha rinunciato alla cittadinanza francese per via del piano per l'introduzione nel paese di un'imposta del 75% sui redditi. Il 3 gennaio Vladimir Putin ha firmato il decreto per la concessione della cittadinanza della Federazione Russa all'attore e il 25 febbraio il francese ha visitato Groznyj, dove il capo della Cecenia Ramzan Kadyrov gli ha fornito i documenti per un appartamento da cinque stanze.

Il blogger indica violazioni nella concessione di un appartamento a Depardieu a Groznyj
Nella sua denuncia alla Procura Generale russa Rostislav Antonov indica che secondo l'articolo 49 del Codice Abitativo della Federazione Russa, secondo un accordo di prestito sociale si concede un vano abitativo del fondo del patrimonio statale o municipale a cittadini poco abbienti riconosciuti tali sulla base di quanto stabilito dall'articolo 51 del Codice Abitativo della Federazione Russa secondo una lista.
Il blogger nota che la situazione patrimoniale di Depardieu non permette di dubitare del fatto che l'attore non sia poco abbiente e tanto più che non sia in lista per il miglioramento della situazione abitativa nella città di Groznyj nella Repubblica Cecena.
"Di conseguenza il comportamento dell'amministrazione della città di Groznyj contraddice la legislazione di bilancio della Federazione Russa", – ritiene l'autore della denuncia.
Questi nota che su richiesta Depardieu potrà privatizzare quell'abitazione, il che recherà "grave danno al bilancio della città di Groznyj".
Antonov chiede alla procura generale di verificare la legalità della concessione dell'appartamento all'attore francese e che nel caso che si trovino elementi di reato i colpevoli siano incriminati. Chiede anche di rivolgersi alla giustizia con la richiesta che l'accordo per la concessione a Depardieu di un appartamento nel centro amministrativo di Groznyj sia riconosciuto nullo.
Le autorità della Cecenia dichiarano l'assenza di violazioni.

"L'appartamento concesso a Gerard Depardieu a Groznyj si trova in un condominio costruito a spese di fonti non di bilancio. Non è di proprietà municipale", – ha dichiarato l'addetto stampa di Kadyrov Al'vi Karimov, le cui parole sono riportate da Interfax.

Il prezzo dell'appartamento concesso a Depardieu ammonta a qualche milione di rubli

L'appartamento concesso dalle autorità cecene a Depardieu è posto nel complesso abitativo dei grattacieli di "Grozny-City" e secondo le stime degli specialisti vale qualche milione di rubli.
"Gli appartamenti nel complesso abitativo "Grozny-City" rispondono agli standard più moderni e costano in modo corrispondente. L'appartamento di cinque stanze concesso a Depardieu è posto al 27° piano di un condominio nel complesso "Grozny-City". E' su due livelli e la sua superficie complessiva ammonta a qualcosa come 200 metri quadrati. Il prezzo approssimativo di un appartamento in questo edificio, tenendo conto che di fatto questo è il centro della città, oggi ammonta approssimativamente [3] a quattro-cinque milioni di rubli [4] come minimo", – ha raccontato al corrispondente di "Kavkazskij uzel" una fonte dell'amministrazione della capitale cecena.

Questi ha notato che la divisione interna della maggior parte degli appartamenti in questo edificio non è stata compiuta e queste questioni, di regola, vengono decise dagli stessi proprietari degli appartamenti.
Lo schema di un appartamento a "Grozny-City", affermando che qualcosa di simile è toccato a Depardieu, è riportato dalla "Komsomol'skaja pravda" [5]. La superficie comune degli appartamenti ammonta a 252 metri quadrati e il suo prezzo ammonta a circa 15 milioni di rubli [6], afferma il giornale.
Il condominio in cui è posto l'appartamento non è ancora pienamente abitato – la maggior parte degli appartamenti è vuota. Questo riguarda praticamente tutto il complesso dei grattacieli di "Grozny-City", aperto solennemente già nel 2011. I lavori interni negli edifici non sono ancora completati, ma imprenditori e abitanti, che dispongono di sufficienti mezzi, non si affrettano a prendere in affitto uffici e a comprare appartamenti qui. Il motivo fondamentale, come ha chiarito il corrispondente di "Kavkazskij uzel", sta nell'alto prezzo degli immobili e degli affitti.
"Mi hanno proposto un appartamento da due stanze a "Grozny-City" per due milioni di rubli [7] e qualcosa "in tutto", come se qualcuno avesse urgentemente bisogno di soldi. Ma con questi soldi si può acquistare una casa normale, a dire il vero non in centro, ma un po' più lontano. Perché acquistare per tre-cinque milioni di rubli [8] un appartamento in un condominio, con questi soldi è meglio comprare una casa normale. Un appartamento non è comunque paragonabili a una casa di proprietà e poi da noi non si ama particolarmente vivere negli appartamenti, tranne forse i giovani", – dichiara l'abitante di Groznyj Sup'jan D..

