25 novembre 2009

A proposito di guerre fratricide

Ho visto crollare il mondo [1]



Storia della caduta del villaggio di Vanati – l'ultima isoletta di buon senso nel mare di follia georgiano-osseto


Beh, come va là nel mio caro villaggio di Vanati?
– Non c'è più, mia cara.
– Come non c'è più?
– E' stato distrutto. Completamente.

Da una conversazione con la nostra corrispondente Elena Milašina, tornata dall'Ossezia del Sud


Ecco cosa sapevo davvero: comunque si metta la mia vita, giungerò invariabilmente fino a Vanati.

Dio non mi ha concesso le forze per giungere fino a questo villaggio dell'Ossezia del Sud subito dopo la guerra.

…Settembre 2009. Sono a Beslan. Da qui a Vanati – è vicino.

…Senza arrivare fino a Cchinvali [2], lasciamo la strada che è stata battuta da me per otto anni.

Sì, sì, ogni autunno, a cominciare dal 1992 fino al 1999 compreso, sono andata per lo stesso percorso: Tbilisi – Gori [3] – Èredvi [4] – Vanati – Saccheneti. Non c'è stato un caso in cui mi sia persa un solo autunno.

…1992. Sto al posto di blocco del battaglione delle forze di pace di Nikozij [5], battuto da venti e pioggia. La mia strada andava a Cchinvali. Al quartier generale delle forze miste per il mantenimento della pace e dell'ordine legale.

Mi si avvicinò un giovane con la fascia della Croce Rossa. Aspettava che gli facessero avere dei medicinali.

– Non vuole vedere come vivono da anni bambini e vecchi sotto tiro? – chiese, non sperando molto in una risposta.

– Lo voglio, – dissi.

Tre giorni dopo venne a cercarmi con un Ural [6]. Ci muovemmo verso Vanati, aggirando i villaggi osseti.

Mi alloggiarono nell'edificio di un ospedale con le finestre sfondate. Tèmo Soznašvili – medico del battaglione delle forze di pace. Lavora a contratto. Ha bisogno di denaro per trasportare la sua grande biblioteca da Tbilisi a Ekaterinburg [7], dove vive con la famiglia.

Ho vissuto un'intera settimana in questo strano territorio caucasico. Proprio qui ho sentito tutta l'assurdità e l'insensatezza della guerra tra osseti e georgiani. Tèmo mi chiese di non dire a sua madre com'era pericoloso lì.

“Qual è il pericolo?!” - ripensai ingenuamente. Rumoreggiavano fiumi di montagna, impressionavano le antiche fortezze costruite sulle cime dei monti. Cadevano noci. Per le strade vagavano strani cani. Cani normali, ma c'era qualcosa dei lupi nel loro comportamento. Non guardavano dritto negli occhi. Abbassando la coda, si avvicinavano alle persone di fianco. E non abbaiavano.

Il villaggio non aveva accettato la guerra. Fin dalle origini era osseto-georgiano. Qui non si era ancora diviso tutto per nazionalità. Quasi ogni famiglia ha il proprio dramma. Lo ha definito precisamente Liza Chaduri:

– Sono colpevole due volte. La prima, quando io, osseta, ho sposato un georgiano. Perciò l'hanno ucciso. La seconda, quando dal georgiano sono nati due bambini. Hanno ucciso anche loro.

Tre morti in un anno.

…La casa della georgiana Zamira è semidistrutta, perché il primo presidente della Georgia Zviad Gamsachurdia aveva ordinato: le case danneggiate dal terremoto vanno rimesse in sesto solo ai georgiani e il marito di Zamira è osseto.

– Dimmi, può essere? – mi chiede l'insegnante Sevasti. – Ieri era un fratello, oggi è un nemico.

No, non può essere!

…Vachtang è di Tbilisi. Vanati è il suo luogo natale. Qui è nato suo figlio Iosif. La sua frase preferita è di un vecchio filosofo: “Voglio salvaguardare la verità!”. La verità sta nel fatto che per secoli su questa terra hanno vissuto due popoli dai destini intrecciati come quelli di nessun altro popolo al mondo. Gli osseti e i georgiani. Anche Iosif, figlio di suo padre, ha salvaguardato la verità. Una volta, alle mie ennesime grida per la bellezza di Vanati, ha detto: “Non posso amare il mio villaggio”. Ha mostrato i resti di una casa bruciata.

– Ma è la guerra… – ho farfugliato.

– Chiedimi di chi è questa casa e te lo dirò…

L'ho chiesto.

– E' la casa di un osseto. L'hanno bruciata i nostri. Può esser bello un villaggio, se c'è una casa del genere? La bellezza se n'è andata dal nostro villaggio.

…Il bel Georgij è osseto. E' un boscaiolo. E' sposato con la georgiana Tanja, insegnante di fisica. Non può riconciliarsi con il fatto che gli appezzamenti siano determinati per nazionalità. Come osseto lavora in un appezzamento osseto.

– Colpiscono sul vivo, – ha detto.

…Una volta la folla si è radunata presso la casa del boscaiolo. Chiedevano che Tanja uscisse. E' uscito. Dalla folla infuriata l'hanno salvata gli allievi. Ma in quella folla ha incrociato lo sguardo con un suo allievo. Il giorno seguente questi è andato dall'insegnante a dichiararsi pentito. Tre giorni dopo il pentimento si è ucciso.

– Sarebbe stato meglio se avessero ucciso me ed egli fosse rimasto in vita, – dice Tanja.

…Lira è figlia di Georgij e Tanja. Ha sentito tutto l'orrore della guerra su di se. La famiglia si è divisa. Padre e figli vivevano a Cchinvali. E la madre gli portava cibo da Vanati andando in slitta per sentieri segreti.

– Ho visto tutto questo con i miei occhi. So che è successo ma non credo che ciò sia accaduto.

La vita riservava ogni giorno sorprese che dovevano far nascere divisioni. Ma il villaggio reggeva, duro e inflessibile, stavano saldi i monti, che, a credere a Važa Pšavela [3], pensano i propri pensieri.

Amavo Vanati per questo spirito di resistenza alla follia. Perché nessuna vittima diventava motivo di vendetta.

C'era un'altra circostanza che mi toccava profondamente. Appena usciti dagli allarmi di guerra, ricordavano solo i casi che confermavano una verità immutabile: noi siamo fratelli.

Quale avvenimento fondamentale è accaduto nella vita dell'insegnante Sevasti? Sua figlia viveva a Cchinvali. Hanno dato fuoco alla casa. E allora un'osseta di nome Nadja (“Non scriva il cognome, si troverebbe un po' di nemici”…) nel buio pesto della notte ha sfondato la porta della casa in fiamme gridando “Mettetevi in salvo!”. Sua figlia si è salvata. E oggi in un villaggio osseto su una cima seppelliscono una parente di Nadja. Tutta la famiglia del vecchio insegnante è andata al funerali sui monti.

…La trentasettenne Guliko, madre di quattro figli, racconta: un anno fa gli osseti organizzarono un assembramento a Marmazeti [9]. Le donne di Saccheneti andarono verso i monti. Le circondarono. Decisero di bruciarle. Guliko fu messa in una stanza a parte. A guardia misero un ragazzino sui tredici anni. Si comportava stranamente: si copriva il volto con il giubbotto, faceva qualche segno. La riconobbe. Guliko aveva lavorato in un collegio di Cchinvali. Alla fine gettò l'arma rumorosamente e indicò la porta. Guliko si salvò. Si salvarono anche le donne

Comparve LUI. Vecchio. Osseto. Si gettò ai piedi degli incendiari e gridò: “Uccidete me! Bruciate me. Lasciate andare le donne!”.

Da allora ho cominciato a raccogliere storie di georgiani sugli osseti, di armeni sugli azeri, di russi sui ceceni, di georgiani sugli abcasi. L'inizio a questi racconti fu dato a Vanati. Ciò fu il pegno di ciò che è indistruttibile nell'uomo – la sua essenza umana.

Adesso lo sapevo: ha un futuro il popolo, che mantiene nella memoria delle generazioni storie sugli uomini come fratelli.

Mèdzebe!

Il medico Tèmo si rivelò nel giusto. Vanati era comunque un posto pericoloso. Scomparve senza lasciare tracce il giorno dopo la mia partenza.

…1999. Novembre. Rusiko, madre di Tèmo, spera comunque ancora di trovare il corpo del figlio. Sono sette anni che vaghiamo per i villaggi dei dintorni.

…Ecco che già si vedono i villaggi osseti di montagna. Gli abitanti di questi luoghi conoscono bene Rusiko.

– Comunque cerco ancora mio figlio, – si rivolge agli osseti. – Mi appare ogni notte in sogno e dice: “Mèdzebe” (“Cercami”). Non ce l'ho con voi. Davanti a Dio siete giustificati. Potrebbero averlo ucciso i suoi.

Chiedo a Rusiko:

– Pensi davvero che l'abbiano ucciso i georgiani?

– Non si tratta di questo. Anche una madre osseta ha perso il proprio figlio. Come sta? Come me.

Quando Rusiko è andata nei villaggi di montagna, l'ha aiutato un giovane osseto. Era nella neve fino al collo. Adesso per lei è come un figlio.

…Rusiko e Tanja parlano in georgiano. Da come è scoppiata a piangere la madre di Tèmo, capisco: ha saputo come hanno ucciso suo figlio.

– Adesso non verrai da noi? – chiede Zamira e per qualche motivo si dirige in soffitta – cerca un calendario del 2000.

Zamira è stata derubata. E sa chi è stato.

– I miei topi hanno mangiato molto granturco, ma non sono diventati un gatto. Così questi. Bisogna vivere in modo da non aver nulla che possa essere rubato. Ecco, dirò ai bambini di portare un materasso. Avrai dove dormire. Non dimenticare di venire in tempo l'anno prossimo.

Ed ecco il calendario. Devo ricordare: il dieci, il diciassette e il ventiquattro settembre 2000 saranno i giorni di san Giorgio – feste del villaggio osseto di Geri. E' un villaggio di montagna. Là c'è già la neve ora.

Se ancora qualche anno fa i georgiani avevano paura di andare nel villaggio, quest'anno, il novantanove, è arrivata molta gente. Perfino da Tbilisi.

– Saliremo a Geri per dire: non c'è stato nulla! Vivremo come fratelli, – disse Zamira.

Imparo un'invocazione a Gmerti. A Dio. “Nu dagvašorebt èrtmanets [10]!” Non dividerci, Signore! Non dividerci!

Da allora sono passati esattamente dieci anni. Il Signore non ci ha ascoltato di nuovo. Li hanno divisi.

Cchinvali è coperta di cartelli, in cui si esprime gratitudine alla Russia per aver tagliato il nodo mortale (?!). L'ha rotto alla Russia.

Ed è vero! L'ha rotto.

Sorella mia!

Comunque immaginarsi che né Vanati, né Èredvi non potessero esserci semplicemente più era impossibile.

Era possibile! Eccome…

Eccola, la casa di Zamira, distrutta due volte. La prima volta come casa di un osseto, la seconda come casa di una georgiana.

A Saccheneti troviamo la casa dell'osseta Marija. Suo marito è paralizzato. Marija si muove con un bastone. Il cortile è coperto di gemme di granturco e baccelli di fagioli. La mucca si è rotta una zampa. Di curarla non si parla neanche. Tocca ucciderla. Ha già perso una mucca. Ha trovato persone di buona volontà. Hanno portato un sacco di farina e zucchero – per una mucca. L'hanno ingannata.

Nei dintorni non c'è un'anima.

Chiedo dei suoi amici. Marija si mette a piangere. Piange amaramente e forte. Mi abbraccia e sento (lo sento ancora!) che si lamenta in russo:

– Sorella mia! Sorella mia!

L'errore fatale di Marija, come poi capii, stava nel fatto che qualche volta precedeva la frase russa con la parola georgiana “genecvale[11].

Mi frugo in tasca. Prendo qualche centinaio di rubli [12]. Glieli metto in tasca. Sono proprio centesimi. E mi vergogno perché non possiamo aiutarla in nessun modo. In nessun modo!

Marija dice che Tat'jana e Georgij vivono nella loro casa. Signore! Giusto! Dammi di incontrarli.

Un tempo questa casa era bella. Ci ho dormito più di una volta. Nei primi anni non c'era la luce. Ci raccoglievamo al fuoco di una stufetta. Cuocevamo mčadi focacce di granturco. E comunque eravamo tutti vivi. Sembrava che le nostre infelicità fossero alle nostre spalle. Chi avrebbe potuto pensare che Tanja sarebbe stata di nuovo cacciata dal villaggio. E il boscaiolo allora privato dell'uso delle gambe dirà: “Morirò, se lei non ci sarà”.

…Due cani, un tempo cattivi, si sono sdraiati all'ingresso della casa e non reagiscono in alcun modo al mio arrivo.

Georgij è steso immobile su un divanetto. Marija diceva che è diventato cieco. Si è ricordato di me. Non si è messo a raccontare i pogrom. No, voleva comunque dire qualcosa. Si è coperto il viso con una mano e attraverso le dita scorrevano lacrime. L'unica cosa che ha detto: “Nessuno saprà la verità”.

Tanja non c'era. Era andata a cercare una mucca. Volevo fare una foto. La mia mano non riusciva a prendere la macchina fotografica. Georgij piangeva ancora silenziosamente. Quando me ne sono andata, ha detto la stessa frase: “Morirò, se lei non ci sarà”.

Sono passata vicino alla scuola in cui insegnava. Uno spettacolo terribile – una scuola che non c'è. Riconoscere le case in cui vivevano le persone che amavi non pareva possibile. Ogni anno prendevi delle ferie a tue spese per fare migliaia di verste [13] per dire una volta: “Salve!”. E questi ti diranno: “Perché sei venuta così tardi stavolta? I cachi non ci sono già più”. Diranno così, come se si trattasse solo dei cachi e in realtà ci fossimo lasciati ieri. Sarà rovente la stufetta in casa di Vachtang e Natella e le nostre ombre saranno più alte di noi. Non sapevamo che in realtà allora eravamo felici. Non ci poteva venire in mente che le cose più terribili erano davanti a noi, che semplicemente non avremmo potuto essere su questa terra.

In realtà su questa terra non ci sono neanch'essi.

…Lasciamo Vanati. L'autista Kazbek pronuncia la frase: “Tutti questi osseti che vivevano qui sono traditori del popolo osseto”.

Taccio. Da quel momento la parola “traditore” sarà come una frustata su chi non ha preso parte all'euforia per la vittoria e si è permesso di provare dolore per il vicino.

– Forse sai chi era David Soslan [14]? – chiede Kazbek. Di punto in bianco.

– Lo so, – dico. – Ma peraltro, di che si occupava?

– Di che? Ma di nulla! Semplicemente andava a letto con la regina di Georgia – ed è tutto!

E' così. Solo così. Fece il caratteristico gesto di disprezzo. Alla fine della strada chiuse i conti: “Sono dei senzadio, questi georgiani”.

Ecco la forza della distruzione. Sono rotte tutte le barriere difensive.

Ma sul petto ho la croce di santa Nino [15], benedetta nella chiesa di Kašveti [16]. Chiudo stretto il colletto…

...La cameriera del caffè si chiama Nana.

– Che bel nome georgiano…

– Ma che dice?! E' un nome francese.

…L'autista del posto si chiama Raul'. Racconta i duri anni di isolamento.

– A cosa è più difficile di tutto abituarsi? – chiedo.

– Ci si può abituare al freddo. Al freddo. La cosa più difficile di tutte è abituarsi ai georgiani.

E questa andò a dedicarsi ai suoi affari…

Non c'è stato niente! Né matrimoni misti, né bambini nati, né nipoti, né pronipoti.

Molto piano e prudentemente, quasi a mezza voce parlano d'altro.

– E' bene che abbiano chiuso la frontiera. In precedenza andavano tutti a Lilo (mercato in Georgia), accumulavano gratis merci turche e ora?

– In cosa era bella la Georgia? Nei suoi contadini. I pomodori dalle nostre parti non sono mai costati più di 10 rubli [17]. E ora ne costano cinquanta. Come si fa a vivere…

– Sai cosa ho capito? I matrimoni misti non devono esserci. Mio marito è osseto, io sono georgiana. E mio figlio? E' lacerato. Ha combattuto. Vide un vecchio georgiano ucciso. Per qualche motivo il suo volto era coperto da un giornale. Mio figlio dice: “Mamma, mi è dispiaciuto tanto per lui”. Si vergognava che gli fosse dispiaciuto.

– Prendi un'antologia di prosa osseta e guarda quali testi moderni ti piacciono. E poi dai un'occhiata alle note. Gli scrittori osseti del sud [19] risultano i migliori. L'Ossezia del Sud ha mantenuto la propria lingua. Davvero c'è stato un genocidio?

Incurvato

Siamo in tre: il giornalista osseto del sud Timur, il politologo dell'Ossezia del Nord Vissarion e io.

L'autista si chiama Mucharbek. E' lui che ha fermato la macchina e si è diretto di corsa verso il fuoco. Bruciavano… libri. Molti libri. Uno spettacolo orribile. Bruciavano Shakespeare e la “Storia della letteratura sovietica”, libri di linguistica e una monografia sugli illuministi francesi. Salvare i libri era difficile. Ma Mucharbek li ha estratti dal fuoco.

– Ma lasci questa “Storia della letteratura sovietica”, – ho consigliato.

– Ma cosa dice? C'era un paese. Grande. Comune. Il paese non c'è più, ma il libro c'è…

E' lui che ha salvato dal fuoco un tomo di colore blu. Sulla copertina ci sono tracce di cenere di altri libri. In grafia ornamentale georgiana bianca è indicato il nome – Mikaèl Modrekili. Titolo: “Inni del Х secolo”. Abbiamo detto tutti “Ah!”.

Modrekili si traduce come incurvato (non in grado di raddrizzarsi per la fatica). E' un filosofo e poeta medievale della Georgia.

Mucharbek ha aperto il bagagliaio e ci ha posto dei libri. Molti libri.

Siamo andati nei villaggi georgiani. Non risultavano tali. Timur è rimasto così sul focolare dei libri…

In uno dei cortili di una casa semidistrutta siedono alcune georgiane. Per strada ci sono dei secchi con dei pomodori. 50 rubli al kg. Non fanno nomi, né cognomi. La macchina fotografica le fa infuriare.