Gli abitanti della repubblica hanno accolto in modo non univoco la notizia della concessione a Depardieu di un appartamento a Groznyj
La concessione da parte di Kadyrov di un appartamento all'attore francese è valutata in modo diverso dagli abitanti della Cecenia. Alcuni ritengono che sia "politica", parte degli abitanti del luogo accolgono negativamente tali azioni delle autorità.

"Ramzan Kadyrov cerca con tutte le forze di liberare il nostro popolo e la nostra repubblica da marchi resistenti come "banditi", "terroristi", "zona pericolosa", "buco nero" eccetera. Proprio perciò ha condotto e conduce una politica indirizzata alla creazione di un'immagine positiva della regione. Questa è sia lo svolgimento di varie conferenze internazionali, sia l'invito a Groznyj di stelle di fama mondiale, sia la costruzione di una stazione sciistica di livello internazionale. Anche la concessione di un appartamento all'attore di notorietà mondiale Gerard Depardieu è una politica del suo tipo. Ci sono quelli che si indignano per questo o sono insoddisfatti, ma io non ci vedo niente di male. Ma cosa cambia essenzialmente la concessione di un appartamento a un non nativo della Cecenia?", – dice un funzionario di un ente della repubblica presentatosi come Chasan.
Questi indica che negli ultimi anni nella repubblica sono stati assegnati migliaia di appartamenti ai bisognosi, tra cui famiglie numerose e orfani.

L'abitante del luogo Maržan I. non è d'accordo con lui. "Kadyrov distribuisce appartamenti e soldi ad ogni attore e artista che passa, ma i nostri profughi vivono ancora in Inguscezia o in ostelli, senza avere una propria abitazione e neppure la speranza di riceverla o di poterla costruire. Vedere tali azioni ostentate della nostra leadership è semplicemente spiacevole. Cos'è, Depardieu non ha una propria abitazione o la possibilità di comprarla?" – dice la donna.
Secondo lei, con i soldi che costa l'appartamento concesso a Depardieu si possono comprare cinque appartamenti da due stanze a Groznyj.

Anche altro abitante di Groznyj, Rasul Š., discute le azioni delle autorità della repubblica. "Non so quanto siano legali le azioni di Ramzan Kadyrov, che ha disposto arbitrariamente di abitazioni municipale, ma posso dire che a molti abitanti della repubblica il fatto della donazione di un appartamento a Depardieu ha causato un netto rifiuto. Per quali meriti o servizi è stato degnato di un'abitazione a Groznyj o del titolo di cittadino onorario della Cecenia?", – si pone la domanda un uomo.

L'abitante di Groznyj Chava M., a sua volta, ha raccontato che nella sua famiglia ci sono cinque persone e che dal 2006 non può ricevere un'abitazione. "Quando ci hanno fatto tornare dal campo profughi in Inguscezia, ci hanno promesso di risolvere tutti i problemi, ma non appena ci siamo trasferiti qui, ci hanno insediato in un ostello e hanno dimenticato tutte le promesse. Poi ci hanno sfrattato dall'ostello e ora siamo in affitto in un appartamento per cinquemila rubli al mese. Mi sono rivolta più di una volta all'amministrazione del nostro distretto, al municipio e ho scritto qualche volta a Kadyrov. Non mi serve un appartamento da cinque stanze come a Depardieu, sarebbe sufficiente uno da due stanze perché io e i miei figli non ci rifugiamo in angoli estranei", – dice la donna.

Le autorità cecene riferiscono che nella repubblica è condotto attivamente il lavoro per la garanzia di abitazioni agli abitanti

Lo stesso capo della Cecenia Ramzan Kadyrov nel suo account su Instagram (è un'applicazione Internet per lo scambio di fotografie, tuttavia Ramzan Kadyrov, che negli ultimi tempi ha posto molte fotografie nel suo account, non si limita a queste e usa l'applicazione come spazio per la pubblicazione di notizie e per la ricezione di appelli dei cittadini – nota della redazione) subito dopo la visita di Depardieu a Groznyj ha riferito che negli ultimi tre giorni ha consegnato le chiavi di 18 appartamenti ad abitanti della repubblica.

"Egregi nochči [9], che vi succede? Non vi sbagliate. Depardieu è una personalità conosciuta a livello mondiale, io stesso me ne sono convinto parlando con lui, ho visto quale soddisfazione hanno avuto i nostri attori nell'incontro di oggi. Non dimenticate i suoi titoli… Siamo una nazione con radici profonde, che si gloria della propria ospitalità, sono imbarazzato quando alcuni di noi mettono gli interessi mercantili in primo piano. Solo in questi tre giorni ho consegnato le chiavi di 18 appartamenti ad abitanti della nostra repubblica. Abbiamo bisogno di andare avanti insieme ai nostri popoli – progredire e non marciare sul posto", – ha scritto Kadyrov una settimana fa nel suo account.
Noteremo che, secondo i dati del Ministero delle Abitazioni e dei Servizi ceceno, al giorno d'oggi nella repubblica di un abitazione sociale hanno bisogno più di 60 mila persone.

"Durante le azioni di guerra nella repubblica sono state distrutte ed eliminate oltre 75 mila case e 74 mila 708 appartamenti. Grazie agli sforzi della nostra leadership negli ultimi anni la maggior parte delle case e praticamente tutti gli appartamenti sono stati ricostruiti in pieno o vengono ricostruiti", – ha raccontato al corrispondente di "Kavkazskij uzel" una fonte del Ministero del Lavoro, dell'Occupazione e dello Sviluppo Sociale.
Questi ha riferito che nella repubblica è stato elaborato e approvato il programma repubblicano "Abitazione sociale", secondo cui i cittadini che hanno bisogno di un'abitazione o di un miglioramento della situazione abitativa ricevono un sostegno statale.
"Questo è anche la costruzione di abitazioni sociali, tanto a spese del bilancio pubblico, quanto per mezzo di un finanziamento misto, come pure il richiamo dei mezzi propri dei cittadini; la concessione ai bisognosi di abitazioni in affitto e l'emissione di mutui senza interessi per la costruzione", – dice la fonte.
Secondo questa, nella repubblica si realizzerà anche un programma per il trasferimento di cittadini e la demolizione di abitazioni inagibili messo in contro per gli anni 2013-2015. "Nella repubblica si contano 165 condomini inclusi nella lista di vecchie abitazioni soggette a demolizione. Nel corso di due anni a tutti gli abitanti di questi condomini dovranno essere garantite nuove abitazioni", – sottolinea la fonte.
Il fondo abitativo della repubblica, secondo questa, ammonta a circa 16 milioni di metri quadrati e tra l'altro il livello medio di garanzia di abitazioni alla popolazione è quasi due volte inferiore a quello generale in Russia.
"Il livello medio di garanzia di abitazioni alla popolazione si calcola su due parametri – la quantità di popolazione e i parametri del fondo abitativo esistente. Nella nostra repubblica abitano oltre un milione e duecentomila persone e la superficie generale del fondo abitativo ammonta a poco più di 16 milioni di metri quadrati. In tal modo risulta che il livello di garanzia di abitazioni alla popolazione da noi ammonta a 13,2 metri quadrati a persona, ma l'indicatore medio del paese è pari a 21,1 metri quadrati a persona", – ha raccontato il funzionario.
Autori: Muslim Ibragimov, Aleksandr Ivanov; fonte: corrispondenti di "Kavkazskij uzel"
"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/221000/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1] Principale città della Siberia meridionale.
[2] Un milione di rubli equivale a oltre 24900 euro.
[3] Il bisticcio è nell'originale.
[4] Da 99700 a 124600 euro.
[5] "Verità del Komsomol". Era l'organo del Komsomol (Kommunističeskij Sojuz Molodëži – Unione della Gioventù Comunista), adesso è un giornale di non eccelsa qualità.
[6] Circa 373900 euro.
[7] Oltre 49800 euro.
[8] Da 74800 a 124600 euro.
[9] "Ceceni" in ceceno.
 

10 marzo 2013

A proposito di censura

La libertà se ne va con il frustino
Ortodossia, autocrazia, censura [1]: sulla scena teatrale hanno fatto irruzione cosacchi e funzionar
06.03.2013
[1] "Ortodossia, autocrazia, carattere nazional-popolare" era lo "slogan" reazionario del ministro dell'Istruzione del XIX secolo Sergej Semënovič Uvarov.

[2] Antico nome della Russia.

[3] Faddej Venediktovič Bulgarin (nato Jan Tadeusz Krzysztof Bułharyn) scrittore reazionario di origine polacca del XIX secolo.

[4] Dmitrij Petrovič Buturlin, scrittore oscurantista del XIX secolo.

[5] Leontij Vasil'evič Dubel't, militare e censore del XIX secolo.

[6] Aleksandr Alekseevič Suslov, generale che combatté duramente i popoli caucasici nel XIX secolo.