La mia catenina con la croce di santa Nino si è rotta. Mostro la croce a una georgiana.

– Perché me la mostri? – chiede minacciosa. – Cosa vuoi sapere di me?!

Pensa che la stia provocando.

Ce ne andiamo. Cerchiamo un venditore georgiano a cui vogliamo affidare gli “Inni del Х secolo”.

…Una casa osseta. Nonna, nonno, nipoti. Chiediamo dove vive il venditore,.

– Non avete altri libri georgiani? Li terrei a mente.

Una donna si avvicina al bagagliaio, legge I titoli dei libri georgiani ad alta voce.

Chiedo a Mucharbek: “Ma perché cerchiamo un venditore, se c'è una donna del genere. Regaliamo Modrikeli proprio a lei”.

Mucharbek prende il libro di quello stesso colore celeste cantato da Nikoloz Baratašvili [19]. Sì, era lo stesso colore azzurro. La donna sfoglia con attenzione le pagine, sapendo precisamente che dono ha in mano.

Mi applico tutta a fare una foto perché si veda sia il libro, sia colei che lo possiede. Capisce la mia “segreta” intenzione. Pone il libro sul petto e chiede: “Ti serve così? Scatta!”.

Mucharbek ci porta al cimitero. E perché?

– Aspetta! Leggi i cognomi… Tutto ti diventerà chiaro.

Leggo: Papuašvili, Tebieva e così via. Lui georgiano, lei osseta. Lui osseto, lei georgiano.

– Prima di cominciare una guerra, passassero dal cimitero…

Il cimitero si trovava su un'altura.

Da qui si apre una bellezza di tale forza che fa semplicemente ammutolire.

– Dimmi , l – non si da pace Mucharbek, – di chi è questa bellezza, se è data da Dio?

Torniamo indietro. Stavolta le georgiane chiedono libri. Ma abbiamo solo lavori di linguistica. Li distribuiamo generosamente.

Questo quadro non lo dimenticherò mai e poi mai: una casa semidistrutta, una strada danneggiata, il cancello contorto del giardino e dietro di esso otto donne, una delle quali si appoggia ad un bastone. Si sono immerse nei libri sulla loro lingua come nel “Padre Nostro”. Deda èna!* Abbi pietà di noi!

Al limite del villaggio c'è una chiesa. Distrutta con cattiveria e impeto. Si sono conservate alcune lapidi. Si possono ancora leggere i cognomi. Nel cortile Mucharbek trova una campana. E' rotta. Tira la corda con forza e – miracolo! – la campana si mette a suonare. La chiesa abbattuta si è rimessa a vivere.

…Così non siamo arrivati fino a Kechvi [20]. Volevo proprio sapere se era viva Varvara – un'osseta. Il marito è georgiano. Hanno quattro figli. Ci eravamo visti ancora nell'altra guerra georgiano-osseta [21]. Lei voleva andarsene di casa. Il marito non glielo permise. Diceva: non ci separeremo. Era un periodo duro per la famiglia: avevano ucciso il suocero di Varvara. Pascolava le mucche. Lo uccisero – e via!

– Quando venni a sapere che nel villaggio vicino avevano massacrato un'intera famiglia, dissi a casa: succederà una disgrazia. Non toccò aspettare molto. Dio non perdonò quell'omicidio e ci capitò una tragedia.

Volevo proprio chiedere, perché senti su di te, Varvara, un omicidio di cui non sei colpevole? Non l'ho chiesto. Varvara sapeva qualcosa di importante su com'è fatta la vita e che la mia anima non conosceva.

Ecco, capisco poco gli interessi geopolitici e strategici di Georgia e Russia.

Ma dirò: nessun interesse vale la vita umana, per qualche motivo apparsa in questo mondo per volontà di Dio. Che vittoria è, se un villaggio è ridotto in cenere? Questo riguarda tanto i georgiani, quanto gli osseti.

Le madri di Beslan mi raccontavano che folli telefonate giungevano dagli osseti costretti ad andare nei sotterranei nella notte dell'8 agosto. Com'era il grido di vecchi e bambini: “Salvateci”.

Cos'è riuscito a gridare o ha forse gridato il vecchio georgiano prima che una pallottola lo colpisse su una sedia a rotelle?

Cos'ha detto l'osseta Liza Chaduri, fuggita dal villaggio? Di cos'era colpevole stavolta?

Andate a quel paese! Chi ha cominciato la guerra e chi ha forzato una pace tale che per decine di chilometri si stende una zona morta di case distrutte, dove nascevano bambini e finivano il loro tempo i vecchi. Dove oggi ci sono corvi sulle ceneri. E un cartello blasfemo: “Tutto per la casa”.

E infine.

Da Beslan non te ne vai mai. Perfino nell'Ossezia del Sud, che vive l'euforia della vittoria.

– Beslan è una vittima sacrificata in nome della libertà di Cchinval [22], – ha detto una persona. Vorrei fare il suo nome, ma non lo farò.

L'ha detto in modo tale che mi ha gelato.

Gelate anche voi.

* Deda èna (georgiano) – lingua madre.

Èl'vira Gorjuchina
Mosca – Cchinvali – Èredvi – Vanati – Saccheneti – Mosca

19.11.2009, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2009/129/12.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Mir significa sia “mondo” che “pace” ed è probabile che l'autrice intende alludere anche alla fine della pace. Inoltre anticamente mir significava anche “villaggio”, “comunità agraria”.

[2] Capitale dell'Ossezia del Sud.

[3] Città della Georgia centro-settentrionale, nota per essere il luogo natale di Stalin.

[4] Villaggio dell'Ossezia del Sud, come pure Satskheneti.

[5] Villaggio georgiano ai confini con l'Ossezia del Sud.

[6] Marca di camion.

[7] Città della Russia asiatica, alle pendici degli Urali.

[8] Pseudonimo del poeta, drammaturgo e scrittore georgiano Luka Pavlovič Razikašvili.

[9] Villaggio dell'Ossezia del Sud.

[10] Il corsivo, qui e altrove, è mio.

[11] Amica.

[12] Cento rubli sono meno di 3 euro.

[13] La versta è un'antica unità di misura russa, pari a 1067 metri.

[14] Re georgiano del XII secolo, che secondo una leggenda era di origine osseta.

[15] Colei che introdusse il cristianesimo in Georgia nel IV secolo.

[16] Cioè la chiesa di san Giorgio nel centro di Tbilisi.

[17] Meno di 30 centesimi di euro.

[18] Non ci sono “osseti del sud” come etnia a se stante. L'Ossezia è una regione storica omogenea, divisa in epoca sovietica tra le due “repubbliche socialiste” di Russia e Georgia. Per vari motivi (non ultimo il fatto di essere indoeuropei a maggioranza cristiana in un Caucaso abitato da popoli autoctoni o di etnia turca a maggioranza islamica) gli osseti sono relativamente “filorussi”. Curioso però che l'artificiosa “Ossezia del Sud” rivendichi l'indipendenza senza chiedere la riunificazione e l'indipendenza dell'intera Ossezia storica.

[19] Nikoloz Melitonovič Baratašvili, poeta georgiano del XIX secolo.

[20] Villaggio nei pressi di Cchinvali.

[21] Il conflitto seguito alla dichiarazione unilaterale di indipendenza dell'Ossezia del Sud nel 1991. Si concluse con la mediazione dell'OCSE nel 1992, ponendo nelle zone contese forze di pace georgiane, ossete e russe.

[22] Nome dato a Cchinvali dalla maggior parte degli osseti.


http://matteobloggato.blogspot.com/2009/11/un-sogno-di-fratellanza-tra-popoli.html

19 novembre 2009

A proposito di Medvedev (X)

Messaggio all'Assemblea Federale [1] della Federazione Russa

12 novembre 2009, 13:45, Mosca, Grande Palazzo del Cremlino


D. MEDVEDEV: Stimati cittadini della Russia!

Stimati deputati e membri del Consiglio della Federazione!

Due mesi fa nell'articolo “Russia, avanti!” ho divulgato i principi della nuova strategia politica. Nell'odierno Messaggio all'Assemblea Federale vorrei esporre i concreti piani primari per la realizzazione di questa strategia. Dirò cosa necessita fare nei tempi più prossimi.

Alla base della mia idea del futuro c'è la profonda convinzione dell'indispensabilità e della possibilità per la Russia di ottenere lo status di potenza mondiale su una base principalmente nuova. Il prestigio della Patria e il benessere nazionale non possono essere determinati all'infinito dai successi del passato, poiché i complessi produttivi per l'estrazione di petrolio e gas, che garantiscono la maggior parte [2] delle entrate, gli armamenti nucleari, che garantiscono la nostra sicurezza, le infrastrutture dell'industri e dei servizi – tutto questo è stato creato per la maggior parte ancora da specialisti sovietici, in altre parole non è stato creato da noi. E anche se finora mantiene il nostro paese, come si dice “a galla”, invecchia rapidamente, invecchia moralmente e fisicamente. E' giunto il tempo per noi, cioè per le attuali generazioni del popolo russo, di dire la nostra parola, di sollevare la Russia a un nuovo, più altro grado di sviluppo della civiltà.

Nel secolo scorso, a prezzo di incredibili sforzi un paese agrario, di fatto analfabeta è stato trasformato in una delle più influenti potenze industriali di quei tempi, che è stata leader nella creazione di una serie di tecnologie d'avanguardia per quel tempo: spaziali, missilistiche, nucleari. Ma nelle condizioni di una società chiusa, di un regime politico totalitario era impossibile conservare queste posizioni. L'Unione Sovietica, purtroppo, è rimasto così un gigante dell'industria e delle risorse e non ha retto la concorrenza delle società post-industriali.

Nel ХХI secolo per il nostro paese è di nuovo indispensabile una modernizzazione sotto tutti gli aspetti. E questa sarà la prima esperienza di modernizzazione nella nostra storia basata sui valori e sugli istituti della democrazia. Invece di un sistema economico primitivo basato sulle risorse creeremo un'economia intelligente, che produce conoscenze uniche, nuovi oggetti e tecnologie, oggetti e tecnologie utili alle persone.

Invece di una società arcaica, in cui i capi pensano e decidono per tutti, diventeremo una società di persone intelligenti, libere e responsabili.

Invece di azioni caotiche, dettate dalla nostalgia e dai pregiudizi, condurremo una politica estera e interna intelligente, subordinata a scopi profondamente pragmatici.

Invece del passato costruiremo la Russia presente – una giovane nazione moderna, mirata al futuro, che occuperà posizioni degne nella divisione del lavoro mondiale.

Mi sono rivolto a voi con la proposta di pensare a come superare l'arretratezza cronica, la dipendenza dall'esportazione di risorse, la corruzione, a come reggere la dura concorrenza sui mercati mondiali, come creare le migliori possibilità perché noi stessi, ognuno di noi possa veramente realizzare le proprie conoscenze, possibilità, esperienze senza basarsi su qualcuno in alto. In altre parole, cosa è necessario intraprendere ora per cambiare la qualità della vita in Russia, per garantire al nostro paese posizioni da leder nel mondo.

Nel corso del dibattito che si è sviluppato nella società ho ricevuto molte repliche e lettere nelle forme più diverse, ho conversato con persone di diverse opinioni politiche e professioni sulle strade per lo sviluppo dell'economia, dell'istruzione, della scienza, per l'aumento dell'efficienza dell'amministrazione statale e del sistema politico e giudiziario.

Ringrazio tutti voi per la partecipazione ai dibattiti aperti sulla nuova strategia politica: sia chi condivide le mie idee, sia chi propone altre soluzioni. Ci unisce una cosa, come minimo una – la comprensione del fatto che i cambiamenti sono indispensabili e che dipende solo da noi come sarà la Russia per i nostri figli e i nostri nipoti, quale posto occuperà nel mondo futuro.

Molte vostre idee sono state prese in considerazione nel corso della preparazione del Messaggio e dell'elaborazione di proposte, la cui realizzazione significherà anche una coerente e sistematica modernizzazione della Russia.

Stimati colleghi!

L'indispensabilità dei cambiamenti è diventata particolarmente evidente negli ultimi mesi. La crisi finanziaria globale ha colpito tutti, ma in Russia il crollo economico si è rivelato più profondo che nella maggior parte dei paesi. Tuttavia i colpevoli non vanno cercati solo all'interno.

Bisogna ammettere che negli anni precedenti noi stessi non abbiamo fatto abbastanza per risolvere i problemi ereditati dal passato. Non ci siamo liberati da una struttura economica primitiva, da una dipendenza umiliante dalle risorse, non abbiamo riorientato la produzione alle reali necessità delle persone. L'abitudine a vivere di esportazione frena come prima lo sviluppo dell'innovazione. Il mondo degli affari russo finora preferisce commerciare ciò che viene creato in altri paesi e la concorrenzialità dei nostri prodotti è vergognosamente bassa.

La crisi, indubbiamente, ha complicato la soluzione di questi problemi. Siamo stati costretti a focalizzare i nostri sforzi sul superamento delle sue conseguenze negative, utilizzando riserve significative, accumulate in precedenza con grande fatica. E l'enorme programma di misure anticrisi ha permesso di stabilizzare la situazione a metà di quest'anno.

La nostra priorità era e resterà il supporto alle persone che si trovano in una situazione difficile. Nonostante il crollo delle entrate, le obbligazioni sociali dello stato vengono pienamente adempiute. E ancora lo saranno.

In primo luogo questo riguarda le pensioni. La loro indicizzazione è stata compiuta in misura ancora maggiore di come si supponeva. Negli ultimi tre anni le pensioni medie sono aumentate non meno di una volta e mezza. E già nel 2010 tutti i pensionati riceveranno non meno del minimo vitale. Sapete quanto questo è importante per gli anziani.

Il compito chiave che siamo obbligati a risolvere è la garanzia di un'abitazione ai veterani. Nel budget federale di quest'anno a tale scopo sono stati stanziati circa 46 miliardi di rubli [3], che permetteranno di migliorare le condizioni abitative di oltre 34000 veterani Ho dato una disposizione supplementare – predisporre risorse per garantire appartamenti a tutti i veterani, indipendentemente da quando abbiano presentato istanza per il miglioramento delle condizioni abitative. Questo è nostro dovere.

E' stato aumentato più di 1,5 volte il sussidio di disoccupazione più alto, si portano avanti enormi programmi di aiuto all'occupazione della popolazione. Di questi hanno già fruito circa 2 milioni di persone. Questo consente di non permettere un netto aumento del numero dei disoccupati. Creeremo anche in seguito le condizioni per l'accesso al lavoro delle persone, in particolare di chi è a rischio di licenziamento. Da noi nel nostro paese si tratta di più di 1 milione di persone. Bisogna fare maggiore attenzione all'istruzione professionale avanzata, all'organizzazione di lavori pubblici, alla creazione di posti di lavoro temporanei e fissi, fornire un appoggio indirizzato alle persone, fra cui quelle che si trasferiscono, aiutarle ad aprire una propria attività.

Un indirizzo particolare e molto importante è la normalizzazione della situazione delle monogoroda [4]. In Russia ce ne sono alcune centinaia. In esse vivono più di 16 milioni di persone e producono quantità significative di merci e servizi. Nei prossimi mesi ci sarà indispensabile prendere misure operativa per non permettere un netto calo del livello di vita nelle monogoroda. Questo è un compito sia degli organi di potere di tutti i livelli, sia della dirigenza delle imprese. Nel corso di sei mesi il governo deve confermare il programma di aiuto allo sviluppo delle monogoroda e anche approvare piani complessi per i centri abitati che si trovano nelle situazioni più difficili. In queste città e borghi bisogna creare le condizioni per applicare le capacità delle persone negli ambiti più diversi e, certamente, per dare stimoli agli investimenti privati. Se non ci sono prospettive economiche in questo senso o sono per qualche motivo molto scarse, bisogna aiutare le persone a trasferirsi in un luogo più favorevole per la vita e per il lavoro, tanto più che abbiamo abbastanza regioni che necessitano di una forza lavoro supplementare. Penso che molti cittadini si orienteranno indipendentemente a un nuovo tipo di lavoro. E allo stesso tempo conto su un atteggiamento attento e responsabile delle autorità locali e dei datori di lavoro verso le necessità delle persone concrete. Anche il governo federale deve dare l'indispensabile appoggio.

Nelle situazioni di crisi stiamo dando un appoggio diretto, un aiuto diretto alle compagnie russe, il volume del quale ha già superato i mille miliardi di rubli [6]. In seguito aiuteremo solo chi ha chiari piani per l'aumento dell'efficienza e la realizzazione di progetti ad alta tecnologia. Le imprese inefficienti dovranno compiere una procedura di risanamento finanziario o uscire dal mercato. La loro difesa per mezzo di alte barriere commerciali non continuerà in eterno. Lo sviluppo della produzione si compie solo là, dove c'è una reale concorrenza. Bisogna che i consumatori russi abbiano accesso a merci convenienti di qualità. E il compito delle compagnie russe è imparare a produrle.

Noto in particolare il successo della realizzazione di un programma statale per lo sviluppo dell'agricoltura. Il risultato di questo sono stati i migliori indici di crescita tra tutti i settori, perfino in un periodo di crisi. Continueremo una politica di appoggio alle campagne anche in futuro. Abbiamo tutte le possibilità di fare dell'agricoltura uno dei leader della crescita economica nei prossimi anni. E di conseguenza migliorare anche la qualità della vita nelle campagne.

La migliore politica anticrisi, naturalmente, è lo stimolo della domanda. Singoli passi in questa direzione sono stati intrapresi, ma ora questo è poco. Darò ordine al governo di preparare misure supplementari in appoggio al credito al consumo e per l'ampliamento dell'edilizia abitativa.

Vengono proposte molte idee per aumentare gli investimenti nelle infrastrutture. E in generale questo è comprensibile. Da noi le infrastrutture non sono sufficientemente finanziate. Ma finora qui non è stato fatto l'ordine elementare e la costruzione viene portata avanti a prezzi aumentati molte volte – molte volte, – ritengo che spendere di più a questo scopo sia un lusso che non ci si può permettere. Darò ordine al governo perché nel prossimo anno integri nuove tecnologie commerciali in questo ambito, tra cui quelle elettroniche e porti le tecnologie e i costi di costruzione delle strade e di altre infrastrutture negli standard internazionali generalmente accettati. Bisogna, fra l'altro, esaminare anche la possibilità di utilizzare le norme dell'Unione Europea per una più rapida elaborazione dei nostri regolamenti in campo edile. E' un lavoro molto lungo.