[7] Pronuncia colloquiale di Marija Ivanovna (nome e patronimico comuni – così si chiama la maestra nelle barzellette russe di ambito scolastico).

[8] Nome e patronimico comuni, come dire "l'uomo qualunque".

[9] Sergej Donatovič Dovlatov, scrittore sovietico emigrato negli USA.

[10] Gruppo teatrale di Mosca.

[11] Dom Kul'tury (Casa della Cultura).

[12] Ivan Ivanovič Gaza, militare sovietico.

[13] Leningradskij Gorodskoj Sovet Narodnych Deputatov (Soviet Cittadino dei Deputati del Popolo di Leningrado).

[14] Kirill Semënovič Serebrennikov, regista teatrale e cinematografico.

[15] Pseudonimo dello scrittore e oppositore Evgenij Nikolaevič Prilepin.

[16] Città della Russia meridionale.

[17] Federal'naja Migracionnaja Služba (Servizio Federale per le Migrazioni).

[18] Canale televisivo un tempo privato, ora sotto egida Gazprom e di osservanza putiniana.

[19] Maksim Leonardovič Ševčenko, giornalista e attivista dell'opposizione.

[20] Otrjad Milicii Osobogo Naznačenija (Reparto di Polizia con Compiti Speciali), sorta di Celere russa nota per la sua brutalità.

[21] Tipici copricapi cosacchi.

[22] Allusione all'edificio storico del Maneggio nel centro di Mosca.

[23] Spettacolo sull'avvocato Sergej Leonidovič Magnitskij, morto in carcere dopo aver indagato su malversazioni di alti funzionari russi.

[24] Michail Aleksandrovič Fedotov, capo del Consiglio per i diritti umani e la società civile presso il presidente russo.

[25] Michail Evgrafovič Saltykov (noto come Michail Ščedrin), scrittore progressista del XIX secolo.

[26] Anche nel senso di "periodo di detenzione".

[27] Così viene chiamata la persecuzione penale ai danni dei leader dell'opposizione, le cui principali manifestazioni a Mosca si tengono nella centrale piazza Bolotnaja (cioè "del Pantano", quello che c'era prima della costruzione della piazza stessa).

[28] Il "partito del potere" che sostiene Putin e il suo regime.

[29] "Artistico".
 
 

06 marzo 2013

A proposito di Stalin

60 anni dalla morte di Stalin: le discussioni sulla sua personalità non si placano
5 marzo 2013, 08.02
Oggi ricorrono 60 anni dalla morte di Iosif Stalin. I dissidenti tradizionalmente ritengono questo giorno una festa, tuttavia nella società contemporanea si osservano tendenze che testimoniano della trasformazione dell'atteggiamento verso la personalità di Stalin (Džugašvili). Non di meno, secondo i dati dei sociologi, la maggior parte dei russi ritiene il 5 marzo il giorno della fine del "grande terrore".
Il 1 marzo 1953 Stalin, disteso sul pavimento di uno dei vani della dacia Bilžnjaja [1] (residenza di Stalin), fu trovato da un agente della scorta. Il 4 marzo 1953 fu annunciata la malattia di Stalin, furono pubblicati e trasmessi per radio i bollettini sullo stato della sua salute, furono menzionati l'ictus, la perdita di coscienza, la paralisi del corpo, il "respiro di Cheyne-Stokes". Secondo il comunicato ufficiale, Stalin morì il 5 marzo alle ore 21 e 50 minuti. Secondo il referto medico, la morte sopraggiunse in conseguenza di un'emorragia cerebrale.
(...)
Il termine medico "respiro di Cheyne-Stokes" (respiro involontario periodico) diventò un elemento socio-culturale. L'attivista per i diritti umani e pubblicista Elena Bonner più tardi definì il comunicato sullo stato di salute di Stalin il "respiro di Cheyne-Stokes della primavera", nota il giornale "piter.tv".
La morte di Stalin nella tradizione dissidente sovietica si usa ricordare come una festa. "Quando, tre anni dopo la morte di Stalin, Chruščëv ci spiegò che Iosif Džugašvili era un assassino di massa, un tiranno e un despota, pochi si indignarono, tutti presero questo smascheramento come dovuto", – scrive uno dei fondatori del movimento dissidente in Unione Sovietica Vladimir Bukovskij nel giornale "Bul'var Gordona" [2].

La deportazione in massa di interi popoli come esito del governo

Secondo i dati dell'associazione internazionale "Memoriale", negli anni 1943-44 dalla Cecenia e dall'Inguscezia furono deportate 485000 persone, dalla Calmucchia 101000, dalla Karačaj-Circassia nel 1943 70000, dalla Cabardino-Balcaria 37 000. Il numero delle vittime della deportazione dei turchi meskheti e di altre popolazioni transcaucasiche ammontò a 100000.

Secondo la legge "Sulla riabilitazione dei popoli vittime di repressioni" [3], che fu approvata nel 1991 dal Soviet Supremo della Federazione Russa, i popoli vittime di repressioni furono ristabiliti nei loro diritti. Tuttavia, come ritiene uno degli estensori del documento, il dottore in Scienze Giuridiche Beksultan Sejnaroev, con il passar del tempo la situazione dell'applicazione della legge è solo peggiorata. "Hanno approvato la legge, ma non l'hanno applicata pienamente. Mi pare che in questa questione bisogna fare 10 volte di più di ciò che è stato fatto", – hа dichiarato Sejnaroev.
Gli esperti vedono nella deportazione staliniana dei popoli caucasici le radici dei problemi del Caucaso del Nord contemporaneo.

L'atteggiamento della società contemporanea verso Stalin si trasforma

Busti, monumenti e musei di Stalin sono stati inaugurati in varie regioni della Russia e del Caucaso del Sud, tra cui in Daghestan e in Ossezia del Nord. In particolare, in Ossezia del Nord sono stati eretti 26 diversi monumenti e busti. In Ossezia del Sud è stata intitolata a Stalin la via centrale della capitale della repubblica.

L'atteggiamento positivo verso Stalin si osserva più spesso in Georgia, ma tra i giovani russi cresce il numero di quelli che sono indifferenti verso di lui, notano gli autori del rapporto della Fondazione Carnegie per la Pace Internazionale "Cosa pensano di Stalin in Russia e in Transcaucasia". In Armenia, Azerbaigian, Georgia e Russia Stalin resta un'importante figura simbolica, nei cui confronti coesistono valutazioni antitetiche, si dice nel rapporto.

In Georgia alla fine del 2012 sono stati restaurati i monumenti a Stalin nei villaggi di Akura e Zemo-Alvani. Nel bilancio del comune di Gori [4] per il 2013 sono pure previsti mezzi finanziari per il restauro del monumento a Stalin.

A Volgograd si programma di erigere un monumento ai leader della coalizione anti-Hitler. La Duma di Volgograd ha deciso che nei giorni delle iniziative dedicate alla storia militare e legate alla difesa della città durante la Grande Guerra Patriottica, come nome della città si userà quello di "città-eroe Stalingrado". Il KPRF [5] ha organizzato una raccolta di firme in 50 città della Russia per un appello a Vladimir Putin con la richiesta di ribattezzare Volgograd Stalingrado.

Noteremo che l'idea dell'erezione sul lungofiume dei busti di Stalin, Churchill, Roosevelt e de Gaulle è stata accolta dagli abitanti di Volgograd, dai politici e dagli attivisti sociali in modo non univoco, anche i cittadini si sono divisi nelle opinioni sulla necessità di ribattezzare la città.

Tra l'altro il restauro dei monumenti a Stalin incontra la critica degli attivisti per i diritti umani. E gli stessi monumenti restaurati non di rado diventano oggetti degli attacchi di ignoti.

Il tentativo di organizzare un'alternativa agli "Stalin-bus" ha incontrato contrasti

Nell'ambito dell'azione "Autobus della Vittoria – 2012" nelle città della Russia, tra cui a Rostov sul Don, Volgograd e Novočerkassk [6], sui mezzi pubblici comparvero immagini di Iosif Stalin. Gli organizzatori dell'azione dichiarato di essere intenzionati a comprare spazi pubblicitari sui mezzi pubblici cittadini e porre su di essi ritratti di Stalin in, come minimo, 40 città dei paesi della CSI.
A Ekaterinburg [7] la diaspora cecena accusò gli organizzatori dell'azione per il lancio degli "Stalin-bus" di incitazione all'odio interetnico. Tra l'altro i tentativi dei rappresentanti del movimento democratico di lanciare azioni di propaganda alternative spesso incontrano contrasti.
Per esempio, a Ekaterinburg l'organizzazione sociale "Movimento di Buona Volontà" per i 60 anni della morte di Stalin ha raccolto fondi per il lancio di autobus con cartelli informativi sui risultati della politica di Stalin sugli Urali, in particolare sul fatto che 18500 vittime delle repressioni sono sepolte al 12° chilometro del tratto Moskovskij [8], vicino al capolinea di uno degli "Stalin-bus".