Nei mesi precedenti abbiamo fatto molta attenzione all'appoggio al sistema finanziario. Oggi il nostro sistema bancario è in uno stato soddisfacente – per un anno di crisi, certamente. La crescita del credito si rinnova, il volume dei debiti dilazionati si è stabilizzato. A seguito della riduzione dell'inflazione e della stabilizzazione sul mercato valutario diminuiscono gradualmente i tassi di sconto. La Banca Centrale ha cominciato a svolgere pienamente la funzione di creditore di ultima istanza. Tuttavia dal punto di vista dello sviluppo innovativo il settore finanziario è ancora del tutto debole, insufficientemente capitalizzato e incapace di fornire tutti i servizi indispensabili ai nostri cittadini e alle nostre compagnie. Il governo deve presentare un piano di misure concrete per il perfezionamento del sistema finanziario. Questo dev'essere adeguato alle esigenze della modernizzazione della nostra economia.

Ritengo che il governo e la Banca Centrale e le autorità regionali con il supporto dei legislatori di tutti i livelli possano pienamente stabilizzare la situazione dell'economia e dell'ambito sociale.
Ma vorrei sottolineare ciò che, spero, capiscono anche tutti i presenti in questa sala: la ripresa sui mercati è ancora troppo debole e instabile. E la cosa più pericolosa ora è essere sicuri di se. Bisogna continuare la realizzazione del piano anticrisi ed essere pronti all'adozione operativa di misure supplementari.

Stimati deputati e membri del Consiglio della Federazione!

Siamo obbligati ad apprendere delle lezioni degli avvenimenti del periodo passato. Poiché finché crescevano i prezzi del petrolio molti, non c'è da nasconderlo, quasi tutti avevano l'illusione che le riforme strutturali potessero ancora attendere e ora bisogna fruire di qui prezzi che si sono formati. Si è data principalmente la preferenza alla forzatura della crescita della vecchia economia basata sulle risorse naturali e per la formazione di una nuova economia, che crea tecnologie uniche e prodotti innovativi sono state prese solo decisioni singole e non sistematiche.

Non si può più indugiare in certo senso. Dobbiamo dare inizio alla modernizzazione e al rinnovamento tecnologico di tutta la sfera produttiva. E' mia convinzione che questa sia una questione di sopravvivenza del nostro paese nel mondo contemporaneo.

Spero che il benessere della Russia in un futuro relativamente prossimo dipenderà direttamente dai nostri successi nello sviluppo di un mercato di idee, invenzioni, scoperte, dalla capacità dello stato e della società di trovare e affinare persone dotate di talento e di pensiero critico, di educare la gioventù nello spirito della libertà intellettuale e dell'attività civile.

In cosa vedo i principali fattori di questo sviluppo? L'economia nazionale deve finalmente riorientarsi proprio sulle reali esigenze delle persone e queste oggi sono legate principalmente alla garanzia della sicurezza, al miglioramento della sanità, all'accesso all'energia e all'accesso all'informazione. Di qui anche la nostra scelta prioritaria per la modernizzazione dell'economia e lo sviluppo tecnologico. Questi sono i punti chiave per far emergere la Russia a un nuovo livello tecnologico, per garantirle una posizione da leader nel mondo. Si tratta dell'introduzione di nuovissime tecnologie mediche, energetiche e informative, dello sviluppo di sistemi spaziali e di telecomunicazioni, del radicale aumento dell'efficienza energetica.

La commissione presidenziale creata allo scopo ha confermato progetti concreti in tutte e cinque le direzioni e ha creato piani-grafici dettagliati per la loro realizzazione. E già ora si occupa della loro realizzazione pratica. Conto sull'attiva partecipazione a questo lavoro di tutti gli organi di potere e delle comunità imprenditoriale, scientifica e degli esperti.

Mi fermo in modo più dettagliato su queste direzioni della modernizzazione perché la ritengo eccezionalmente importante per il nostro paese.

Importantissima per i nostri cittadini è la direzione del lavoro – lo sviluppo della tecnica e delle tecnologie mediche e della farmacologia. Garantiremo alle persone medicinali di qualità e accessibili e anche nuove tecnologie di profilassi e di cura delle malattie, in primo luogo di quelle che sono le cause più diffuse di perdita della salute e di morte. E' superfluo aggiungere quanto ciò sia importante nelle nostre condizioni demografiche.

Ci siamo già orientati su un elenco di medicinali strategicamente significativi, quelli che sarà necessario produrre in Russia. Si tratta, in primo luogo, dei preparati più costosi, in particolare, quelli per la cura delle malattie cardio-circolatorie. Ci sarà necessario produrre più di 50 preparati del genere, perché tutti quelli che ne hanno bisogno possano ricevere una cura a loro tempo. Nel tempo più prossimo aumenteremo sostanzialmente la produzione dei propri medicinali, li utilizzeremo anche nella cura delle malattie più diffuse, per esempio contro il raffreddore e l'influenza.

Penso che le compagnie russe siano capaci di produrre preparati e tecnologie che avranno richiesta sul mercato mondiale e per questo c'è bisogno di sviluppare più attivamente la partnership con i più importanti elaboratori e produttori esteri, avendo in vista anche l'organizzazione in Russia di studi d'avanguardia in campo medico.

La stimolazione della produzione di medicinali e di apparecchiature si compirà anche attraverso il meccanismo degli acquisti di stato. Già tra cinque anni la quota di produzione nazionale sul mercato dei medicinali dovrà essere non meno di un quarto e per il 2020 più della metà di tutti i preparati. Ecco qual è lo scopo.

Inoltre darò ordine di elaborare e presentare alla Duma di Stato un disegno di legge che regoli l'ordine di acquisto di medicinali e, cosa estremamente importante, di richieste per la loro sicurezza. Siamo obbligati a salvaguardare le persone da medicinali adulterati e falsi.

Accanto all'introduzione di nuove tecnologie di profilassi e di cura è indispensabile volgersi con particolare attenzione alla creazione di motivazioni e condizioni per uno stile di vita sano. Tra i giudizi sul mio articolo ho ricevuto una grande quantità di repliche e fra queste c'erano parole dedicate a questo tema: “L'indice di successo personale deve diventare la salute della persona e non la quantità di denaro da questa guadagnato. E se fra i giovani nascerà l'abitudine a fare sport, saranno risolti anche gravi problemi come la tossicodipendenza, l'alcolismo, l'abbandono dell'infanzia”. E' difficile non essere d'accordo con queste parole.

Noto che nell'agosto di quest'anno per la prima volta negli ultimi 15 anni in Russia è stato registrato un incremento naturale della popolazione. Finora è insignificante – un migliaio di persone in tutto, ma comunque è già un incremento. Il risultato è stato raggiunto prima di tutto grazie al noto progetto nazionale “Salute” e a una nuova politica demografica, di cui noi tutti ci occupiamo. Il lavoro in questa direzione sarà continuato. Abbiamo tutte le possibilità di fare in modo che la popolazione del nostro paese non diminuisca, ma cresca.

E certamente siamo obbligati a pensare a quali ricchezze naturali potremo conservare e trasmettere alle future generazioni. Ecco perché ritengo che la crescita dell'efficienza energetica, il passaggio a un modello razionale di utilizzo delle risorse sia un'altra priorità nella modernizzazione della nostra economia. Questo compito si può risolvere solo se ognuno di noi si metterà a pensare a quanto responsabilmente si avvicini al risparmio energetico, così come, fra l'altro, fanno in tutto il mondo. Là a questo pensano assolutamente tutti.

Che bisogna fare? In primo luogo, saranno attuati programmi per la produzione e l'installazione di contatori. Oggi gli abitanti delle nostre città di fatto pagano un'arcaica e peraltro costosa infrastruttura comunale. I cittadini devono pagare solo i servizi realmente utilizzati da loro.

In secondo luogo, abbiamo dato inizio al passaggio all'utilizzo di lampade a risparmio energetico. La gente otterrà una sostanziale economia sulle spese grazie al cambiamento di apparecchiature invecchiate.

In terzo luogo, l'anno prossimo giungeremo alla realizzazione dei progetti di crescita dell'efficienza energetica in molti quartieri cittadini. Saranno modernizzate le reti comunali, saranno introdotti sistemi di pagamento dei servizi, che terranno maggiormente conto del loro regime d'uso e del livello di reddito delle famiglie. Saranno introdotti contratti di servizi energetici che permetteranno di ottenere una significativa economia. In primo luogo i programmi di efficienza energetica saranno realizzati nel settore statale, là c'è dove lavorate. Invito tutte le regioni russe a prender parte a questi progetti.

In quarto luogo, abbiamo bisogno non solo di accrescere l'estrazione di risorse, ma anche di ottenere la leadership nell'introduzione di innovazioni – tanto nell'energia tradizionale, quanto in quella alternativa.

Un fatto scandaloso, esempio di uso inefficiente delle risorse energetiche resta la combustione del gas petrolifero. Si inquina l'ambiente circostante e decine di miliardi di rubli [6] si trasformano in fumo. Il governo si è volto di nuovo a questo tema e ha promesso di porre fine a questo obbrobrio. Bisogna agire decisamente e rapidamente e non accettare alcun pretesto delle compagnie estrattrici. Questo tema, peraltro, è molto popolare. Al problema della “mercificazione” del gas petrolifero mi ha chiesto di rivolgere attenzione durante un incontro che ho avuto con il Consiglio della Federazione Nikolaj Ivanovič Ryžkov [7]. Nikolaj Ivanovič, non so, è in sala o no? E' in sala. Ecco, io e Lei, spero, controlleremo l'adempimento di questo compito.

Una delle direzioni con più prospettive è l'uso delle biorisorse ampiamente diffuse da noi, prima di tutto legno, torba, residui di produzione, per ottenere energia.

Le nostre organizzazioni per la ricerca scientifica e la produzione saranno indirizzate all'introduzione di tecnologie innovative, come quelle con l'uso dell'effetto di superconduzione, particolarmente indicate per i nostri estesi territori. Continuiamo a perdere quantità gigantesche di energia nella trasmissione di questa per il territorio del paese, quantità gigantesche. In futuro proprio la tecnologia della superconduzione cambierà radicalmente tutto l'ambito della produzione, della trasmissione e dell'utilizzo dell'energia elettrica.

In una direzione a se nell'ambito del progetto di modernizzazione sono posti i programmi di sviluppo dell'energia nucleare. Entro il 2014 compariranno da noi reattori di nuova generazione e carburante nucleare, che verrà richiesto non solo da produttori nazionali, ma anche esteri. I prodotti nucleari verranno utilizzati attivamente anche in altre sfere (prima di tutto, certamente, nella medicina), per la produzione di carburante all'idrogeno e anche per la creazione di apparati a motore capaci di garantire voli cosmici perfino su altri pianeti.

Prenderemo parte attivamente anche al progetto internazionale per la sintesi termonucleare. Il futuro è proprio in queste tecnologie. Trovandoci nel “club d'elite” dei paesi che elaborano tecnologie nucleari, in cooperazione con partner esteri apriremo l'accesso a una fonte di energia praticamente illimitata.

La quarta direzione strategica è lo sviluppo delle tecnologie spaziali e delle telecomunicazioni. Il nostro paese è tradizionalmente uno dei primi in queste branche, ma oggi occupa solo il 63° posto al mondo per livello di sviluppo delle infrastrutture di comunicazione. Questo è molto male. E' evidente che senza cambiamenti in questa sfera non potremo andare avanti, ecco perché sul territorio del nostro paese nel corso dei prossimi cinque anni è indispensabile garantire l'accesso a Internet a banda larga, attuare il passaggio alla televisione digitale e alla telefonia mobile di quarta generazione.

L'infrastruttura di rete nazionale deve garantire l'accesso ai mezzi di comunicazione moderni in ogni luogo e, certamente, a prezzi ragionevoli. Fra l'altro i prezzi dei servizi in primo luogo devono calare per gli abitanti della Siberia e dell'estremo Oriente. Attenzione: la priorità dev'esser data a quei servizi a cui è interessato la maggior parte della popolazione del nostro paese, prima di tutto il contatto con un unico servizio di emergenza e aiuto in situazioni eccezionali. E' una cosa critica.

Nel nostro territorio saranno poste moderne autostrade a fibre ottiche ad alta velocità, saranno installati apparecchiature ad alta produttività e sarà messo in funzione a pieno regime il potenziale delle linee già costruite, non sono poche. Ciò permetterà di garantire lo scambio di sempre crescenti flussi di informazioni tanto fra le regioni russe, quanto anche fra diversi paesi. La Russia, che si estende su 11 fusi orari, è chiamata a diventare l'anello chiave dell'infrastruttura informatica globale.

A proposito di fusi orari. Siamo tradizionalmente abituati ad essere orgogliosi della loro quantità, perché questo ci sembrava una chiara illustrazione della grandezza della nostra Patria. In effetti è così. Ma abbiamo mai pensato seriamente qualche volta a quanto una suddivisione così frammentaria permetta di governare efficacemente il nostro paese e non ci porti all'utilizzo di tecnologie troppo costose? Gli esempi di altri paesi (Stati Uniti d'America e Cina) mostrano che è possibile aggirare anche la minima differenza di tempo. Sono grandi paesi. Bisogna esaminare la possibilità di ridurre la quantità di fusi orari. Certamente bisogna considerare tutte le conseguenze di tale decisione. Ciò riguarda, peraltro, anche l'utilità del passaggio dall'ora solare all'ora legale. Anche qui bisogna commisurare tutti i vantaggi per l'economia e le evidenti scomodità, ma bisogna farlo. Spero che gli specialisti ci daranno una risposta obbiettiva, sottolineo, obbiettiva a queste domande.

La direzione prioritaria del nostro lavoro è anche l'utilizzo delle tecnologie spaziali, tra cui, naturalmente, il GLONASS [8]. Queste daranno alle persone la possibilità di utilizzare le apparecchiature di navigazione moderne nelle automobili, aiuteranno a garantire la sicurezza dei trasporti e degli oggetti tecnici complessi, a migliorare la coordinazione del lavoro dei servizi che sono responsabili della prevenzione degli incidenti e delle situazioni eccezionali e della liquidazione delle conseguenze delle catastrofi naturali e tecnogene. Compariranno anche nuove tecnologie di fornitura di informazioni cartografiche digitali ad alta precisione.

Introducendo soluzioni ingegneristiche moderne e creando apparati spaziali di nuova generazione, già nel 2015 dovremo avere indici mondiali di potenza e di tempi di esistenza attiva in orbita di comunicazioni satellitari nazionali, qui non tutto va per il meglio. Le loro possibilità tecniche devono permettere di vedere tutto il mondo, di aiutare gli abitanti di ogni paese a condurre ricerche scientifiche, a lavorare più efficacemente e a comunicare attivamente.

E infine il quinto compito prioritario è lo sviluppo di tecnologie strategiche e informatiche. In Russia dev'essere messo in funzione a pieno regime il potenziale dei supercomputer, il sistema dei supercomputer, che sono uniti da canali di trasmissione di dati ad alta velocità. Con il loro aiuto già in una prospettiva di cinque anni diventerà possibile progettare nuovissimi aerei e apparati spaziali, automobili e reattori nucleari. Perché la tecnica complessa non passata per la modellizzazione dei supercomputer, come dire, non digitalizzata, tra qualche anno non sarà semplicemente richiesta dal mercato. E per ottenere qui posizioni concorrenziali siamo obbligati a lavorare in fretta.

Inoltre l'anno prossimo i servizi statali saranno accessibili anche attraverso i canali di comunicazione elettronici. Questo, in particolare, dovrà riguardare la registrazione degli esami di qualifica e il rilascio delle patenti di guida, la registrazione di immobili al catasto e la ricezione di informazioni bibliografiche dagli archivi statali. In due anni in questa forma elettronica saranno forniti non meno di 60 servizi statali chiave. Ecco qual è lo scopo.

In regime di prova si inizieranno a introdurre carte sociali per i cittadini, che garantiranno la fornitura di servizi statali e semplificheranno la partecipazione a programmi di assicurazione medica e sociale. In seguito sarà possibile la loro compresenza con carte elettroniche che daranno accesso a prodotti bancari, compresa l'effettuazione dei pagamenti obbligatori e volontari dei cittadini. L'introduzione delle tecnologie elettroniche sarà non solo comoda per le persone, ma dovrà diventare anche uno strumento potente di lotta alla corruzione.

In una delle repliche che ho ricevuto al noto articolo [“Russia, avanti!”], – giungeva da Serpuchov [9] – si indica, che l'introduzione di queste tecnologie, in particolare del cosiddetto governo elettronico, colpisce sostanzialmente il problema della corruzione, permette di liberarsi delle code, della perdita di denaro e di tempo. Evidentemente è così.

Vorrei sottolineare che le cinque direzioni strategiche di modernizzazione tecnologica sono indubbiamente prioritarie. Ma certamente con queste non si esaurisce l'elenco dei compiti dello stato. Il governo deve condurre attivamente anche programmi di sviluppo di altri settori dell'economia, orientandosi verso l'aumento della quota di valore prodotto all'interno del paese. Questo è un punto chiave.

Nell'ambito della realizzazione di una strategia generale dobbiamo intraprendere alcuni passi sistematici. Li dirò ora.

In primo luogo, siamo obbligati a occuparci della modernizzazione del settore statale. La sua quota non scende sotto il 40 per cento, ma in un periodo di crisi il ruolo dello stato nell'economia, naturalmente, è di nuovo cresciuto. Peraltro, certamente, questa tendenza si osserva in tutto il mondo, ma dal punto di vista delle prospettive a lungo termine in questo non c'è nulla di buono.

Bisogna capire quale struttura del settore statale risponda ai nostri compiti strategici. Darò ordine al governo di preparare soluzioni che garantiscano l'ottimizzazione del volume e dell'efficacia della partecipazione dello stato alle attività delle organizzazioni commerciali. Si tratta anche del destino di una serie di asset che oggi hanno uno status strategico. Entro il 2012 sarà necessario compiere il programma necessario, passando a parametri ottimali (per il periodo prossimo, perché non c'è nulla di eterno) per il settore statale. Vorrei sottolineare che bisogna occuparsi accuratamente di questo, senza “mercificare” ciò che appartiene a tutti i nostri cittadini.

Tuttavia anche conservare un'enorme quantità di proprietà senza prospettive di modernizzazione è insensato.

Per quanto riguarda le corporazioni statali. Ritengo che questa forma nelle condizioni attuali sia del tutto senza prospettive. Le corporazioni che hanno ambiti temporali di lavoro determinati dalla legge devono essere liquidate dopo il compimento della loro attività e quelle che lavorano in ambito commerciale, concorrenziale, devono essere con il tempo trasformate in società per azioni controllate dallo stato. In seguito o si conserveranno nel settore statale laddove è indispensabile o saranno portate avanti da investitori privati.

Inoltre bisogna fare un audit indipendente di corporazioni e anche di grandi compagnie a partecipazione statale, introdurre in ognuna di esse modelli moderni di amministrazione e legare direttamente il pagamento del lavoro della dirigenza di queste compagnie agli indici di riduzione degli sprechi, di aumento dell'efficienza energetica e, naturalmente, di aumento della produttività del lavoro, come risultati dell'introduzione di tecnologie e innovazioni.

Una direzione fissa dell'attività del potere esecutivo deve diventare anche l'ottimizzazione della spesa pubblica . E' indispensabile che il governo elabori e realizzi un complesso di misure per la creazione di stimoli a lungo termine per l'innalzamento della qualità dei servizi statali forniti, per garantire la responsabilità per i risultati dell'utilizzo di risorse statali e per la propria attività nel suo complesso.

Considero assolutamente inaccettabile una situazione in cui qualche tipo di servizio risulti al contribuente russo più costoso che nei paesi avanzati.

Secondo. Sarà creato un ambiente confortevole per lo svolgimento in Russia di ricerche ed elaborazioni di livello mondiale. A suo tempo lo scienziato francese Louis Pasteur notò molto precisamente: “La scienza dev'essere la più elevata incarnazione della Patria, poiché tra tutti i popoli sarà sempre il primo quello che supera gli altri nel campo del pensiero e dell'attività intellettuale”. Bellissime parole.

Nel nostro paese ci sono sempre state molte persone di talento, aperte al progresso e capaci di creare il nuovo. Proprio su queste si regge il mondo delle innovazioni e bisogna fare tutto perché questi specialisti siano interessati a lavorare nel nostro paese. Perciò bisogna creare un meccanismo sempre funzionante per il loro sostegno, attrarre a lavorare in Russia gli scienziati russi ed esteri più autorevoli e anche gli imprenditori che hanno esperienza di commercializzazione di ciò che viene elaborato. Non è una cosa tanto semplice. Bisogna semplificare le regole di riconoscimento dei gradi scientifici e dei diplomi di istruzione superiore ottenuti nelle più importanti università del mondo e anche le regole di accesso al lavoro degli specialisti esteri che ci sono indispensabili. I visti devono essere rilasciati loro rapidamente e per periodi lunghi. Noi siamo interessati a loro, non il contrario.

Peraltro molte persone che hanno inviato repliche al mio articolo hanno anche scritto e indicato che gli scienziati nostri compatrioti che lavorano all'estero potrebbero formare una parte significativa della comunità degli esperti e aiutare a organizzare un'expertise internazionale dei progetti scientifici russi e, con la creazione di determinate condizioni, trasferirsi semplicemente nel nostro paese.

Darò ordine al governo di garantire l'ampliamento del supporto economico agli elaboratori di nuovissime tecnologie sulla base di concorsi. Gli istituti per lo sviluppo devono occuparsi della ricerca e della scelta di progetti con prospettive in tutto il territorio del paese, offrire aiuto finanziario alle imprese innovative, tra cui le piccole imprese innovative che si creano oggi sulla base di una nota legge presso gli istituti superiori e le istituzioni scientifiche e nel frattempo condividere certamente i rischi anche con investitori privati.

Di questo parlano anche i cittadini del nostro paese. C'è un'idea che è giunta dalla regione dei monti Altai [10]: si propone di creare degli incubatori di impresa direttamente sulla base dei moderni istituti superiori. Idee del genere sono state espresse anche in precedenza. E proprio in questi i diplomati impareranno a trasformare le idee tecniche in progetti d'affari proficui. Ritengo che questo genere di idee meriti il supporto di tutti.

Sottolineo che non solo lo stato, ma anche le nostre grandi compagnie devono partecipare alla formazione di una domanda preliminare per i risultati di queste ricerche. Questa, se volete, è la loro responsabilità sociale. Peraltro bisogna condurre una parte significativa dei progetti attraverso un'expertise internazionale e realizzarli in partnership con centri e compagnie estere.

Il governo deve prendere tutte le indispensabili decisioni organizzative e finanziarie che garantiscano la realizzazione di questi compiti non più tardi del I trimestre del prossimo anno. Invito a fare attenzione al fatto che la struttura della spesa pubblica a questo scopo debba tenere in maggior conto le priorità di sviluppo tecnologico da noi scelte.

Infine bisogna compiere l'elaborazione di proposte per la creazione in Russia di un potente centro di ricerche ed elaborazioni che sia focalizzato sul supporto di tutte le direzioni prioritarie, proprio di tutte. Si tratta della creazione di un moderno centro tecnologico, se volete, sull'esempio della Silicon Valley e altri simili centri esteri. Là si creeranno le condizioni che attrarranno al lavoro importanti scienziati, ingegneri, costruttori, programmatori, manager e finanzieri. E per creare nuove tecnologie concorrenziali sul mercato mondiale.

Il terzo passo sistematico che dobbiamo compiere: dobbiamo accingerci a cambiamenti della legislazione e dell'amministrazione dello stato che aiutino il passaggio di tutta la nostra economia a un carattere di sviluppo innovativo.

Non una volta, molte volte abbiamo detto che l'ordine per l'attuazione di investimenti in Russia deve diventare non meno comodo che presso I nostri concorrenti e che gli stessi sistemi di controllo e di ispezione, tra cui il sistema di certificazione della produzione, non devono creare ostacoli supplementari agli investitori pronti a realizzare soluzioni innovative.

Darò ordine al governo di preparare in due mesi proposte per l'introduzione di un nuovo ordine per gli accordi sulla documentazione per concedere i permessi per i progetti di investimento. Il risultato di questo lavoro dev'essere la netta abbreviazione del periodo di inizio della loro realizzazione. Se si farà ciò, per gli oggetti che non fanno parte della categoria dei cosiddetti pericolosi, questo periodo dovrà essere semplicemente di 3-4 mesi. Oggi questi periodi sono di un anno e mezzo-due e nelle grandi città i processi di accordo spesso si trascinano per anni.

E' utile affidare poteri e responsabilità per la coordinazione di questo lavoro alla leadership delle regioni. Peraltro le autorità colpevoli di sistematici ritardi negli accordi sui documenti e i pagamenti su basi che non sono direttamente previste dalla legge, dovranno essere sottoposti a sanzioni amministrative e di altro tipo e nei casi in cui sia indispensabile al sollevamento dall'incarico.

Quarto. In vista del compito della modernizzazione dovrà essere costruito anche il nostro sistema fiscale e anche la legislazione sull'assicurazione obbligatoria.

Nel I trimestre del prossimo anno il governo dovrà presentare disegni di legge che prevedano la creazione di condizioni favorevoli per l'attività innovativa, fra cui, ma senza limitarsi certamente a questo, lo stabilimento di un periodo quinquennale di transizione per quanto riguarda l'aumento dei versamenti obbligatori per l'assicurazione sociale. Bisogna peraltro determinare chiaramente a chi sarà data la preferenza.

E' del tutto evidente che il nostro sistema fiscale ha bisogno di un perfezionamento. Le discussioni su quali imposte e quali tassi si debbano imporre nel nostro paese non è chiusa. La crisi, certamente, ha reso più difficile prendere decisioni per ridurre il carico fiscale. Ma su queste questioni bisognerà tornare nel prossimo futuro e lo faremo senz'altro.

Stimati colleghi!

E' evidente che la realizzazione dei nostri piani strategici è impossibile senza importanti cambiamenti nella società. Il rafforzamento del sistema politico e degli istituti di diritto, la sicurezza interna ed esterna dello stato, la stabilità sociale, l'istruzione e la cultura (cultura nel più ampio senso della parola) moderne – senza tutto questo non otterremo successi.

Il punto finale delle nostre azioni comuni diventerà il mutamento qualitativo non solo del livello di vita dei cittadini del nostro paese. Dobbiamo cambiare noi stessi. E' indispensabile superare le idee largamente diffuse sul fatto che tutti i problemi esistenti debbano essere risolti dallo stato o da qualcun altro, ma non da ognuno di noi al nostro posto. Il successo personale, l'affinamento dell'iniziativa, l'innalzamento della qualità del dibattito sociale, l'intolleranza per la corruzione devono diventare parte della nostra cultura nazionale, proprio parte della cultura nazionale.

Per raggiungere questi scopi bisogna cominciare dall'inizio – dall'educazione delle nuove personalità nella scuola. Come giustamente notò un tempo il famoso economista Vasilij Leont'ev: “L'istruzione soddisfa una delle più alte esigenze umane e rappresenta un investimento sociale, che porta a una crescita della produzione materiale in futuro. Questa innalza il livello di vita della nostra attuale generazione e nel frattempo aiuta ad innalzare il reddito delle generazioni future”.

Nel Messaggio dello scorso anno ho fatto risuonare l'idea e ho dato ordine di preparare l'iniziativa “La nostra nuova scuola”. Oggi dirò le basi fondamentali di questa iniziativa, essa è stata approntata.

Il compito fondamentale della scuola moderna è la scoperta delle capacità di ogni allievo, l'educazione di una personalità pronta alla vita in un mondo altamente tecnologico e concorrenziale. Mentre si valutava il mio articolo ho ricevuto un sacco di repliche sull'istruzione scolastica, si scrive molto in proposito, perché questa è legata ad ognuno di noi. Il suo senso sta nel fatto che l'istruzione scolastica deve aiutare la crescita personale di modo che i diplomati porsi e raggiungere indipendentemente degli scopi seri, essere capaci di reagire a diverse situazioni di vita.

In che consiste la sostanza dell'iniziativa e che dobbiamo fare nel futuro prossimo? Già nel 2010, e quest'anno, ricordo, è stato istituito l'anno dell'insegnante, per la prima volta elaboreremo e introdurremo nuove richieste per la qualità dell'istruzione, di conseguenza, amplieremo la lista dei documenti che caratterizzano i successi di ogni allievo. L'unico esame di Stato deve restare il fondamentale, ma non il solo mezzo di verifica della qualità dell'istruzione.

Inoltre introdurremo il monitoraggio e la valutazione complessiva dei risultati accademici dell'allievo, delle sue competenze e capacità. Una particolare attenzione va posta a quelli delle classi superiori. I programmi per la loro istruzione saranno direttamente legati alla scelta della specializzazione.

Secondo. La scuola diventerà il centro della creatività e dell'informazione, pieno di vita intellettuale e sportiva. Con l'aiuto di un concorso per architetti saranno scelti nuovi progetti di costruzione e ricostruzione di edifici scolastici. E' da tempo che ciò va fatto. Queste si svolgeranno ovunque già dal 2011. Il compito di costruire il cosiddetto edificio intelligente, cioè moderno, dove sono previsti le tecnologie di insegnamento, il rafforzamento della salute, la garanzia per gli allievi di un nutrimento normale e di qualità, di un nutrimento caldo. Tutte le scuole avranno accesso non all'Internet comune, ma a quella a banda larga.

Già l'anno prossimo sarà introdotta una nuova normativa per le lezioni di educazione fisica – non meno di tre ore la settimana e tenendo obbligatoriamente conto delle particolarità dei ragazzi. In generale bisogna fare tutto tenendo conto delle particolarità individuali dei ragazzi e delle attuali conoscenze scientifiche sui bambini.

Un compito particolare è la creazione di un ambiente scolastico senza barriere per i bambini disabili. Nel 2010 sarà approvato il programma statale quinquennale “Ambiente accessibile”, diretto alla soluzione di questi problemi.

La terza cosa che dobbiamo fare è ampliare l'autonomia delle scuole, tanto nel determinare i programmi di istruzione individuali, quanto nell'uso delle risorse finanziarie. Dal prossimo anno otterranno l'autonomia le scuole vincitrici dei concorsi del progetto nazionale “Istruzione” e le scuole trasformate in istituzioni autonome e l'obbligo di rendicontazione di queste scuole sarà nettamente ridotto in cambio, naturalmente, della trasparenza delle informazioni sui risultati del lavoro. Con i direttori di queste scuole saranno siglati dei contratti che prevedono particolari condizioni di lavoro, tenendo conto della qualità.

Quarto. Rafforzeremo da un punto di vista legislativo la parità degli istituti di istruzione statali e privati e offriremo alle famiglie più ampie possibilità di scelta della scuola e agli alunni l'accesso alle lezioni dei migliori insegnanti con l'utilizzo di tecnologie di istruzione a distanza e complementare. Questo è particolarmente importante per le scuole poco equipaggiate, per le scuole isolate, in generale per tutta la provincia.

La quinta cosa che bisogna fare: anche il sistema di istruzione pedagogica attende una seria modernizzazione. Saranno introdotti corsi obbligatori di ripreparazione e di riqualificazione sulla base dei migliori istituti superiori e delle migliori scuole. Le risorse per la riqualificazione devono essere fornite con la possibilità di scelta dei programmi di istruzione e gli istituti superiori pedagogici devono essere gradualmente trasformati o in grandi centri di base per la formazione degli insegnanti o in facoltà delle università classiche. Cominceremo ad attrarre al lavoro nelle scuole chi è capace di garantire l'istruzione specifica di maggiore qualità per gli alunni delle classi superiori, compresi, tra l'altro, anche specialisti qualificati che non hanno un'istruzione pedagogica. Chi deciderà di lavorare nella scuola potrà svolgere brevi corsi di specializzazione. Al contempo saranno introdotti un sistema particolare di affinamento e l'esigenza di un'obbligatoria conferma del livello di qualificazione degli insegnanti.

Conto sul fatto che questa iniziativa (“La nostra nuova scuola”) non diventerà semplicemente l'ennesimo progetto istituzionale, come da noi ce ne sono non pochi, ma un affare di tutta la nostra società. Questo è molto necessario a noi tutti.

La scuola accanto alla famiglia è l'istituto sociale di base, che forma la personalità, che associa le nuove generazioni ai valori della cultura nazionale e mondiale, che rende civile una persona. E un'economia innovativa può formarsi solo in un determinato contesto sociale come parte di una cultura innovativa, basata su ideali umanitari, sulla libertà creativa, sull'aspirazione al miglioramento della qualità di vita. Proprio le basi morali, rafforzate nella cultura nazionale e i modelli di comportamento predeterminano il successo nello sviluppo della personalità e della nazione nel suo complesso. Perciò facciamo sostanzialmente attenzione allo sviluppo della cultura e svolgiamo il lavoro in alcune direzioni.

In primo luogo, siamo obbligati a fare tutto ciò che dipende da noi per aiutare la creazione di un ambiente infrastrutturale indispensabile per un normale sviluppo culturale, peraltro prima di tutto nella provincia russa. Nelle piccole città, nei borghi, nei villaggi – laddove non ci sono sale cinematografiche e da concerti moderne, grandi biblioteche, centri teatrali ed espositivi – bisogna mettere in moto più attivamente le tecnologie informatiche. Proprio questi devono diventare la base della modernizzazione nella sfera della cultura. Con il loro aiuto si aprirà l'accesso ai valori della cultura per milioni di nostri concittadini e, cosa particolarmente importante, per la gioventù.

Inoltre bisogna studiare ulteriormente le attuali condizioni delle istituzioni scolastiche specializzate delle province. Là c'è una situazione difficile. L'istruzione musicale e coreografica iniziale, l'insegnamento delle basi della pittura, del disegno e dell'arte teatrale devono essere accessibili a tutti i bambini, in qualsiasi lontano angolo del nostro paese vivano.

In secondo luogo, siamo obbligati a mantenere un unico spazio culturale nel paese in tutta la sua multiformità, ad aiutare a conservare le ricche tradizioni nazionali dei popoli della Russia e nel frattempo a sviluppare in ogni modo e a perfezionare i programmi di insegnamento della lingua russa, che è la base della comunicazione interetnica e dell'unità del nostro paese.

In uno dei miei incontri con gli insegnanti è stato giustamente notato da questi: “Basta con il mutare gli accenti delle parole, bisogna occuparsi dei problemi reali, che ce ne sono abbastanza nel nostro paese”.

In terzo luogo, bisogna fare maggiore attenzione al supporto alle direzioni innovative e sperimentali nell'arte. Conservando le tradizioni, la ricca, molto ricca eredità classica della nostra cultura, lo stato deve preoccuparsi di chi cerca nuove strade nella creazione artistica. Poiché bisogna ricordare: ciò che oggi si chiama classicità, è stata creata spesso contro i canoni, attraverso il rifiuto delle forme abituali, lo strappo con la tradizione. E' indispensabile affinare lo spirito di innovazione in tutte le sfere della vita culturale.

Ritengo che sia compito dello stato creare le condizioni per lo sviluppo della società civile. Le persone non indifferenti a ciò che gli avviene intorno devono avere tutte le possibilità per realizzare le proprie buone aspirazioni.

Continuiamo ad appoggiare le organizzazioni benefiche non commerciali che aiutano a risolvere difficili problemi sociali. Gli emendamenti alla legislazione saranno diretti a semplificare il lavoro a quelle organizzazioni non commerciali che svolgono attività benefiche e aiutano i cittadini socialmente indifesi.

Che sarà fatto qui? In primo luogo, sarà introdotto l'istituto delle organizzazioni non commerciali orientate in senso sociale. Chi riceverà questo status, potrà contare sull'appoggio diretto dello stato. Gli organi di potere potranno fornire a queste organizzazioni non commerciali un aiuto finanziario, informativo e consultivo. Ma non solo questo. Fornirgli, cosa non meno importante, sgravi fiscali, distribuire tra loro gli ordini dello stato e delle municipalità. Avranno diritto di trasmettere proprietà a queste organizzazioni non commerciali per l'utilizzo nella loro attività.

Siamo intenzionati a liberare dalle imposte gli aiuti materiale, forniti dalle organizzazioni benefiche e non commerciali ai bambini rimasti senza tutela dei genitori e anche ai disabili.