"Abbiamo scelto quattro frasi – solo fatti, niente di più: "Oltre 680000 persone sono state condannate alla fucilazione dalle trojki speciali dello NKVD [9] senza processi né indagini negli anni 1937-1938", "18500 vittime delle repressioni sono sepolte al 12° chilometro del tratto Moskovskij", "Dal 1935 la fucilazione si applica ai minorenni a partire dai 12 anni", "Il calo della popolazione rurale negli anni 1933-1935 a causa della fame nel sud degli Urali ammontava al 30%". E lo slogan generale: "Per la Patria senza Stalin!", – ha scritto nel suo blog su "LiveJournal" uno degli iniziatori dell'azione, il deputato dell'assemblea cittadina Leonid Volkov.

Tuttavia le agenzie pubblicitarie della città hanno ritenuto che gli organizzatori dell'azione violassero la legge sulla pubblicità. "Il divieto dei cartelli anti-stalinisti è una decisione politica delle autorità locali. Perciò l'autobus che reclamizza Džugašvili va e andrà per la città, ma per cartelloni con illustrazioni comprensibili non c'è posto a Ekaterinburg", – riassume l'editorialista di "Grani.ru" Il'ja Mil'tenštejn.

Il "Levada center" [10]: più di metà dei russi ritiene la morte di Stalin la fine del "grande terrore"
Secondo le informazioni dei sociologi, i russi associano in maggior grado la morte di Iosif Stalin alla fine delle repressioni di massa piuttosto che alla perdita della "grande guida e grande maestro". Se i primi sono il 55%, i secondi sono il 18%, scrive "Interfax", riferendosi ai dati di un sondaggio panrusso condotto dal "Levada center".
Quasi la meta (49%) dei russi ha detto che ha giocato un ruolo positivo nella vita del paese. Con loro non era d'accordo un terzo degli interpellati (32%).
Rispondendo alla domanda sulla rinominazione di Volgograd, il 55% degli intervistati ha espresso l'opinione che per la città sia necessario conservare il nome attuale. Il 23% propone di restituirle il nome Stalingrado e il 6% quello di Caricyn [11].

Il motivo principale dell'onda rafforzata di discussioni sulle qualità positive di Stalin e della ricerca di congiure e motivi segreti che spieghino le repressioni e i fallimenti degli anni '30-'50 "non è solo l'incapacità dell'élite russa di proporre alle persone un'immagine attraente del futuro, ma anche la riluttanza a rinunciare nei fatti e non a parole al postulato che la persona esiste per lo stato", ritiene l'osservatore del "Kommersant''" Konstantin Ėggert.
"E in questo senso le discussioni odierne non vertono su Stalin, ma su noi e voi e il nostro comune futuro. Stalin è il simbolo della scelta che noi come popolo dobbiamo fare", – riassume Ėggert.

"Il fatto che da noi non sia avvenuta la destalinizzazione sull'esempio della de-nazificazione dell'Europa e che regolarmente torniamo alla questione su come accogliere la figura di Stalin testimonia la stupefacente ingenuità della popolazione indigena della Russia, la verginità morale e la coscienza trasparente di un selvaggio", – scrive oggi il professore dell'Alta Scuola di Economia Sergej Medvedev su "Forbes.ru".
Secondo Medvedev, la disputa su Stalin è "assurda", "perché discutere sul ruolo di Stalin è lo stesso che disputare se meriti lavarsi le mani prima di mangiare o rubare i cucchiai d'argento quando si è ospiti o ragionare sul fatto se fossero buoni Hitler, i campi di concentramento e l'Olocausto".

L'associazione internazionale "Memorial" più di una volta è intervenuta con una secca critica dei tentativi di riabilitazione politica di Stalin e contro la campagna per il "ristabilimento del buon nome" della guida sovietica. Secondo i dati dell'associazione "Memorial", si contano qualcosa come ottocentomila vittime delle repressioni. In questo numero rientrano non solo le stesse vittime delle repressioni, ma anche i loro figli, che in conseguenza delle persecuzioni rimasero senza tutela dei genitori.

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/220950/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1] "Vicina".
[2] Giornale ucraino in lingua russa fondato dal giornalista Dmitrij Il'ič Gordon.
[3] Le leggi russe sono indicate con il titolo.
[4] Città natale di Stalin.
[5] Kommunističeskaja Partija Rossijskoj Federacii (Partito Comunista della Federazione Russa).
[6] Città della Russia meridionale come Rostov sul Don (e Volgograd).
[7] Città della zona degli Urali.
[8] "Moscovita".
[9] Narodnyj Komissariat Vnutrennich Del (Commissariato del Popolo per gli Affari Interni), la polizia politica di Stalin. La trojka (terzetto) era la commissione formata da un membro dello NKVD, un rappresentante della Procura e il segretario locale del Partito che sanciva sommariamente le condanne dei "nemici del popolo".
[10] Centro di studi sociologici intitolato al sociologo russo Jurij Aleksandrovič Levada.
[11] Caricyn è stato il primo nome della città poi divenuta Stalingrado e Volgograd.
[12] Visingirej Bagaudinovič Gagiev, presidente dell'Autonomia Popolare e Culturale dell'Inguscezia di Mosca.
[13] "Lenticchia", nome usato perché simile a Čečenija (Cecenia).