Ancora una proposta. Dalle imposte sul valore aggiunto saranno liberati i servizi delle organizzazioni non commerciali per la cura dei malati, dei disabili e degli anziani, per i servizi sociali ai bambini orfani e a quelli rimasi senza tutela dei genitori.

Non si imporrano tasse neanche sui contributi a supporto dei programmi di tutela della salute, di sviluppo dell'educazione fisica e dello sport di massa.

C'è un altro emendamento alla legislazione di cui parliamo da più di un anno e riguarda le questioni della formazione e del completamento del capitale per gli scopi delle organizzazioni non commerciali. Questo diventerà possibile anche grazie all'offerta di titoli e di proprietà immobiliari (di questo si è parlato già qualche anno fa) e nell'elenco di tipi di attività, il cui finanziamento sarà consentito con risorse del capitale per gli scopi dell'organizzazione sarà compresa anche la tutela dell'ambiente circostante.

Terzo. Saranno portate a termine e approvate le norme che regolano l'attività benefica. I suoi scopi, in particolare, saranno riconosciuti: la riabilitazione sociale degli orfani e dei bambini rimasti senza tutela dei genitori, la prestazione di assistenza giuridica, la collaborazione alla creazione tecnico-scientifica di bambini e giovani e anche la beneficenza e il volontariato.

Quarto. Va completato il concetto di “offerta”, che è sancito dal Codice Civile, con l'indicazione di prestazione di lavoro e fornitura di servizi non ricompensata.

Tutte queste misure sosterranno chi già oggi si occupa di attività socialmente utili e anche, spero, attireranno ad esse anche nuovi partecipanti. Peraltro non dovranno esserci scappatoie che permettano di coprire con tale attività l'evasione fiscale, anche questo è evidente. Ripeto, sosterremo chi senza lucro dedica il proprio lavoro e il proprio tempo agli altri.

La crescita dell'autocoscienza civile, lo sviluppo degli istituti della società civile è possibile solo in un sistema politico sviluppato.

Oggi parliamo di modernizzazione – è la quintessenza di questo messaggio che pronuncio – della nostra aspirazione ad essere moderni. Peraltro bisogna ricordare che la “modernità”, certamente, non è un qualche concetto statico, l'ultima fermata del progresso dopo l'arrivo alla quale si può “rilassarsi e riposare”. E' proprio il contrario. Al presente si può considerare moderna solo la società costruita sull'ininterrotto rinnovamento, sulle continue trasformazioni evolutive delle pratiche sociali, degli istituti democratici, delle idee sul futuro, dei giudizi sul presente, sui graduali, ma irreversibili mutamenti nel campo tecnologico, economico, culturale, sull'indefettibile innalzamento della qualità della vita.

Ma i cambiamenti in meglio avvengono solo laddove c'è la possibilità di un'aperta valutazione dei problemi che sorgono, di un'onesta competizione tra le idee che determinano i metodi per la loro soluzione, dove i cittadini apprezzano la stabilità sociale e rispettano la legge. E allo stesso tempo possono prendersi la responsabilità dello stato delle cose nel loro borgo o nella loro città, capiscono che solo una posizione attiva mette in moto la pesante macchina della burocrazia statale.

Secondo la Costituzione, l'unica fonte del potere nel nostro paese è il popolo. In pratica la politica economica, sociale ed estera si elabora in conseguenza di una complessa interazione dei più diversi gruppi sociali. La prosecuzione di interessi legali e il tener conto delle opinioni di tutti i cittadini della Russia, indipendentemente dalla loro etnia e dalle loro convinzioni religiose, politiche o di altro tipo sono il dovere dello stato, sono il dovere di uno stato democratico. La capacità di compiere questo dovere è il principale criterio di efficienza di questo stato.

La multiformità politica della nostra società determina anche la struttura del nostro sistema multipartitico. Oggi possiamo dire: il sistema multipartitico nella Federazione Russa si è del tutto formato. Questo è diventato uno strumento stabilmente funzionante, un istituto politico nazionale, lo strumento più importante, che garantisce i diritti e le libertà fondamentali del nostro popolo, tra cui anche il suo esclusivo diritto al potere.

I partiti politici che oggi operano nel nostro paese hanno retto alla prova del tempo. Si sono rafforzati nella lotta per i voti degli elettori, hanno ottenuto la loro fiducia, sono diventati al presente partiti di massa. Dispongono anche di strutture organizzative, di quadri, di potenziale intellettuale – tutto ciò che è necessario per lavorare in tutta la Russia. I loro programmi riflettono tutto lo spettro delle opinioni politiche presenti nella società.

Allo stesso tempo molti aspetti della vita politica sono sottoposti a critiche da parte della società. Si notano problemi nell'organizzazione delle elezioni, il livello di cultura politica è basso, c'è un deficit di proposte alternative profondamente elaborate nelle questioni concrete dello sviluppo socio-economico.

Dobbiamo continuare il lavoro comune per il miglioramento della qualità della rappresentatività popolare e la creazione di ulteriori condizioni per una libera, giusta e civile concorrenza tra i partiti.

Già quest'anno la maggioranza parlamentare ha sostenuto una serie di mie iniziative legislative dirette alla soluzione di questi compiti. E' stata di fatto abbassata al 5 per cento la cosiddetta barriera di passaggio dei partiti alla Duma di Stato. I partiti hanno ottenuto il diritto di presentare candidati alle cariche di capi dei soggetti della Federazione e anche la garanzia di un uguale spazio alla loro attività nei mezzi di informazione di massa statali. Vorrei ringraziare l'Assemblea Federale per il supporto a queste iniziative.

Cosa propongo oggi? Propongo come prossima tappa di fare particolare attenzione al rafforzamento degli istituti democratici a livello regionale. Sulla base delle consultazioni con i rappresentanti delle organizzazioni sociali e dei partiti politici ritengo indispensabile:

Primo. Introdurre un unico criterio per stabilire il numero dei deputati degli organi di potere legislativo dei soggetti della Federazione Russa. Oggi questo viene fatto in modo assolutamente arbitrario, il che talvolta porta a risultati difficilmente spiegabili. Per esempio, la popolazione consistente in molti milioni di persone dell'economicamente forte Mosca è rappresentata alla Duma cittadini da 35 deputati popolari, e nel Chural [11] del Popolo della Repubblica di Tuva [12] (le possibilità economiche della quale, purtroppo, sono ben più modeste in confronto a Mosca e la popolazione è più di 30 volte inferiore) siedono 162 deputati. E' indispensabile prevedere un ordine flessibile di graduale aggiustamento di questi squilibri. La rappresentatività dev'essere più universale.

Secondo. Tutti i partiti rappresentati nei parlamenti regionali ottengono la possibilità di formare gruppi. Dev'essere garantito a tutti che tra i loro rappresentanti saranno rimpiazzati i seggi vacanti per un lavoro continuo anche nei posti guida.

Terzo. Laddove non è stato ancora stabilito, i partiti per cui alle elezioni regionali ha votato meno del 5 per cento degli elettori devono ottenere garanzie di rappresentanza nell'organo legislativo del soggetto della Federazione.

Quarto. I partiti non rappresentati alla Duma di Stato, ma che hanno gruppi nelle assemblee legislative dei soggetti della Federazione vanno liberati dall'obbligo di raccogliere firme per la partecipazione alle elezioni regionali nelle regioni corrispondenti. Tale principio si può stabilire anche per le elezioni municipali.

E ancora una cosa. Penso che in prospettiva dobbiamo in generale rinunciare alla raccolta delle firme come metodo di accesso dei partiti alle elezioni. La nostra legislazione anche senza ciò è abbastanza esigente sulla qualità della costruzione dei partiti. Questa obbliga i partiti ad avere un'entità numerica significativa, è fissata direttamente dalla legge, e ad operare nella maggior parte delle regioni del paese. Cosicché non hanno bisogno di svolgere test supplementari sul supporto di massa e sulle capacità organizzative.

Quinto. Sarebbe utile che gli organi del potere legislativo a tutti i livelli dedicassero come minimo una sessione all'anno all'ascolto e alla valutazione di comunicazioni e proposte dei partiti non rappresentati negli organi legislativi.

Anche ai partiti non parlamentari bisogna garantire la possibilità di partecipare al lavoro delle commissioni elettorali Centrale e regionali.

Sesto. E' ora di fare finalmente ordine nelle votazioni anticipate alle elezioni locali. Le leggi sulle elezioni del Presidente e dei deputati della Duma di Stato limitano severamente i tempi di questa procedura e determinano chiaramente in quali casi si utilizza. Prese proprio queste norme come base, bisogna continuare la correzione della legislazione federale e regionale. Ritengo pure indispensabile analizzare la pratica dell'utilizzo di documenti che consentono di votare fuori dalla propria sezione e che vadano prese le misure indispensabili per prevenire manipolazioni illegali. Vanno fornite a tutti i partiti le stesse possibilità di utilizzare gli edifici municipali per svolgere lavoro di propaganda durante le campagne elettorali.

Settimo. Raccomando di approvare leggi in tutti i soggetti della Federazione Russa per garantire per garantire uguale spazio nei mezzi di informazione di massa per l'attività dei partiti rappresentati nei parlamenti regionali. I meccanismi per la realizzazione di tali garanzie dovranno tener conto delle particolarità del mercato dei media di ogni regione e dello specifico locale e culturale, ma ciò va fatto.

Le assemblee legislative dei soggetti della Federazione dove questo non è stato ancora fatto possono utilizzare l'esperienza della Duma di Stato, le più importanti sedute della quale sono trasmesse in Internet in tempo reale. Alla stessa Duma di Stato propongo di organizzare la trasmissione di tutte le sedute plenarie aperte, senza eccezioni. Penso che questa esperienza sarà interessante anche per il Consiglio della Federazione e, forse, per la Corte Costituzionale.

Ottavo. Propongo di includere negli statuti e nelle costituzioni dei soggetti della Federazione Russa articoli sul resoconto annuale dei capi del potere esecutivo davanti al parlamento locale per analogia con la Costituzione russa.

Nono. Quest'anno si sta svolgendo un dibattito interpartitico sull'indispensabilità di passare ad elezioni degli organi rappresentativi del potere a tutti i livelli esclusivamente sulla base di liste. Questa idea, peraltro, è stata espressa sia dai rappresentanti del partito al governo, sia dai rappresentanti dei partiti di opposizione. Finora non è stata elaborata un'opinione comune. Propongo di iniziare ad elaborarla. La valutazione di questa questione dev'essere portata avanti e a seconda dei risultati di questa valutazione prenderò una decisione.

Decimo. Continueremo e renderemo più attivo il lavoro per la “garanzia tecnologica” della concorrenza politica Questa è una cosa molto importante nel mondo attuale. Nel corso della valutazione del Messaggio è stata espressa questa opinione (l'ha inviata un giornalista del distretto di Stavropol' [13]): “L'attuale strutturazione del processo elettorale è parte dell'infrastruttura nazionale della Russia così come le comunicazioni, le autostrade, le reti elettriche, la posta. Se non c'è un tale elemento dell'infrastruttura nazionale cede l'intera direzione della vita umana in Russia”.

La messa in moto prevista dai piani governativi di Internet a banda larga nelle province russe aprirà nuove prospettive per un libero dibattito pubblico su qualsiasi tema e per la ricezione di informazioni da ogni dove sugli avvenimenti nel paese e nel mondo. L'introduzione di mezzi elettronici per il conteggio dei voti e l'elaborazione di informazioni nei seggi elettorali aiuterà la lotta contro gli abusi nel corso delle campagne elettorali. Bisogna rendere più trasparente il sistema elettorale a livello regionale. Darò ordine al governo di preparare insieme alla Commissione elettorale centrale e agli organi di potere dei soggetti del nostro paese un programma di ristrutturazione tecnica accelerata del sistema elettorale.

Come garante della Costituzione, farò anche più avanti tutto il possibile per rafforzare gli istituti della democrazia nel nostro paese. Peraltro vorrei sottolineare: il rafforzamento della democrazia non significa l'indebolimento dell'ordine legale. Qualsiasi tentativo di scuotere la situazione sotto la copertura di slogan democratici, di destabilizzare lo stato, di dividere la società sarà represso. La legge è una per tutti: sia per il partito al governo, sia per quelli all'opposizione. E la libertà, com'è noto, presuppone responsabilità. Spero che ciò sia chiaro a tutti in questa sala.

All'inizio del prossimo anno si potranno valutare queste questioni durante le sedute del Consiglio di Stato [14] russo. Invito i rappresentanti di tutti i partiti politici a prender parte a questo importante lavoro.

Stimati deputati!

Stimati membri dell'Assemblea Federale!

Nel mio articolo ho definito la corruzione una delle principali barriere sulla strada del nostro sviluppo. E' evidente che la lotta contro di esse dovrà essere condotta in tutte le direzioni: dal perfezionamento della legislazione, dal lavoro del sistema di tutela dell'ordine e giudiziario all'educazione dei cittadini all'intolleranza per qualsiasi manifestazione, anche quelle di poco conto, di questo male sociale.

Da noi si dice spesso che ci sono pochi rinvii a giudizio di persone corrotte. Voglio dire un po' di cifre: solo in sei mesi di quest'anno sono stati esaminati oltre 4500 casi di corruzione. Tra gli imputati ci sono 532 rappresentanti degli organi di potere statale e degli organi di governo locali, più di 700 agenti delle forze dell'ordine. Queste cifre, purtroppo, testimoniano le dimensioni della corruzione che colpisce la nostra società. Tuttavia con sola “prigione” non si risolve il problema. Ma bisogna incarcerare.

Per lottare con successo contro la corruzione, tutte le sfere dell'amministrazione statale devono diventare aperte alla società, anche l'attività degli organi di potere statali, dei tribunali e degli organi giudiziari. Proprio a questo sono dirette le leggi corrispondenti, che entreranno in vigore l'anno prossimo: dall'apertura degli organi statali alla garanzia di accesso alle informazioni sull'attività dei tribunali. Sarà tra l'altro stabilito l'ordine per la diffusione di informazioni in Internet sull'attività dei tribunali. I testi pubblicati degli atti giudiziari permetteranno di farsi un'idea più chiara del lavoro dei tribunali, dei problemi della legislazione e della pratica giudiziaria. Sono convinto che questo aiuterà anche a superare il nichilismo nel campo del diritto.

Si pianifica anche la creazione di istanza di appello nei tribunali di giurisdizione comune. Come prima tappa (dal 1 gennaio 2012) per le cause civili.

In cosa si distingue l'appello dall'ordine di impugnamento adesso esistente? Com'è noto, l'istanza di appello esamina pienamente l'impugnamento della sentenza di un tribunale, cioè con una verifica e una valutazione tanto delle circostanze fattuali del caso, quanto della sua qualificazione giuridica. Nel frattempo l'istanza di appello deve confermare la sentenza del tribunale di grado inferiore o emettere una nuova sentenza (e in questo sta la principale differenza) sul caso.

Tale verifica delle sentenze deve elevare la loro legalità e fondatezza. E, cosa pure importante, non allunga i tempi di esame del caso.

Per una piena garanzia della procedura di appello, fra l'altro anche nella seconda tappa – dal 1 gennaio 2013 per le cause penali, si dovrà aumentare il numero dei giudici e trovare le risorse necessarie nel budget dello stato.

Sottolineo che una giustizia qualificata è possibile solo quando il carico di lavoro dei giudici è ragionevole. Per quantità ogni mille cittadini ci siamo già avvicinati agli standard europei. Ma in Russia ad ogni giudice tocca una quantità di casi moltiplicata per molte volte. E bisogna ricordare anche questo.

La qualità del lavoro del sistema giudiziario dipende in grado significativo dallo stato delle cose negli organi per la tutela dell'ordine, ma qui non va certo tutto bene.

Devono essere prese le misure più energiche per ripulire le file della polizia e dei servizi segreti dagli agenti indegni. Questi vanno mandati in tribunale.

Gli agenti di queste strutture presenteranno informazioni sulle loro proprietà e sulle proprietà dei membri delle loro famiglie. Bisogna rafforzare duramente la disciplina, occuparsi più attivamente delle indagini interne, ottenere una piena corrispondenza delle qualità morali e psicologiche del personale alle alte esigenze professionali.

Allo stesso tempo dobbiamo ricordare che la maggior parte degli agenti degli organi per la tutela dell'ordine sono persone oneste. Il loro lavoro è legato al rischio della vita. Questi si impegnano in prima linea nella lotta contro la criminalità, difendono le basi dell'ordine costituzionale e siamo obbligati ad innalzare il livello delle loro garanzie materiali. La società deve guardare con rispetto al loro lavoro così come [accade] in tutto il mondo.

Mi fermo su un aspetto importante. La nostra legislazione penale, come pure la pratica della sua applicazione, deve diventare più moderna. La pena – tanto a livello di legge, quanto allo stadio della sua applicazione da parte dei tribunali – dev'essere adeguato alla criminalità moderna e, di conseguenza, difendere meglio gli interessi della società e gli interessi delle vittime.

Nella legge penale va utilizzata più ampiamente la cosiddetta pregiudiziale amministrativa, cioè chiamare a giudizio solo in caso di ripetute violazioni amministrative. Bisogna applicare più largamente le sanzioni in qualità di pena per reati di poco conto e reati di media gravità non connessi alla violenza. Ma se è impossibile comminare una sanzione, allora vanno applicati i lavori forzati, che è indispensabile introdurre come tipo autonomo di pena.

Non è male, peraltro, utilizzare anche una misura repressiva, una misura coercitiva, come il sequestro dei beni. Fra l'altro la misura del sequestro dei beni per singole categorie di reati dev'essere ampliata.

Sostengo il disegno di legge all'esame della Duma di Stato indirizzato a escludere la responsabilità penale del contribuente, se ha adempiuto i suoi obblighi davanti allo stato e ha pagato i corrispondenti interessi e sanzioni. Questi non dev'essere sottoposto a verifiche supplementari anche da parte degli organi per la tutela dell'ordine.

Adesso sul più serio, a mio modo di vedere, problema di politica interna del nostro paese – la situazione del Caucaso settentrionale.

I crimini terroristici contro i rappresentanti delle autorità, del clero e delle strutture armate [15] destabilizzano la situazione, impediscono il normale sviluppo dell'economia e della sfera sociale in questa regione.

Condurremo una lotta implacabile contro il terrorismo internazionale, elimineremo i banditi. E i militari e gli agenti degli organi delle procure che svolgono compiti nella regione del Caucaso settentrionale godranno di particolare attenzione da parte dello stato. Con un decreto presidenziale e una disposizione del governo sono state stabilite per essi agevolazioni supplementari e misure di supporto sociale. E ci dedicheremo ancora a questo.