02 marzo 2013

A proposito di psichiatria

Colpire duro fino alla perdita della protesta [1]
La "psichiatria punitiva", risorsa del passato totalitario sovietico usata dal KGB per reprimere i dissidenti, può tornare
01.03.2013
[1] Gioco di parole complesso. Kolot' può significare sia "fare iniezioni", sia "spaccare".

[2] Ljudmila Michajlovna Alekseeva, nota attivista per i diritti umani.

[3] "Mela", partito di orientamento liberale il cui nome è formato dalle iniziali dei cognomi dei tre fondatori principali: Grigorij Alekseevič JAvlinskij, Jurij Jur'evič Boldyrev e Vladimir Petrovič Lukin.

[4] Gli accordi di Helsinki prevedevano anche impegni per i diritti umani che l'URSS disattese totalmente, ma che dettero ai dissidenti qualcosa a cui appellarsi.

[5] Istituto di psichiatria forense di Mosca dedicato allo psichiatra russo Vladimir Petrovič Serbskij (il cognome, tra l'altro, significa "Serbo") utilizzato per la repressione del dissenso.

[6] Antipsicotico usato nella cura della schizofrenia.
 
 

01 marzo 2013

A proposito di giochi caucasici

L'autore del progetto delle competizioni caucasiche Israil Arsamakov è stato "bidonato" e da queste sono stati esclusi tutti gli sport nazionali in quanto estremisti

Ingushetia.Ru, 28.02.2013, 17.08

Il 28 febbraio il tribunale Basmannyj
[1] di Mosca ha inviato per un riesame al tribunale Presnenskij l'istanza dell'ex consigliere del capo dell'Inguscezia Israil Arsamakov contro il Ministero dello Sport con la richiesta di proibire il festival sportivo "Giochi Caucasici".

Il campione olimpico di atletica pesante Israil Arsamakov chiede di proibire il festival sportivo da lui elaborato, in quanto i collaboratori del comitato organizzativo dei Giochi di So
či hanno tradito la sua concezione, escludendo dai "giochi caucasici" tutte le competizioni caucasiche tradizionali, dichiarando che sono estremiste.

Come ha raccontato Arsamakov al giornale "Izvestija", il progetto è stato pensato come etno-culturale. Sportivi non professionisti nativi del Caucaso avrebbero dovuto competere in sport tradizionali per la regione: acrobazie equestri, tiro con l'arco da cavallo, corsa campestre, alpinismo, corsa in salita su breve distanza.

Nel 2009 Arsamakov (in quel momento consigliere del presidente dell'Inguscezia) dette il via allo svolgimento del festival pilota nella repubblica. Il budget dell'iniziativa fu formato da una donazione del presidente russo di 1,5 milioni di rubli
[2], un credito della stessa misura preso personalmente da Arsamakov e anche dall'appoggio di sponsor.

Nel 2010 il comitato organizzativo "So
či-2014" incluse i "Giochi Caucasici" nel programma culturale dell'Olimpiade. Nello stesso anno il governo iscrisse il festival nel piano delle iniziative per la realizzazione della strategia di sviluppo socio-economico dello SKFO [3] fino al 2025. Il festival iniziò a ricevere un finanziamento statale regolare. Nel 2010 il Ministero dello Sport russo stanziò per esso 3 milioni di rubli [4]. Nel 2011 i giochi ricevettero 11 milioni di rubli [5] dal Ministero dello Sport e altrettanti dal Ministero della Cultura russi. Il comitato organizzatore del festival fu capeggiato dal plenipotenziario del presidente nello SKFO Aleksandr Chloponin.

Allora l'autore dell'idea fu tolto dal comitato organizzatore e da allora non ha praticamente a che fare con i "Giochi Caucasici". Arsamakov afferma che l'iniziativa per il suo allontanamento apparteneva al Ministero dello Sport della Federazione Russa.

– Non appena nel 2010 l'organizzazione del festival finì sotto il controllo del Ministero dello Sport si iniziarono a fare cose incomprensibili, – chiarisce Arsamakov. – Il Ministero iniziò a tagliare il programma del festival a mia insaputa. Nel programma comparvero sport niente affatto caucasici – getto del peso, pallavolo, ping-pong, scacchi, moto-freestyle. Tra i partecipanti c'erano sportivi professionisti di regioni non caucasiche.