Ho già detto che la situazione del Caucaso settentrionale non sarebbe stata così tesa, se lo sviluppo socio-economico qui fosse stato davvero effettivo. E' evidente che le fonti di molti problemi siano prima di tutto nell'arretratezza economica e nell'assenza di normali prospettive di vita per la maggior parte delle persone che vivono in questa regione. Diciamolo apertamente, il livello di corruzione, violenza e divisione in clan nelle repubbliche del Caucaso settentrionale è senza precedenti. Perciò faremo attenzione in primo luogo alla soluzione dei problemi socio-economici dei cittadini.

Quest'anno nell'ambito di due programmi federali miranti allo sviluppo del Sud della Russia e della Repubblica Cecena sono stati stanziati più di 26 miliardi di rubli [16]. Entro la fine dell'anno il governo dovrà confermare un altro programma federale, il cui scopo è sostenere lo sviluppo della Repubblica di Inguscezia nel periodo dal 2010 al 2016 con un volume di finanziamento di non meno di 32 miliardi di rubli [17].

Come vediamo le quantità di risorse stanziate per tutto il Caucaso settentrionale sono significative. Tuttavia l'efficienza del loro utilizzo lascia molto a desiderare. Inoltre, parte delle risorse sono quasi apertamente rubate dai funzionari. E questo in un momento in cui la disoccupazione e di conseguenza la povertà di massa hanno raggiunto nel Caucaso dimensioni straordinarie.

Questo problema è particolarmente acuto in Inguscezia, dove è disoccupata più della metà della popolazione economicamente attiva. E nella Repubblica Cecena, dove questo indice è più del 30 per cento.

Noterò anche che in questa regione c'è la quota più alta in Russia di gioventù, cioè di persone fra I 15 e i 20 anni di età. Fra l'altro per i giovani per motivi comprensibili è ancora più difficile trovare lavoro. Nella Repubblica Cecena la quota di giovani disoccupati è oltre il 40 per cento.

Il numero di profughi e di espatriati in alcuni distretti del Caucaso settentrionale raggiunge il 20 per cento della popolazione locale. E la mancanza di un lavoro fisso è solo uno dei numerosi problemi con cui si scontrano queste persone.

La conclusione è evidente: per una felice soluzione dei problemi della regione sono indispensabili misure supplementari. E' indispensabile sviluppare l'imprenditoria, mobilitare l'attività di investimento. Finora nella maggior parte delle repubbliche del Caucaso non sono state create le condizioni favorevoli per farlo, ma cambiare la situazione è indispensabile. In questo senso darò ordine al governo di formare nel corso di sei mesi un elenco di progetti di investimento, a cui sarà fornito un appoggio indirizzato.

Progetti del genere possono essere realizzati nel campo dell'energia e dell'edilizia, dello sviluppo del turismo e della rete dei luoghi di villeggiatura, dell'agricoltura e delle piccole imprese. E' indispensabile esaminare la possibilità di applicazione di meccanismi fiscali e finanziari per questo ampliamento di investimenti. Ciò diventerà uno stimolo agli imprenditori per dar vita al proprio business. Invito anche chi è nato e cresciuto in questa regione, ma che ora per qualche motivo lavora in altri soggetti del nostro paese ad aiutare lo sviluppo della terra nativa.

Un altro problema è l'organizzazione della migrazione lavorativa temporanea. Gli esperti notano anche che uno dei fattori frenanti per lo sviluppo economico del Caucaso settentrionale è la bassa qualità dell'istruzione, soprattutto superiore. In questo senso bisogna prendere misure per la preparazione e la riqualificazione degli insegnanti – tanto degli istituti superiori, quanto delle scuole. Darò ordine di organizzare i loro stage nei migliori istituti superiori in Russia e all'estero, attivando a questo scopo anche il programma presidenziale di preparazione dei quadri amministrativi.

Infine ritengo indispensabile elaborare e introdurre singoli, chiari criteri di efficacia dell'attività degli organi federali di potere esecutivo nei confronti dei problemi del Caucaso settentrionale. Darò ordine al governo di confermare l'ordine di questi criteri entro il 1 gennaio 2010. E ci dev'essere una persona direttamente responsabile dello stato delle cose in questa regione. Si capisce, questi deve avere sufficienti poteri per un effettivo coordinamento dei lavori in questa direzione. Questa persona comparirà.

Il Caucaso settentrionale è una regione in cui storicamente vivono persone di molte etnie. E oggi è particolarmente importante un lavoro pianificato nella famiglia e nella scuola, a livello locale e regionale per la formazione di buoni rapporti interetnici e di una società civile matura. Questo è particolarmente importante per l'educazione della generazione che sta crescendo. Ritengo che i giovani di diverse etnie e confessioni debbano avere anche la possibilità di un'istruzione comune e di uno svago in comune. Perciò sostengo l'idea di creare un campo giovanile pancaucasico, in cui studieranno, vivranno in comune e si divertiranno ragazzi di diverse repubbliche.

Concludendo questo tema vorrei dire: facciamo tutto il possibile perché la vita delle persone nel Caucaso settentrionale sia buona. Ma con chi ci ostacolerà faremo i conti.

Stimati deputati e membri del Consiglio della Federazione!

L'anno prossimo dovremo portare a compimento le misure fondamentali per il passaggio delle Forze Armate russe a un nuovo livello, per la creazione di un esercito moderno, combattivo e mobile, che non darà possibilità a chi vorrà minacciare noi e i nostri alleati.

Uno dei più difficili, ma principali compiti è il riarmo delle truppe con nuovi sistemi e modelli di armamenti e tecnica militare. Qui non è indispensabile valutare qualche tema astratto – bisogna acquisire questi armamenti. Nel prossimo anno è indispensabile fornire alle truppe oltre 30 missili balistici di terra e di mare, 5 complessi missilistici Iskander [18], circa 300 unità corazzate moderne, 30 elicotteri, 28 aerei da guerra, 3 sottomarini atomici e 1 nave da guerra di tipo “corvetta”, 11 apparecchi spaziali. Bisogna fare tutto questo.

C'è un'altra questione importante – la garanzia alle Forze Armate di moderni posti automatici di comandi e complessi informativi. Entro il 2012 è indispensabile sostituire i vecchi mezzi analogici di comunicazione con mezzi digitali e in primo luogo equipaggiare le truppe del distretto militare del Caucaso settentrionale.

Rivolgo di nuovo l'attenzione all'indispensabilità di creare nuovissimi modelli di armamenti, che garantiscano la superiorità su qualsiasi avversario. Dev'essere creato anche un sistema efficiente di ordini per la produzione militare, dove si osservi rigidamente l'equilibrio tra le consegne per le necessità della difesa nazionale e le consegne all'estero. Sottolineo ancora una volta che i dirigenti delle imprese del settore del complesso industriale per la difesa devono innalzare seriamente la qualità della produzione e ridurre il costo del prodotto venduto.

Entro la fine di quest'anno a Mosca, nel distretto di Mosca e a San Pietroburgo devono essere creati istituti di istruzione militare di nuovo tipo – tre grandi centri di istruzione militare. Questi sono chiamati a giocare un ruolo decisivo nella formazione della giovane generazione di ufficiali – ufficiali non solo professionalmente preparati, ma anche educati ai valori del patriottismo, dell'onore militare e dell'alta moralità.

Il loro contributo all'innalzamento del prestigio del servizio militare e dell'autorità degli ufficiali nella società dovranno darlo anche le sette scuole militari presidenziali. La prima di queste si aprirà l'anno prossimo nel distretto federale [19] del Privolž'e [20] e nei tre anni successivi si apriranno anche in altri distretti federali.

Nell'esercito compariranno sergenti professionisti, quadri altamente qualificati tra i sottufficiali. Questi diventeranno assistente degli ufficiali nell'educazione e nella formazione dei soldati, nel compimento della loro istruzione militare.

La garanzia ai militari di abitazioni fisse e di servizio resta la nostra priorità. Il governo russo ha trovato la possibilità di aumentare di più di una volta e mezza il volume delle risorse dirette a questo scopo nell'anno corrente. Il ministero della Difesa russo e le altre istituzioni armate devono mantenere gli obblighi assunti per la costruzione e l'acquisizione di appartamenti. Il compito posto per la garanzia di un'abitazione fissa nel 2010 e di un'abitazione di servizio nel 2012 dev'essere indefettibilmente assolto.

Entro il 2012 dovremo approvare anche una legge speciale sugli stipendi dei militari. Il nuovo sistema di pagamento del lavoro militare e dello stimolo materiale dovrà sostanzialmente innalzare il livello di vita dei militari.

Stimati colleghi!

Anche i nostri rapporti con gli altri paesi devono essere mirati alla soluzione dei compiti per la modernizzazione della Russia. Non abbiamo, come suol dirsi, di che “gonfiare le guance”. Siamo interessati a un flusso di capitali, nuove tecnologie e idee d'avanguardia nel paese. Sappiamo che anche i nostri partner contano sull'avvicinamento alla Russia per svolgere i loro compiti prioritari.

Perciò la nostra politica estera dev'essere esclusivamente pragmatica. La sua efficacia dev'essere valutata secondo un semplice criterio: aiuta il miglioramento degli standard di vita nel nostro paese?

Nel mio precedente Messaggio ho parlato dettagliatamente delle priorità della politica estera, queste restano quelle di un tempo. E noi siamo come un tempo per il rafforzamento della multipolarità, che, ritengo, si afferma nettamente nel mondo. Ma avremmo potuto immaginare ancora 10 anni fa, perfino 5 anni fa che i leader di tanti diversi paesi si sarebbero seduti a un tavolo a valutare questioni finanziarie ed economiche, cioè essenzialmente interne? Ma proprio così avviene ai summit del G-12.

Avevo proprio in mente questi processi quando ho detto nel mio articolo che già ora ci occupiamo insieme della riforma dell'architettura finanziaria mondiale e del sistema di sicurezza e di fatto li modernizziamo tenendo conto degli interessi del più grande numero di stati possibile per formare rapporti giusti nella politica e nell'economia mondiali.

Certamente questo pone davanti a noi nuovi compiti. Perciò noi stessi dobbiamo mutare i nostri approcci, pensare di più a come organizzare un lavoro comune. Siamo pronti a questo, tra l'altro anche nella soluzione di questioni complesse della politica internazionale come i problemi dei programmi nucleari dell'Iran e della Corea del Nord, dell'instabilità in Afghanistan, della pacificazione del Medio Oriente e altri problemi, certamente.

Per l'elaborazione di approcci collettivi c'è il meccanismo dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. Negli ultimi anni, certo, in generale per la prima volta nel periodo passato dalla fine della cosiddetta “guerra fredda”, l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha ricominciato ad avere influenza. E noi collaboreremo attivamente perché l'ONU rafforzi le proprie posizioni.

Nel campo della sicurezza concentriamo ora i nostri sforzi principali sull'accordo per la garanzia della sicurezza europea. La formulazione giuridica, cioè di diritto internazionale del principio dell'indivisibilità della sicurezza nell'ambito euro-atlantico diventa per noi un imperativo, così come l'elaborazione dei meccanismi di realizzazione pratica derivanti da questi impegni. A volte ci rimproverano di pensare tutto questo contro la NATO. Non è così. In generale non organizziamo la politica estera “contro qualcuno”. Ma neanche entreremo nella NATO. Già una serie di altri stati non fa parte dei membri di questo blocco e bisogna prendere già ora le decisioni serie, indispensabili per il rafforzamento della sicurezza in Europa. E perciò abbiamo bisogno di un nuovo spazio efficace. Se avessimo avuto un istituto così efficace – un istituto che fosse capace di fermare un aggressore – allora la Georgia non avrebbe avuto la sfacciataggine di scendere in guerra contro l'Ossezia del Sud.

In conclusione vorrei fare attenzione all'indispensabilità del rafforzamento della coordinazione nell'attività di sostegno agli interessi della Russia nelle sfere di politica estera, in quella economica e in quella umanitaria. Sotto un particolare controllo dev'essere il lavoro diplomatico negli interessi dell'economia del paese, proprio dell'economia del paese. I suoi risultati devono esprimersi non solo nell'aiuto concreto alle compagnie russe all'estero, non solo negli sforzi per promuovere i brand delle merci e dei servizi nazionali, per quanto tutto questo sia molto importante, ma anche nei volumi degli interessi esteri attratti e soprattutto nel flusso di nuove tecnologie nel paese.

Darò ordine al governo di elaborare entro la fine dell'anno corrente criteri chiari di valutazione dei risultati dell'attività di politica estera per la soluzione dei problemi della modernizzazione e dello slancio tecnologico.

Bisogna che il nostro ministero degli Esteri traduca questo lavoro in una base sistematica e secondo i suoi resoconti prepari un programma di utilizzo efficace dei fattori di politica estera per gli scopi di uno sviluppo a lungo termine.

Cari amici!

L'anno prossimo festeggeremo i 65 anni della Vittoria, onoreremo i nostri veterani – i salvatori della nostra Patria, gli eroi che hanno difeso la nostra libertà, che sono passati per la guerra, che hanno risollevato il paese dalle rovine.

Questi sono dei grandi per ognuno di noi, ma sono grandi non solo come protagonisti di un grandioso dramma storico. Questi per noi sono parenti prossimi nel senso più diretto e letterale di questa parola. Abbiamo lo stesso sangue di chi ha vinto, di conseguenza tutti noi siamo eredi dei vincitori e perciò credo in una nuova Russia. Bisogna ricordare e rispettare il nostro passato. E lavorare nel presente per il nostro futuro.

Supereremo l'arretratezza e la corruzione, perché siamo un popolo forte e libero, degno di una vita normale in una società moderna, fiorente e democratica.

Noi stessi abbiamo scelto la nostra strada, i nostri padri e i nostri nonni hanno vinto allora. Adesso dobbiamo vincere noi.

Russia, avanti!


http://www.kremlin.ru/transcripts/5979


[1] Il Parlamento russo nel suo complesso, formato dalla Duma di Stato (la “camera bassa” elettiva) e dal Consiglio della Federazione (la “camera alta”, formata dai rappresentanti dei soggetti territoriali della Federazione Russa).

[2] Letteralmente “la parte del leone”.

[3] Oltre 1,06 miliardi di euro.

[4] “Mono-città”, cioè città basate su un solo tipo di attività industriale.

[5] Oltre 23,2 miliardi di euro.

[6] Un miliardo di rubli sono oltre 232.000 euro.

[7] Primo ministro durante la perestrojka.

[8] GLObal'naj NAvigacionnaja Sputnikovaja Sistema (Sistema Globale di Navigazione Satellitare), controparte russa del GPS.

[9] Città della regione di Mosca, a sud della capitale.

[10] Regione montuosa tra la Mongolia e la Siberia.

[11] “Assemblea” in molte lingue mongoliche (il corsivo è mio).

[12] “Repubblica autonoma” ai confini con la Mongolia.

[13] Città della Russia meridionale.

[14] Organo consultivo formato dai capi dei soggetti della Federazione Russa e da altre persone scelte dal presidente.

[15] Silovye struktury (strutture “di forza”), istituzioni autorizzate all'uso della forza: l'esercito, la polizia, i servizi segreti e il ministero per le Situazioni di Emergenza.

[16] Oltre 603,9 milioni di euro.

[17] Oltre 743,3 milioni di euro.

[18] Missile russo che porta il nome arabo di Alessandro Magno.

[19] I sette distretti federali sono territori della Federazione Russa, a capo dei quali stanno plenipotenziari di fiducia del presidente.

[20] Regione del Volga, nella Russia centro-meridionale.



http://matteobloggato.blogspot.com/2009/11/medvedev-allassemblea-federale-parole.html

11 novembre 2009

A proposito di Medvedev (IX)

Medvedev ha firmato la legge sull'utilizzo dell'esercito all'estero
http://prima-news.ru/pnews-2050.html

Data: 09.11.2009


Dmitrij Medvedev ha firmato la legge federale “Sull'introduzione di emendamenti alla legge federale “Sulla difesa”” [1], ha comunicato il 9 novembre il sito kremlin.ru. Gli emendamenti sono stati approvati dalla Duma di Stato [2] il 23 ottobre e approvati dal Consiglio della Federazione [3] il 30 ottobre.

Il comma 2 dell'articolo 10 della legge “Sulla difesa” recita: “Le Forze Armate della Federazione Russa sono predisposte per la risposta alle aggressioni dirette contro la Federazione Russa, per la difesa armata dell'integrità e l'intangibilità del territorio della Federazione Russa e anche all'adempimento di compiti legati alle leggi costituzionali federali, alle leggi federali e agli accordi internazionali della Federazione Russa”.

Come detto nel documento dell'amministrazione legale dello Stato, l'articolo 10 della legge “Sulla difesa” viene integrato dal comma 2-1, che stabilisce che in accordo con i principi generalmente riconosciuti e le norme del diritto internazionale, con gli accordi internazionali della Russia e la legge federale “Sulla difesa” i reparti delle forze armate della Federazione Russa possono essere utilizzati in modo operativo all'estero per la risoluzione dei seguenti compiti:
– risposta ad un attacco armato a reparti delle forze armate, altri corpi o organi dislocati all'estero;
– risposta o prevenzione di un attacco armato a un altro stato che si è rivolto alla Russia facendone richiesta;
– difesa dei cittadini della Federazione Russa all'estero da un attacco armato diretto contro di loro;
– lotta alla pirateria e garanzia della sicurezza della navigazione.

La legge federale “Sulla difesa” viene integrato anche dalla disposizione che stabilisce secondo le disposizioni dell'articolo 102 della Costituzione russa sull'ordine di approvazione delle decisioni sull'utilizzo dei reparti delle forze armate all'estero da parte del presidente della Federazione Russa.

(Traduzione e note di Matteo Mazzoni)


[1] Le leggi russe sono indicate con il titolo.

[2] Tutte le assemblee legislative russe si chiamano Duma, di qui la precisazione.