Secondo l'ex campione, i rappresentanti del Ministero dello Sport gli spiegarono che molti sport caucasici portano con se la propaganda del terrorismo.

– Per esempio, il tiro al bersaglio con la palla di gomma fu tolto dal programma, facendo riferimento al fatto che è simile al lancio di una granata. La corsa in salita su breve distanza fu pure riconosciuta come sport per guerriglieri, – dice lo specialista di atletica pesante.

L'addetto stampa del plenipotenziario del presidente nello SKFO Natal'ja Platonova dichiarò alle "Izvestija" che le decisioni sulle nuove disposizioni nei quadri e i cambiamenti nel programma erano state preso dal comitato organizzatore al completo.

Non siamo riusciti ad ottenere commenti dal Ministero dello Sport della Federazione Russa.

Al comitato organizzatore "So
či-2014" hanno riferito che l'annuale festival "Giochi Caucasici" rientra già da tre anni nell'Olimpiade Culturale "Soči-2014" – un unico progetto che rappresenta i migliori avvenimenti culturali del paese. Ai "Giochi Caucasici-2012" a settembre dello scorso anno a Nal'čik [6] presero parte circa 1500 persone, rappresentanti di tutte le regioni dello SKFO.

La posizione di Arsamakov è sostenuta dal Congresso Panrusso dei Popoli del Caucaso. Il presidente del presidium del congresso Alij Totorkulov ha dichiarato di essere intenzionato a rivolgersi ad alti funzionari con la richiesta di restituire la componente etno-culturale al festival.

Il giornalista e attivista sociale Maksim
Ševčenko ritiene che i "Giochi Caucasici" siano cresciuti al di là dell'ambito etno-culturale.

– Lo stato gli da significato come fattore importante di presentazione del Caucaso. La regione porta una grande quantità di medaglie olimpiche. E' la fucina della riserva olimpica. E' necessario trasferire i giochi a un altro livello di direzione, – spiega
Ševčenko.

L'avvocato dell'ufficio "Knjazev i partn
ëry" [7] Igor' Simonov, specializzatosi in cause nella sfera della proprietà intellettuale, afferma che Arsamakov ha diritto di richiedere il divieto di utilizzo della sua proprietà intellettuale.

Il campione dei giochi olimpici di Seul Israil Arsamakov ha dichiarato alle "Izvestija" che in caso di sconfitta al tribunale Basmannyj è pronto a rivolgersi alle più alte istanza giudiziarie, tra cui quelle internazionali. Nel 2010 alla Società Russa degli Autori Arsamakov ottenne testimonianza sullo scenario e la descrizione da autore dei "Giochi Caucasici".

Non sono comprensibili alcuni fatti:

Come ha potuto il festival "Giochi caucasici" crescere al di là dell'ambito etno-culturale, se è per l'appunto un progetto etno-culturale?

Perché Arsamakov, fondatore e creatore, è stato allontanato dalla dirigenza di essi proprio quando è iniziato il finanziamento federale?

Se questo progetto è una presentazione del Caucaso, perché ad esso parteciperanno, su idea del comitato organizzatore dei giochi di So
či e del Ministero dello Sport della Federazione Russa, persone niente affatto caucasiche?

Perché nei "Giochi caucasici" (il nome stesso!!!) i nostri sport nazionali sono stati sostituti da un qualche "completo universale"?

Se questo è il programma culturale della futura olimpiade, perché invece dei soliti ragazzi provenienti dal Caucaso, si programma la partecipazione ad essi di sportivi professionisti?

E infine, quando cominceranno i funzionari federali a "fare amicizia con la testa"? Infatti come, se non marasma, si chiamerà il fatto che perfino nei nostri sport nazionali abbiano visto elementi di terrorismo.

Quando i nostri ragazzi conquistano medaglie per la Russia siamo cittadini, ma in tutto il resto per loro siamo terroristi che portano una minaccia nascosta perfino nei propri divertimenti.
Bejbulat Bogatyrëv

Sezione lettere

HABAR
[8]

http://ingushetiyaru.org/news/36115/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Tribunale dell'omonimo quartiere del centro di Mosca noto per le sue sentenze "politiche".

[2] Circa 37500 euro.

[3] Severo-Kavkazskij Federal'nyj Okrug (Distretto Federale del Caucaso del Nord).

[4] Circa 75000 euro.

[5] Circa 274800 euro.

[6] Capitale della Repubblica Autonoma di Kabardino-Balkaria.

[7] "Knjazev e partners".

[8] Sito di informazione indipendente sul Caucaso.