[3] La “camera alta” del parlamento russo, formata da rappresentanti dei soggetti della Federazione.


http://matteobloggato.blogspot.com/2009/11/medvedev-pone-le-basi-di-una-guerra.html


A proposito del crollo del Muro

A partire dal Muro…



20 anni fa finiva la guerra fredda. Da allora la Russia, unica tra le grandi potenze mondiali, non ha sfruttato la chance della modernizzazione economica, della democrazia e della libertà


Il 9 novembre 2009 il mondo intero festeggia il ventennale della caduta del Muro di Berlino. Grazie alla perestrojka e al “nuovo pensiero” di Michail Gorbačëv centinaia di milioni di persone hanno ottenuto la libertà di scegliere il proprio destino. Il mondo è cambiato radicalmente. L'Occidente si è allargato e si è rafforzato – nella NATO adesso ci sono già 28 paesi, nella UE – 27, in entrambe le organizzazioni c'è una lunga fila di aspiranti. L'Oriente cresce tumultuosamente. La Cina dall'11.a economia del mondo nel 1990 è divenuta la terza, l'Asia è divenuta il secondo centro economico mondiale dopo UE e USA, la principale locomotiva della crescita economica mondiale. La Russia, il paese che aveva posto fine alla guerra fredda, l'iniziatrice della ricostruzione del mondo intero, ha subito in questi 20 anni una triplice sconfitta. Ha perduto la propria modernizzazione economica. Ha perduto la libertà e la democrazia. Ha perduto la propria autorità e la propria reputazione mondiale.

1.

Dal punto di vista dei risultati nello sviluppo politico interno, il principale esito di due decenni di transizione è stato il consolidamento dello stato russo, avvenuto negli anni di presidenza di V.V. Putin, non su base democratica (come si supponeva e si dichiarava all'inizio del passaggio), ma su base autoritaria. Il regime politico esistente in Russia corrisponde totalmente alle caratteristiche generalmente riconosciute dei regimi autoritari. Il potere è esercitato da una ristretta elite dominante con una minima partecipazione della popolazione, i poteri degli istituti rappresentativi sono sostanzialmente limitati, si ignora il principio della divisione dei poteri, vengono ristretti i diritti civili e politici, è avvenuta un'illegale (o quasi legale) presa di potere da parte di un gruppo dominante, gli organi di potere regionale e locale sono stati trasformati in strutture fantoccio, è avvenuta una netta concentrazione di potere nelle mani della sua branca esecutiva con a capo il presidente/premier, è grande la personificazione del potere nella persona di V.V. Putin.

Un anno e mezzo di presidenza di D.A. Medvedev non ha portato alcun mutamento nella vita politica russa, il regime politico e le pratiche autoritarie si conservano immutati. Il nuovo capo di stato opera nella sfera d'azione di V. Putin. Quest'ultimo mostra apertamente le proprie ambizioni politiche inerenti a un ritorno al Cremlino nel 2012, che dopo la nota modifica della Costituzione può garantirgli il mantenimento del potere come minimo fino al 2024 [1]. La Russia oggi come mai è vicina a sancire un regime praticamente a vita di potere personale di V. Putin e del suo gruppo.

Anche se la sociologia tra la fine degli anni '90 e gli anni “zero” aveva fissato la questione sociale nel “portare ordine” e nella stabilità, nessuna delle principali misure di Putin per l'accantonamento delle libertà democratiche e lo smontaggio delle pratiche e degli istituti democratici ha avuto l'appoggio della maggioranza e parte di esse è stata estremamente impopolare (per esempio l'abolizione dell'elezione diretta dei governatori e dell'elezione dei deputati della Duma di Stato [2] in collegi uninominali). Compiere riforme antidemocratiche gli è riuscito facilmente non perché il popolo le voleva, ma perché era passivo.

Le elite non sono state affatto costrette al nuovo ordine di Putin, come si è spesso usi a pensare. La parte principale dell'elite del periodo di El'cin (ministri, oligarchi [3], governatori) si è integrata facilmente nella nuova struttura di potere. Alcune perdite di potere e di influenza (in favore degli uomini delle strutture armate, degli uomini di Piter [4] e della cooperativa Ozero [5]) sono stati compensati con gli interessi grazie a nuove acquisizioni. E cioè – la liquidazione della concorrenza politica, l'abolizione delle elezioni, il passaggio di fatto a un dominio senza scadenza e senza controllo sulle regioni, così come l'aperta posizione del potere in appoggio al grande business monopolistico, che è particolarmente ben visibile nell'attuale crisi. La lealtà al gruppo di Putin in cambio della possibilità di potere e arricchimento senza controllo e senza scadenza è l'essenza del “patto sociale” con le elite dell'epoca di Putin.

2.

Davanti ai nostri occhi è stata creata una nuova ideologia di Stato, sempre più duramente inculcata alla società, anche sotto l'aspetto di lotta contro le “falsificazioni della storia”. Questa è basata sul prestito in forma rinnovata di tre ideologemi di base del potere sovietico:

– l'ideale della “grande potenza”, impegnata nella difesa della propria “grandezza” nel mondo, nella contrapposizione prima di tutto all'Occidente, che svolge il ruolo, importante per la legittimazione interna del regime, di principale e antico nemico della Russia;

– l'ideale dello stato “dalla mano dura”, senza il quale, secondo la versione ufficiale, la Russia non potrebbe né essere una grande potenza, né addirittura conservarsi come paese unito;

– l'idea dell'indispensabilità di uno stato dirigista e paternalista, che guida direttamente branche e imprese e che prende anche sotto la sua protezione le “persone semplici”, che altrimenti non sarebbero capaci di sopravvivere da sole.

Una tale ideologia della “democrazia sovrana” è incompatibile con valori e istituti liberali e democratici. Da qui “prende piede” [6] anche la rinascita del culto di Stalin, in quanto proprio Stalin incarna al massimo grado gli “ideali” della grande potenza, del forte stato autoritario, del dirigismo/paternalismo. Il risultato di vent'anni di transizione sono stati il suo perfezionamento e la trasformazione della Russia post-sovietica in una Russia neo-sovietica.

3.

Potrà la Russia neo-sovietica reggere la sempre più accesa concorrenza globale nei prossimi 10-20 anni e svolgere i compiti vitali della propria modernizzazione?

Difficilmente – una Russia del genere non ha chance contro le giovani democrazie di Europa, Asia e America Latina, così come contro la Cina autoritaria. La principale differenza tra la Russia e gli altri paesi in via di sviluppo è la fusione senza precedenti del potere e del business pubblico, impensabile in Cina, in India, in Brasile e in altri paesi L'autoritarismo sotto forma di fusione del potere e del business ci infetta di malattie causate dalla stessa natura del regime, che uccidono qualsiasi tentativo di modernizzazione. Tre di esse le indica Egor Gajdar [7]:

– ampia diffusione (con continua crescita) della corruzione;

– “sclerotizzazione” del regime (incapacità di innovazione, di creare condizioni per essa, di aumentare la concorrenzialità);

– diretta provocazione di “fuga dei cervelli” dal paese.

A questi “vizi congeniti” del sistema ne aggiungo altri tre:

– questo regime non è capace in realtà di stabilire la supremazia della legge, cioè fra l'altro di difendere la proprietà privata e i contratti e di garantire l'indipendenza, cioè la funzionalità del sistema giudiziario;

– non può garantire pari condizioni di concorrenza sui mercati, limitare gli appetiti dei monopoli e limitare sussidi e protezionismo;

– non può ridurre a livelli accettabili la disuguaglianza sociale e tra le regioni.

Senza seri mutamenti politici la Russia è destinata ad una rapida decadenza, alla sconfitta definitiva nella concorrenza globale (nella classifica della concorrenzialità del Forum Economico Mondiale del 2009 siamo rotolati già di 12 posizioni in confronto al 2008 (al 63° posto al mondo), facendosi passare avanti Turchia, Messico, Brasile, Indonesia, Azerbaijan, per non parlare di Cina e India). L'inarrestabile assottigliamento delle caratteristiche qualitative della Russia, osservata negli ultimi anni, deriva direttamente dalle caratteristiche basilari del regime politico capitalistico-statale che si è stabilito dall'autoritarismo burocratico e dalla fusione del potere e del business.

4.

Non si possono sottovalutare la volontà politica e le risorse di quelli che sono al potere. E più in generale – di chi sta per la conservazione dello status quo che si è creato. Questi si terranno stretto il potere e le super-entrate. Non va dimenticato neanche che una parte significativa della popolazione del paese appoggia la stabilità che si è creata, sia pure a un livello molto basso, e gli ideologemi neo-sovietici promossi dal potere. Per la conservazione della stabilità del regime lavoreranno anche le finora apparentemente inesauribili risorse naturali della Russia.

Allo stesso tempo la Russia non è una società monolitica, in essa ci sono strati, che hanno realmente perso qualcosa a causa della verticale del potere di Putin, sono insoddisfatti della propria posizione e possono essere un ambiente di coltura per i cambiamenti. Sono tre:

“Liberali” – il centro Levada [8] li considera stabilmente il 15-20% della popolazione del paese, residente principalmente nelle grandi e medie città, con un alto livello di istruzione, con uno stile di vita attivo, che sostiene fermamente la libertà e la democrazia. Non a caso proprio nelle grandi e medie città, dove il livello di istruzione e di vita è più alto è minore il sostegno al partito del potere alle elezioni. Questi 15-20 milioni di persone non sono rappresentati oggi nel parlamento federale e nella maggio parte delle assemblee regionali e locali.

“Democratici” (nel senso ampio del termine) – dai comunisti al resto della sinistra, dai sindacati indipendenti alle numerose organizzazioni non lucrative, dai nazionalisti moderati agli automobilisti agli ecologisti e agli attivisti per i diritti umani. Tutti questi, come pure i liberali, sono perseguitati dalle autorità e privati della possibilità di una normale partecipazione alla politica.

Zemcy[9] – parte significativa delle elite regionali e municipali non inserita nella ristretta verticale di “Russia Unita” [10], che ha perso l'influenza politica ed economica a causa della monopolizzazione e della verticalizzazione del potere.

Potenzialmente i liberali possono ottenere l'appoggio delle masse ai propri slogan in difesa dei diritti e della dignità delle persone, delle libertà politiche, delle elezioni corrette, dell'uguaglianza di tutti davanti alla legge, della trasparenza e della responsabilità del potere, della creazione di pari condizioni per la concorrenza politica ed economica.

I democratici possono aspettarsi l'appoggio alle idee di partecipazione del popolo alla politica, di controllo da parte del popolo, di responsabilità del potere davanti al popolo, di giustizia sociale, di liquidazione dei privilegi di casta e materiali, di lotta spietata alla corruzione, di autonomia etnico-culturale dei popoli.

Gli zemcy possono aspettarsi risonanza dalle idee di sviluppo dell'autogoverno locale, di rafforzamento dell'autonomia e della base redditizia delle regioni, delle città e dei villaggi, di decentramento delle risorse e dei poteri, di diritti delle persone a risolvere da sole le proprie questioni là, dove vivono e lavorano.

La teoricamente possibile unione di liberali, democratici e zemcy, diretta contro l'oppressione dei clan al governo, dell'alta burocrazia federale e dei monopoli dominanti senza controllo potrebbe mutare i rapporti di forza. Come creare in pratica una simile unione di forze così diverse in un paese così grande e multiforme come la Russia forse è il compito meno banale del nostro tempo.

(Alla base dell'articolo – un rapporto al Carnegie Center, letto dall'autore il 16 settembre 2009)

Vladimir Ryžkov,
professore dell'Università Statale – Alta scuola di economia, presidente del movimento sociale “Scelta della Russia”

09.11.2009, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2009/124/15.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Il mandato presidenziale è stato portato da 4 a 6 anni ed è stata mantenuta la clausola per cui nessuno può essere presidente per più di due mandati consecutivi.

[2] Tutte le assemblee legislative russe si chiamano Duma, di qui la precisazione.

[3] Così sono chiamati i miliardari russi come Abramovič.

[4] Nome colloquiale di San Pietroburgo, città natale di Putin.

[5] “Lago”, cooperativa di proprietari di dacie fondata tra gli altri da Putin e i cui membri hanno ottenuto posti molto importanti nello stato russo.

[6] Letteralmente “crescono le gambe”.

[7] Egor Timurovič Gajdar, economista e politico, primo ministro sotto El'cin.

[8] Centro indipendente di indagini sociologiche fondato da Jurij Aleksandrovič Levada.

[9] “Gente del territorio” (da zemlja, “terra”). Il corsivo è mio.

[10] Il “partito del potere”, che porta avanti la politica di Putin.



http://matteobloggato.blogspot.com/2009/11/ventanni-dopo-la-caduta-del-muro-la.html

09 novembre 2009

A proposito di Medvedev (VIII)

Le autorità di Mosca sfrattano gli attivisti per i diritti umani


Il “Gruppo di Helsinki” [1] moscovita e il movimento “Per i diritti umani” rendono nota l'intenzione del governo di Mosca di sfrattarli dagli spazi presi da essi in affitto rispettivamente nel 1996 e nel 1997. Il “Gruppo di Helsinki” moscovita lavora all'indirizzo: via secondaria Bol'šoj Golovin [2] 22; l'organizzazione regionale per la difesa dei diritti umani “Linea calda” (organizzazione regionale moscovita dell'OOD [3] “Per i diritti umani”) all'indirizzo: via secondaria Malyj Kislovskij [4] 7.

Il dipartimento per le proprietà statali e municipali di Mosca ha rifiutato di prolungare il contratto di affitto e ha inviato al tribunale di arbitrato un'istanza di sfratto. Gli attivisti per i diritti umani guardano a questo come a un tentativo delle autorità cittadine di sferrare un colpo a due note organizzazioni per la difesa dei diritti umani e paralizzare a lungo la loro attività.

Tutto ciò avviene sullo sfondo di ininterrotte rassicurazioni sull'indispensabilità da parte dello stato di appoggiare e far sviluppare la società civile, sottolineano il movimento “Per i diritti umani” e il “Gruppo di Helsinki” moscovita.

Il direttore esecutivo del movimento “Per I diritti umani” Lev Ponomarëv ha dichiarato a Radio Free Europe: “Ho ricevuto dal dipartimento per le proprietà della città di Mosca una copia dell'istanza al tribunale di arbitrato. L'istanza si intitola “Sulla restituzione di una proprietà data in affitto” e termina così: “Sulla base di quanto espresso sopra, chiedo di sfrattare l'organizzazione regionale per la collaborazione al rispetto dei diritti umani “Linea calda” dallo spazio non abitativo all'indirizzo tale”. Chiarisco che “Linea calda” è la sezione regionale moscovita del movimento panrusso “Per i diritti umani”, il nostro apparato è comune – a “Linea calda” e al movimento nel suo complesso. Cosicché vogliono buttare per strada tutta l'organizzazione.
Questa è la preistoria. Il contratto di affitto scadeva a maggio di quest'anno. Noi, come sempre, abbiamo scritto una richiesta di prolungamento. Fra l'altro ce l'hanno già prolungato: questo, di regola, avviene automaticamente, se non ci sono note nei confronti dell'organizzazione. Ma in questo caso ci hanno risposto che il dipartimento per le proprietà comunali moscovita non lo prolungherà, perché avremmo violato le condizioni del contratto di affitto – avremmo compiuto una ristrutturazione illegale dell'edificio: avremmo costruito una scala tra il primo e il secondo piano. Siamo stati convocati dal capo del dipartimento per le proprietà del distretto centrale della capitale Petrov e abbiamo mostrato e confermato per mezzo di documenti che questa scala già esisteva al momento in cui siamo entrati in quello spazio nel 1998. Cioè l'hanno costruita prima di noi. Sarebbe sembrato che il signor Petrov si fosse convinto di questo. Ma dopo abbiamo ricevuto l'istanza.
Peraltro abbiamo diritto a un prolungamento agevolato del contratto di affitto. Ciò significa che il dipartimento per le proprietà deve inizialmente darci la possibilità di prolungare il contratto di affitto e solo in caso di un nostro rifiuto può mettere lo spazio in vendita. Ma questi vogliono metterlo in vendita il più rapidamente possibile. Sulla base di cosa? Dove andrà il denaro ottenuto? Solo Dio lo sa.
Qui sono possibili due versioni: o è un ordine commerciale o è politico. Ma ci mette in guardia il fatto che ci sfrattino allo stesso tempo del “Gruppo di Helsinki” moscovita...
Noi, certo, ci siamo rivolti al Plenipotenziario per i diritti umani in Russia e anche al plenipotenziario moscovita con la richiesta di appoggiarsi. Ci rivolgeremo alla società per avere appoggio. Spero che ci ascoltino. Abbiamo già telefonato a molti colleghi attivisti per i diritti umani, ai sostenitori del movimento “Per i diritti umani”. Alcuni propongono di fare una manifestazione di massa nel centro di Mosca. Forse ci toccherà agire anche con questi metodi.
Sia il “Gruppo di Helsinki” moscovita, sia il movimento “Per i diritti umani” sono tra le più note e grandi organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Che noi siamo un leucoma sugli occhi delle nostre autorità è più o meno chiaro. Ci sono persone a cui diamo molto fastidio. Ma questi fanno un bel regalo al presidente Medvedev, che poco tempo fa ha presentato al pubblico il proprio programma “Russia, avanti!”, in cui si parla molto di rispetto dei diritti umani, libertà, democrazia, ecc. Ed ecco che la Russia va avanti – togliendo agli attivisti per I diritti umani il tetto sulla testa”.

Prima-News, 6 novembre 2009, http://prima-news.ru/rnews-2036.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Associazione nata per richiamare l'URSS al rispetto degli accordi di Helsinki sui diritti umani.

[2] Via del centro di Mosca.

[3] Obščerossijskoe Obščestvennoe Dviženie (Movimento Sociale Panrusso), cioè movimento a livello nazionale.

[4] Via del centro di Mosca.



http://matteobloggato.blogspot.com/2009/11/medvedev-continua-predicare-bene-e.html

06 novembre 2009

A proposito di Russia e Georgia (VI)

La Georgia si prepara a trasmettere nel Caucaso settentrionale


Ingushetia.org, 06.11.2009 15:46

Cambia la politica delle autorità georgiane nei confronti dell'inquieto Caucaso settentrionale russo. Ancora non molto tempo fa questa era una “benevole neutralità”, ora appaiono sempre più segni di ciò che a Saakašvili è venuto in mente: non vendicarsi per l'Ossezia del Sud e l'Abcasia da qualche parte in Cecenia o in Inguscezia, ma meglio ancora – più vicino a Soči.



UNA TELEVISIONE CON IL MIRINO



Alcuni giorni fa il direttore della “Televisione Pubblica Georgiana” Georgij Čanturija, considerato uno dei più vicini compagni d'armi di Michail Saakašvili ancora dai tempi della “rivoluzione delle rose”, ha dichiarato in un briefing che sulla base della “Televisione Pubblica Georgiana” sarà creato un “canale televisivo pancaucasico che trasmetterà nel Caucaso settentrionale”.

Inizialmente si era pianificato di creare questo canale televisivo sulla base della compagnia televisiva in lingua russa “Alanija” [1], ma questa trasmette solo nella regione di Šida Kartli, vicina all'Ossezia del Sud e non viene ritrasmessa via satellite, mentre la “Televisione Pubblica Georgiana” viene ricevuta nella maggior parte dei paesi dell'Europa e dell'America settentrionale.

Di conseguenza uno dei leader dell'opposizione radicale, Georgij Chaindrava, ha accusato Saakašvili di provocare un nuovo conflitto con la Russia. In un intervista a Slon.ru [2] Chaindrava ha detto che la creazione di un carattere televisivo per trasmettere nel Caucaso settentrionale è “parte di una grande e molto pericolosa avventura”.



UNA VISITA SEGRETA ALLA TOMBA DI UN AMICO



Georgij Chaindrava è sicuro che la Russia prenderà l'inizio delle trasmissioni in lingua russa dal territorio della Georgia nel Caucaso settentrionale come una sorta di atto di guerra. “Quale oggetto stavolta Putin bombarderà a Tbilisi con il suo amato missile “Iskander” [3]? Certamente l'edificio della “Televisione Pubblica Georgiana”, che è in pieno centro di Tbilisi”, – teme il politico.

Peraltro questi è convinto che il tema delle trasmissioni nel Caucaso settentrionale sarà quello principale nel corso della visita segreta in Georgia di Boris Berezovskij. Berezovskij in effetti è giunto in Georgia l'11 sotto il nome di Platon Elenin. Questa informazione è stata confermata dai membri della famiglia di Badri Patarkacišvili. “Al mattino del 12 settembre ci hanno comunicato che Borja era giunto in volo a Tbilisi a tarda notte e che verso le 4 del mattino, subito dopo l'arrivo, è andato alla tomba di Badri”, – ha comunicato a Slon.ru la sorella del defunto uomo d'affari Nana Patarkacišvili. La tomba si trova nel cortile dell'accuratamente sorvegliata ex residenza dell'uomo d'affari nel centro di Tbilisi. “Peraltro nessun membro della famiglia era presso la residenza, ma la scorta sapeva dell'amicizia di Borja per Badri e non poteva non permettergli di andare alla tomba”, – ha raccontato Nana Patarkacišvili.

Va notato, tuttavia, che il giorno dei funerali di Patarkacišvili Boris Berezovskij abbia dichiarato in un'intervista telefonica: “Non potrò andare al funerale di Badrik perché le autorità georgiane non vogliono”. A ben giudicare, da allora i rapporti tra lui e le autorità georgiane sono cambiati in meglio. Cosicchè l'11 settembre, dopo la visita alla tomba di Patarkacišvili, Berezovskij è andato a un incontro con il presidente Saakašvili.

Il contenuto del loro colloquio per ora viene tenuto segreto. Per di più lo stesso fatto dell'incontro non viene ufficialmente confermato da nessuno, ma Georgij Chaindrava è convinto che il punto principale fosse proprio la creazione e il finanziamento di una “televisione pancaucasica”.



L'OMBRA DI DUDAEV



Di dirigere il nuovo mezzo di informazione di massa, secondo l'oppositore, è stato proposto al giornalista russo Oleg Panfilov e alla vedova dell'ex presidente della “Repubblica Cecena di Ičkerija [4]” Alla Dudaeva, che dopo la “guerra dei cinque giorni” [5] è giunta in Georgia con il figlio e ha ottenuto lo status di rifugiato politico. Ha ottenuto lo status di emigrati politici in Georgia anche la famiglia di uno dei più noti comandanti in campo ceceni, il defunto Ruslan Gelaev. Il fatto che la famiglia di Gelaev si sia stabilita in Georgia è stato confermato a Slon.ru dall'ex capo della rappresentanza della Cecenia in Georgia Chizri Aldamov. Fino al 2008 le autorità georgiane hanno cercato in tutti i modi di costringere i familiari di Gelaev e Dudaev a lasciare il paese – hanno rifiutato di concedergli la residenza e hanno espresso insoddisfazione per la loro presenza, ma dopo la guerra d'agosto tutti i problemi sono stati inaspettatamente superati.



Presso la “Televisione Pubblica Georgiana” a Slon.ru hanno comunicato che si tratta dell'inizio delle trasmissioni del “canale pancaucasico” via satellite nel Caucaso settentrionale. Per quel che riguarda l'ideologia della nuova televisione, la si può giudicare almeno dal video che dopo la “guerra dei cinque giorni” gira sul canale del ministero della Difesa georgiano e in cui lo svolgimento dei Giochi Olimpici invernali del 2014 a Soči viene considerato un crimine contro l'umanità, in quanto “le Olimpiadi non devono svolgersi nel luogo in cui si è compiuto il genocidio del popolo circasso” [6].

[1] Alania era detto il regno degli Alani, antenati degli Osseti.

[2] Sito di informazione russo, dov'è anche originariamente apparso questo articolo.

[3] Iskandar è la forma araba del nome Alessandro.

[4] Nome ceceno della Cecenia.

[5] Quella tra Russia e Georgia nell'estate 2008.

[6] In effetti la pulizia etnica che colpì i Circassi, ultimo popolo caucasico a cedere ai Russi, nel 1864 fece oltre un milione di vittime.


http://matteobloggato.blogspot.com/2009/11/unoffensiva-mediatica-gerogiana-nel.html

A proposito della giustizia in Russia (V)

Primi arresti per il caso dell'omicidio di Stanislav Markelov e Anastasija Baburova



Il presidente ha già dichiarato che il lavoro operativo dei servizi segreti nei confronti dei gruppi nazionalisti deve continuare


Il 3 e il 4 novembre sono stati arrestati i primi sospetti del caso dell'omicidio dell'avvocato Stanislav Markelov e della corrispondente della “Novaja gazeta” Anastasija Baburova. La preparazione dell'operazione è stata tenuta nel segreto più stretto e l'arresto è stato preceduto da attive misure operative tanto nell'ambito dei nazionalisti, quanto nel campo dell'informazione pubblica.

Il 5 novembre sono stati resi noti ufficialmente i nomi dei sospetti: Evgenija Chasis, anno di nascita 1985, e Nikita Tichonov, anno di nascita 1980; come ha confermato la Commissione inquirente, nei loro confronti è stata formulata un accusa secondo il comma 2 dell'art. 105 del Codice Penale della Federazione Russa – omicidio, compiuto da un gruppo di persone su previo accordo.

Di fatto la versione principale fin dall'inizio delle indagini si basava sulla presunzione di complicità nell'omicidio dei fascisti, nemici di principio dei quali erano sia Stanislav, sia Anastasija. Markelov portava avanti i procedimenti penali riguardanti gli antifascisti e si occupava del monitoraggio dei crimini dei nazi russi e aveva la possibilità di riferire agli organi giudiziari i fatti di cui era venuto a conoscenze nel corso di questo lavoro. Baburova metteva in luce i procedimenti penali a carico dei fascisti e prendeva parte attivamente al movimento antifascista. Stando alle informazioni in nostro possesso, gli arrestati appartengono a un gruppo fascista.

Per ora è presto dire che il caso è risolto. Resta ancora da dimostrare la colpevolezza degli arrestati e da individuare gli altri complici dell'omicidio. Così come il mandante, se ce n'era uno.

Ieri, 5 novembre, il tribunale del quartiere Basmannyj [1] ha esaudito la richiesta della procura per l'incarcerazione di Tichonov. La richiesta è stata esaminata a porte chiuse; questo è stato richiesto sia dalla procura, sia dall'avvocato del sospetto Evgenij Skripilev. Se il pubblico ministero si rifaceva all'art. 241 (comma 2, punto 1) del Codice di Procedura Penale della Federazione Russa, secondo cui un procedimento inerente a un processo si tiene a porte chiuse nel caso in cui l'esame del caso possa portare alla rivelazioni di segreti di stato o di altri segreti tutelati dalla legge, Skripilev, a suo dire, si è mosso negli interessi del proprio assistito.

Gli inquirenti, in effetti, fanno tutto il possibile per mantenere la massima segretezza. In tribunale il volto del sospetto, mentre veniva portato per il corridoio, è stato coperto con un sacco speciale e i rappresentanti della procura hanno comunicato ai giornalisti presenti solo il suo nome – Tichonov Nikita Aleksandrovič [2]. L'avvocato Skripilev, a sua volta, si è rifiutato di fare commenti e non ha risposto neanche alla domanda se il suo assistito si fosse riconosciuto colpevole.

Anche il volto del secondo imputato condotto in tribunale – Chasis Evgenija Danilovna – è stato accuratamente nascosto. Prima dell'inizio del procedimento il giudice Mušnikova ha chiesto all'imputata se non volesse dichiarare la ricusazione dell'avvocato.

– E cos'è una ricusazione? – ha chiesto precisazioni Chasis.

Quando all'imputata è stata spiegata l'essenza di questa procedura, costei ha dichiarato: “Non voglio fruire dei servizi dell'avvocato assegnatomi. Ho il mio avvocato, con cui ho siglato un accordo. Si chiama Vasil'ev Aleksandr Vital'evič”.

L'avvocato Vasil'ev è noto al pubblico. Questi è stato avvocato difensore in molti processi clamorosi contro i neonazisti. In particolare ha rappresentato gli interessi dell'imputato Maksim Marcinkevič, soprannominato Tesak [3], noto leader del gruppo nazista “Format-18” [4].

Alla fine il tribunale ha sancito anche l'arresto di Evgenija Chasis.

Zinaida Burskaja
Sergej Skolov


05.11.2009, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2009/123/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Quartiere del centro di Mosca, il cui tribunale è tristemente noto per aver emesso molte sentenze contro avversari di Putin.

[2] Cioè Nikita Aleksandrovič Tichonov. In contesti ufficiali i russi sono indicati per cognome, nome e patronimico.

[3] Spada.

[4] Il numero 18 sta per “Adolf Hitler” (nell'alfabeto latino la “a” è la prima lettera, la “h” l'ottava).



http://matteobloggato.blogspot.com/2009/11/qualcosa-si-muove-nel-caso-dellomicidio.html

02 novembre 2009

A proposito della Russia e della democrazia

Il frigorifero e la democrazia



Era adatta la Spagna alla democrazia? E la Russia? E la Papua-Nuova Guinea? La questione non sta in questo, ma in chi e in come lo dice


La scorsa settimana sono stata in Spagna per un motivo per me piacevole: ho presentato in spagnolo il mio libro “Nijazbek”. Stare in Spagna per un russo è particolarmente piacevole, perché la Spagna, se qualcuno non lo sa, è un paese inadatto alla democrazia.

Gli spagnoli, se ricordate, cacciarono gli ebrei e i mori e quelli che non cacciarono, li bruciarono, colpirono con la burocrazia tutto il paese, cosicché ancora all'inizio del XX si coprivano brillantemente di vergogna.

Perché appena il governo repubblicano andò al potere, subito in tutta la Spagna, e in particolare in Catalogna e in Andalusia, gli anarchici cominciarono a uccidere i proprietari terrieri e ad aprire le pance ai sacerdoti e questo casino toccò tanto gli spagnoli che molti accolsero Franco con entusiasmo.

Ma quando i repubblicani cominciarono a combattere contro Franco, allora si chiarì che gli anarchici, anche se uccidevano bene i sacerdoti, combattevano male e leader della resistenza divennero gli estremamente poco numerosi comunisti per il rispettabile motivo che erano totalmente di Stalin. In breve, i cittadini repubblicani non ebbero schifo di essere marionette in mano a un despota straniero, che utilizzava il loro paese come un poligono dove colpire Hitler e l'Occidente.

Cioè, a dirla in breve, veri e propri der'-mokraty [1], liberasty [2], ecc.

E allora? Allora niente, in Spagna ora c'è la democrazia e se a qualcuno venisse in mente di ragionare sul fatto che, dice, i der'mokraty si sono coperti di vergogna e che la Spagna non è adatta alla democrazia, lo guarderebbero come un idiota.

Beh, si sono coperti di vergogna. E i francesi si sono coperti di vergogna nel 1792. Succede.

Il discorso secondo cui la Russia non sarebbe adatta alla democrazia e che ha la sua strada per la democrazia è molto popolare a cominciare dalle nostre autorità. La Papua-Nuova Guinea è adatta, ma la Russia no. Perché queste persone odino tanto la Russia da considerare i russi peggiori dei papuasi non lo so, ma lo indovino.

Il fatto è che la tesi sulla “propria strada per la democrazia” è stupefacentemente menzogna o verità non solo a seconda di ciò di cui si parla, ma anche a seconda di chi la esprime.

Cioè, quando la tesi è espressa da Barack Obama è la verità. Anche quando questa tesi è espressa, per esempio, dall'ex immutabile e molto autoritario premier di Singapore Lee Kwan Yew, uno dei più grandi politici del XX secolo, che ha fatto di un paese povero uno degli stati più fiorenti nel corso di una (!) generazione, è la verità. Ma quando la esprime un qualche Surkov [3] è, scusate il termine, una fesseria.

Con la democrazia, ragazzi, è come con l'elettricità. Se portate in Russia un frigorifero e non funziona, non credete all'elettricista che vi racconta che in Russia non è in vigore la legge di Ohm. Ciò significa che il frigorifero è rotto e l'elettricista non lo vuole riparare.

Un'altra domanda è perché in Russia si rompano i frigoriferi.

La risposta a questa domanda, purtroppo, la sapevano tutti i pensatori antichi e medievali da Aristotele a Machiavelli, ma per qualche motivo al tempo dell'ONU, dell'UE e di altre cose non amano ricordare i diritti umani.

Questa risposta è molto semplice: la democrazia non è un metodo di governo stabile nei paesi poveri. Se la maggioranza degli elettori è povera, una democrazia del genere inevitabilmente si muterà in dittatura.

In Bolivia la maggioranza degli elettori è povera e questi votano con entusiasmo per il presidente Evo Morales, che a quasi tutta la popolazione dà circa 200 bolivianos (30 dollari) al mese. In Iran gli elettori sono poveri e la maggior parte del paese nei distretti agrari ha votato con entusiasmo per il presidente Ahmadinejad, che ha risollevato l'Iran caduto in ginocchio e lo ha portato ai confini avanzati delle nanotecnologie, come comunicano loro in televisione.

Avete riflettuto sul perché in Cina nel 1949 ha vinto Mao? Mao era un condottiero senza talento, che perdeva tutte le battaglie in cui era implicato, ma nella Yan'an [4] presa da lui regnava un terrore più orribile che durante le più crudeli purghe di Stalin. Ma quale significato aveva ciò, se dalla sua parte c'erano milioni di contadini cinesi? Dio non voglia che domani in Cina si introduca la democrazia – 700 milioni di contadini poveri voteranno per un nuovo Mao.

Ripeto: la democrazia dei poveri è instabile e finisce in dittatura. In una società composta di poveri il diritto dei proprietari è garantito non da un regime democratico, ma da uno autoritario. Il dispotismo illuminato dei secoli XVII-XVIII, sotto il quale ha avuto luogo lo sviluppo tecnico dell'Europa, era un regime in qualche modo perfino più autoritario di quello cinese attuale. Proprio in questo sta il miracolo del progresso tecnico, nel fatto che abbia permesso tecnicamente ad alcuni paesi di aumentare il numero di elettori benestanti.

Proprio in questo sta anche la differenza tra un cattivo autocrate e uno buono. Un cattivo autocrate utilizza il potere per riempirsi le tasche. Un buon autocrate, come il già ricordato Lee Kwan Yew, utilizzava il proprio potere per difendere il diritto di proprietà.

Dopo l'uscita di scena di un cattivo dittatore nel paese comincia un casino o una nuova dittatura. Una buona dittatura consuma se stessa e finisce in democrazia.

Il generale Augusto Pinochet in Cile ha creato un'economia fiorente e ha indetto elezioni che, sperava, avrebbe vinto. Ha perso ed è stato costretto ad andarsene, poiché davanti a se aveva una scelta: o sacrificare il potere o tradire tutto ciò per cui aveva preso il potere.

Il generale Franco era crudele e molto indulgente con i suoi amici ladri. Ma grazie al fatto che sotto il suo potere i sindacati erano proibiti, la Spagna risultava il paese più conveniente d'Europa dal punto di vista della forza lavoro. E dopo che alla fine degli anni '60 Franco stabilizzò il peso [5], nel paese irruppe un flusso di investimenti stranieri. Per l'Europa di quel tempo la Spagna era la stessa cosa che la Cina per il mondo ora. Allora la richiesta di quadri era tale che per molti spagnoli nacque una stupefacente abitudine, che non aveva nulla di analogo in Europa: lavorare per due o tre compagnie contemporaneamente.

E quando gli investimenti divennero molti, gli stipendi crebbero e quando crebbero sorse la questione di togliere le barriere commerciali per dare redditività alle fabbriche e di entrare nell'UE [6]. Ma entrare nell'UE significava democrazia.

Ogni frigorifero si può collegare alla rete elettrica in modo diverso. Un modo è per mezzo di un trasformatore, un altro – per mezzo di una prolunga. Ma non credete a chi dice che se il frigorifero non funziona, ciò significa che l'elettricità in quel posto va in un modo diverso. E, ahimè, neanche a chi ritiene che sia sufficiente portare un frigorifero in casa perché funzioni.

Julija Latynina
osservatrice della "Novaja gazeta"

02.11.2009, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2009/122/01.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Gioco di parole tra der'mo, “merda” e demokraty, “democratici”. E' uno degli insulti che i sostenitori di Putin rivolgono all'opposizione.

[2] Gioco di parole tra liberaly, “liberali” e pederasty, “pederasti”. Quanto all'uso, vedi sopra.

[3] Vladislav Jur'evič Surkov, principale ideologo del Cremlino.

[4] Città della Cina centro-settentrionale.

[5] Sic. In realtà si trattava della peseta.

[6] In realtà si trattava della CEE.


http://matteobloggato.blogspot.com/2009/11/proposito-della-russia-non-adatta-alla.html